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Una pensilina fotovoltaica, o carport solare, combina la produzione di energia elettrica con la funzione di copertura per uno o più veicoli.
Ricarica veicoli elettrici sotto pensilina fotovoltaica - Daniele F. Toscana
A differenza di un normale impianto installato sul tetto, deve quindi essere progettata considerando contemporaneamente resa energetica, sicurezza strutturale e praticità del parcheggio.
Dimensioni, altezza e posizione dei pilastri devono consentire manovre, apertura delle portiere e passaggio delle persone.
Orientamento e inclinazione dei moduli vanno invece definiti in base all’esposizione solare, alle ombre e ai consumi dell’abitazione.
La copertura deve inoltre resistere a vento e neve, raccogliere correttamente l’acqua piovana e proteggere cavi e componenti elettrici dagli urti.
Prima della realizzazione occorre infine verificare fondazioni, collegamento alla rete, eventuale wallbox, titoli edilizi e prescrizioni locali, scegliendo se installare i moduli sopra un manto impermeabile oppure utilizzarli direttamente come parte della copertura.
Prima di definire potenza e inclinazione dei pannelli occorre stabilire quali veicoli utilizzeranno la pensilina e come verrà raggiunta.
Un posto destinato a una piccola automobile richiede ingombri differenti rispetto a uno utilizzato da SUV, furgoni, veicoli con portapacchi o auto dotate di portellone posteriore molto alto.
La verifica non dovrebbe riguardare soltanto la sagoma del veicolo fermo, ma anche apertura delle portiere, operazioni di carico, passaggio delle persone e presenza di una presa di ricarica.
I pilastri non devono trovarsi nei punti nei quali l’automobilista sterza, apre la portiera o esce dall’abitacolo.
Una struttura apparentemente compatta può diventare scomoda quando la colonna coincide con il montante centrale dell’auto o con il percorso necessario, per esempio, per avvicinare un passeggino.
Anche la direzione d’ingresso deve essere valutata: se il parcheggio viene raggiunto in retromarcia, gronde, pluviali e dispositivi elettrici non dovrebbero trovarsi vicino alla traiettoria del veicolo.
Ridurre eccessivamente la larghezza della pensilina per aumentare la quantità di superficie destinata ai moduli non rappresenta un vantaggio quando il posto diventa difficile da utilizzare.
La produzione energetica rimane importante, ma il primo requisito della struttura è permettere un uso agevole e sicuro del parcheggio.
Una copertura perfettamente coincidente con la proiezione dell’automobile protegge poco dalla pioggia inclinata e lascia scoperte le persone durante l’apertura delle portiere.
Un SUV ha bisogno di spazio - Daniele F. Toscana
È utile prevedere una sporgenza coerente con altezza, esposizione al vento e geometria del posto.
Il margine deve proteggere almeno le zone di ingresso e uscita senza diventare tanto ampio da aumentare inutilmente le sollecitazioni sulla struttura.
La pensilina può inoltre coprire il percorso verso la casa, una colonnina di ricarica o una piccola area destinata a biciclette e attrezzature.
Queste funzioni devono essere definite all’inizio, perché modificano forma della copertura, posizione dei pilastri e distribuzione dei moduli.
L’eventuale passaggio pedonale non dovrebbe trovarsi sotto un bordo dal quale cadono acqua, neve o piccoli accumuli di ghiaccio.
Grondaie e gocciolatoi devono accompagnare il percorso senza attraversarlo o scaricare acqua nelle zone di passaggio.
Una pensilina per una sola automobile può utilizzare due pilastri laterali, quattro sostegni agli angoli oppure una struttura a sbalzo.
La soluzione a sbalzo libera il lato di accesso e riduce il rischio di urtare le colonne durante la manovra.
Produce però momenti elevati sulle fondazioni e richiede un dimensionamento strutturale accurato.
Per due veicoli si può realizzare una copertura unica oppure una struttura con due falde contrapposte.
La zona centrale può contenere gronda, pluviali e canalizzazioni, purché non riduca lo spazio necessario all’apertura delle portiere.
Una pensilina doppia permette di installare una superficie fotovoltaica maggiore e può distribuire su più moduli alcuni costi dell’impianto, come quelli relativi a inverter, protezioni e connessione.
La forma non deve però essere scelta soltanto per aumentare la potenza: ombre reciproche, drenaggio e circolazione dei veicoli rimangono determinanti.
L’orientamento più favorevole dipende dal sito, dall’assenza di ombre e dal profilo dei consumi.
Una falda rivolta verso sud tende a concentrare maggiormente la produzione nelle ore centrali.
Pensilina fotovoltaica per auto - Daniele F. Toscana
Orientamenti verso est e ovest distribuiscono invece l’energia tra mattina e pomeriggio e possono risultare interessanti quando l’abitazione consuma soprattutto fuori dalle ore centrali della giornata.
L’inclinazione influenza produzione annuale, comportamento stagionale, visibilità della struttura e smaltimento dell’acqua.
