|
Un lucernario che durante l'estate rimane perfettamente asciutto può iniziare ad appannarsi quando le temperature esterne diminuiscono.
Il fenomeno è frequente nelle finestre da tetto perché il vetro è direttamente esposto all'esterno e durante le ore più fredde può raggiungere una temperatura superficiale sensibilmente più bassa di quella dell'aria presente nella stanza.
Finestre da tetto - Getty Images
Se l'aria interna contiene abbastanza umidità, il vapore può condensare sulla superficie più fredda.
Il risultato è la comparsa di piccole gocce sul vetro oppure acqua che scende verso il bordo inferiore del serramento.
L'appannamento può manifestarsi all'interno del vetrocamera, tra le lastre, e in altri casi l'acqua può provenire da guarnizioni o elementi della copertura.
Il punto è individuare dove si trova l'umidità.
La condensa può comparire durante la notte o nelle prime ore del mattino, aumentare dopo una doccia, durante la cottura dei cibi oppure quando la stanza rimane chiusa per molte ore.
Spesso interessa prima la zona inferiore del vetro, dove l'aria può circolare meno efficacemente e dove la temperatura superficiale può risultare più bassa.
L'infiltrazione d'acqua invece compare in relazione alla pioggia e può concentrarsi vicino a un angolo, lungo il telaio, nella spalletta o nella parte inferiore del vano.
È determinante verificare la tenuta del serramento e il raccordo con la copertura.
Una verifica molto semplice consiste nel passare un panno sulla faccia interna del vetro: se la velatura scompare immediatamente, l'umidità si trova sulla superficie accessibile e si tratta con buona probabilità di condensazione interna.
Questo non indica che il vetro è difettoso, ma che la sua temperatura superficiale è diventata sufficientemente bassa rispetto all'umidità presente nell'ambiente.
Il fenomeno va interpretato considerando:
Se invece l'appannamento rimane anche dopo aver pulito accuratamente entrambe le superfici accessibili, bisogna valutare la possibilità che l'umidità sia all'interno del vetrocamera.
Un vetrocamera è formato da più lastre separate da un'intercapedine sigillata.
Quando la tenuta perimetrale del vetrocamera perde efficacia, può entrare umidità nello spazio che dovrebbe rimanere isolato dall'ambiente.
Il risultato può essere macchie interne o fenomeni di appannamento che cambiano con temperatura e irraggiamento.
Struttura del vetrocamera al cui interno può formarsi condensa - Getty Images
In questo caso, l'umidità non si trova sulla superficie interna del locale, ma all'interno dell'elemento vetrato, di conseguenza, in base a modello e possibilità di ricambio, può essere necessario sostituire l'unità vetrata del lucernario.
Quando la condensa aumenta, le goccioline presenti sul vetro possono unirsi e scendere verso la parte inferiore dell'anta.
Si può quindi trovare acqua sul telaio anche con copertura perfettamente impermeabile.
Questo è uno dei casi nei quali condensa e infiltrazione vengono facilmente confuse.
Se l'acqua appare dopo una notte fredda senza che abbia piovuto, la provenienza dall'interno è molto probabile.
Se invece lo stesso punto rimane asciutto nelle giornate fredde ma si bagna durante i temporali, bisogna controllare il percorso dell'acqua esterna.
Un'infiltrazione può produrre una colatura d'acqua concentrata che parte da un angolo, da una giunzione.
Durante l'autunno si tende a tenere le finestre aperte meno a lungo mentre all'interno continuano a essere prodotti grandi quantità di vapore attraverso normali attività domestiche (cucinare, fare la doccia, lasciare asciugare la biancheria all'interno).
Se il ricambio è insufficiente, il vapore rimane all'interno e trova nelle superfici più fredde i punti nei quali condensare.
Una finestra da tetto può essere tra questi perché è direttamente esposta al raffreddamento esterno.
La stessa quantità di vapore può non produrre alcuna condensa con una superficie relativamente calda e trasformarsi in goccioline quando quella superficie si raffredda.
