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Come realizzare un pavimento sopraelevato esterno ispezionabile

Come progettare un pavimento sopraelevato per esterni valutando supporti regolabili, lastre, pendenze, drenaggio, carichi, impermeabilizzazione e manutenzione.
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Indice dei Contenuti

Come funziona un pavimento sopraelevato per esterni


Un pavimento sopraelevato per esterni è formato da lastre posate a secco su piedini fissi o regolabili, oppure su una sottostruttura.

Pavimento sopraelevato esterno ispezionabile Pavimento sopraelevato esterno ispezionabile - Daniele F. Toscana



Tra il rivestimento e il piano impermeabilizzato resta un’intercapedine che consente il drenaggio dell’acqua e, se previsto dal progetto, il passaggio di tubazioni e impianti.

La pioggia attraversa le fughe aperte tra le lastre e raggiunge il sottofondo impermeabilizzato, che deve mantenere una corretta pendenza verso bocchettoni, canalette o scarichi.

L’eventuale pendenza del piano di calpestio dipende invece dal sistema utilizzato e dalle indicazioni del produttore.

Uno dei principali vantaggi è l’ispezionabilità: le lastre possono essere sollevate per controllare scarichi, impermeabilizzazione e impianti senza demolizioni.

I piedini regolabili permettono di gestire la quota finale, ma non possono compensare problemi come contropendenze, guaine deteriorate o scarichi insufficienti, che devono essere risolti prima della posa.


Pavimento sopraelevato e pavimento galleggiante non indicano sempre la stessa cosa


Nell’uso commerciale vengono impiegate espressioni come pavimento sopraelevato, pavimento flottante e pavimento su supporti.


Nel caso di terrazzi e balconi, il sistema più comune è composto da supporti in materiale plastico regolabili o fissi sui quali poggiano direttamente lastre autoportanti.

In altre configurazioni i piedini sostengono travetti in alluminio, legno o materiale composito sui quali viene montato un decking.

È opportuno distinguerlo dal pavimento galleggiante interno posato su materassino, nel quale il rivestimento rimane semplicemente svincolato dal massetto senza creare una vera intercapedine tecnica.

Anche i pavimenti sopraelevati da ufficio appartengono a un’altra famiglia costruttiva.

Utilizzano pannelli modulari e strutture pensate per ambienti interni e non devono essere trasferiti automaticamente su terrazzi esposti alla pioggia, al gelo e al vento.


Supporti fissi per altezze ridotte


Quando il dislivello da recuperare è minimo possono essere utilizzati supporti di altezza fissa o regolabili entro un intervallo contenuto.

Sezione di un pavimento sopraelevato Sezione di un pavimento sopraelevato - Daniele F. Toscana



La soluzione è utile nelle ristrutturazioni nelle quali si vuole mantenere il nuovo piano vicino alla quota esistente e non esiste spazio sufficiente per un piedino alto.

Alcuni sistemi per esterni partono da spessori nell’ordine di pochi centimetri o anche inferiori, ma le quote effettivamente disponibili dipendono dal prodotto, dalla lastra e dagli accessori utilizzati.

Con altezze molto ridotte diminuisce però lo spazio per compensare irregolarità e far passare l’acqua sotto la pavimentazione.

Una piccola protuberanza della guaina o una sovrapposizione delle membrane può diventare sufficiente a far oscillare il supporto.

Anche l’ispezione è più difficile, perché sotto la lastra rimane poco spazio per vedere e pulire.

Il sistema basso è quindi utile quando il sottofondo è già regolare e ben drenato, non come sostituto di una corretta preparazione.


Supporti regolabili in altezza


Il piedino regolabile utilizza normalmente una base, un corpo filettato e una testa sulla quale poggiano le lastre.

Ruotando uno dei componenti è possibile modificare la quota e compensare il dislivello tra il piano inclinato sottostante e la superficie superiore.

Le gamme commerciali coprono intervalli molto differenti e possono essere completate da prolunghe; la scelta deve rimanere entro l’altezza e le combinazioni autorizzate dal produttore.

La regolazione permette di creare il piano di calpestio alla quota desiderata senza realizzare un nuovo massetto orizzontale sopra l’impermeabilizzazione.

Il piano sottostante può così mantenere la pendenza necessaria al drenaggio.


Testa fissa e testa autolivellante


La testa fissa mantiene il piano di appoggio parallelo alla propria base.

Su un sottofondo inclinato può essere necessario utilizzare correttori di pendenza o accessori che riportino la superficie superiore nella posizione prevista.

La regolazione deve evitare che il bordo della base o della testa lavori soltanto su una piccola zona.

La testa autolivellante può invece inclinarsi entro il campo ammesso dal sistema e compensare automaticamente una parte della pendenza.

In questo modo la base segue il sottofondo mentre la superficie che sostiene la lastra rimane prossima all’orizzontale.

Il movimento non deve essere considerato un rimedio per massetti irregolari o con avvallamenti.