Una copertura quasi piana appare discreta ma può trattenere più sporco e richiedere particolare attenzione a giunti e drenaggi.
Una falda più inclinata può favorire l’autopulizia e la resa in alcuni periodi, ma aumenta altezza e impatto visivo.
Non esiste quindi un angolo ottimale valido per qualsiasi pensilina.
Latitudine, orientamento, ombre, tecnologia del modulo e profilo di autoconsumo devono essere considerati insieme.
Il servizio PVGIS del Joint Research Centre della Commissione europea consente di stimare la produzione in base a posizione, orientamento, inclinazione e caratteristiche dell’impianto.
Una simulazione riferita al sito reale è più significativa rispetto all’impiego di un valore generico di produzione per chilowatt installato.
L’orientamento solare deve però essere confrontato con quello del parcheggio.
Ruotare la copertura per ottenere un’esposizione teoricamente migliore può richiedere pilastri in posizioni scomode, invadere un vialetto oppure avvicinare eccessivamente la struttura ai confini.
Anche l’altezza dei bordi deve essere verificata. In una falda inclinata il lato più basso potrebbe interferire con portelloni, persone alte o veicoli dotati di accessori sul tetto.
Quando le esigenze entrano in conflitto può essere preferibile accettare una produzione leggermente inferiore e mantenere una struttura funzionale.
L’obiettivo non è ottenere la massima resa teorica a qualsiasi costo, ma individuare una configurazione che produca energia senza rendere scomodo l’utilizzo quotidiano del posto auto.
La pensilina viene spesso collocata vicino alla casa, a un muro di confine o alla vegetazione.
Questi elementi possono proiettare ombre molto differenti nel corso delle stagioni.
Un ostacolo che non crea problemi in estate può ombreggiare la copertura durante l’inverno, quando il sole rimane più basso.
Una facciata può interessare una parte dei moduli nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio.
Le ombre parziali non riducono soltanto l’energia ricevuta dalla zona coperta.
Possono influenzare il comportamento di un’intera stringa in funzione del collegamento elettrico, dei diodi di bypass e dell’elettronica utilizzata.
Il rilievo dovrebbe comprendere il profilo degli ostacoli e una simulazione annuale.
Potare periodicamente una siepe può essere una misura realistica; contare sulla futura rimozione di un grande albero appartenente a un’altra proprietà non rappresenta invece una base progettuale affidabile.
La potenza nominale si ottiene moltiplicando il numero dei moduli per la potenza dichiarata di ciascun pannello.
Il numero di moduli non dipende soltanto dall’area lorda della pensilina.
Occorre sottrarre bordi, gronde, fasce necessarie ai giunti, elementi strutturali e spazi indispensabili per montaggio e manutenzione.
Le dimensioni dei pannelli cambiano tra prodotti e generazioni.
La struttura non dovrebbe quindi essere ordinata prima di avere individuato il modulo oppure almeno un campo dimensionale compatibile con il progetto.
Anche il collegamento elettrico limita la disposizione.
Numero di moduli per stringa, tensione a vuoto nelle condizioni più fredde, corrente e intervallo di inseguimento dell’inverter devono essere verificati dal progettista.
La IEC 62548-1:2023, successivamente aggiornata, tratta i requisiti di progettazione delle schiere fotovoltaiche, comprendendo cablaggi in corrente continua, protezioni, sezionamento, messa a terra, strutture di montaggio e configurazioni bifacciali o non ottimamente orientate.
Aumentare la potenza installata non garantisce che tutta l’energia prodotta venga utilizzata direttamente dall’abitazione.
Pensilina fotovoltaica a 2 posti - Daniele F. Toscana
La produzione della pensilina avviene durante le ore di luce, mentre molti consumi domestici possono concentrarsi al mattino presto e alla sera.
L’autoconsumo rappresenta la quota di energia prodotta e utilizzata nello stesso luogo senza essere prima immessa nella rete.
Prima di dimensionare l’impianto è quindi utile analizzare il profilo dei consumi, non soltanto il totale annuale.
Pompe di calore, piscina, produzione di acqua calda, elettrodomestici programmabili e ricarica del veicolo possono aumentare l’utilizzo diretto dell’energia solare.
Una pensilina sovradimensionata rispetto ai consumi continua a produrre energia, ma la valorizzazione della quota immessa in rete segue logiche economiche differenti rispetto al risparmio ottenuto attraverso l’autoconsumo.
Il portale GSE dedicato all’autoconsumo fotovoltaico mette a disposizione strumenti utili per effettuare simulazioni tecnico-economiche delle configurazioni previste.
La presenza dei moduli sopra l’automobile non significa che l’energia passi direttamente dal pannello alla batteria del veicolo.
L’impianto fotovoltaico alimenta l’impianto elettrico attraverso inverter, quadri, protezioni e sistemi di misura.
La wallbox utilizza l’energia disponibile secondo le proprie caratteristiche e quelle dell’eventuale sistema di gestione.
