Parapetti in vetro

NEWS DI Progettazione04 Luglio 2012 ore 09:29
Come progettare i parapetti in vetro,rispettando le norme in materia di sicurezza e garantirne la funzionalità e pulizia nel tempo risparmiando sulla manutenzione.
progettazione , parapetti , vetro , autopulente
Arch. Francesco Oliva

Tipologie di parapetti



Per la realizzazione di balaustre ringhiere ecc., è stato impiegato e lo è tuttora il ferro. I problemi di manutenzione, la difficoltà a trovare artigiani adeguati alle necessità del caso, il peso molte volte eccessivo, hanno contribuito a far sì che molti preferiscano optare per materiali alternativi come il vetro, che al contrario del classico parapetto realizzato in ferro, offre vantaggi come limitata manutenzione, facilità di installazione, facilità d'inserimento anche in contesti classici.

Un parapetto interno a normaMentre per i parapetti realizzati in ferro o altro materiale, la normativa riguardante la loro progettazione, ed il loro dimensionamento è abbastanza eloquente e precisa, ad oggi il quadro normativo nazionale, non prevede alcuna indicazione su come procedere nel caso di parapetti in vetro e spesso gli operatori, sono costretti ad affidarsi a riferimenti normativi di altri paesi europei.

Attualmente sono allo studio, delle metodiche di calcolo, che hanno il compito di definire secondo gli eurocodici, metodi di calcolo e tipologie normate per ogni tipo di parapetto realizzato.


Fondamentalmente i parapetti sono racchiusi, in base alle caratteristiche di sicurezza, in 3 fondamentali gruppi, che tengono conto ciascuno del grado di ulteriore sicurezza, che le parti esterne alla lastra in cristallo, possono assicurare in caso di rottura della lastra stessa.

Nel primo gruppo, rientrano i parapetti privi di qualsiasi struttura portante, in cui il compito è affidato esclusivamente alla lastra di vetro vincolata in modo diverso.


Il secondo gruppo, comprende i parapetti realizzati con lastre di vetro, provvisti di corrimani che hanno il compito di collegare tra loro le lastre e di proteggere dalla caduta in caso di rottura della lastra.


Il terzo gruppo, comprende i parapetti fissati su più lati, con struttura portante e corrimano, che si differenziano dal gruppo precedente, per la diversa condizione di vincolo della lastra ancorata alla struttura portante della protezione, secondo vincoli di tipo puntuali o lineare lungo due o più lati della lastra stessa.



Scelta del tipo di parapetto



La scelta del tipo di parapetto in vetro, dipende molto dal carico che tale parapetto dovrà sostenere e dalla posizione che dovrà avere (interna o esterna), va inoltre sottolineato che proprio a causa della particolarità dell'intervento, il calcolo della resistenza di un tale elemento, va effettuato da un professionista abilitato.

In pratica, è bene adottare un parapetto del primo gruppo in quegli ambienti interni domestici, dove la probabilità, di una spinta orizzontale di grossa intensità, è improbabile, mentre per la realizzazione di parapetti di balconi e terrazze, conviene impiegare elementi come quelli descritti nel gruppo N.2.

Scelta del materiale per il parapetto



Infine, si sconsiglia di adottare in ogni caso, vetri retinati comunque vincolati, i quali oltre a non essere in regola con la normativa vigente, presentano l'inconveniente di fratturarsi di frequente a causa delle dilatazioni termiche prodotte nella rete metallica interna, la quale dilatandosi, induce nella lastra degli sforzi che provocano rotture della stessa.

La possibilità di poter impiegare il vetro come elemento fondamentale per la costruzione di un parapetto, offre l'occasione per far sì che un parapetto interno all'abitazione ad esempio, possa svolgere più funzioni allo stesso tempo.



Inserimento di elementi luminosi

Il cristallo illuminato con led

Le tecnologie moderne permettono ad esempio di poter inserire all'interno di un corrimano in cristallo temperato una illuminazione (led o fibre ottiche) cosa che renderebbe l'impiego di una scala in vetro oltre che sicuro, esteticamente molto particolare.

Per quando riguarda i parapetti esterni in vetro, qualcuno potrebbe osservare che a causa del forte inquinamento dell'aria e di conseguenza delle acque di pioggia, l'aspetto dei vetri potrebbe alterarsi in poco tempo.