Ogni supporto necessita comunque di una base stabile e abbastanza ampia.

Una testa mobile collocata sopra una piega della guaina continuerà a ricevere un appoggio anomalo.


Il piano sottostante deve mantenere la pendenza di drenaggio


Nel pavimento sopraelevato la presenza dei supporti non elimina la necessità di realizzare un corretto piano di drenaggio sotto le lastre.

Balcone con pavimento sopraelevato ispezionabile Balcone con pavimento sopraelevato ispezionabile - Getty Images



Il sottofondo impermeabilizzato deve mantenere le pendenze necessarie verso bocchettoni, canalette o altri punti di raccolta.

L’acqua che attraversa le fughe aperte raggiunge infatti questo livello ed è qui che deve essere convogliata verso gli scarichi.

La regolazione dei piedini permette di gestire separatamente la geometria del sottofondo e quella del piano di calpestio.

Questo non significa però che la superficie superiore debba essere sempre perfettamente orizzontale: alcuni produttori prevedono o raccomandano una leggera pendenza anche delle lastre, soprattutto nelle superfici esterne non protette, per facilitare l’allontanamento dell’acqua e limitare i ristagni superficiali.

La configurazione deve quindi rispettare le indicazioni dello specifico sistema utilizzato.

Ciò che non dovrebbe mai essere eliminato è invece la pendenza del livello impermeabilizzato.

Un sottofondo completamente orizzontale, oppure caratterizzato da avvallamenti e contropendenze, può trattenere acqua sotto la pavimentazione.

Il rialzo delle lastre renderebbe il ristagno meno visibile, ma non ne eliminerebbe la causa.

Per il deflusso dell’acqua, la pendenza va definita in progetto in funzione del sistema adottato.

In pratica, per terrazzi e balconi si adottano comunemente valori dell’ordine dell’1–2%, mentre alcuni produttori di pavimentazioni sopraelevate indicano almeno l’1,5%.


L’impermeabilizzazione rimane il vero piano di tenuta


Le fughe della pavimentazione sopraelevata sono intenzionalmente aperte.

La pioggia deve attraversarle e raggiungere il livello sottostante.

Pavimento ispezionabile in gresPavimento ispezionabile in gres per esterni - Getty Images



Le lastre non costituiscono pertanto lo strato impermeabile del terrazzo e non devono essere sigillate lungo tutto il perimetro nel tentativo di impedire il passaggio dell’acqua.

La tenuta deve essere affidata alla membrana o al sistema impermeabilizzante collocato sotto i supporti, raccordato correttamente a soglie, pareti, parapetti, bocchettoni e attraversamenti.

I sistemi per balconi e terrazzi richiedono continuità proprio in corrispondenza di giunti e raccordi, che rimangono punti particolarmente sensibili alle infiltrazioni.

Il vantaggio della posa a secco è che questa superficie può essere controllata nel tempo.

Il vantaggio viene però perso se tubazioni, malta, elementi decorativi e supporti vengono disposti in modo da impedirne l’accesso.

Nascondere la guaina sotto un pavimento removibile ha senso soltanto se rimane realmente removibile.


Non appoggiare i piedini su un’impermeabilizzazione danneggiata


La base del supporto concentra una parte del carico sulla superficie sottostante.

La membrana deve essere compatibile con questo tipo di posa e protetta secondo le indicazioni del sistema.

Possono essere previsti tappetini, dischi, strati di separazione o supporti con basi progettate per distribuire la pressione.

Spigoli, residui di malta e piccoli frammenti lasciati sotto la base possono danneggiare la guaina quando il pavimento viene caricato.

Prima della posa è quindi necessario pulire accuratamente la superficie e correggere gli elementi sporgenti.

Il problema è particolarmente importante sulle membrane morbide, sulle impermeabilizzazioni bituminose e sui sistemi che possono deformarsi sotto una pressione continuativa.

La compatibilità deve essere verificata tra impermeabilizzante e supporto scelto.


Bocchettoni e scarichi devono restare raggiungibili


La possibilità di sollevare le lastre rende il pavimento sopraelevato particolarmente adatto ai terrazzi nei quali gli scarichi richiedono pulizia periodica.

Il progetto dovrebbe collocare una lastra removibile in corrispondenza di ciascun bocchettone oppure creare una zona facilmente raggiungibile con una ventosa o un apposito sollevatore.

Un supporto non dovrebbe poggiare sopra la griglia o impedire la rimozione del cestello.

Anche tubazioni e travetti devono lasciare libero il percorso dell’acqua.

La posizione dello scarico va quindi riportata nel disegno della maglia di posa prima di distribuire i piedini.

Spostare successivamente un supporto per liberare il bocchettone può lasciare un angolo della lastra privo dell’appoggio previsto.


Fughe aperte e drenaggio superficiale


I distanziatori integrati nelle teste mantengono una fuga regolare tra le lastre.