Durante le ore soleggiate una parte rilevante della ricarica può essere coperta dalla produzione fotovoltaica, purché il veicolo sia parcheggiato e la potenza di carica venga coordinata con quella disponibile.
Quando la wallbox richiede più energia di quanta ne stia producendo l’impianto, la differenza viene normalmente prelevata dalla rete.
Un sistema di gestione dinamica può modulare la ricarica in funzione della produzione fotovoltaica, degli altri carichi domestici e della potenza disponibile.
In questo modo è possibile evitare che, per esempio, forno, pompa di calore e automobile richiedano contemporaneamente una potenza superiore a quella disponibile.
La sezione 722 della CEI 64-8 contiene prescrizioni particolari per l’alimentazione dei veicoli elettrici, mentre la sezione 712 disciplina gli impianti fotovoltaici.
La nona edizione della CEI 64-8 è entrata in vigore il 1° novembre 2024.
La stazione di ricarica dovrebbe essere raggiungibile dal veicolo senza tendere il cavo attraverso il percorso pedonale.
La posizione va scelta considerando il lato sul quale si trova la presa dell’automobile utilizzata attualmente, ma anche la possibilità di cambiare veicolo.
Wallbox - Bokman
Installare la wallbox in un punto eccessivamente specifico può costringere in futuro a parcheggiare sempre nello stesso verso.
Il dispositivo deve essere protetto dagli urti mediante posizione, arretramento o elementi dedicati.
Una colonnina collocata direttamente davanti al paraurti può essere danneggiata anche durante una normale manovra.
Il cavo non dovrebbe rimanere appoggiato in una zona nella quale scorre l’acqua proveniente dalla copertura.
Supporti e sistemi di avvolgimento devono evitare che connettore e conduttore vengano schiacciati dalle ruote.
La wallbox deve inoltre essere adatta all’ambiente nel quale viene installata e collegata mediante un circuito progettato e protetto per questa funzione.
La semplice presenza di una presa nei pressi dell’auto non equivale a un’infrastruttura di ricarica correttamente dimensionata.
La batteria consente di conservare una parte dell’energia prodotta durante il giorno e utilizzarla in ore differenti.
Può aumentare l’autoconsumo quando l’abitazione rimane vuota durante le ore di maggiore produzione, ma non elimina la necessità di confrontare capacità, potenza, profilo dei consumi e perdite di conversione.
Se il veicolo rimane regolarmente parcheggiato sotto la pensilina nelle ore soleggiate, una ricarica modulata può utilizzare direttamente una parte della produzione fotovoltaica, riducendo la quota che sarebbe necessario immagazzinare in una batteria domestica.
Il sistema di accumulo non dovrebbe essere collocato sotto la pensilina soltanto perché vicino ai moduli.
Temperatura, umidità, esposizione agli urti, accessibilità e indicazioni del fabbricante devono essere valutati prima di scegliere la posizione.
Una delle configurazioni più semplici dal punto di vista edilizio utilizza un manto continuo in lamiera, pannelli sandwich o altro materiale impermeabile, sopra il quale vengono installati i moduli fotovoltaici.
La tenuta all’acqua rimane così indipendente dalle fughe presenti tra i pannelli.
I moduli possono inoltre essere rimossi o sostituiti senza lasciare immediatamente scoperto il veicolo.
Questa soluzione aumenta però lo spessore complessivo della copertura e richiede una ventilazione sufficiente sul retro dei pannelli.
Il manto sottostante deve sopportare i fissaggi previsti e risultare compatibile con temperature e operazioni di manutenzione.
Le staffe non devono perforare casualmente la copertura.
Ogni collegamento deve trasferire correttamente i carichi alla struttura conservando al tempo stesso la tenuta all’acqua.
La presenza di due livelli facilita la gestione della pioggia ma può rendere più complessa la pulizia di foglie e sporco accumulati tra moduli e manto.
L’intercapedine deve quindi rimanere gestibile e ispezionabile.
Nei sistemi integrati i pannelli sostituiscono una parte del normale manto e devono contribuire a proteggere ciò che si trova sotto.
Giunti, guarnizioni, profili di drenaggio e sovrapposizioni devono appartenere a un sistema progettato per questa funzione.
Pensilina per auto a 2 posti - Getty Images modificata con IA
Sigillare direttamente in cantiere le fughe tra normali cornici utilizzando prodotti generici non garantisce una tenuta prevedibile e può rendere più difficile sostituire successivamente un modulo.
L’acqua che supera il primo livello di tenuta deve trovare un canale di raccolta e una via di uscita.
Affidare l’intero sistema a una singola guarnizione esposta continuamente agli agenti atmosferici aumenta il rischio di gocciolamenti con l’invecchiamento.
I moduli integrati come prodotti da costruzione devono essere valutati anche rispetto alle prestazioni edilizie pertinenti, oltre che alla produzione elettrica.
