Manca l'acqua calda sanitaria quando lo scaldabagno non funziona bene, il motivo più comune di ciò è l'intasamento da calcare della resistenza elettrica.
Mancanza dell'Acqua Calda Quando Serve
La mancanza dell'acqua calda sanitaria sanitaria è una di quelle cose che si verificano proprio quando servono di più, ed è proprio in tale circostanza che si capisce di essere di fronte al malfunzionamento dello scaldabagno, con l'acqua calda sanitaria prodotta che non raggiunge la temperatura dovuta in tempo utile o che non la raggiunge in alcun modo.
Lo scaldabagno è il più semplice e comune tra i sistemi di produzione di acqua calda saniataria, anche se da diversi anni esistono scaldabagni che possono essere integrati con pannelli solari termici, che in alcuni periodi dell'anno possono soddisfare completamente la richiesta di acqua calda sanitaria per un'abitazione.
L'acqua calda di uno scaldabagno, semplicemente, è prodotta da una resistenza elettrica.
La resistenza elettrica provvede al riscaldamento dell'acqua trasferendole il calore prodotto in seguito al suo attraversamento dalla corrente elettrica (effetto Joule).
Il malfunzionamento più comune di uno scaldabagno che non produce acqua calda è dovuto all'intasamento della resistenza a causa del calcare contenuto nell'acqua, che limita lo scambio di calore tra la resistenza e l'acqua.
Sostituzione Resistenza per Mancanza Acqua Calda
Per la sostituzione della resistenza intasata di calcare è necessario lo svuotamento dello scaldabagno, esso può essere effettuato rapidamente convogliando nello scarico della vasca, di solito vicino allo scaldabagno, l'acqua che esce dal punto di adduzione dell'acqua fredda.
Prima di fare tale operazione è necessario chiudere l'adduzione dell'acqua fredda allo scaldabagno, se la vasca non è vicino allo scaldabagno, è necessario preparare un sistema per lo smaltimento dell'acqua.
A tal fine, un tratto di tubo di gomma, come quelli utilizzati per irrigare il giardino, può essere utilizzato per convogliare l'acqua nel più vicino scarico.
A monte del tubo deve essere sistemato, ad innesto, un imbuto per raccogliere l'acqua che esce dall'attacco acqua fredda, mandarla nel tubo e quindi nello scarico, l'utilizzo alternativo a tale sistema, di bacinelle per la raccolta dell'acqua potrebbe risultare poco agevole.
Aprendo i rubinetti dell'acqua calda si contribuisce a far defluire il resto dell'acqua dallo scaldabagno.
La rimozione del pannello nella parte inferiore dello scaldabagno, dopo aver staccato la corrente elettrica e svuotato lo stesso scaldabagno, permette di tirare fuori la resistenza da sostituire. Si prenda la resistenza in mano solo dopo aver scollegato i cavi elettrici dai morsetti che la collegano con il termostato e la piastra di supporto.
Un tentativo, forte, di pulizia della resistenza dello scaldabagno è quello che ne prevede l'immersione completa in una soluzione ottenuta con acido cloridrico al 50 %. Proteggendo, con le dovute mascherine ed i guanti, le vie respiratorie, gli occhi e le mani, la resistenza può essere strofinata leggermente con una spazzola metallica.
Se dopo diversi tentativi di pulizia della resistenza dello scaldabagno non è possibile recuperarla o se la resistenza risulta essere bruciata, è necessario sostituirla.
In genere, un modello di resistenza dello stesso tipo, può essere facilmente acquistata a diverse decine di euro.
Rifacendo in maniera inversa le operazioni su descritte è possibile rimontare e ricollocare nelle opportune posizioni, resistenza, piastra, termostato ed infine il coperchio nella parte inferiore dello scaldabagno.
Dopo aver ripristinato anche i collegamenti idraulici, non resta che verificare il funzionamento dello scaldabagno in termini di rapporto tra le temperature raggiunte ed i tempi necessari a raggiungerle.
In tale processo l'elemento regolatore è il termostato per l'acqua sanitaria, esso può essere regolato intorno ai 45 gradi centigradi.
È bene sottolineare che i fenomeni di precipitazione del calcare sono sempre più pronunciati quanto più alte sono le temperature in gioco. Inoltre, pur avendo a disposizione acqua a temperatura elevata, per gli usi sanitari essa viene, generalmente, miscelata per essere utilizzata a temperature di poco inferiori a 40 gradi centigradi.
Concludiamo, quindi, osservando che una regolazione del termostato dello scaldabagno intorno ai 40 gradi centigradi, oltre al contenimento della spesa energetica, permette anche di limitare le formazioni di calcare.