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Quando una pittura per esterni si solleva formando scaglie, pellicole o vere e proprie placche, il problema raramente riguarda soltanto l'ultima mano di colore.
La pittura è l'ultimo strato di una successione che può comprendere muratura o calcestruzzo, intonaco, rasatura, vecchi cicli pittorici, fissativi e finitura finale.
Pittura staccata su facciata - Gemini
Se uno qualsiasi di questi strati perde adesione, anche ciò che si trova sopra può staccarsi.
La diagnosi deve quindi partire dal punto nel quale avviene realmente il distacco.
Una pellicola che si separa lasciando sotto una vecchia pittura ancora compatta indica una situazione diversa da una scaglia nella quale vengono via contemporaneamente colore, rasatura e una parte dell'intonaco.
Una corretta osservazione della superficie permette già di separare fenomeni differenti.
Nello sfogliamento la pittura perde adesione e si separa dal fondo sotto forma di scaglie o lembi.
Lo sfarinamento si manifesta invece passando una mano sulla superficie e trovando una quantità evidente di polvere colorata.
Il film non necessariamente si stacca in pezzi, ma ha perso coesione superficiale.
Le bolle indicano un sollevamento localizzato del rivestimento.
Possono essere associate a presenza d'acqua, vapore, contaminazioni del supporto o incompatibilità del ciclo, ma la causa deve essere verificata.
Le microfessure producono ancora un'altra configurazione: la pittura può rimanere aderente ma presentare una rete di piccole aperture.
Identificare il difetto è importante perché fissare una superficie polverosa, rimuovere una pellicola distaccata e riparare un intonaco fessurato sono lavorazioni differenti.
Un piccolo lembo già sollevato può fornire molte informazioni senza effettuare demolizioni estese.
Se viene via soltanto la nuova tinta e sotto rimane una vecchia finitura lucida e molto compatta, può esserci stato un problema di adesione tra i due cicli.
Se la scaglia porta con sé tutte le precedenti pitture fino all'intonaco, il punto debole si trova più in profondità.
Quando aderisce alla pittura anche una parte granulosa del supporto, può essere l'intonaco stesso a essersi degradato.
Una facciata non dovrebbe quindi essere valutata semplicemente chiedendosi quale pittura applicare sopra quella esistente.
Bisogna prima stabilire se ciò che rimane sia abbastanza solido da diventare il supporto del nuovo intervento.
L'acqua può agire sulla facciata in modi diversi.
La pioggia colpisce direttamente la superficie e può penetrare attraverso microfessure, giunti degradati e dettagli costruttivi non protetti.
Un pluviale lesionato può mantenere bagnata sempre la stessa fascia verticale.
Una copertina priva di adeguato gocciolatoio può far scorrere l'acqua lungo il muro.
Un davanzale può scaricare sui lati invece che allontanare l'acqua dalla facciata.
Nella zona inferiore dell'edificio possono invece agire umidità proveniente dal terreno e spruzzi ripetuti.
Quando il supporto si bagna e successivamente cerca di asciugare verso l'esterno, il ciclo di finitura viene sottoposto a sollecitazioni ripetute.
Una nuova pittura dovrebbe essere scelta soltanto dopo aver ridotto o eliminato l'apporto d'acqua evitabile.
Una fessura molto sottile può sembrare trascurabile quando la facciata è asciutta.
Durante pioggia accompagnata dal vento, però, l'acqua viene spinta contro la superficie e può penetrare nella discontinuità.
Il problema si aggrava quando la crepa attraversa l'intonaco o si trova vicino a un raccordo.
L'umidità può successivamente diffondersi dietro la pittura in una zona più ampia rispetto al punto di ingresso.
Per questo una bolla o uno sfogliamento non indicano necessariamente la posizione esatta dalla quale entra l'acqua.
Il percorso deve essere ricostruito osservando anche ciò che si trova sopra e lateralmente al difetto.
Una facciata deve contemporaneamente limitare l'ingresso dell'acqua meteorica e permettere una gestione compatibile del vapore presente negli strati.
Sono due proprietà differenti.
La UNI EN 1062-3 riguarda la permeabilità all'acqua liquida dei rivestimenti per murature esterne, mentre la UNI EN ISO 7783 definisce il metodo per determinarne la trasmissione del vapore.