La CEI EN 50583-1 riguarda i moduli BIPV, mentre la CEI EN 50583-2 considera i sistemi fotovoltaici integrati nelle costruzioni.
Questa configurazione può consentire di ottenere un intradosso più ordinato e ridurre il numero di strati della copertura, ma richiede maggiore precisione nella scelta del sistema e nella posa.
I moduli vetro-vetro possono creare un intradosso regolare e lasciare passare una parte della luce tra le celle o attraverso specifiche zone trasparenti, in funzione del prodotto.
La luce riduce la sensazione di trovarsi sotto una copertura completamente opaca, ma può produrre un disegno marcato di sole e ombra sull’automobile e sulla pavimentazione.
La trasparenza non dovrebbe essere ottenuta aumentando eccessivamente le fughe tra i pannelli, perché verrebbero compromesse la protezione dalla pioggia e la continuità della copertura.
La composizione del vetro deve essere idonea all’impiego sopra persone e veicoli.
La qualificazione elettrica del modulo non sostituisce la valutazione del comportamento meccanico e post-rottura richiesto per lo specifico utilizzo.
La IEC 61730-1:2023 stabilisce requisiti costruttivi relativi alla sicurezza dei moduli, mentre la parte 2 definisce prove destinate a verificare rischi di scossa elettrica, incendio e lesioni legate a sollecitazioni ambientali e meccaniche.
Queste qualificazioni devono comunque essere integrate dalle regole edilizie e strutturali applicabili all’impiego previsto.
I pannelli bifacciali producono energia anche attraverso il lato posteriore quando ricevono luce riflessa dal terreno e dagli elementi circostanti.
Una pensilina può offrire condizioni interessanti perché il retro dei moduli rimane generalmente aperto e ventilato.
Il beneficio dipende però dall’altezza, dalla distanza dagli elementi strutturali, dal colore della pavimentazione, dalle ombre dell’automobile e dal profilo degli ostacoli.
Una superficie chiara e diffusamente riflettente può aumentare la radiazione ricevuta posteriormente, mentre asfalto scuro, veicoli parcheggiati e travi molto vicine ai moduli riducono il contributo.
La produzione aggiuntiva non dovrebbe essere stimata applicando una percentuale fissa.
La IEC 62548-1 considera anche i sistemi bifacciali e richiede che correnti e altri parametri di progetto tengano conto del contributo posteriore.
La copertura deve convogliare l’acqua lontano dalla zona di apertura delle portiere e dal percorso utilizzato per raggiungere la casa.
Pensilina fotovoltaica in legno - Daniele F: Toscana
Una falda può scaricare su un lato, mentre una configurazione a due pendenze può raccogliere l’acqua in una gronda centrale.
In entrambi i casi canali e bocchettoni devono essere dimensionati considerando superficie della copertura e precipitazioni assunte nel progetto.
I pluviali non dovrebbero terminare semplicemente alla base dei pilastri.
L’acqua scaricata senza un recapito può erodere il terreno, bagnare le fondazioni e creare pozzanghere accanto all’automobile.
Se la pavimentazione è impermeabile deve possedere proprie pendenze e sistemi di scarico.
La pioggia trasportata dal vento continuerà infatti a raggiungere almeno parzialmente il piano del parcheggio.
Una pensilina fotovoltaica deve quindi essere progettata anche come vera copertura: produrre energia non compensa un sistema che scarica acqua sulle persone quando aprono la portiera o escono dal veicolo.
I moduli vengono sottoposti alle prove ambientali e meccaniche previste dalla serie IEC 61215, ma il superamento della qualificazione non rappresenta una garanzia contro qualsiasi evento meteorologico e non costituisce una previsione quantitativa della durata del prodotto.
Nelle aree caratterizzate da un rischio più elevato di grandine può essere utile richiedere documentazione relativa a prove supplementari.
La IEC TS 63397:2022 è stata sviluppata per supportare la selezione di moduli destinati a condizioni nelle quali gli impatti possono risultare più severi rispetto a quelli considerati nelle qualificazioni ordinarie.
La copertura deve inoltre resistere al carico della neve previsto per il sito.
Quando la falda è inclinata, neve e ghiaccio possono scivolare improvvisamente verso il bordo inferiore.
Il punto di caduta non dovrebbe coincidere con un passaggio, una porta, una wallbox o altre zone normalmente occupate.
Paraneve e dispositivi di trattenuta modificano le azioni sulla struttura e non dovrebbero essere aggiunti senza una verifica del sistema.
La pensilina riduce la radiazione solare diretta sulla carrozzeria, sui vetri e sull’abitacolo.
Questo limita il riscaldamento delle superfici e contribuisce a proteggere finiture e materiali interni dall’esposizione prolungata.
L’efficacia dipende però dalla copertura reale durante le ore critiche.
Un tetto stretto e molto alto può lasciare entrare il sole basso proveniente da est o da ovest, riscaldando comunque una fiancata e parte dell’abitacolo.
