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Il mese più difficile per la casa in inverno è gennaio.
A gennaio il riscaldamento è impostato come sempre, le ore di accensione non sono aumentate, eppure la casa sembra più fredda e i consumi iniziano a salire.
Il disagio di sentire freddo in casa a gennaio - foto Istock
Questo è il mese in cui arrivano i primi dubbi: “Sta funzionando tutto come dovrebbe?”
Chi osserva il comportamento delle abitazioni nel tempo lo vede ogni anno.
Gennaio non è solo il mese più freddo, è anche quello più rivelatore, perchè è il momento dell'anno in cui l’edificio mostra i suoi limiti reali.
Un caso molto ricorrente è quello di un appartamento in condominio degli anni ’70–’80 con una superficie tra 80 e 100 m², con una o due pareti perimetrali e riscaldamento autonomo.
A dicembre la casa si scalda abbastanza in fretta, invece a gennaio no: pur avendo i termosifoni caldi, il comfort non si percepisce.
Questo si verifica perché le strutture hanno ormai perso tutto il calore accumulato nei mesi precedenti.
La differenza chiave tra dicembre e gennaio consiste nella durata dello stress termico.
Diverse settimane di freddo continuo, infatti, portano le strutture dell'immobile a una temperatura più bassa e stabile.
In gennaio aumentano i consumi e la bolletta è più pesante - foto Istock
Da questo momento in poi, il riscaldamento non lavora più in mantenimento, ma
in rincorsa.
Ciò significa che a gennaio l'impianto, anziché riscaldare gli ambienti, deve innanzitutto combattere il freddo accumulato e questo fenomeno è l'esatto contrario del concetto di risparmio energetico.
Questa è la ragione per cui, anche senza cambiare abitudini, i consumi aumentano.
Quando le pareti sono fredde, assorbono calore dall’aria e dal corpo umano, pertanto, l’aria può anche raggiungere i 20 °C, ma se le superfici rimangono a 14–15 °C, il comfort crolla.
In questa situazione, molti commettono l’errore più comune ovvero alzare il termostato.
Purtroppo, però, il risultato è un aumento dei consumi senza raggiungere un reale miglioramento della sensazione di calore.
Nei mesi invernali, e in particolare a gennaio, il comfort peggiora prima ancora che i consumi diventino evidenti con l'arrrivo della bolletta.
Si inizia ad avvertire il freddo restando fermi, in particolare nelle ore serali o il mattino appena svegli.
Casa fredda soprattutto al mattino appena svegli - Pinterest
Non si tratta di una sensazione ma di un fatto oggettivo, perché il corpo percepisce immediatamente lo squilibrio tra aria e superfici, mentre lo sviluppo dei consumi segue con un certo ritardo.
Gennaio è il mese con il maggior numero di ore consecutive senza apporto solare e ciò significa che per molte ore l’edificio perde calore senza alcuna compensazione naturale.
Se durante la notte il riscaldamento viene abbassato troppo, le superfici si raffreddano ulteriormente e al mattino seguente.
Anche se l’aria si scalda in fretta, pareti e pavimenti restano freddi, peggiorando la sensazione di disagio.
A gennaio abbassare troppo la temperatura notturna è spesso controproducente, anche se sembra una scelta di risparmio.
A gennaio è un dato di fatto che l’impianto di riscaldamento si trova ad affrontare le condizioni più difficili dell’anno.
Le dispersioni sono maggiori, l’inerzia dell’edificio è ormai praticamente azzerata e ogni grado mantenuto richiede più energia.
Non è un problema di potenza, ma di equilibrio complessivo tra edificio e impianto.
A gennaio l'umidità interna spesso si sbilancia.
In alcune case scende troppo, accentuando la dispersione di calore corporeo, mentre in altre si accumula, rendendo l’aria pesante e fredda al tatto.
L'umidità interna accentua la sensazione di freddo - foto Istock
In entrambi i casi, generalmente si tende ad aumentare il riscaldamento per compensare una sensazione che non dipende solo dai gradi registrati.
Nella maggior parte dei casi, l’aumento dei consumi di gennaio non è frutto di un guasto dell'impianto di riscaldamento.
Se il comfort peggiora e i consumi salgono, le cause sono:
Pertanto, non è opportuno provvedere alla sostituzione di caldaia o termosifoni senza aver compreso il comportamento dell’edificio.
Gennaio è il mese ideale per capire come funziona davvero una casa individuando le stanze più fredde, gli angoli critici, le fasce orarie più critiche
Osservando la casa in questo periodo dell'anno si raccolgono informazioni preziose per valutare interventi futuri, anche piccoli, ma mirati.
Un aumento dei consumi a gennaio è fisiologico, dunque, tuttavia può essere il campanello d'allarme che qualcosa non funziona a dovere quando si verificano le seguenti situazioni:
Questi fattori sono i veri indicatori da osservare per stabilire se la casa è in grado di trattenere il calore, ovvero se presenta un buon isolamento termico.
Gennaio è certamente il mese in cui la casa, o meglio la sua efficienza, viene messa alla prova.
Interpretare il mese di gennaio per raggiungere il comfort in casa - Pinterest
È fondamentale comprendere il comportamento dell'abitazione a gennaio, perché è l'informazione che consente di gestire il comfort in modo consapevole.
La scelta vincente per garantirsi benessere stando in casa a gennaio non è il continuo innalzamento della temperatura dal termostato.
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