Una pittura molto resistente all'acqua liquida non dovrebbe quindi essere descritta automaticamente come poco traspirante, né una pittura molto permeabile al vapore come incapace di proteggere dalla pioggia.
I prodotti moderni possono combinare le proprietà in misura diversa. Il criterio corretto consiste nel scegliere un ciclo compatibile con supporto, esposizione e umidità reale della parete.
Il concetto di muro che respira viene spesso utilizzato in modo eccessivamente generico.
Una parete non smaltisce l'umidità come un sistema di ventilazione.
Il vapore attraversa gli strati in funzione delle loro proprietà e delle condizioni termoigrometriche.
La finitura esterna rappresenta soltanto una parte di questa resistenza complessiva.
Su una vecchia muratura molto permeabile, coprirla con un ciclo fortemente filmogeno senza valutarne la compatibilità può modificare il comportamento originario.
Su un supporto asciutto e correttamente progettato possono invece essere appropriate anche finiture con caratteristiche differenti.
La scelta non dovrebbe quindi derivare da slogan come facciata traspirante, ma dai dati del sistema e dalle condizioni dell'edificio.
Se passando la mano sulla facciata rimane molta polvere, il nuovo prodotto aderirebbe principalmente a particelle che non sono saldamente collegate al muro.
La superficie deve essere preparata.
A seconda dell'entità del fenomeno può essere necessaria una pulizia approfondita, la rimozione delle parti degradate e l'utilizzo di un fondo consolidante compatibile.
Il consolidante non deve però trasformarsi in una scorciatoia per salvare qualsiasi intonaco.
Quando il materiale si sgretola in profondità serve una riparazione del supporto, non semplicemente un primer più concentrato.
Il lavaggio è una fase frequente nel ripristino delle facciate, ma pressione, distanza e ugello devono essere adeguati alla superficie.
Un getto troppo aggressivo può erodere un intonaco debole, aprire microfessure, asportare stuccature e spingere acqua in profondità.
Su un sistema a cappotto la cautela deve essere ancora maggiore perché dietro la finitura si trova una stratigrafia con spessori e funzioni specifiche.
Un lavaggio a pressione contenuta può essere appropriato in determinati cicli di manutenzione ETICS.
Idropulitrice su facciata - Gemini
Il criterio non è ottenere una facciata perfettamente bianca con il getto più forte possibile, ma creare un supporto pulito senza danneggiare ciò che deve essere conservato.
La famiglia del legante modifica il comportamento del rivestimento.
Le pitture acriliche possono offrire buona adesione e protezione su numerosi supporti compatibili, con caratteristiche che dipendono dalla formulazione.
I sistemi silossanici vengono frequentemente scelti quando si desidera combinare una buona repellenza all'acqua meteorica con un comportamento favorevole alla diffusione del vapore.
Le pitture ai silicati appartengono invece alla famiglia delle finiture minerali e richiedono supporti e preparazioni compatibili con il loro meccanismo di adesione e mineralizzazione.
Non è possibile stabilire che una famiglia sia universalmente migliore delle altre.
Una vecchia facciata minerale, una rasatura cementizia contemporanea e un sistema ETICS possono richiedere cicli differenti.
Pilastrini, frontalini dei balconi e parti in calcestruzzo armato possono mostrare linee brune o porzioni di materiale espulse.
L'acqua può avere raggiunto le armature e favorito fenomeni corrosivi.
La pittura che si stacca è allora una conseguenza secondaria.
Coprirla nuovamente senza ripristinare il calcestruzzo significa rendere più difficile osservare l'evoluzione del problema.
Macchia di ruggine su facciata - Gemini
I frontalini dei balconi sono inoltre elementi sopraelevati: parti di intonaco o calcestruzzo distaccate possono costituire un rischio per le persone sottostanti e richiedono un controllo professionale tempestivo.
Consideriamo una casa nella quale la pittura si stacca in placche sotto tre finestre del primo piano. Il resto della facciata è ancora aderente.
Si potrebbe pensare a un difetto generale della vecchia finitura e decidere di ridipingere tutto.