Schermature laterali fisse possono ridurre l’irraggiamento ma aumentano le azioni del vento e rischiano di rendere più difficili le manovre.
Pannelli mobili o vegetazione possono offrire una protezione stagionale, purché non producano ombreggiamenti eccessivi sui moduli.
La ventilazione naturale sotto la copertura rimane importante.
Chiudere completamente più lati per aumentare l’ombra può favorire l’accumulo di calore e umidità e, nel caso di veicoli con motore termico, ostacolare anche la dispersione dei gas di scarico.
La pensilina deve resistere a peso proprio, moduli fotovoltaici, neve, vento, manutenzione, dilatazioni e alle altre azioni previste per il caso concreto.
Pensilina fotovoltaica - Daniele F. Toscana
Il vento può esercitare sia pressione sia sollevamento.
Falde inclinate e strutture a sbalzo generano azioni importanti su ancoraggi e fondazioni, soprattutto nelle posizioni maggiormente esposte o vicino agli spigoli degli edifici.
La progettazione strutturale segue le Norme tecniche per le costruzioni del 2018, modificate e integrate nel 2023.
Carichi, materiali, caratteristiche del terreno e zona sismica devono essere valutati da un professionista competente.
Una struttura modulare commercializzata come kit non è automaticamente adatta a qualsiasi località.
Le azioni della neve e del vento cambiano in funzione di posizione geografica, quota, esposizione e geometria.
La verifica deve comprendere anche i collegamenti dei moduli.
Un pannello correttamente qualificato può comunque essere danneggiato se morsetti e fissaggi vengono collocati fuori dalle zone ammesse dal produttore oppure serrati in modo non corretto.
Le fondazioni devono trasferire al terreno sia i carichi verticali sia le azioni di ribaltamento e sollevamento.
Piccoli plinti superficiali possono risultare insufficienti su terreni di riporto, argille soggette a variazioni volumetriche oppure in aree vicine a scavi e muri di sostegno.
Prima della progettazione occorre conoscere caratteristiche del terreno, pendenza, presenza di sottoservizi e modalità di drenaggio.
Una tubazione interrata o un cavo non documentato potrebbero trovarsi proprio nella posizione prevista per un pilastro.
Le fondazioni non dovrebbero inoltre creare ostacoli sporgenti vicino alle ruote.
Piastre, bulloni e cordoli devono essere protetti sia dagli urti sia dal ristagno dell’acqua.
La pavimentazione esistente non può essere considerata automaticamente una fondazione.
Un massetto o una soletta sottile possono essere sufficienti a sostenere il veicolo ma non necessariamente le azioni concentrate e di ribaltamento prodotte dalla pensilina.
I sostegni collocati vicino alla traiettoria dei veicoli devono essere facilmente visibili e, quando necessario, protetti.
Anche un piccolo urto ripetuto può danneggiare verniciatura, piastra di base e collegamenti.
Un impatto più importante può deformare il pilastro e modificare la distribuzione dei carichi sulla copertura.
Dissuasori, cordoli e altre protezioni devono essere posizionati senza ridurre ulteriormente lo spazio disponibile per le manovre.
Non dovrebbero inoltre trasferire direttamente l’urto alla stessa fondazione del pilastro senza un’adeguata verifica.
Telecamere e sensori di parcheggio possono aiutare il conducente ma non compensano una geometria progettata male.
L’acciaio permette di realizzare profili relativamente snelli e strutture anche a sbalzo, ma richiede una protezione dalla corrosione coerente con l’ambiente e con i dettagli costruttivi.
Auto elettrica in carica - Getty Images
Zincatura e cicli di verniciatura devono essere compatibili anche con giunti, fori e zone eventualmente modificate durante la posa.
Cavità e profili chiusi devono evitare ingresso e ristagno dell’acqua.
L’alluminio riduce il peso e offre una buona resistenza alla corrosione in numerose condizioni, ma richiede sezioni e collegamenti progettati considerando le proprie caratteristiche meccaniche e le dilatazioni termiche.
Il legno può integrarsi bene con giardini ed edifici residenziali, ma deve rimanere separato dal terreno e dai ristagni.
Teste degli elementi, appoggi e collegamenti metallici rappresentano punti particolarmente delicati per la durata.
Il materiale non dovrebbe quindi essere scelto soltanto per l’aspetto o per una presunta assenza di manutenzione.
Conta soprattutto la possibilità di realizzare nodi drenati, ispezionabili e compatibili con l’ambiente di esposizione.
Vicino al mare, nelle zone industriali o in presenza di sali utilizzati sulla pavimentazione, metalli e componenti elettrici sono sottoposti a condizioni ambientali più aggressive.
Pensilina fotovoltaica vicino al mare - Daniele F. Toscana
Acciaio inossidabile, alluminio e acciaio zincato non sono completamente immuni dai fenomeni corrosivi.
Qualità delle leghe, trattamenti superficiali, contatti tra metalli differenti e ristagni incidono sulla durata.
