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Una pavimentazione esterna intorno alla piscina deve sopportare condizioni molto diverse rispetto a un normale vialetto di casa.
È continuamente esposta al sole, agli sbalzi di temperatura, all'acqua, ai prodotti per la disinfezione della vasca e al passaggio quotidiano di persone, spesso a piedi nudi.
Per questo motivo anche un pavimento in pietra di ottima qualità, se il supporto sottostante perde stabilità, può iniziare a mostrare piccoli difetti che con il tempo diventano sempre più evidenti.
Lavori di realizzazione della piscina con base pronta per la pavimentazione - iStock
Molti proprietari si accorgono del problema soltanto quando una lastra si muove oppure compare un dislivello evidente. In realtà i segnali arrivano molto prima.
Saperli riconoscere permette spesso di limitare l'intervento e di evitare lavori più invasivi.
Il cedimento raramente dipende dalla pietra. Nella maggior parte dei casi riguarda ciò che si trova sotto il rivestimento.
L'acqua è il fattore che incide maggiormente.
Schizzi continui, lavaggi, pioggia e infiltrazioni possono raggiungere il letto di posa e, stagione dopo stagione, modificare la consistenza del sottofondo.
Se il drenaggio non funziona correttamente, il materiale perde compattezza e alcune lastre iniziano ad abbassarsi.
Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda le variazioni di temperatura.
Estate e inverno provocano continue dilatazioni e contrazioni dei materiali.
Se fughe e giunti non riescono più ad assorbire questi movimenti, la pavimentazione comincia lentamente a deformarsi.
Non sempre il cedimento interessa un'area ampia.
Può riguardare anche una sola lastra, magari vicino alla doccia esterna o al bordo della vasca.
Un controllo semplice consiste nell'osservare come si comporta il pavimento durante il passaggio.
Una pietra ben posata rimane stabile e trasmette una sensazione compatta.
Se invece si avverte una leggera oscillazione oppure un piccolo rumore secco sotto il piede, significa che qualcosa è cambiato.
Anche il suono può aiutare.
Battendo delicatamente sulla superficie, alcune lastre restituiscono un rumore pieno, altre uno più vuoto.
Quando questa differenza interessa più elementi vicini è possibile che sotto si sia formato uno spazio privo di sostegno.
Naturalmente il test non sostituisce una verifica tecnica, ma consente di individuare le zone da monitorare con maggiore attenzione.
All'inizio il cambiamento può essere quasi impercettibile.
Camminando a piedi nudi si avverte il bordo di una pietra leggermente più alto rispetto alla successiva.
Col passare dei mesi quel piccolo gradino aumenta.
Fase di posa delle piastrelle durante la costruzione della piscina - iSotck
Le cause possono essere diverse:
Non conviene intervenire semplicemente riempiendo il dislivello con nuovo stucco.
Se la quota continua a modificarsi significa che il problema si trova sotto il pavimento esterno, non sulla superficie.
Osservare se il gradino aumenta dopo l'inverno o dopo piogge abbondanti è già un'informazione molto utile.
Molte persone pensano che una fuga rovinata serva solo a peggiorare l'aspetto della pavimentazione. In realtà svolge una funzione molto più importante.
Quando inizia a svuotarsi o a staccarsi dai bordi della pietra, crea un passaggio diretto per l'acqua.
L'umidità raggiunge facilmente il sottofondo e, con il tempo, porta via le parti più fini del materiale di posa.
Se dopo aver rifatto una fuga questa si rompe sempre nello stesso punto, è difficile che il problema dipenda soltanto dal sigillante.
Molto probabilmente la lastra continua a muoversi leggermente.
In questi casi è preferibile controllare la stabilità del supporto prima di ripetere la stessa riparazione.
Una piscina produce inevitabilmente molta acqua fuori dalla vasca.
Tra bagni, docce, pulizie e schizzi, il pavimento resta spesso bagnato.
Quello che conta è osservare quanto tempo impiega ad asciugarsi.
Se una zona rimane umida molto più a lungo rispetto alle altre, potrebbe essersi formata una piccola depressione.
Anche pochi millimetri bastano per trattenere acqua e favorire la comparsa di alghe, macchie e superfici scivolose.
Molti proprietari attribuiscono questi ristagni al normale utilizzo della piscina.
In realtà rappresentano uno dei primi segnali di un possibile cedimento del sottofondo.