Durante il sopralluogo si nota però che i davanzali presentano fessure laterali e l'acqua lascia evidenti colature proprio sopra le zone degradate.
Rimuovendo una scaglia, l'intonaco sottostante risulta umido e leggermente friabile. In questo caso la priorità non è trovare una pittura più resistente.
Bisogna ripristinare il dettaglio dei davanzali, lasciare asciugare la muratura, rimuovere le parti incoerenti e ricostruire localmente il supporto prima del nuovo ciclo.
Se i davanzali rimanessero invariati, una nuova finitura potrebbe ricominciare a degradarsi esattamente negli stessi punti.
Il ripristino dovrebbe iniziare individuando dove avviene il distacco e perché.
La facciata va osservata nel suo insieme, controllando gronde, pluviali, davanzali, copertine, basamento, crepe e zone interessate da sali o microrganismi.
Prima della nuova pitturazione devono essere eliminate le cause d'acqua che possono essere corrette.
Le finiture e le parti di intonaco non aderenti vengono rimosse fino a raggiungere un supporto sufficientemente stabile.
Pittura su facciata - Gemini
La superficie viene quindi pulita e lasciata asciugare nelle condizioni previste.
Fessure e rappezzi vengono trattati secondo la loro natura, senza affidare a un rivestimento elastico il compito di correggere eventuali problemi strutturali.
Primer, rasatura e pittura devono formare un ciclo compatibile sia tra loro sia con ciò che rimane della vecchia facciata.
Sui cappotti termici il ripristino deve essere verificato rispetto allo specifico sistema ETICS.
Questo, in quanto una manutenzione superficiale risulta essere appropriata soltanto quando gli strati sottostanti sono ancora affidabili.
Lo scopo di una pittura esterna, dunque per facciate ed elementi affni, è quello di proteggere l'elemento su cui si posa.
In fase di acquisto, essa prevede l'utilizzo di una serie di criteri di scelta.
Bisogna innanzitutto partire dall'analisi del tipo di supporto, per poi approfondire le sue condizioni.
Per soddisfare questa duplice esigenza, aziende come Weber hanno preso la decisione di mettere a punto una gamma di prodotti specifici per ogni condizione.
Il catalogo dell'azienda in questione propone infatti prodotti a base organica, i quali assicurano prestazioni di lunga durata, e rivestimenti silossanici particolarmente indicati per via della loro ottima traspirabilità.
Gli edifici storici e gli immobili in fase di restauro, prevedono un trattamento per forza di cose differente.
Infatti, sono necessari dei prodotti che tengano conto anche di fattori come l'umidità.
Fenomeno ricorrente, in caso di opere realizzate in prossimità di laghi.
All'interno del suo catalogo, Weber offre per questo motivo pitture e rivestimenti colorati ai silicati di potassio.
In questo modo, la permeabilità di questi stessi prodotti saprà proteggere in maniera adeguata la facciata esterna in questione.
Pittura su edificio storico - Gemini
Senza tralasciare un'altra caratteristica fondamentale, ovvero l'elevata resistenza a escursioni termiche, esposizioni solari più o meno prolungate e piogge acide.
Per proteggere una facciata esterna, una delle migliori pitture in assoluto è quella silossanica.
Essa si occupa infatti di respirare l'acqua piovana lasciando evaporare l'umidità interna della parete.
Un'altra sua funzione altrettanto importante, riguarda la prevenzione della formazione di agenti esterni come le muffe o le alghe.
Come ribadito sopra, è inoltre particolarmente consigliata per edifici storici o zone particolarmente umide e piovose.
Pittura protettiva su facciata - Gemini
Il catalogo di Weber, a questo proposito, offre agli utenti interessanti pitture come quella appena descritta, e numerose altre alternative efficaci.
Per scegliere al meglio i prodotti per verniciare l'esterno della propria casa o del proprio fabbricato, bisogna affidarsi a specialisti nel settore come Weber, leader mondiale nella produzione di premiscelati per l'edilizia, con un'ampia gamma di soluzioni che si basano su tecnologie e formulazioni avanzate al fine di soddisfare le più elevate esigenze tecniche.
La messa a punto di soluzioni innovative sviluppate in diretta collaborazione con la clientela garantisce qualità, sicurezza e competitività.
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