Anche i morsetti dei moduli devono essere compatibili con telaio e struttura, evitando accoppiamenti galvanici non previsti dal sistema.
Gli spruzzi prodotti durante il lavaggio dell’automobile possono inoltre trasportare detergenti e sali verso piastre, cavi e connettori.
Il drenaggio deve evitare che queste sostanze rimangano concentrate alla base dei sostegni.
I cavi in corrente continua devono seguire percorsi protetti, sostenuti e riconoscibili.
Non dovrebbero formare anse nelle quali ristagna l’acqua né pendere a un’altezza raggiungibile dalle persone o dal veicolo.
Fascette e supporti devono essere compatibili con l’esposizione esterna e con la durata prevista dell’impianto.
I connettori non devono essere lasciati appoggiati su gronde, travi o superfici metalliche.
Devono essere accoppiati utilizzando componenti compatibili e assemblati secondo le indicazioni del produttore.
La CEI EN 50618 riguarda i cavi destinati alla parte in corrente continua dei sistemi fotovoltaici e ne definisce caratteristiche per l’utilizzo previsto.
La sezione 712 della CEI 64-8 integra le prescrizioni relative alla progettazione dell’impianto fotovoltaico.
Il percorso dei cavi dovrebbe essere documentato prima della chiusura di carter e profili, mantenendo accessibili i punti che devono poter essere sezionati, controllati o sottoposti a manutenzione.
L’inverter deve essere installato in un luogo ventilato, protetto dall’acqua e compatibile con gli intervalli di temperatura dichiarati dal produttore.
Collocarlo direttamente sotto la falda può ridurre la lunghezza dei collegamenti in corrente continua, ma espone il dispositivo a caldo, polvere, spruzzi e possibili urti.
Una posizione troppo bassa su un pilastro può inoltre renderlo facilmente raggiungibile da bambini o persone non autorizzate.
Installarlo in garage o in un locale tecnico offre generalmente maggiore protezione, ma richiede un percorso dei cavi correttamente progettato e può introdurre ulteriori aspetti legati a ventilazione e prevenzione incendi.
Il dispositivo deve comunque rimanere ispezionabile.
Non dovrebbe essere chiuso all’interno di un cassone privo di ventilazione soltanto per migliorare l’aspetto della pensilina.
Rumore, display, connessione dati, accessibilità e possibilità di sezionamento devono essere considerati insieme alla posizione.
Con l’inverter di stringa più moduli vengono collegati in serie e alimentano un apparecchio centralizzato.
Questa soluzione concentra conversione e manutenzione in un punto accessibile, ma la configurazione deve gestire correttamente eventuali differenze tra orientamenti e condizioni di ombreggiamento.
I microinverter vengono invece installati in prossimità dei pannelli e convertono l’energia a livello del singolo modulo o di piccoli gruppi.
Possono facilitare la gestione di falde e ombre differenti, ma aumentano il numero di apparecchi collocati direttamente sotto o in prossimità della copertura.
Temperatura operativa, accessibilità e possibilità di sostituire un componente senza smontare numerosi pannelli devono essere considerate in fase di progetto.
Un dispositivo installato al centro della falda può risultare difficile da raggiungere durante una riparazione.
La scelta non dipende quindi soltanto dalla potenza dell’impianto.
Geometria, ombreggiamento, manutenzione, tensioni e compatibilità con il sistema di monitoraggio incidono sulla configurazione più appropriata.
L’impianto fotovoltaico produce tensione quando i moduli ricevono luce, anche se l’interruttore generale dell’abitazione è aperto.
Sezionatori, protezioni contro le sovracorrenti quando richieste, dispositivi contro le sovratensioni e collegamenti equipotenziali devono essere definiti in funzione della configurazione effettivamente realizzata.
La IEC 62548-1 comprende prescrizioni relative a cablaggio, protezioni, sezionamento e messa a terra delle schiere fotovoltaiche.
La guida CEI 82-25 raccoglie criteri per progettazione, installazione, verifica, gestione e manutenzione dei sistemi fotovoltaici.
Le masse metalliche non possono essere considerate protette soltanto perché i pilastri entrano nel terreno.
Il collegamento al sistema di terra deve essere progettato e verificato secondo le caratteristiche dell’impianto.
Quadri e dispositivi devono essere protetti dagli urti e chiaramente identificati.
Cassette e apparecchi elettrici collocati accanto al posto auto non dovrebbero risultare facilmente accessibili a persone non autorizzate.
La presenza di una struttura metallica in posizione aperta può modificare l’esposizione complessiva dell’impianto alle scariche atmosferiche.
Non ogni pensilina richiede automaticamente un impianto di protezione esterno contro il fulmine, ma deve essere valutato il rischio e il rapporto della nuova struttura con eventuali sistemi già presenti sull’edificio.
Cavi fotovoltaici e linee di collegamento possono inoltre introdurre sovratensioni verso inverter, quadro e apparecchi dell’abitazione.
