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Gli aloni gialli sul soffitto sono antiestetici, e di solito provocati o da condensa o d infiltrazioni.
Se la macchia torna sempre nello stesso punto in inverno ed è asciutta, quasi sicuramente è causata da condensa.
Viceversa, se si forma dopo pioggia o uso di acqua sopra la stanza, è probabile si tratti di perdita o infiltrazione d'acqua .
Come distinguere perdita da condensa quando ci sono macchie gialle - Getty Images
Una macchia sul soffitto crea subito tensioni in casa o in condominio.
Il riflesso è pensare subito ad un danno serio. In realtà, nella maggior parte degli appartamenti il problema nasce dall’aria interna più che dall’acqua esterna.
Il soffitto è il punto più freddo della stanza. Il vapore si deposita lì prima che altrove.
Se la ventilazione è scarsa, prima compare l’alone, poi la muffa.
Quando la macchia è in un angolo vicino a pareti esterne non è un caso.
Lì la temperatura scende di più. Il vapore prodotto da docce, cottura e bucato si accumula e condensa.
Chi vive in case recenti isolate bene spesso si sorprende poiché si ritrova muri nuovi ma muffa e il motivo è l’aria ferma.
Questo perché le abitazioni moderne trattengono il calore ma anche l’umidità.
Ecco quali sono i segnali tipici della condensa:
Questi segnali hanno senso solo se osservati nel tempo.
Basterà fare una foto ogni settimana così da vedere realmente qual è il problema.
Aprire la finestra cinque minuti non basta perché in questo modo l'aria calda umida resterà sulle superfici.
Serve movimento continuo per almeno 20 minuti dopo la doccia.
Inoltre altre azioni utili potrebbero essere tenere la porta socchiusa durante e dopo la doccia, favorire una ventilazione incrociata tra due stanze e tenere gli asciugamani stesi fuori dal bagno.
Ventilazione meccanica - Vortice Spa
Quello che invece non funziona è lasciare la finestra a ribalta tutto il giorno, asciugare panni nel bagno chiuso e tenere il termosifone alto con la porta chiusa.
La ribalta, in particolare raffredda i muri ma non cambia l’aria interna.
È uno degli errori più diffusi: sembra ventilazione ma aumenta la condensa.
In molti casi una piccola ventola continua risolve più del deumidificatore portatile.
Produttori come Vortice Spa e Maico Italia Spa lavorano proprio su questo: movimento costante, non potente.
Se apri solo una finestra, cambi temperatura ma non aria.
L’umidità resta negli arredi: divani, materassi, tende.
E dopo mezz’ora tutto torna uguale.
Quello che molti non sanno è che l’odore di chiuso al mattino è quasi sempre umidità accumulata durante la notte.
Due persone, infatti, producono circa un litro d’acqua dormendo
E se la stanza è sigillata, il soffitto lo mostra subito.
Un test semplice consiste nel toccare il muro dietro l’armadio.
Se è freddo o leggermente umido, il problema non è la pulizia ma l’aria ferma.
Molti commetto degli errori di pulizia che non migliorano, ma anzi peggiorano la situazione. 
Pulire, infatti, non significa migliorare l’aria e spesso succede il contrario. Questi errori comuni sono:
Se si usa la candeggina si andrà a scolorare il muro ma non eliminerà le spore poiché dopo due settimane i puntini torneranno più scuri.
Al posto della candeggina si può usare detergente neutro e fare in modo che ci sia un'asciugatura completa.
Inoltre, le pitture antimuffa funzionano solo su superfici asciutte.
Se sotto resta umidità, la macchia riaffiora gialla, non nera.
Inoltre, prodotti assorbi umidità salini aiutano in armadi piccoli ma in stanze grandi fanno poco.
Se è presente una perdita, ci sono dei segnali che non lasciano dubbi:
Ventilazione meccanica in zona giorno - Vortice Spa
In questi casi pulire è inutile perché bisogna fermare l’acqua.
Continuare a tinteggiare peggiora il danno perché trattiene l’umidità dentro il solaio.
Una perdita piccola può impiegare mesi a gocciolare. Il soffitto però cambia colore subito.
Ecco perché spesso si pensa alla condensa quando non lo è.
Prima di chiamare un tecnico, conviene raccogliere dati semplici.
Può essere utile annotare per due settimane informazioni come giorno e ora della comparsa, il meteo, uso di doccia o cucina, odori presenti o no.
Se la macchia segue le abitudini domestiche è aria interna.
Se segue l’acqua esterna è infiltrazione.
Molti, inoltre, pensano che il problema sia la pulizia.
Ma in realtà non è quello il problema, ma come essa viene fatta.
Ventilazione meccanica in bagno - Vortice Spa
Se si lavano i pavimenti la sera, si lasciano le finestre chiuse e i termosifoni alti, molto probabilmente al mattino ci sarà condensa ovunque.
Oppure si pensa che usare più profumo significhi avere aria sana ma in realtà i deodoranti coprono l’umidità.
Quando l’odore sparisce la muffa è già cresciuta dietro mobili e tende.
Il vero miglioramento arriva da piccole abitudini costanti, non da prodotti forti.
Ventilare bene vale più di qualsiasi detergente costoso. È meno immediato, quindi viene ignorato.
Un altro aspetto importante è la manutenzione ordinaria che conta più della tinteggiatura annuale.
Alcune azioni utili da fare sono ad esempio pulire griglie di aerazione, distanziare mobili da pareti fredde e controllare il silicone in bagno.
Una griglia sporca dimezza il ricambio d’aria.
Un armadio aderente crea un microclima umido permanente. Il silicone nero trattiene acqua e genera odore continuo.
Queste piccole attenzioni nella manutenzione ordinaria possono fare la differenza.
Infine, molti si preoccupano su come fare per coprire la macchia.
Ma fare questo ha senso solo dopo aver eliminato la causa.
Prima è solo estetica temporanea.
Se la superficie resta asciutta per un mese intero, allora si può isolare la macchia con fondo adeguato e poi pitturare.
Altrimenti riappare sempre, anche sotto tre mani.
Ventilazione meccanica - Maico Italia
In conclusione, la macchia sul soffitto non dice chi ha torto ma come vive l’aria in casa.
Osservare quando nasce e come cambia evita lavori inutili e spese ripetute.
Nella maggior parte dei casi la risposta non è un prodotto ma un’abitudine diversa.
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