L’acqua attraversa questi giunti e scende nell’intercapedine.

Dettaglio pavimento sopraelevato ispezionabile Dettaglio pavimento sopraelevato ispezionabile - Daniele F. Toscana



La loro dimensione dipende dal sistema e dal materiale utilizzato e non dovrebbe essere ridotta inserendo stucco, silicone o piccoli spessori improvvisati.

Una fuga troppo stretta può rallentare il drenaggio e favorire l’incastro di detriti.

Una molto ampia aumenta la percezione del vuoto e può diventare scomoda per piccoli oggetti, tacchi o ruote.

La maglia deve inoltre rimanere costante: lastre che si spostano e chiudono la fuga da un lato segnalano un problema di stabilità, di contenimento perimetrale o di regolazione dei supporti.


Il sottofondo non deve essere perfettamente asciutto dopo la pioggia


Una pavimentazione drenante non implica che ogni goccia scompaia immediatamente dal livello inferiore.

Piccoli film d’acqua possono rimanere sulla membrana a causa della rugosità superficiale e della tensione dell’acqua.

Ciò che va evitato sono ristagni significativi dovuti a contropendenze, avvallamenti o scarichi ostruiti.

Dopo una pioggia è utile sollevare alcune lastre nelle zone più basse e osservare il comportamento.

Acqua ferma lontano dallo scarico dopo un tempo anomalo può indicare una geometria errata.

La correzione deve interessare il piano di drenaggio e non la sola regolazione dei piedini.

Alzare la pavimentazione rende invisibile la pozza senza eliminarla.


Lastre in gres porcellanato per posa sopraelevata


Il gres utilizzato in appoggio deve essere espressamente indicato per la configurazione scelta.

La UNI EN 14411:2016, attualmente in vigore, definisce caratteristiche e requisiti per le piastrelle ceramiche destinate anche alle pavimentazioni esterne, ma l’appartenenza alla norma non significa automaticamente che qualsiasi piastrella possa essere appoggiata su quattro piedini.

Nella posa sopraelevata la lastra lavora infatti come un elemento sostenuto in punti discreti e deve resistere a flessione, urti e carichi concentrati.

Formato, spessore, numero degli appoggi e presenza di eventuali sistemi di sicurezza devono corrispondere alle istruzioni del produttore.

Le lastre di grande formato possono richiedere un supporto centrale, una griglia, traversi o altri elementi oltre ai quattro angoli.

Non è corretto trasferire lo schema di posa di un formato quadrato standard a una lastra lunga e rettangolare senza verifiche.


Pietra naturale sui supporti


La pietra può essere utilizzata soltanto quando spessore, formato e caratteristiche meccaniche consentono la posa a secco prevista.

Pavimento sopraelevato esterno Pavimento sopraelevato esterno - Daniele F. Toscana



Granito, marmo, arenaria e altre pietre non presentano la stessa resistenza a flessione.

Venature, microfessure e difetti naturali possono influire sul comportamento di una lastra sostenuta soltanto agli angoli.

La finitura deve inoltre essere adatta all’esterno e al gelo nelle condizioni climatiche del sito.

Una pietra che funziona come pavimento incollato su un supporto continuo può non essere idonea alla stessa dimensione quando viene sospesa.

Il fornitore dovrebbe fornire uno schema di appoggio specifico anziché limitarsi a indicare genericamente che il materiale può essere impiegato all’aperto.


Lastre in calcestruzzo


Gli elementi prefabbricati in calcestruzzo possono offrire massa e robustezza, ma aumentano il peso permanente sul solaio.

Anche in questo caso portata dei piedini, numero degli appoggi e resistenza della lastra devono essere valutati congiuntamente.

Una pavimentazione pesante appoggiata su numerosi supporti distribuisce il carico in modo differente rispetto a un massetto continuo.

Bordi e spigoli devono resistere alle operazioni di sollevamento.

Una lastra molto pesante diventa inoltre meno semplice da rimuovere per pulire gli scarichi.

L’ispezionabilità teorica perde valore quando per sollevare ogni elemento servono più persone o attrezzature non normalmente disponibili.


Decking in legno, WPC e materiali compositi


Quando la finitura è costituita da listoni, i supporti non ricevono normalmente direttamente ogni tavola.

I piedini sostengono travetti in alluminio, legno o materiale composito che formano una sottostruttura continua.

I listoni vengono successivamente fissati ai travetti con viti o clip.

Interasse dei travetti e distanza dei piedini devono rispettare le indicazioni della pavimentazione e della sottostruttura.

Una tavola lunga non consente di aumentare arbitrariamente la distanza tra gli appoggi.

Il legno richiede ventilazione anche sul lato inferiore e non deve rimanere a contatto continuo con acqua stagnante.

Il WPC presenta movimenti termici propri e necessita di fughe e fissaggi capaci di consentire le variazioni dimensionali.