Percorsi dei conduttori e posizione dei dispositivi di protezione devono essere coordinati.
La guida CEI 81-28 tratta specificamente la protezione contro i fulmini degli impianti fotovoltaici.
Aggiungere successivamente un carport vicino a un edificio già dotato di un sistema di protezione non dovrebbe quindi modificare distanze e collegamenti senza una nuova verifica.
La pensilina offre un punto favorevole per integrare l’illuminazione del parcheggio e del percorso pedonale.
Illuminazione integrata nella pensilina auto - Daniele F. Toscana
Gli apparecchi devono essere adatti all’esposizione prevista e posizionati in modo da non essere urtati da portelloni aperti o da oggetti trasportati sul tetto dell’automobile.
Cavi e alimentatori dell’illuminazione non dovrebbero condividere in modo improvvisato scatole e canalizzazioni con la parte fotovoltaica.
L’impianto deve mantenere separazioni, identificazione e protezioni previste.
I sensori di presenza possono ridurre i consumi, ma devono rilevare la persona prima che raggiunga il veicolo.
Una sorgente luminosa molto intensa collocata direttamente sopra il parabrezza può invece creare abbagliamento durante la manovra.
Quando il posto ospita una wallbox, un punto luce dedicato alla zona di collegamento del cavo migliora la visibilità senza rendere necessario illuminare continuamente l’intera area.
La copertura crea una superficie di raccolta che può essere collegata a una cisterna oppure utilizzata per l’irrigazione, quando il sistema viene correttamente progettato e il recapito previsto è ammesso.
La quantità effettivamente recuperabile dipende dalla superficie, dalle precipitazioni locali, dalle perdite del sistema e dalla capacità di accumulo.
Moduli, profili e guarnizioni devono essere compatibili con l’utilizzo previsto dell’acqua.
Prima della cisterna possono essere utilizzati filtri e sistemi destinati a intercettare foglie e sedimenti.
La gronda deve rimanere accessibile per la pulizia senza richiedere la rimozione dei moduli.
L’acqua non dovrebbe essere convogliata in un serbatoio privo di troppo pieno né dispersa immediatamente accanto alle fondazioni.
Produzione elettrica e recupero dell’acqua meteorica possono utilizzare la stessa copertura, ma richiedono sistemi distinti e manutenzioni coordinate.
In una normale abitazione privata la presenza della pensilina fotovoltaica non determina automaticamente l’assoggettamento dell’intero sito alle procedure di prevenzione incendi.
La situazione cambia per autorimesse, attività produttive, strutture aperte al pubblico e altri ambiti soggetti ai relativi controlli.
Quando il progetto ricade in un’attività soggetta, la disposizione dei componenti deve considerare propagazione dell’incendio, comportamento della copertura, sezionamento, accessibilità e sicurezza degli operatori.
Le disposizioni dei Vigili del Fuoco comprendono indicazioni per progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti fotovoltaici negli ambiti interessati.
Anche infrastrutture di ricarica e sistemi di accumulo devono essere valutati nel quadro della specifica attività.
Accumuli, inverter e quadri non dovrebbero quindi essere collocati senza una valutazione specifica nello spazio immediatamente sovrastante o adiacente al veicolo.
La realizzazione della pensilina e l’installazione dell’impianto fotovoltaico devono essere valutate separatamente ma in modo coordinato.
La struttura crea una copertura stabile, modifica lo spazio esterno e può incidere su distanze, superficie coperta, prospetti e vincoli.
Non dovrebbe quindi essere considerata automaticamente edilizia libera soltanto perché sostiene pannelli destinati alla produzione di energia da fonte rinnovabile.
Il D.Lgs. 190/2024, nel testo vigente, disciplina i regimi amministrativi per la costruzione e l’esercizio degli impianti alimentati da fonti rinnovabili e delle relative opere connesse.
Regioni ed enti locali possono inoltre prevedere disposizioni nell’ambito consentito dalla disciplina nazionale.
Il DPR 380/2001 continua a contenere i principi generali della disciplina edilizia, ferme restando le altre normative di settore e le disposizioni relative, tra l’altro, ai vincoli culturali, paesaggistici e idrogeologici.
Prima dell’acquisto è quindi opportuno verificare con il Comune il titolo necessario, le distanze, l’eventuale autorizzazione paesaggistica, gli adempimenti relativi alla disciplina sismica e le prescrizioni locali.
In condominio devono essere valutati anche proprietà dell’area, parti comuni, decoro e deliberazioni eventualmente necessarie.
L’impianto deve essere collegato alla rete attraverso la procedura prevista dal distributore e dalle regole tecniche applicabili.
Per alcune configurazioni fotovoltaiche di potenza inferiore a 200 kW può essere utilizzato il Modello Unico, purché siano rispettate tutte le condizioni previste dalla relativa disciplina.
Dal 30 maggio 2025 il GSE ha reso disponibili modelli aggiornati anche in relazione al superamento del precedente regime di Scambio sul Posto.