Progettazione della pavimentazione attorno alla piscina con forme curve - iStock
Continuare a lavare il pavimento senza capire perché l'acqua si fermi sempre nello stesso punto significa ignorare il sintomo più evidente.
Molti cedimenti iniziano perché l'acqua non viene smaltita correttamente.
Per questo motivo non basta osservare le pietre: bisogna verificare anche il sistema che raccoglie e allontana l'acqua.
Canalette, griglie e scarichi devono restare puliti durante tutta la stagione.
Sabbia, foglie, residui vegetali e piccoli detriti possono rallentare il deflusso senza provocare un allagamento evidente.
L'acqua trova così percorsi alternativi e finisce sotto il pavimento piscina.
Anche la doccia esterna merita attenzione.
È uno dei punti più utilizzati e concentra ogni giorno molta acqua nello stesso spazio.
Se il pavimento resta bagnato anche diverse ore dopo l'utilizzo, conviene approfondire il motivo.
Quando la piscina è vicina ad aiuole, siepi o alberi, anche la vegetazione può influire sulla stabilità della pavimentazione.
Le radici più robuste riescono a modificare lentamente il terreno sottostante, mentre quelle più sottili trattengono umidità nelle fughe e favoriscono piccoli movimenti delle lastre.
Il fenomeno è quasi sempre graduale.
All'inizio si nota una fila di pietre leggermente rialzata oppure una fuga che continua ad aprirsi sempre nello stesso punto.
Per questo motivo, nella progettazione di un pavimento in pietra vicino al verde, conviene considerare non solo l'estetica ma anche lo sviluppo futuro delle piante.
Prima di intervenire è utile raccogliere qualche informazione.
Bastano pochi controlli eseguiti con calma per capire se il problema è limitato oppure interessa una parte più ampia della pavimentazione.
Ad esempio è consigliabile verificare:
Queste osservazioni aiutano a capire se il problema riguarda una singola lastra oppure il sottofondo.
Sostituire immediatamente la pietra più rovinata, senza verificare cosa succede sotto, porta spesso a rifare lo stesso intervento pochi anni dopo.
Se il cedimento interessa una zona estesa oppure coinvolge il bordo della piscina, è meglio evitare riparazioni improvvisate.
Alcune aziende italiane, come Lithos Design e Pietre Di Rapolano, propongono materiali e sistemi destinati anche agli spazi esterni.
Tuttavia la qualità della pietra non basta se posa, drenaggio e sottofondo presentano difetti.
In molti casi il risultato finale dipende più dall'esecuzione del lavoro che dal materiale scelto.
Pietra naturale pronta per realizzare un pavimento piscina resistente -
Pietredirapolano
Un tecnico esperto può verificare se occorre riposizionare soltanto alcune lastre oppure intervenire sul supporto sottostante.
Nella pratica ho notato che molte persone aspettano troppo prima di intervenire. .
Finché il difetto è piccolo lo considerano normale, poi quando una pietra si rompe o diventa pericolosa il lavoro è inevitabilmente più costoso.
Non sempre, però, conviene rifare tutta la pavimentazione.
Se il problema è circoscritto e viene individuato in tempo, spesso è sufficiente intervenire solo nella zona interessata.
Al contrario, limitarsi a sostituire una lastra senza eliminare infiltrazioni, ristagni o cedimenti del sottofondo è una scelta che difficilmente dura nel tempo.
In queste situazioni si spende meno nell'immediato, ma quasi sempre si torna a intervenire dopo pochi anni.
Molti interventi peggiorano la situazione semplicemente perché si concentrano sull'effetto visibile e non sulla causa.
Pavimentazione esterna piscina in pietra naturale resistente all'acqua - Pietredirapolano
Gli errori più frequenti sono:
Intervenire sui primi segnali permette quasi sempre di contenere tempi e costi della manutenzione.
Un pavimento piscina non diventa irregolare da un giorno all'altro.
Prima compaiono piccoli movimenti, fughe che si aprono, ristagni, leggere differenze di quota e pietre che cambiano suono quando vengono battute.
Presi singolarmente possono sembrare difetti trascurabili.
Osservati insieme raccontano invece che qualcosa sotto il pavimento esterno non sta più lavorando come dovrebbe.
Controllare periodicamente la pavimentazione, soprattutto all'inizio della stagione estiva e dopo l'inverno, permette di intervenire quando il problema è ancora limitato.
È il modo migliore per preservare il pavimento in pietra, mantenere sicura l'area attorno alla piscina ed evitare lavori molto più impegnativi negli anni successivi.
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