Perché la portata dichiarata del piedino non basta


Un supporto può essere dichiarato capace di sostenere carichi molto elevati, ma questo dato non coincide con la portata del pavimento finito.

Pavimento rialzato a bordo piscinaPavimento rialzato a bordo piscina - Daniele F. Toscana



Prima di raggiungere il limite del piedino potrebbe rompersi la lastra, deformarsi la sottostruttura oppure essere danneggiato il sottofondo.

Il carico può inoltre distribuirsi in modo non uniforme tra i vari appoggi.

Una persona che cammina vicino all’angolo di una lastra produce una condizione diversa da un vaso che rimane al centro per anni.

Un piede di un tavolo o di un barbecue può concentrare il peso su una superficie molto piccola.

Le capacità dichiarate dai produttori dei supporti variano notevolmente tra prodotti e configurazioni; questi valori devono quindi essere utilizzati per il sistema specifico e non trasformati in una generica portata del terrazzo.


Verificare anche il solaio del terrazzo


Il pavimento sopraelevato aggiunge peso alla struttura esistente.

Bisogna considerare lastre, supporti, sottostruttura, arredi, fioriere e carichi d’uso.

Se la nuova soluzione sostituisce un massetto pesante può anche ridurre alcuni carichi permanenti, ma il confronto deve essere eseguito conoscendo realmente ciò che viene rimosso e ciò che viene aggiunto.

Le Norme tecniche per le costruzioni approvate con D.M. 17 gennaio 2018, successivamente modificate e integrate nel 2023, disciplinano la valutazione delle azioni sulle costruzioni e costituiscono il riferimento per le verifiche strutturali quando necessarie.

Su un balcone esistente con fenomeni di degrado, ferri ossidati, distacchi o dubbi sulla portata non è sufficiente scegliere un rivestimento definito leggero. Prima occorre verificare la struttura.


Fioriere e arredi pesanti richiedono una valutazione dedicata


Una grande fioriera piena di terreno bagnato produce un carico concentrato molto diverso dal normale calpestio.

Fioriera su balcone con pavimento ispezionabile Fioriera su balcone con pavimento ispezionabile - Daniele F. Toscana



Se appoggia al centro di una lastra, il peso deve attraversare il rivestimento prima di raggiungere i supporti.

Può essere necessario collocare ulteriori piedini, inserire una sottostruttura o far poggiare l’elemento su una zona progettata separatamente.

Lo stesso principio vale per cucine da esterno, barbecue in muratura, vasche ornamentali e grandi tavoli in pietra.

Non bisogna praticare casualmente aperture nella pavimentazione per creare appoggi fino al solaio.

Ogni elemento che attraversa il sistema deve essere coordinato con l’impermeabilizzazione e con il deflusso dell’acqua.


Il vento può sollevare le lastre


La pavimentazione in appoggio non viene normalmente incollata ai supporti e può quindi essere soggetta alla depressione prodotta dal vento.

Il problema diventa particolarmente importante sulle terrazze alte, sui bordi esposti e vicino ai parapetti, dove le pressioni possono differire rispetto alle zone più interne.

I produttori di pavimentazioni per posa sopraelevata richiamano espressamente la necessità di una verifica per le installazioni in quota e propongono, nei casi necessari, sistemi di bloccaggio o griglie antivento.

Il semplice peso della lastra non deve essere considerato sufficiente senza una valutazione.

Altezza dell’edificio, geometria del terrazzo, esposizione e condizioni locali cambiano sensibilmente l’azione del vento.

Quando esiste questo rischio, il progettista può prevedere sistemi meccanici, strutture solidarizzate o configurazioni specificamente verificate dal produttore.


Sicurezza in caso di rottura di una lastra


Una lastra sopraelevata non appoggia su un massetto continuo.

Se si rompe, una parte può perdere il supporto e cedere nell’intercapedine.

Il rischio deve essere valutato soprattutto nelle installazioni elevate, nelle zone pubbliche e quando vengono utilizzati grandi formati.

Alcuni sistemi prevedono reti, griglie, lamiere o altri elementi di sicurezza sotto la ceramica.

L’accessorio necessario dipende dal prodotto e dalle condizioni d’uso.

Non si dovrebbe applicare una rete generica alla parte inferiore della lastra senza verificare adesivo, compatibilità e procedura.


Aumentare la quota modifica l’altezza utile del parapetto


Questo è uno dei controlli più importanti nelle ristrutturazioni dei balconi.

L’altezza del parapetto viene misurata rispetto al piano di calpestio.

Ampio balcone con pavimento ispezionabile rialzato Ampio balcone con pavimento ispezionabile rialzato - Getty Images



Il D.M. 236/1989, negli ambiti ai quali si applicano le relative prescrizioni, definisce proprio l’altezza del parapetto come distanza verticale dal suo limite superiore al piano di calpestio e indica per balconi e terrazze un’altezza minima di 100 cm, oltre al requisito di inattraversabilità da parte di una sfera di 10 cm.