La connessione degli utenti attivi alla rete in bassa tensione segue la CEI 0-21 nella versione vigente.
Una nuova edizione della norma è stata pubblicata nel luglio 2026 ed è applicabile dall’agosto 2026.
Il procedimento elettrico semplificato non sostituisce però gli eventuali adempimenti richiesti per la costruzione della pensilina.
La corretta connessione dell’impianto alla rete non rende automaticamente regolare una struttura realizzata senza i titoli necessari.
L’impianto fotovoltaico, la wallbox e le altre parti elettriche devono essere realizzati da imprese abilitate per le lavorazioni previste.
Il DM 37/2008 disciplina le attività di installazione degli impianti al servizio degli edifici ed è stato modificato dal Decreto 17 luglio 2025, n. 130, entrato in vigore il 2 ottobre 2025.
Al termine dei lavori devono essere consegnati la dichiarazione di conformità, gli allegati richiesti, gli schemi e la documentazione relativa ai componenti installati.
Per la parte strutturale sono inoltre necessari gli elaborati, i depositi o le autorizzazioni previsti dal caso concreto, insieme alla documentazione relativa a materiali e collegamenti.
È utile conservare anche fotografie dei cavi e delle fondazioni prima della chiusura, configurazione delle stringhe, numeri di serie dei moduli, impostazioni dell’inverter e indicazioni necessarie alla futura manutenzione.
Una casa indipendente dispone di un’area di parcheggio laterale esposta prevalentemente a sud, vicina al quadro elettrico ma ombreggiata dalla casa durante le prime ore del mattino.
Esempio progettazione pensilina fotovoltaica - Daniele F. Toscana
La prima ipotesi prevede una falda molto inclinata sostenuta da sei pilastri, con l’obiettivo di installare il maggior numero possibile di moduli.
La verifica delle manovre mostra però che due sostegni interferirebbero con l’apertura delle portiere e che il bordo più basso ostacolerebbe il portellone di un SUV.
La struttura viene quindi ridisegnata concentrando i sostegni lungo il perimetro e adottando una pendenza più contenuta.
La produzione attesa viene calcolata considerando anche l’ombreggiamento mattutino, anziché utilizzare esclusivamente un valore annuale generico.
I moduli vengono installati sopra una copertura metallica continua, in modo da mantenere la tenuta all’acqua indipendente dai pannelli.
Gronda e pluviali raccolgono la pioggia e la convogliano verso una cisterna collocata lontano dai plinti.
La wallbox viene installata su una colonna arretrata, raggiungibile da entrambi i posti senza tendere il cavo attraverso il passaggio pedonale.
Un sistema di gestione modula la ricarica in funzione della produzione fotovoltaica e degli altri consumi dell’abitazione.
La potenza nominale risulta leggermente inferiore rispetto alla prima configurazione, ma parcheggio, copertura e impianto possono essere utilizzati e mantenuti senza interferenze.
La superficie disponibile viene quindi considerata un limite entro il quale progettare il sistema, non semplicemente uno spazio da riempire con il maggior numero possibile di pannelli.
La produzione dovrebbe essere controllata attraverso il portale dell’inverter o mediante un sistema di monitoraggio.
Riduzioni anomale tra stringhe con caratteristiche simili possono indicare ombre, sporco, guasti o problemi nei collegamenti.
La frequenza della pulizia dipende da inclinazione, pioggia, polvere, resine, escrementi e condizioni locali.
L’intervento non dovrebbe essere eseguito camminando direttamente sui moduli o appoggiando scale alle loro cornici.
Grondaie e scarichi richiedono controlli periodici, soprattutto quando la pensilina si trova vicino ad alberi.
Un bocchettone ostruito può far tracimare l’acqua sopra il veicolo oppure in direzione di quadri e cavi.
Bulloni, saldature, verniciature, piastre e fondazioni devono essere osservati periodicamente per individuare eventuali fenomeni di corrosione, deformazioni o allentamenti.
Cavi pendenti, connettori aperti, isolamenti danneggiati e anomalie elettriche devono essere affidati a un tecnico.
I moduli producono infatti tensione quando sono illuminati e non possono essere resi completamente inattivi mediante il solo interruttore generale dell’abitazione.
Dopo un evento meteorologico intenso è possibile effettuare da terra un primo controllo visivo alla ricerca di vetri rotti, cornici deformate, moduli spostati, gronde staccate e cavi diventati visibili.
Non si dovrebbe salire sulla copertura né toccare pannelli danneggiati.
Anche un modulo con vetro fessurato può continuare a produrre tensione.
Un tecnico può verificare serraggi, struttura, isolamento, correnti delle stringhe e presenza di danni non immediatamente visibili.
La documentazione fotografica può essere utile anche per eventuali pratiche assicurative.
Il controllo non dovrebbe limitarsi alla produzione istantanea: una pensilina può continuare a generare energia pur avendo subito un danno alla tenuta all’acqua, alla struttura o all’isolamento elettrico.
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