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Capita spesso in cucina. Apri il rubinetto, l’acqua scende senza fatica, il lavello non si riempie.
Eppure dallo scarico arriva un gorgoglio secco, ripetitivo.
Non è forte, ma è costante.
Molti lo ignorano, pensando a un dettaglio secondario.
In realtà uno scarico rumoroso che non è intasato sta comunicando qualcosa di preciso.
Il punto non è il rumore in sé.
È il fatto che l’impianto stia lavorando fuori equilibrio, anche se all’apparenza tutto sembra funzionare.
Uno scarico lavandino funziona bene solo quando acqua e aria riescono a muoversi insieme.
Ogni volta che l’acqua scende, deve entrare aria a compensare il vuoto che si crea nella tubazione.
Se questa aria non trova spazio, viene risucchiata dove può. Spesso dal sifone.
Intervento sul sifone per capire se il rumore dipende dalla ventilazione - foto Getty Images
Il gorgoglio nasce proprio lì.
Non è l’acqua che fa rumore, ma l’aria che viene trascinata in modo irregolare.
È un segnale tipico di un impianto che scarica, sì, ma lo fa “forzando” il sistema.
Negli appartamenti il problema è più frequente perché le colonne di scarico sono condivise e la ventilazione non sempre è progettata bene o mantenuta nel tempo.
In molte case il rumore compare solo dal lavello della cucina.
Questo non significa che il problema sia lì.
La cucina è spesso collegata a una colonna che serve anche altri scarichi, magari su più piani.
In più, il lavello è uno dei punti dove passa più acqua in poco tempo.
Basta svuotare una pentola o aprire il rubinetto al massimo per creare una richiesta improvvisa di aria.
Se l’impianto non riesce a compensare, il rumore esce da lì.
È anche il motivo per cui il gorgoglio può comparire quando:
Il lavello diventa la “valvola di sfogo” dell’impianto.
Il sifone non è la causa, ma è il punto più sensibile.
Serve a trattenere acqua per bloccare gli odori, ma quando nello scarico si crea una depressione, quell’acqua viene disturbata.
In questi casi si verificano situazioni tipiche:
Quando il lavandino scarica ma gorgoglia, il problema è spesso nell’equilibrio dell’impianto - GettyImages
Il sifone sta solo reagendo a un problema che nasce più in alto, spesso nella colonna di scarico o nella mancanza di ventilazione.
Smontarlo o pulirlo raramente risolve davvero.
Molti collegano subito il rumore a tubi intasati.
È comprensibile, ma in questi casi è una falsa pista.
Quando un tubo è davvero ostruito, l’acqua rallenta, risale, crea ristagni evidenti.
Qui invece succede il contrario: l’acqua scende veloce. Anche troppo.
Ed è proprio quella velocità a creare il problema, perché trascina aria senza darle il tempo di entrare correttamente.
Versare disgorganti o usare ventose può dare l’illusione di miglioramento, ma spesso non cambia nulla.
A volte il rumore diminuisce per qualche giorno, poi torna.
La causa non è lo sporco. È l’equilibrio dell’impianto.
Un aspetto che confonde molto è l’intermittenza del rumore. Non è sempre presente.
Si manifesta solo in condizioni specifiche.
Succede soprattutto quando passa molta acqua in poco tempo, se più scarichi lavorano insieme e nel caso in cui l’impianto è sotto carico.
Quando il flusso è minimo, l’impianto riesce a “reggere”.
Appena aumenta la richiesta, il limite viene fuori.
Questo rende il problema facile da ignorare, ma anche più subdolo. Per mesi sembra solo un fastidio. Poi peggiora.
Se inizi a sentire rumori anche dal bagno o dalla lavanderia, il segnale è più chiaro. Non è un problema locale.
È quasi sempre la colonna di scarico principale che non riesce a gestire correttamente aria e acqua.
Ispezione dello scarico lavandino per individuare problemi di aria o montaggi errati - Getty Images
In questi casi il lavello non è la causa, ma il punto in cui il difetto diventa udibile.
Continuare a ignorarlo significa convivere con un impianto che lavora costantemente fuori assetto.
Quando il problema si presenta, gli interventi sbagliati sono sempre gli stessi:

In realtà uno scarico ben progettato è silenzioso. Se fa rumore, qualcosa non va. Ignorare il segnale non porta benefici.
Al massimo rimanda il problema.
In più di un’occasione mi è capitato di entrare in case dove il gorgoglio andava avanti da anni.
Nessun intasamento, nessuna perdita. Solo rumore. In alcuni casi il proprietario si era abituato. In altri aveva provato di tutto, senza risultati.
La criticità vera è che non sempre vale la pena intervenire subito in modo invasivo.
Se il rumore è sporadico e non ci sono odori, può avere senso monitorare.
Ma quando diventa frequente, o coinvolge più scarichi, aspettare non conviene.
Ho visto impianti peggiorare lentamente fino a creare ritorni di odori continui.
A quel punto l’intervento è sempre più complesso e costoso.
Non è una soluzione adatta a chi cerca rimedi rapidi o fai-da-te.
E non conviene nemmeno forzare soluzioni se l’impianto condominiale pone limiti evidenti.
Soluzioni tecniche per ridurre scarichi rumorosi senza intervenire sulla colonna - Geberit
In certi casi bisogna accettare che il problema non è nel singolo appartamento, ma a monte.
Più che fare tentativi, conviene osservare. Alcuni segnali aiutano a capire:
Questi non sono dettagli.
Sono indicatori chiari di uno squilibrio dell’impianto.
In situazioni di scarico rumoroso legate alla gestione dell’aria, sul mercato esistono soluzioni tecniche diverse, non tutte adatte a ogni impianto.
Aziende italiane come Valsir, Geberit e Aliaxis lavorano molto su sistemi di scarico e ventilazione pensati per ridurre depressioni e rumori, soprattutto negli impianti domestici.
Uno scarico che gorgoglia non si sistema da solo. Anzi, tende a peggiorare.
Le condizioni che ostacolano il passaggio dell’aria raramente migliorano con il tempo.
Intervenire quando il problema è ancora limitato permette di valutare soluzioni meno invasive.
Rimandare significa spesso dover agire in modo più drastico, soprattutto negli edifici condivisi.
Un sifone non equilibrato può causare gorgoglii anche senza ostruzioni - foto Valsir
Il silenzio di uno scarico non è un lusso. È il segno che l’impianto sta lavorando come dovrebbe.
Quando il rumore compare senza che i tubi siano intasati, non è un caso. È un messaggio tecnico, e come tale va letto.
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