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Trovare un nido di uccelli sul balcone o sul terrazzo può creare qualche disagio.
Il problema non riguarda soltanto il rumore o lo sporco, ma anche la gestione corretta della situazione.
La tentazione di rimuovere subito rametti e foglie è comprensibile, ma nella maggior parte dei casi è la scelta sbagliata.
Prima di fare qualsiasi intervento bisogna capire se il nido è realmente utilizzato.
Gli adulti possono allontanarsi per diversi minuti alla ricerca di cibo e tornare solo quando l'area è tranquilla.
Un nido apparentemente vuoto, quindi, non è necessariamente abbandonato.
La presenza di un giovane uccello nel nido indica che è opportuno rinviare la pulizia del balcone fino al termine della nidificazione - Unsplash
Anche spostarlo di pochi centimetri può compromettere la nidificazione.
Per questo è sempre meglio osservare la situazione da lontano prima di decidere come procedere.
Gli uccelli cercano soprattutto luoghi riparati dal vento, dalla pioggia e dal passaggio continuo delle persone.
I balconi poco frequentati diventano spesso ambienti ideali.
Tra i punti più utilizzati ci sono:
La costruzione può richiedere pochi giorni.
Se durante la primavera si nota un continuo via vai di uccelli con rametti nel becco, conviene controllare con discrezione senza avvicinarsi troppo.
Non tutti i nidi richiedono lo stesso comportamento.
Un nido ancora in costruzione contiene soltanto materiale vegetale.
In quello attivo, invece, gli adulti ritornano regolarmente per covare oppure alimentare i piccoli.
Quando si osservano questi movimenti è meglio sospendere qualsiasi lavoro sul balcone nelle immediate vicinanze.
Diversa è la situazione di un nido ormai abbandonato.
Dopo l'involo dei piccoli l'attività cessa completamente e il nido può essere rimosso, ma solo quando si è certi che non venga più utilizzato.
In alcune specie, come rondini e balestrucci, lo stesso punto viene scelto anche negli anni successivi.
Conviene quindi valutare con attenzione eventuali modifiche permanenti.
Molti problemi nascono quando il nido di uccelli viene costruito all'interno del cassonetto della tenda oppure vicino ai bracci meccanici.
Aprire improvvisamente la tenda può rompere il nido o schiacciare uova e piccoli.
Anche chiuderla può bloccare gli adulti all'interno.
In pratica, se il nido è attivo, l'unica scelta prudente è evitare di movimentare la struttura fino al termine della nidificazione.
Le grondaie e gli angoli del tetto offrono un riparo ideale per molte specie di uccelli durante la nidificazione - Unsplash
Solo dopo sarà possibile controllare il meccanismo, eliminare i materiali rimasti e verificare che non ci siano ostruzioni o danni dovuti ai rametti accumulati.
La pulizia balconi dovrebbe iniziare soltanto quando il nido è ormai inattivo.
È consigliabile lavorare con calma utilizzando guanti e raccogliendo tutto il materiale in modo da non disperdere polvere e residui.
Le deiezioni possono macchiare superfici e tessuti, soprattutto se rimangono per settimane.
Le superfici più semplici da pulire sono gres e ceramica.
Il cotto, la pietra naturale e alcune fughe molto porose possono invece assorbire le macchie, rendendo necessario un intervento più accurato.
Anche tende e tessuti tecnici meritano attenzione.
Detergenti troppo aggressivi possono eliminare i trattamenti impermeabilizzanti presenti sul telo.
Il nido di vespe richiede una valutazione completamente diversa.
Nel caso degli uccelli il problema principale è evitare di disturbare animali protetti durante la riproduzione.
Con le vespe, invece, bisogna considerare prima di tutto la sicurezza delle persone.
Se il nido è piccolo e lontano dalle aree frequentate può essere sufficiente monitorarlo.
Se invece si trova vicino a porte, finestre o passaggi obbligati è preferibile rivolgersi a una ditta specializzata.