Se un pavimento sopraelevato porta il nuovo piano diversi centimetri più in alto, la protezione effettiva diminuisce della stessa quantità.

Un parapetto conforme prima dei lavori può quindi non esserlo più dopo il rialzo.

Devono essere controllate anche eventuali prescrizioni più restrittive contenute nelle regole regionali, comunali o relative all’edificio specifico.

Il problema non va risolto automaticamente alzando la ringhiera: modifiche a parapetti e facciata richiedono verifiche tecniche e, nei condomini, possono coinvolgere parti comuni e decoro.


Raccordo con la portafinestra


Uno dei motivi per cui si utilizza il pavimento sopraelevato è la possibilità di avvicinare il piano esterno a quello interno.

La riduzione del dislivello facilita il passaggio, ma non deve coprire soglie, fori di drenaggio o raccordi impermeabili del serramento.
pavimentazione sopraelevata
La quota finale deve essere definita insieme al nodo della portafinestra.

Se il telaio richiede un tratto libero per evacuare l’acqua, le lastre non possono arrivare davanti a quella zona soltanto per ottenere un effetto complanare.

Nelle nuove costruzioni il serramento e il pavimento esterno dovrebbero essere progettati insieme.

Nelle ristrutturazioni il rialzo deve invece adattarsi al nodo esistente senza alterarne il funzionamento.


Filo pavimento e accessibilità


La possibilità di eliminare o ridurre il gradino verso il terrazzo può migliorare l’utilizzo dello spazio esterno.

Il D.M. 236/1989 comprende balconi e terrazze nelle prescrizioni relative all’accessibilità degli edifici nei casi previsti dal proprio campo di applicazione.

Il raggiungimento dello spazio esterno deve quindi essere coordinato con soglia, larghezza del passaggio e spazio di manovra, non valutato soltanto sulla quota della pavimentazione.

Le fughe del pavimento devono inoltre essere compatibili con piccole ruote, bastoni e deambulatori.

Grandi dislivelli tra lastre e movimenti al calpestio risultano più problematici per chi utilizza ausili.


Chiusura del bordo esterno


Sul bordo di un balcone il vuoto sotto le lastre non dovrebbe rimanere casualmente aperto.

Esistono profili e sistemi che sostengono un elemento verticale dello stesso materiale del pavimento oppure una fascia di finitura dedicata.

Questi componenti devono impedire lo spostamento delle lastre senza bloccare il deflusso dell’acqua.

La chiusura non dovrebbe diventare una vasca perimetrale.

L’acqua che raggiunge l’intercapedine deve poter continuare verso gli scarichi.

Nel caso di una lastra verticale, il fissaggio deve appartenere a un sistema adatto e non essere affidato a punti di silicone applicati tra elementi instabili.


Raccordo con muretti e pareti


La pavimentazione deve poter subire le proprie variazioni dimensionali senza essere compressa tra due pareti.

Balconcino con pavimento rialzato Balconcino con pavimento rialzato - Daniele F. Toscana



Il bordo non dovrebbe essere incastrato rigidamente sotto intonaci, cappotti o rivestimenti.

Il dettaglio perimetrale deve mantenere il gioco previsto e impedire che una lastra in movimento danneggi la facciata.

La fuga può essere protetta visivamente mediante profili o elementi removibili, senza chiuderla in modo tale da impedire il sollevamento delle lastre.

Anche la membrane impermeabile deve risvoltare sulla parete secondo il proprio sistema e rimanere protetta.

Il piedino non dovrebbe essere disposto direttamente contro un risvolto creando una pressione localizzata.


Pavimento sopraelevato sopra una pavimentazione esistente


La posa può evitare la demolizione quando il vecchio pavimento e il relativo sottofondo sono sufficientemente stabili.

Prima bisogna però comprendere cosa si trova sotto.

Piastrelle apparentemente integre possono nascondere una guaina ormai deteriorata oppure un massetto con pendenze sbagliate.

Se esistono infiltrazioni nel locale sottostante, coprire il vecchio rivestimento impedisce di osservare il problema senza risolverlo.

Il vantaggio della posa a secco non consiste nel poter evitare ogni demolizione, ma nel poter evitare quella non necessaria dopo aver verificato gli strati esistenti.

Anche il peso della vecchia pavimentazione rimane sul solaio.

Questo aspetto deve essere considerato nel confronto con una demolizione e ricostruzione tradizionale.


Posare direttamente sull’impermeabilizzazione nuova


In una terrazza ricostruita è possibile progettare la membrana come superficie direttamente destinata a ricevere i supporti, purché il sistema impermeabile lo consenta.

Il vantaggio è la riduzione degli strati superiori e la possibilità di controllare facilmente la guaina.

Le operazioni successive devono però essere particolarmente attente, perché il passaggio degli operatori e la movimentazione delle lastre avvengono direttamente sopra lo strato di tenuta.

