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Quando si arreda un bagno contemporaneo e ci si concentra sulla scelta delle piastrelle, è frequente selezionare, sia per i muri sia per i pavimenti, quelle di grande formato.
Le fughe discrete e l'effetto visivo finale pulito ed essenziale, che lascia a bocca aperta soprattutto quando si osservano showroom e cataloghi.
Il formato maxi per le piastrelle del bagno è un'arma a doppio taglio - Adobe Stock
Nei bagni reali, spesso piccoli e con pianta irregolare, la musica cambia.
Il grande formato è tutto tranne che neutro e amplifica i difetti dello spazio dove vengono posate le piastrelle.
Il bagno in un appartamento di dimensioni contenute, ristrutturato con lo scopo di ottenere un ambiente dal mood stilistico squisitamente minimal.
In tali frangenti, le piastrelle di grande formato sono quasi sempre la prima scelta.
L'obiettivo principale è quello di mettere in secondo piano lo sgradevole effetto frammentato delle fughe.
Tutto coerente, se si rimane fermi alla fase progettuale.
Rivestimenti pareti per il bagno vanno scelte con buonsenso - Adobe Stock
Iniziata la posa, emergono le prime criticità. Una delle più rilevanti è la complessità dei tagli vicino ai sanitari.
Da citare sono anche le lastre spezzate in più punti, altro fattore che rovina i propositi di chi sogna un bagno in cui le fughe siano invisibili.
Quando si arreda un bagno piccolo, non sempre si tiene in considerazione l'effetto visivo delle piastrelle di grande formato.
Nei casi in cui lo spazio non è sufficientemente regolare, con lastre di grandi dimensioni vengono enfatizzati dettagli come i disallineamenti, per non parlare delle nicchie.
L'effetto piacevole della superficie continua diventa un'illusione, in quanto il rivestimento scelto enfatizza i limiti geometrici di un ambiente che, di base, richiede il focus su diversi dettagli tecnici per essere davvero funzionale.
Le piastrelle grandi non sono adatte ai bagni con pianta irregolare - Adobe Stock
Il problema si palesa soprattutto quando le pareti sono caratterizzate dalla presenza di interruzioni o quando la disposizione degli impianti obbliga, di fatto, a eseguire numerosi tagli.
In tutti questi casi, è opportuno sacrificare l'effetto spettacolare di un momento, puntando invece sulla praticità.
Quando si arriva alla fase esecutiva, non sempre queste promesse, oggettivamente allettanti sulla carta, vengono mantenute.
Quando la pianta del bagno è complessa, le fughe si concentrano in punti critici.
Le piastrelle grandi in bagno necessitano di una posa precisa - Adobe Stock
Se la posa non è all'insegna di quella precisione che solo i professionisti navigati garantiscono, le fughe risultano più evidenti proprio per via del contrasto con la dimensione delle lastre.
Un altro aspetto spesso sottovalutato quando si scelgono piastrelle di grande formato riguarda proprio le peculiarità stesse della stanza da bagno.
Se le superfici sono scure od opache, enfatizzano aloni, gocce d'acqua, accumuli di calcare.
Ciò implica, di riflesso, più tempo da dedicare alla pulizia.
Un bagno ordinato a prima vista ma con tracce di sporcizia che vengono notate quando si guarda meglio è tutto tranne che gradevole.
Chi pensa che le piastrelle di grande formato in bagno facilitino la vita, ancora una volta rischia di trovarsi davanti a una mastodontica delusione.
In qualsiasi bagno, la resa visiva delle piastrelle di grande formato è profondamente influenzata dalla luce.
In ambienti in cui l'illuminazione è ben gestita ed è valorizzata la bellezza della luce naturale, le superfici ampie e (quasi) continue funzionano molto bene.
In bagni ciechi o poco illuminati, l'effetto finale può rivelarsi deleterio.
Per un progetto illuminotecnico efficace, si può ricorrere ad applique di design come quelle proposte da Artemide.
Nei bagni poco illuminati, le piastrelle grandi sono da evitare - Adobe Stock
Superfici estese e uniformi assorbono la luce: questo effetto visivo riguarda soprattutto le piastrelle con colori tendenti allo scuro.
Se non si fa attenzione, il bagno risulterà poco accogliente.
Si può provare a compensare con luci artificiali più intense, ma la situazione finale rimarrà poco equilibrata.
Quando si sceglie il formato delle piastrelle, è quindi necessario considerare anche il modo in cui è gestita l'illuminazione in tutte le sue sfaccettature.
Ci sono situazioni in cui la scelta delle piastrelle di grande formato in bagno ha un perché.
Metrature ampie, pareti regolari e arredamento minimal aiutano a esaltare l'eleganza delle piastrelle maxi e delle superfici continue.
Attenzione: questo non significa che non si debba studiare nei dettagli la posa, cercando di ridurre i tagli al minimo.
Rivolgersi a professionisti qualificati fa sempre una grande differenza.
Il grande formato per i rivestimenti è molto amato da chi vuole un bagno che, al primo sguardo, restituisca un'idea di lusso.
Questo porta a sottovalutare l'impatto di questa scelta su proporzioni e comfort.
La dimensione delle piastrelle è solo uno dei fattori che contribuiscono all'esito finale.
Bisogna considerare l'equilibrio complessivo tra rivestimenti, elementi d'arredo e accessori.
La differenza tra un bagno di design e uno uguale a tantissimi altri risiede spesso in dettagli che vanno al di là della scelta di elementi d'arredo come il lavabo.
Falper è un ottimo punto di riferimento per chi cerca soluzioni made in Italy di grande fascino - o la doccia.
Tra questi rientra il formato delle piastrelle che, per un risultato coerente, deve essere scelto tenendo conto di metratura della stanza, disposizione degli arredi e illuminazione.
Quando ci si fossilizza su un'immagine di riferimento o su uno specifico trend, i limiti emergono rapidamente.
Il grande formato per le piastrelle del bagno è una scelta potente, ma proprio per questo richiede consapevolezza massima.
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