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I rilevatori di monossido di carbonio e di fumo sono sempre più presenti nelle abitazioni.
In molti casi vengono installati per rispettare una norma, su consiglio di un tecnico o semplicemente per stare più tranquilli.
Il punto è che la presenza del dispositivo, da sola, non garantisce sicurezza.
In tante case il rilevatore c'è, ma non è in grado di fare il suo lavoro.
I rilevatori sono strumenti sempre più presenti nelle case - Getty Images
Questo succede raramente per un difetto del prodotto.
Anche dispositivi affidabili, realizzati da aziende conosciute nel settore, diventano poco utili se posizionati male.
L'errore sta spesso nell'idea che basti fissarne uno al muro per eliminare il rischio.
La realtà è diversa e richiede un minimo di attenzione in più.
Sapere dove installare i rilevatori, come mantenerli e quali limiti hanno è fondamentale per evitare una sicurezza solo apparente.
Il monossido di carbonio ha una densità molto simile a quella dell'aria.
Non sale come il fumo e non resta vicino al pavimento.
Si distribuisce nell'ambiente seguendo i movimenti dell'aria.
Per questo il punto di installazione incide più di quanto si pensi.
In genere il rilevatore funziona meglio se fissato a un'altezza intermedia, su una parete libera.
Metterlo vicino al soffitto, come si fa con i sensori di fumo, è un errore comune.
Anche installarlo troppo in basso non porta benefici reali.
Conta molto anche la posizione rispetto all'ambiente.
Un rilevatore vicino a finestre, porte o prese d'aria può non rilevare il gas perché le correnti lo disperdono prima che arrivi al sensore.
Il rischio di intossicazione da monossido di carbonio non è uguale in tutta la casa.
Le stanze più esposte sono quelle dove sono presenti apparecchi a combustione.
Caldaie, stufe, camini e scaldabagni sono le fonti più comuni di monossido.
In questi ambienti il rilevatore andrebbe sempre previsto e installato con attenzione.
Anche cucine e locali tecnici vanno valutati, soprattutto se l'aerazione è scarsa.
Rilevatore X-Sense per camera da letto
Le camere da letto meritano un discorso a parte.
Durante il sonno non ci si accorge dei primi segnali di un'intossicazione.
Un allarme che suona in tempo può evitare conseguenze gravi.
Per questo diversi produttori, tra cui X-Sense, suggeriscono di proteggere anche le zone notte.
Non esiste una misura valida in assoluto per quanto riguarda l'altezza a cui installare un rilevatore, ma alcune indicazioni sono condivise.
Se il produttore non fornisce istruzioni specifiche, un'altezza intorno a un metro e mezzo dal pavimento è spesso adeguata.
Rilevatore Bosch
Quando il rilevatore è installato vicino a una caldaia o a una stufa, va mantenuta una distanza ragionevole.
Troppa vicinanza può causare segnalazioni inutili, mentre una distanza eccessiva può ritardare l'allarme.
Anche i dispositivi più recenti, come quelli sviluppati da BOSCH BSH Elettrodomestici, non possono compensare un'installazione sbagliata.
La tecnologia aiuta, ma il punto in cui viene fissato resta decisivo.
I falsi allarmi sono uno dei motivi principali per cui molti smettono di fidarsi di questi dispositivi.
Quando l'allarme suona spesso senza una causa chiara, la tentazione è spegnerlo o toglierlo.
Nella maggior parte dei casi il sensore non è difettoso. Il problema è legato alla posizione.
Un rilevatore troppo vicino a fornelli, forni, bagni o fonti di vapore può attivarsi anche senza una reale concentrazione pericolosa di monossido.
Anche spray e detergenti possono interferire se il sensore è collocato male.
Spostarlo in una zona più neutra riduce di molto questi episodi.
Capita spesso di confondere i dispositivi di rilevazione di fumo e quelli di monossido.
I due rilevatori infatti rispondono a fenomeni diversi e non sono intercambiabili.
Perché i rilevatori di fumo e di monossido sono diversi - Getty Images
Il fumo è caldo e sale rapidamente verso l'alto.
Per questo i sensori di fumo vanno installati a soffitto o in alto sulle pareti.
Il monossido, invece, si mescola all'aria e richiede un posizionamento diverso.
Esistono dispositivi combinati, ma vanno installati seguendo indicazioni precise.
Un solo errore di posizionamento può rendere inefficace una delle due funzioni.
Il numero di rilevatori da installare dipende dalla casa.
Contano le dimensioni, la disposizione delle stanze e la presenza di apparecchi a combustione.
In generale pochi rilevatori messi bene funzionano meglio di molti installati senza criterio.
Ogni dispositivo dovrebbe avere un'area precisa da controllare.
Una distribuzione ragionata riduce anche i falsi allarmi e rende più semplice la gestione nel tempo.
La manutenzione dei rilevatori viene spesso trascurata.
Batterie scariche e sensori usurati sono problemi frequenti.
Un rilevatore non controllato può non funzionare proprio quando serve.
Rilevatore X-Sense
In genere è consigliato testare il dispositivo periodicamente e sostituire le batterie almeno una volta l'anno.
I sensori hanno una durata limitata, spesso compresa tra cinque e dieci anni.
Lasciare un rilevatore vecchio al muro dà solo un senso di sicurezza che non sempre corrisponde alla realtà.
Bisogna ricordare che il rilevatore segnala un problema, ma non lo risolve.
Se una caldaia funziona male o se la ventilazione è insufficiente, il rischio resta.
Pensare al rilevatore come unico presidio di sicurezza è un errore.
Serve insieme a controlli regolari e impianti mantenuti correttamente.
I rilevatori sono particolarmente indicati nelle abitazioni con impianti a gas, stufe, camini e in case poco ventilate.
In questi contesti hanno un senso preciso.
Diventano invece poco utili quando vengono installati solo per abitudine o per obbligo, senza curare il resto.
In questi casi il dispositivo rassicura, ma non offre una protezione reale.
La sicurezza in casa non dipende dal numero di oggetti appesi alle pareti.
Dipende dal modo in cui sono inseriti nell'ambiente.
Retro rilevatore - Bosch
Un rilevatore scelto con attenzione, messo nel punto giusto e controllato nel tempo può fare davvero la differenza.
Uno installato senza criterio rischia di restare inutile proprio quando servirebbe.
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