Prima della posa dei piedini conviene completare le prove previste, controllare i raccordi e documentare fotograficamente bocchettoni, giunti e risvolti.

La membrana dovrebbe essere protetta immediatamente nei percorsi di lavoro, evitando che utensili e frammenti ceramici la incidano.


Coibentazione sotto i supporti


Le terrazze sopra ambienti riscaldati possono comprendere uno strato isolante.

Pavimento rialzato ispezionabile Pavimento rialzato ispezionabile - Daniele F. Toscana



Il progetto deve stabilire se i supporti poggino sulla membrana, su un isolante ad alta resistenza o su altri strati.

Alcuni sistemi ammettono la presenza di pannelli isolanti di densità adeguata sotto i piedini, ma la configurazione deve essere verificata rispetto alla resistenza alla compressione e al comportamento nel tempo.

Un pannello isolante morbido può deformarsi sotto i carichi concentrati e far perdere quota ai supporti.

Il problema non appare necessariamente durante la posa, ma dopo mesi di utilizzo.

Quando viene prevista una copertura rovescia o un pacchetto termico specifico, tutti gli strati devono essere coordinati dal progettista senza modificare la stratigrafia soltanto per facilitare la posa delle piastrelle.


Utilizzare l’intercapedine per gli impianti


Lo spazio può ospitare cavi, tubazioni per irrigazione, linee elettriche per illuminazione e altri servizi compatibili con l’esterno.
pavimentazione esterna
Il passaggio non deve ostacolare il drenaggio: tubi disposti trasversalmente alla pendenza possono trattenere foglie e sedimenti e creare piccole dighe.

I componenti devono essere idonei all’ambiente e protetti dalle azioni meccaniche.

Un cavo elettrico non dovrebbe essere semplicemente appoggiato sulla guaina dove può essere schiacciato da una base.

Giunti, raccordi e valvole che richiedono manutenzione devono essere collocati sotto lastre identificabili e facilmente sollevabili.


Illuminazione integrata nel pavimento


Faretti, segnapasso e profili luminosi possono essere inseriti tra le lastre o lungo il perimetro.

Il grado di protezione dell’apparecchio deve essere compatibile con acqua, polvere e modalità di posa. Alimentatori e connessioni non dovrebbero trovarsi nei punti nei quali l’acqua ristagna.

Il corpo illuminante deve poter essere sostituito senza smontare vaste porzioni di pavimento. Anche i cavi devono seguire un percorso documentato.

L’installazione dell’impianto elettrico fisso compete a personale abilitato; l’ispezionabilità del pavimento facilita la manutenzione, ma non trasforma l’intercapedine in un luogo nel quale realizzare collegamenti non protetti.


Ridurre rumori e vibrazioni


Le lastre appoggiate direttamente su teste rigide possono produrre rumore durante il calpestio.

Dischi e guarnizioni resilienti tra testa e rivestimento possono limitare vibrazioni e piccoli movimenti, oltre a compensare lievi tolleranze.

Devono però appartenere al sistema e mantenere la capacità di carico prevista.

Una lastra che suona o si muove non dovrebbe essere corretta infilando pezzi di gomma, cartone o materiale di fortuna sotto un angolo.

Bisogna controllare quota, piedino, planarità della lastra e stabilità della base.

Il rumore può anche indicare che un supporto non riceve realmente il carico e che la lastra passa alternativamente da un appoggio all’altro.


Regolare correttamente gli angoli delle lastre


Nel classico schema modulare ogni supporto riceve gli angoli di più lastre.

Le alette della testa mantengono le fughe e impediscono un contatto diretto tra i bordi.

In corrispondenza di pareti e angoli alcune alette possono essere eliminate secondo la configurazione prevista.

Non è corretto tagliare indiscriminatamente le teste per farle entrare vicino a un muro.

Si riduce la superficie di appoggio e può essere necessario utilizzare componenti perimetrali specifici.

Durante la regolazione bisogna controllare più lastre insieme: alzare un singolo supporto modifica infatti la quota di tutti gli elementi che vi poggiano.


Taglio delle lastre lungo i bordi


I devono conservare dimensioni sufficienti a risultare stabili.

Una striscia molto stretta appoggiata su piedini può ribaltarsi o spezzarsi con maggiore facilità.

Il disegno della pavimentazione dovrebbe quindi partire dalle dimensioni del terrazzo e cercare di distribuire i tagli sui lati.

Quando il pezzo non riesce a poggiare sui supporti nella configurazione ordinaria servono travetti, griglie o accessori dedicati.

Non dovrebbe essere semplicemente incollato alla lastra vicina.

Anche i tagli intorno a pilastri, scarichi e ringhiere devono lasciare lo spazio necessario ai movimenti e all’ispezione.


Terrazzi con forme irregolari


Diagonali, curve e numerosi rientri rendono la posa più complessa.

terrazza con forma irregolare terrazza con forma irregolare - Daniele F. Toscana



Il numero dei pezzi tagliati aumenta e la maglia dei supporti perde la propria regolarità.

