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Stufa e camino in casa, progetti e normative regionali

Attenzione alle normative vigenti se avete intenzione di installare camini o stufe a biomassa in casa. I pericoli sono concreti e il fai da te è sconsigliabile.
05 Marzo 2021 ore 11:46 - NEWS Impianti di riscaldamento

Camino in casa e progettazione d’interni


Ci sono persone che comprano casa a patto che vi sia il camino o che vi sia almeno la canna fumaria interna con predisposizione all’installazione. Altri che costruiscono ex novo vincolando tutta la progettazione alla presenza di un camino.

Camino domestico chiuso a legna
Da sempre la presenza di un camino o di una stufa a legna in casa è per molte persone garanzia di un ambiente caldo e accogliente, al di là della pura esigenza legata al riscaldamento durante la stagione fredda.

Installare un camino o una stufa non è legato neanche a uno stile in particolare, è possibile progettare soluzioni esteticamente impattanti sia in ambienti classici o rustici che in ambienti arredati in stile moderno minimalista o contemporaneo.

L’offerta è talmente ampia che ognuno può soddisfare le sue esigenze estetiche senza rinunciare ad alte prestazioni in termini di efficienza energetica.


Progetto prepAIR, considerazioni sui materiali da ardere nel camino

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Progetto prepAIR: luoghi comuni da sfatare sulle biomasse

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Patricia Urquiola per MCZ, stufa a pellet Wall

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MCZ, stufa a pellet Reflex

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Paola Navone per MCZ, rivestimento Sahara per camino a pellet o a legna

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Un discorso da approfondire, invece, è quello che riguarda l’inquinamento che tali dispositivi producono e che ha richiesto una precisa presa d’atto e conseguenti normative a cui attenersi per limitarne l’impatto.


Installazione stufa a legna, camini e inquinamento ambientale


Se parliamo di inquinamento e di qualità dell’aria ci riferiamo normalmente sia all’ambiente esterno che a quello all’interno delle abitazioni.

Qui, infatti, alle emissioni di sostanze provenienti dai vari materiali componenti mobili, oggetti e materiali di rivestimento, si aggiungono le sostanze emesse in seguito ad azioni quali la cottura dei cibi, ad esempio, oppure alla combustione di legna o di pellet utilizzati per il riscaldamento.



Se consideriamo l’inquinamento outdoor, si sottolinea la presenza di zone del nostro Paese che più di altre soffrono cronicamente di condizioni particolarmente critiche per quanto riguarda l’inquinamento ambientale in genere.

Come la Pianura Padana dove, alla oggettiva condizione geoclimatica si aggiunge l’apporto altamente inquinante di siti di produzioni industriali presenti come in nessuna altra parte d’Italia. Il ruolo delle emissioni dovute ai mezzi di trasporto non fa che peggiorare un quadro già di per sé compromesso.
Uso del riscaldamento a biomasse e inquinanti totali. prepAIRPer tutte queste ragioni si è reso necessario agire in fretta affrontando il problema da tutte le sue molteplici sfaccettature, compresa quella per certi versi sottovalutata, del ruolo dei camini e delle stufe domestici.

Sì perché è ormai accertato che la percentuale impattante di materie inquinanti emesse dai generatori di calore domestici è più del 51%, superiore quindi a quelle dovute all’azione delle fabbriche e dei mezzi di trasporto.


Installazione camino a legna: Progetto prepAIR contro l'inquinamento


Stabilite da tempo limitazioni al traffico, consentito solo a veicoli con determinati requisiti, e con divieti alla circolazione in alcune condizioni particolari, l’attenzione si è concentrata sulle normative da adottare per l’installazione di generatori di calore di uso domestico, soprattutto camini e stufe.
Dati prepAIR sulle emissioni da riscaldamento camini e stufe a legnaNon a caso ho citato la Pianura Padana perché è qui che è nato il progetto prepAIR (Po Regions Engaged to Policies of Air) a cura di 6 enti territoriali tra Regioni e province autonome e 7 agenzie per la protezione dell’ambiente.


I 18 partners di progetto:

  • Regione Emilia Romagna, Regione Veneto, Regione Lombardia, Regione Piemonte, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento

  • ARPAE Emilia Romagna, ARPA Veneto, ARPA Piemonte, ARPA Lombardia, ARPA Valle d’Aosta, ARPA Friuli Venezia Giulia, Agenzia per l’ambiente della Slovenia

  • Comune di Bologna, Comune di Milano e Comune di Torino

  • ART-ER (Agenzia di sviluppo regionale Emilia Romagna) e FLA (Fondazione Lombardia per l’Ambiente)


Le azioni e i settori per limitare le emissioni inquinanti


In cosa consiste il progetto?

L’entrata in vigore dei parametri limite fissati dall’Unione Europea ha messo in luce criticità già note. Si è individuato soprattutto nel Bacino del Po una vasta area interessata da inquinamento dovuto a molteplici sorgenti: traffico, industrie, riscaldamento domestico, produzione di energia, attività agricole e di allevamento.