È determinante il rapporto tra aria interna e temperatura delle superfici.
La forma delle spallette intorno a una finestra da tetto influenza la circolazione dell'aria.
Un vano molto profondo o realizzato con geometrie che confinano il serramento può creare zone nelle quali l'aria rimane quasi ferma.
La temperatura vicino al vetro può quindi diminuire più facilmente.
Anche tende, schermature interne e arredi possono limitare la circolazione: una tenda molto aderente al vetro, mantenuta chiusa per molte ore, crea uno spazio separato nel quale l'aria può raffreddarsi e favorire la condensa.
Tende interne per finestre da tetto - Getty Images
Il fenomeno può apparire soltanto dietro la schermatura e diventare visibile quando questa viene sollevata.
Nelle mansarde a volte un serramento adeguato lavora in condizioni sfavorevoli perché l'aria calda della stanza raggiunge male la superficie interna.
Se compaiono gocce, muffa o annerimenti soprattutto lungo il perimetro del lucernario, bisogna considerare anche il raccordo tra serramento, isolamento e struttura del tetto.
Una discontinuità dell'isolamento può abbassare localmente la temperatura della spalletta o del telaio interno.
In quel punto l'umidità presente nella stanza condensa prima che sul resto della superficie.
Macchie di muffa - Getty Images
Se ogni autunno compare sempre una fascia umida nello stesso angolo mentre il vetro centrale rimane quasi asciutto, la verifica dovrebbe interessare telaio, controtelaio e raccordi di posa, oltre che isolamento della copertura e finiture interne.
Le guarnizioni dell'anta servono a garantire il corretto contatto tra parte mobile e telaio; con il tempo possono perdere elasticità o spostarsi.
Una guarnizione inefficiente può aumentare gli spifferi e raffreddare localmente il bordo interno del lucernario.
Questo può favorire la condensazione anche se non entra direttamente acqua piovana.
Perciò presenza di condensa e problema di tenuta all'aria possono coesistere.
Bisogna controllare se la guarnizione sia continua, pulita e correttamente inserita nella propria sede.
Anche la regolazione dell'anta conta: se la pressione sul telaio non è uniforme, alcuni tratti possono rimanere meno compressi.
La finestra da tetto deve anche essere raccordata al manto di copertura.
Intorno al telaio sono presenti elementi che raccolgono e deviano l'acqua proveniente dalla falda: tegole, raccordi, scossaline e membrane devono lavorare insieme impedendo che l'acqua raggiunga gli strati interni.
Se una tegola si sposta, una scossalina si deforma o un raccordo viene ostruito da foglie e detriti, l'acqua può infiltrarsi vicino al lucernario anche se vetro e guarnizioni sono in perfette condizioni.
La macchia può apparire sulla spalletta superiore, su un lato oppure più in basso rispetto al punto effettivo di ingresso perché l'acqua scorre lungo la struttura della falda.
È quindi importante non attribuire automaticamente ogni traccia di umidità intorno al lucernario alle guarnizioni dell'anta.
Un'infiltrazione che compare soltanto con pioggia accompagnata da vento fornisce un'indicazione specifica: la pressione del vento può spingere acqua sotto sovrapposizioni o contro raccordi che con una precipitazione verticale rimangono asciutti.
Condensa superficiale sul vetro del lucernario - Getty Images
Se il fenomeno si verifica sempre con vento proveniente dalla stessa direzione, è utile ricordare quale lato della finestra era maggiormente esposto per verificare quel punto della copertura.
Se invece l'acqua compare con qualunque pioggia, anche debole e senza vento, il difetto può essere più continuo.
La condensa presenta normalmente una relazione meno stretta con la precipitazione: può apparire anche nelle notti fredde e asciutte.
Le finestre da tetto dispongono di dettagli costruttivi progettati per gestire l'acqua che raggiunge determinate zone del serramento e del raccordo.
Foglie, polvere, muschio e altri detriti possono ostacolare i percorsi di deflusso esterni.
L'acqua può allora accumularsi dove normalmente dovrebbe essere allontanata.