Una sottostruttura con travetti o griglia può facilitare l’appoggio rispetto a una posa esclusivamente puntuale.

La planimetria dovrebbe indicare già in fase progettuale dove si troveranno lastre intere, tagli e supporti supplementari.

Risolvere ogni bordo durante la posa produce facilmente appoggi parziali.


Pavimento molto alto e necessità di irrigidimento


Quando l’intercapedine cresce, i piedini diventano più snelli e la superficie può essere maggiormente soggetta a movimenti orizzontali.

Traversi, profili e griglie collegano i supporti e distribuiscono le azioni.

Possono inoltre rendere più semplice l’impiego di lastre di formati differenti.

Il limite oltre il quale un accessorio diventa necessario dipende dal sistema e non dovrebbe essere stabilito con una quota generica.

Occorre seguire la documentazione del produttore e, per configurazioni particolari, una verifica progettuale.

La presenza di numerose prolunghe non dovrebbe essere utilizzata per trasformare un supporto destinato a piccoli rialzi in una struttura molto alta.


Neve, gelo e acqua nell’intercapedine


Il pavimento esterno deve essere progettato per le condizioni climatiche del luogo.

L’acqua deve poter defluire anche durante periodi freddi.

Una canaletta ostruita può lasciare un volume che gela sotto le lastre, mentre i depositi umidi aumentano cicli di gelo e disgelo vicino alla membrana.

Le lastre devono essere dichiarate idonee all’esterno nelle condizioni previste.

Anche supporti e guarnizioni devono mantenere le proprie caratteristiche alle temperature dichiarate dal produttore.

La neve aggiunge inoltre peso e può nascondere la posizione di gradini e bordi.

La verifica strutturale complessiva del terrazzo non viene sostituita dalla capacità dei piedini.


Pulizia dell’intercapedine

Foglie, polvere, semi e insetti attraversano le fughe ed una parte viene trascinata verso gli scarichi e una parte rimane sotto le lastre.

Con il tempo può formarsi un deposito soprattutto nelle zone in cui l’acqua rallenta.

La manutenzione dovrebbe prevedere il sollevamento periodico di alcune lastre lungo i percorsi di drenaggio e intorno ai bocchettoni.

Si rimuovono i residui senza utilizzare utensili che possano danneggiare la membrana.

Un getto d’acqua molto forte può semplicemente trasferire tutto il materiale nello scarico, provocandone l’ostruzione.

È preferibile raccogliere prima i detriti più grossi.


Come sollevare le lastre per l’ispezione


Le lastre vengono normalmente rimosse mediante ventose o appositi utensili.

Posa del pavimento sopraelevato Posa del pavimento sopraelevato - Foto Daniele F. Toscana



Il primo elemento può essere più difficile da estrarre perché circondato da altre lastre.

Per questo è utile individuare uno o più punti di accesso previsti dal progetto.

L’attrezzo deve essere compatibile con la finitura: una superficie molto strutturata può non permettere alla normale ventosa di creare il vuoto e richiedere un dispositivo differente.

Una lastra pesante non dovrebbe essere sollevata piegando la schiena e afferrandola attraverso le fughe.

L’ispezionabilità è utile soltanto se l’elemento può essere rimosso in condizioni ragionevoli di sicurezza.


Tenere una mappa degli impianti e degli scarichi


Una volta chiusa la pavimentazione, tutte le lastre possono apparire uguali.

È utile conservare una planimetria con posizione di bocchettoni, scatole elettriche, giunti, valvole e percorsi delle tubazioni.

Anche alcune fotografie scattate prima della posa possono semplificare gli interventi.

In assenza di riferimenti, il manutentore deve sollevare numerosi elementi per trovare un piccolo raccordo, aumentando rischio di scheggiature e perdita delle regolazioni.

La modularità dovrebbe ridurre le demolizioni, non sostituirle con una ricerca casuale sotto tutta la terrazza.



Controllare i supporti nel tempo


Il piedino può richiedere una nuova regolazione se il sottofondo si assesta o se alcuni componenti si muovono.

Una lastra che inizia a oscillare dovrebbe essere controllata prima che il movimento rovini i bordi.

La regolazione dall’alto, disponibile in alcuni sistemi, permette di intervenire senza rimuovere ampie zone della pavimentazione.

Non bisogna però limitarsi a ruotare il supporto ogni volta che compare un dislivello.

Se il problema ritorna, bisogna controllare la base, la membrana e l’eventuale deformazione degli strati sottostanti.


Sostituire una lastra danneggiata


Uno dei vantaggi della posa a secco è la possibilità di sostituire localmente il rivestimento.

La nuova lastra deve avere lo stesso formato, spessore e caratteristiche compatibili con il sistema di supporto.

Una piastrella visivamente simile ma più sottile richiede spessori e può avere una resistenza differente.