Le Regioni coinvolte hanno costituito il Tavolo di Bacino Padano grazie al quale si sono vincolate a un’azione comune per fronteggiare questa emergenza, agendo su vari fronti, nel breve e nel lungo periodo.


I settori messi sotto controllo sono: combustione di biomasse, trasporto beni e passeggeri, agricoltura, industria e produzione energia e riscaldamento domestico.

All’interno di questo progetto comune, che ha una durata di 7 anni (1 febbraio 2017 – 31 gennaio 2024) nascono i Piani di qualità dell’aria che ognuna delle Regioni modula secondo esigenze proprie a seconda delle peculiarità presenti sul proprio territorio.


Camini, stufe e inquinamento di provenienza domestica


Strano come il fatto di accendere un camino a legna non dia l’immediata percezione della pericolosità di un’azione così familiare e apparentemente innocua, essendo opinione comune che l’utilizzo della legna sia un’azione ecologica e rispettosa dell’ambiente.

Non è proprio così. Sono le emissioni di polveri sottili e altre sostanze tossiche provenienti dal riscaldamento domestico con legna o pellet a rappresentare la più importante sorgente inquinante ambientale, soprattutto se da vecchi caminetti aperti e da stufe tradizionali.

La campagna Brucia bene la legna. Non bruciarti la salute, sempre nel progetto prepAIR, è molto efficace nel presentare nella maniera più intuitiva alcune regole piccole ma molto importanti sulle buone pratiche da adottare per utilizzare correttamente la legna per il riscaldamento domestico.
Camini e stufe a legna, progetto prepAIR e studio effetti emissioni inquinanti
Attraverso video, opuscoli e pieghevoli da sfogliare, si illustrano il progetto prepAIR e le problematiche legate a certe pratiche ormai obsolete e pericolose oltre che poco efficienti dal punto di vista della generazione di calore.


Camini e stufe domestiche, tipologie ed efficienze energetiche a confronto


I generatori di calore domestici si distinguono essenzialmente in varie tipologie:

  • caminetto aperto;

  • caminetto chiuso;

  • stufe a legna;

  • stufe a pellet e caldaie.

Caminetto aperto o chiuso


Il caminetto aperto è costituito da una camera di combustione aperta verso il locale interessato, il riscaldamento avviene attraverso il calore radiante prodotto dal fuoco.

La bassa efficienza energetica (15%) e le emissioni inquinanti ne fanno sicuramente la soluzione meno efficace.

Caminetto aperto per riscaldamento domestico
Il caminetto chiuso può essere una struttura realizzata a parte, ex novo, oppure con inserto prefabbricato posizionato in un vecchio camino aperto.

Il vantaggio di questa soluzione è dato proprio dal fatto che la camera di combustione chiusa ne aumenta la temperatura interna con una maggiore efficienza (mediamente del 55% per gli apparecchi più datati).

Caminetto chiuso contro le emissioni inquinanti in casa
Le aperture per l’aria, nelle strutture più moderne, sono regolate automaticamente mediante valvole che ne aumentano l’efficienza. Nei modelli tecnologicamente più avanzati questa arriva anche a valori pari a 84% con meno emissioni inquinanti.

Stufe a legna o pellet


Le stufe a legna hanno il focolare chiuso, il fumo può essere spinto direttamente nella canna fumaria oppure nei tubi cosiddetti giri di fumo per sfruttarne il residuo calore da cedere all’ambiente.

Le aperture che consentono all’aria di entrare permettono la corretta combustione a patto che non ci sia troppa legna, nel qual caso l’intero processo è poco efficiente e produce maggiori sostanze inquinanti.

Nelle stufe a legna di ultima generazione sono stati ottimizzati alcuni elementi come il funzionamento delle prese/valvole e la conformazione della camera di combustione. Questo ha migliorato le prestazioni delle stufe permettendo il raggiungimento, negli apparecchi migliori, di un rendimento fino all’84%.

Installazione stufa a pellet per riscaldamento domestico
Le stufe a pellet hanno il vantaggio di utilizzare un combustibile che per sua natura risulta meno umido e più omogeneo del legno, quindi brucia meglio.
Il pellet è infatti il risultato della lavorazione della segatura essiccata e compressa.

Il materiale ottenuto viene immesso automaticamente nella camera di combustione in base alla capienza e alle necessità di resa calorica.

In questo modo l’efficienza media raggiunge il 70% circa negli apparecchi più comuni mentre in quelli di ultimissima generazione può arrivare al 94%, con bassissima emissione di sostanze inquinanti e polveri sottili.

Caldaie


Un discorso a parte meritano le caldaie il cui principio è quello di non riscaldare l’ambiente in maniera diretta poiché riscaldano l’acqua che va ad alimentare l’impianto di riscaldamento.