Il consiglio è quello di controllare regolarmente, nei limiti dell'accessibilità e delle indicazioni del produttore, che la zona esterna intorno al serramento non presenti accumuli evidenti.
La manutenzione assume maggiore importanza vicino ad alberi o in coperture dove foglie e materiale organico tendono a fermarsi sopra la finestra.
Se per raggiungere il raccordo è necessario salire sul tetto, il controllo va affidato a personale esperto dotato delle necessarie condizioni di sicurezza.
Si può considerare una camera mansardata nella quale il lucernario rimane asciutto per tutta l'estate.
Con le prime notti fredde compare una fascia di condensa nella parte inferiore del vetro.
Non ha piovuto. Dopo aver arieggiato la stanza e aumentato il ricambio d'aria, la velatura scompare e nelle ore successive non ricompare.
Camera da letto nel sottotetto - Getty Images
Questo comportamento è compatibile soprattutto con condensazione superficiale legata alle condizioni interne.
Se, nella stessa stanza, l'acqua comparisse invece nell'angolo superiore della spalletta soltanto dopo temporali con vento, il problema potrebbe essere il raccordo tra lucernario e copertura.
Un ulteriore scenario sarebbe l'appannamento interno del vetrocamera.
Tre sintomi apparentemente simili richiedono quindi interventi completamente differenti.
Una leggera velatura che parte dal bordo e interessa principalmente la zona inferiore è compatibile con superfici localmente più fredde e ridotta circolazione dell'aria.
Se il fenomeno interessa quasi tutto il vetro nelle mattine fredde, l'umidità interna può essere elevata rispetto alle temperature raggiunte dalla superficie.
Una fascia molto localizzata vicino al telaio può invece suggerire che quel bordo sia particolarmente freddo.
È utile anche confrontare più lucernari presenti nella stessa stanza: se tutti si appannano in modo simile, le condizioni ambientali assumono maggiore importanza.
Un vetro bagnato può asciugarsi senza conseguenze se il fenomeno è occasionale e l'acqua non raggiunge materiali sensibili.
Una spalletta che rimane ripetutamente umida presenta invece un problema più importante.
Cartongesso, intonaci, legno e altri materiali intorno alla finestra possono degradarsi o favorire la formazione di muffa quando vengono bagnati con continuità.
Macchie da infiltrazioni d'acqua - Getty Images
Se la muffa compare soprattutto negli angoli del vano, bisogna verificare temperature superficiali, isolamento e circolazione dell'aria.
Non è opportuno rimuovere le macchie di muffa senza averne individuato la causa.
Tende oscuranti e schermature sono molto utili nelle finestre da tetto, ma la loro posizione può influenzare la temperatura del vetro.
Quando una schermatura interna rimane chiusa per tutta la notte, riduce lo scambio termico tra il vetro e l'aria più calda della stanza.
La superficie vetrata può quindi raffreddarsi maggiormente.
Se nello spazio tra tenda e vetro entra aria umida ma questa circola poco, può formarsi condensa.
In questo caso è utile verificare se l'appannamento compare soprattutto dopo averla tenuta chiusa a lungo e l'intervento deve riguardare il miglioramento della ventilazione della stanza.
L'utente può eseguire le seguenti verifiche:
Inoltre, può osservare cosa succede dopo una breve ventilazione e confrontare il comportamento con altre finestre.
Se si rendono necessarie regolazioni che richiedono l'accesso al tetto, tali operazioni devono essere eseguite in condizioni di sicurezza da personale competente.
Se il fenomeno è accompagnato da spifferi, la verifica dovrebbe comprendere guarnizioni e regolazione dell'anta.
Se l'acqua compare con la pioggia, vanno controllati anche raccordi esterni, tegole e scossaline.
Quando invece il problema interessa soprattutto le spallette, bisogna valutare la continuità dell'isolamento termico intorno alla finestra.
Prima di sostituire un componente è utile individuare quale di questi sistemi stia realmente causando il problema.
|
|