È utile conservare alcuni elementi della fornitura originale: colore e calibro possono cambiare tra produzioni differenti e, dopo diversi anni, la collezione potrebbe non essere più disponibile.

La sostituzione è anche l’occasione per controllare il supporto e l’impermeabilizzazione sottostante, soprattutto quando la rottura non deriva da un urto evidente.


Quando compare un ristagno sotto le lastre


La prima verifica riguarda scarichi e depositi visibili: se il bocchettone è pulito ma l’acqua rimane in una zona lontana, è probabile che il piano sottostante presenti un avvallamento o una contropendenza.

Il problema può essere preesistente oppure derivare da deformazioni del massetto.

Il proprietario può sollevare gli elementi previsti come ispezionabili e osservare la direzione dell’acqua.

Rimozioni estese, correzioni del massetto e interventi sulla guaina devono essere affidati a personale competente.

Non è consigliabile perforare la membrana per creare uno scarico supplementare senza un progetto: si trasformerebbe un ristagno superficiale in una possibile infiltrazione nel solaio.


Quando il pavimento inizia a muoversi


Un movimento localizzato può dipendere da un supporto non regolato o da una lastra deformata.

Quando invece più elementi si spostano insieme bisogna verificare contenimento perimetrale, travetti, piedini e base di appoggio.

Le variazioni termiche possono far emergere giochi insufficienti lungo i bordi.

Lo spostamento vicino al parapetto durante giornate ventose richiede un’attenzione particolare, perché può essere collegato anche alle azioni di sollevamento.

Aggiungere silicone tra le fughe blocca il drenaggio e rende più difficile la manutenzione; non costituisce un sistema di stabilizzazione corretto.


Rifare un terrazzo con pavimento sopraelevato senza perdere ispezionabilità


In un terrazzo esistente le piastrelle sono fessurate e alcune zone presentano ristagni.

Il proprietario vorrebbe coprire tutto con lastre su supporti per evitare la demolizione.

Il rilievo mostra che l’impermeabilizzazione è vecchia e che lo scarico si trova in una depressione parzialmente ostruita.

Pavimento sopraelevato ispezionabile Pavimento sopraelevato ispezionabile - Daniele F. Toscana



Se il nuovo pavimento venisse semplicemente posato sopra, la superficie apparirebbe perfettamente piana ma i difetti rimarrebbero nascosti.

Si decide quindi di rimuovere il vecchio rivestimento, correggere il piano di pendenza e ricostruire l’impermeabilizzazione.

Gli scarichi vengono mantenuti nelle posizioni accessibili e documentati.

Il nuovo pavimento viene realizzato con supporti regolabili, mantenendo una quota quasi complanare alla portafinestra senza coprirne il drenaggio.

La maglia delle lastre viene organizzata in modo che un elemento intero possa essere sollevato sopra ciascun bocchettone.

Vicino al parapetto la quota finale viene verificata prima della posa, perché il rialzo riduce l’altezza utile della protezione.

Nella zona destinata a grandi fioriere vengono previsti appoggi supplementari coerenti con il sistema.

L’aspetto finale è più semplice del pacchetto sottostante.

È proprio questo il senso della posa sopraelevata: separare il piano che si percorre dal piano che gestisce acqua, impianti e manutenzione.


Pavimento sopraelevato in condominio


Un balcone appartiene all’unità immobiliare per alcune sue parti, ma può comprendere elementi che incidono sulla facciata e sulle parti comuni.

La sostituzione del solo rivestimento può avere un impatto limitato; rialzi importanti, modifiche al parapetto, scarichi, frontalini e impermeabilizzazioni possono invece interessare struttura e aspetto dell’edificio.

Prima dei lavori bisogna verificare regolamento condominiale, natura degli elementi interessati e necessità di comunicazioni.

Anche il peso aggiuntivo e l’eventuale modifica della quota del parapetto devono essere valutati.

Se il terrazzo costituisce copertura di locali o unità sottostanti, l’impermeabilizzazione assume inoltre particolare importanza e le responsabilità non dovrebbero essere affrontate soltanto come una scelta di finitura.


Pratiche edilizie e modifica delle quote


L’inquadramento amministrativo dipende dalla consistenza dell’intervento.

La semplice sostituzione di una finitura non equivale necessariamente alla ricostruzione di massetti, impermeabilizzazione, parapetti o elementi strutturali.

Modifiche significative delle quote, opere sui frontalini, interventi sulla soletta e trasformazioni del sistema di smaltimento possono richiedere procedure diverse.

Comune, Regione, vincoli paesaggistici e caratteristiche dell’edificio devono essere verificati prima dei lavori quando l’intervento supera la manutenzione ordinaria della superficie.

Il fatto che il pavimento sia posato a secco e teoricamente removibile non rende automaticamente irrilevanti le modifiche che produce sulle quote e sulla sicurezza del balcone.



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Pavimento sopraelevato su terrazzi e balconi: supporti, drenaggio e posa
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