La loro potenza è per questo più elevata e funzionano a legna, pellet o legno cippato. Tranne che per quelle a legna, l’alimentazione può essere gestita in maniera automatica con una migliore efficienza.

Le caldaie a legna non hanno l’obbligo di certificazione mentre la certificazione per le stufe è la EN 13229, per i camini la EN13240 e per le canne fumarie la EN 1443.

Tutti gli apparecchi hanno necessariamente in dotazione il libretto d’impianto.


Pratiche corrette da adottare quando si installano e si utilizzano camini e stufe domestiche


Il motivo per cui il riscaldamento domestico con l’uso di biomasse è così impattante sull’ambiente è basato sulla cattiva gestione di questi apparecchi, non sul principio in sé. Lo si è dimostrato confrontandolo con il funzionamento dei grandi impianti controllati e gestiti invece in maniera efficiente.

La combustione irregolare che avviene quando, ad esempio, c’è poca aria e quindi poco ossigeno oppure troppa aria che fa abbassare la temperatura, genera le polveri e gli inquinanti.

Camini e stufe, manutenzione o sostituzione della canna fumaria
Ancora, se la combustione è incompleta, come avviene normalmente nei classici caminetti aperti, la produzione di polveri altamente tossiche è prevalente.

La manutenzione della canna fumaria deve essere effettuata regolarmente.

Semplici accorgimenti per gestire apparecchi a biomasse


La prima regola da seguire è sicuramente quella di sostituire i vecchi apparecchi a legna con quelli di ultima generazione, più efficienti. Non basta, però, se questi ultimi non vengono utilizzati correttamente oppure se si tratta di articoli di bassa qualità.
Camini e stufe, classificazione secondo livelli di efficienza. prepAIRUn modo per non sbagliare è quello di riferirsi alla qualificazione a stelle secondo cui viene assegnato un numero di stelle, da 1 a 5, a seconda del livello di efficienza e di emissione (Decreto 186/2017 del Ministero dell’Ambiente). Oggi è ancora più facile e conveniente seguire queste regole grazie agli incentivi statali e alle detrazioni fiscali.

Preferire macchine con caricamento automatico e gestione automatica delle bocchette d’aria costituisce un ulteriore accorgimento, come abbiamo visto in precedenza.

Così come l’installazione da parte di un tecnico abilitato è buona norma, in modo da fa verificare la messa a norma delle canne fumarie per stufe a legna e caminetti, assicurandone il corretto tiraggio.
Usare pellet di qualità per alimentare stufe e caldaie Un’altra semplice regola è quella di utilizzare legna stagionata, non trattata e ben asciutta, così come pellet di qualità e provenienza certificata.
Evitare di bruciare altro, come riviste o pezzetti di mobili, che sono sicuramente trattati con sostanze vernicianti. Accendere il fuoco dall’alto.


Cosa dicono le normative regionali su stufe e camini


Sempre partendo dall’esperienza delle Regioni del Bacino Po, sono proprio queste Regioni, seppure con rimodulazioni territoriali, ad aver approvato misure restrittive per limitare le emissioni inquinanti dei generatori di calore a biomassa di natura legnosa.

Così già dal 2018 in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna è vietato installare nuovi apparecchi che abbiano meno di 3 stelle, mentre tale divieto è entrato in vigore nel 2019 anche in Piemonte. Possibile l’utilizzo solo di apparecchi catalogati con numero di stelle uguale o superiore a 2.

Normative regionali per camini e stufe domestici. prepAIR
Dopo questo periodo di transizione, dal 2020 possono essere installati solo nuovi apparecchi con numero di stelle uguali o superiore a 4, con il possibile utilizzo di generatori con 3 stelle.

Il Piano Regionale della Toscana prevede invece restrizioni con solo obbligo di efficienza catalogata 4 stelle per le installazioni in nuove costruzioni o ristrutturazioni e nessun obbligo per le costruzioni esistenti.

riproduzione riservata
Articolo: Normative regionali su installazione e uso di camini
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Normative regionali su installazione e uso di camini: Commenti e opinioni



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Alert Commenti
  • Pierre
    Pierre
    Giovedì 15 Aprile 2021, alle ore 16:26
    Ho un caminetto chuso a legna acquistato nel 2003.
    Cosa devo fare per stabilire se ha i requisiti della regione Lombardia definiti in stelle e quindi poterlo utilizzare ?
    rispondi al commento
  • Maria
    Maria
    Sabato 14 Novembre 2020, alle ore 11:39
    Ho un camino aperto, cosa devo fare per mettermi in regola per poterlo accendere?
    rispondi al commento
  • Verona
    Verona
    Venerdì 23 Ottobre 2020, alle ore 08:09
    Nel 2016 abbiamo speso 9 mila euro per caminetto a 2 stelle.
    Abbiamo gettato il nostro denaro ?
    rispondi al commento
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