Riconoscere un nido di vespe è importante per scegliere come intervenire senza correre rischi sul balcone - Unsplash
Tentare interventi improvvisati con spray, acqua o fuoco è una delle cause più frequenti di punture multiple e situazioni di pericolo.
Le grandi fioriere da esterno offrono riparo e vegetazione, due elementi molto apprezzati dagli uccelli.
Rampicanti folti, cespugli ornamentali e arbusti sempreverdi nascondono facilmente piccoli nidi.
In questi casi bisogna evitare potature energiche proprio durante il periodo riproduttivo.
Anche l'irrigazione merita qualche attenzione.
Se il nido è vicino al terreno del vaso conviene bagnare lentamente il substrato senza dirigere l'acqua verso i piccoli.
Spesso basta rimandare alcuni lavori di qualche settimana per evitare problemi sia agli animali sia alle piante.
Nella maggior parte dei casi un nido non provoca danni strutturali, ma alcuni inconvenienti sono abbastanza comuni.
Tra quelli che si osservano più spesso troviamo:
Il problema aumenta quando la manutenzione viene rimandata per molti mesi dopo l'abbandono del nido.
Personalmente eviterei sempre interventi affrettati.
Capisco il fastidio di non poter utilizzare una tenda da sole o una parte del terrazzo, ma nella maggior parte dei casi la nidificazione dura poche settimane.
Cercare di spostare il nido prima del tempo spesso complica soltanto la situazione.
I balconi coperti e le tettoie sono tra i luoghi preferiti dagli uccelli per costruire il nido in primavera - Unsplash
Diverso è il caso di un nido di vespe vicino all'ingresso di casa o in presenza di persone allergiche.
Qui la priorità diventa la sicurezza e conviene chiedere assistenza senza improvvisare.
La soluzione meno conveniente è quella di agire d'impulso.
Oltre a poter arrecare danni agli animali, si rischia anche di rovinare tende, meccanismi o arredi esterni.
Quando il nido è stato definitivamente abbandonato può essere il momento giusto per effettuare una manutenzione completa.
Per la pulizia delle tende molti utilizzano i detergenti consigliati da ARQUATI, studiati per non alterare i tessuti tecnici.
Se invece il balcone è coperto da pergole bioclimatiche o schermature mobili, anche strutture come quelle prodotte da Gibus richiedono controlli periodici dei canali di scolo, dove possono accumularsi foglie e rametti.
Installare schermature solari ben aderenti alle facciate aiuta a limitare la formazione di nidi in prossimità di finestre, cassonetti e sottogrondaia - Gibus
Per impedire nuove nidificazioni nelle zone più critiche esistono anche dissuasori non invasivi proposti da aziende italiane come Brianzatende, da installare esclusivamente quando non sono presenti nidi attivi.
Il loro utilizzo ha senso solo come prevenzione e non deve mai impedire l'accesso a un nido già occupato.
Molti problemi nascono da comportamenti apparentemente innocui.
Gli errori più frequenti sono:
Aspettare il momento corretto permette quasi sempre di risolvere tutto con meno difficoltà.
Un nido di uccelli sul balcone non deve essere visto soltanto come un problema da eliminare.
Nella maggior parte dei casi richiede semplicemente un po' di pazienza e qualche attenzione in più.
Se gli adulti continuano a tornare al nido, è consigliabile rimandare qualsiasi lavoro sul balcone o sul terrazzo - Unsplash
Osservare senza disturbare, rimandare la pulizia balconi fino alla conclusione della nidificazione e distinguere sempre un nido di uccelli da un nido di vespe permette di prendere decisioni corrette senza creare danni inutili.
Una manutenzione regolare del terrazzo durante l'anno resta la prevenzione più efficace.
Controllare tende, fioriere, cassonetti e angoli poco utilizzati all'inizio della primavera riduce le sorprese e consente di intervenire prima che gli animali scelgano definitivamente quel punto come rifugio.
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