Ebbene anche in questo caso, le ricerche moderne sui nuovi materiali pongono rimedio al problema, con gli innovativi vetri autopulenti che rendono la vita domestica e lavorativa meno complicata.


Caratteristiche dei vetri autopulenti

I vetri autopulenti, sono composti fondamentalmente da un vetro chiaro, sul quale è depositato un coating trasparente di un materiale minerale e idrofobo, tale rivestimento, ha la caratteristica di possedere una elevata resistenza all'usura, oltre ad una grande durabilità.

Per quanto riguarda le differenze fondamentali esistenti tra un vetro tradizionale, ed un vetro autopulente, occorre precisare che le proprietà meccaniche, termiche e acustiche del vetro autopulente sono identiche a quelle di un vetro classico.

Il materiale impiegato, per costituire il velo di protezione del vetro autopulente non è assolutamente realizzato con materiali nocivi per l'uomo e per l'ambiente circostante, ma la sua azione detergente è prodotta utilizzando la doppia azione dei raggi UV e dell'acqua.

A proposito dell'azione autopuUna facciata realizzata con vetri autopulentilente, alcuni utenti dopo aver installato tali vetri, lamentano il fatto di non notare l'efficacia dell'azione al punto tale da sostenere che il vetro appare quasi più sporco del solito.


Bisogna chiarire subiro che per combattere efficacemente lo sporco che si accumula sulla superficie esterna dei vetri come tracce di pioggia, polvere, spruzzi, inquinanti atmosferici organici bisogna attendere almeno due settimane dalla posa del vetro all'esterno, affinchè tale azione diventi attiva e quindi efficace.

Particolare da non trascurare infine è evitare di lavare il vetro dopo la posa in opera al fine di non compromettere l'entrata a regime dell'azione autopulente del rivestimento delle lastre.

Il termine di due settimane, è relativo e dipende anche dal grado di esposizione del vetro, dalla sua particolare configurazione ed inclinazione nella posa, dalle zone d'ombra circostanti, fattori che differenziano sensibilmente i tempi di attivazione dell'azione autopulente.


riproduzione riservata
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  • Zoppetti Geraldo
    Zoppetti Geraldo
    Martedì 5 Novembre 2013, alle ore 21:00
    Ottimo articolo, vorrei saperne di più per quanto riguarda gli inserimenti di punti luminosi nel vetro.
    Grazie.
    rispondi al commento
  • Chiara Panozzo
    Chiara Panozzo
    Giovedì 10 Ottobre 2013, alle ore 10:19
    Vorrei sapere i termini precisi del parapetto autopulente (capitolato?) per fare l'ordine alla ditta esecutrice.
    Poi, se fosse possibile un suggerimento per l'attacco al bordo della terrazza.
    Grazie mille.
    rispondi al commento
  • Viviana
    Viviana
    Venerdì 15 Marzo 2013, alle ore 16:38
    La ringrazio per le informazioni che mi ha fornito sull'azienda Hilti, mi sono state molto utili.
    Ho infatti scaricato il software relativo agli ancoraggi (Hilti PROFIS Anchor), tuttavia nel database è presente solo l'ancoraggio di un pilastro in acciaio.
    Mi chiedevo se fosse possibile considerarlo come l'ancoraggio di un montante di un parapetto scegliendo opportunamente geometria e carichi o se esiste un modello predisposto.
    Grazie.
    rispondi al commento
  • Viviana
    Viviana
    Martedì 12 Marzo 2013, alle ore 17:47
    Sviluppando il progetto di un parapetto in vetro mi sono resa conto che la normativa a riguardo è un po' scarsa.
    Mi chiedevo se esistono dei software che consentano di dimensionare gli ancoraggi, i montanti e i diversi elementi che compongono un parapetto o se, semplicemente, è sufficiente sottoporre il parapetto alle prove di carico descritte nelle normative UNI.
    Anticipatamente ringrazio
    rispondi al commento
    • Arch.oliva
      Arch.oliva Viviana
      Mercoledì 13 Marzo 2013, alle ore 11:41
      Per Viviana: Il rispetto delle Norme UNI non la esime da effettuare un calcolo di verifica del parapetto progettato, per quanto riguarda il problema degli ancoraggi, vi sono diverse aziende come la Hilti che mettono a disposizione gratuitamente dei software per la verifica delle strutture ancorate con tasselli chimici a parti in calcestruzzo o altro materiale.
      rispondi al commento
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