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Il locale tecnico per una pompa di calore deve essere dimensionato partendo dall’intero schema dell’impianto, non dal solo ingombro della macchina.
Locale tecnico di casa con caldaia ben progettato - Getty Images
Occorre sommare lo spazio occupato da unità interna, bollitore per l’acqua calda sanitaria, eventuale accumulo inerziale, collettori, pompe, filtri, vaso di espansione, valvole, quadro elettrico e tubazioni.
A questi volumi vanno aggiunte le distanze richieste dal produttore e le aree necessarie per aprire i pannelli, pulire i filtri, smontare i componenti e sostituire gli apparecchi in futuro.
Non esiste quindi una misura minima valida per ogni abitazione: un sistema compatto può entrare in un vano ridotto, mentre un impianto con più accumuli e zone climatiche richiede un ambiente più ampio.
Il locale deve inoltre avere accesso comodo, altezza utile sufficiente, pavimento resistente, scarichi, illuminazione, aerazione compatibile e protezione da umidità, gelo e urti.
Lo spazio libero non è inutilizzato, ma costituisce una parte funzionale dell’impianto.
Prima di stabilire larghezza, profondità e altezza del locale tecnico è necessario conoscere con precisione la configurazione della pompa di calore.
Un sistema monoblocco aria-acqua, una pompa di calore split, un modulo idronico interno o una soluzione ibrida con caldaia di supporto occupano spazi diversi e richiedono collegamenti differenti.
Anche la produzione di acqua calda sanitaria va ovviamente considerata, perché può rendere necessario un bollitore separato oppure un modulo compatto con accumulo integrato.
Lo schema deve indicare anche il tipo di terminali presenti nell’abitazione, perché un impianto a pavimento può richiedere collettori, gruppi di miscelazione e più circuiti.
Ventilconvettori e radiatori a bassa temperatura possono invece comportare pompe di rilancio o separatori idraulici.
Se la casa è divisa in più zone, aumentano valvole, attuatori, centraline e tubazioni. Il dimensionamento corretto nasce quindi da un elenco completo dei componenti, corredato dalle relative schede tecniche.
Misurare soltanto l’unità interna porta quasi sempre a sottostimare lo spazio realmente necessario.
Le dimensioni riportate nelle schede tecniche rappresentano soltanto l’ingombro fisico dell’apparecchio.
Ampio locale caldaia - Getty images
Per progettare il locale occorre aggiungere lo spazio richiesto dai raccordi, dalla coibentazione, dalle valvole e dalle tubazioni in entrata e in uscita.
Un bollitore alto e stretto, per esempio, può entrare nel vano ma risultare impossibile da collegare correttamente se il soffitto è troppo vicino o se sopra sono presenti travi e canaline.
Il serbatoio per l’acqua calda sanitaria è spesso il componente più voluminoso, soprattutto nelle abitazioni con più bagni o con consumi elevati.
A questo può aggiungersi un accumulo inerziale, utile in alcuni impianti per stabilizzare il funzionamento della pompa di calore.
Devono trovare posto anche vaso di espansione, defangatore, filtro, circolatori e dispositivi di sicurezza.
È utile riportare tutti gli elementi su una planimetria in scala, indicando non soltanto il loro perimetro ma anche l’area che deve rimanere libera.
In questo modo si evita di creare un locale in cui tutto entra, ma nulla può essere raggiunto.
Ogni produttore indica distanze minime da pareti, soffitto e altri apparecchi.
Locale caldaia in un seminterrato - Getty Images
Questi valori devono essere verificati sul modello effettivamente scelto e non possono essere sostituiti da misure generiche.
Servono per aprire i pannelli, estrarre filtri, raggiungere morsetti e componenti interni, controllare le connessioni e garantire le condizioni previste per il funzionamento.
Lo spazio frontale è normalmente quello più importante, perché consente al tecnico di lavorare davanti alla macchina con utensili e strumenti.
Anche i lati possono però dover rimanere liberi se ospitano raccordi, valvole o parti smontabili.
Sopra bollitori e accumuli bisogna lasciare margine per sonde, anodi, resistenze elettriche, sfiati e tubazioni.
Una flangia di ispezione collocata contro una parete può rendere impossibile una manutenzione ordinaria.
Il dimensionamento deve quindi partire dalle distanze operative e non dalla semplice superficie occupata.
Quando lo spazio disponibile lo consente, è preferibile superare i minimi indicati, così da rendere più agevoli le riparazioni e le eventuali sostituzioni.
La porta del locale tecnico deve permettere il passaggio dei componenti più grandi, non soltanto delle persone.
Bollitori, accumuli e moduli interni possono avere diametri e altezze considerevoli; una porta stretta, una curva troppo chiusa o una scala ripida possono impedire l’installazione anche quando il vano finale è sufficientemente ampio.
Il controllo va quindi esteso all’intero percorso, dal punto di scarico fino alla posizione definitiva.
Nelle ristrutturazioni bisogna considerare corridoi, gradini, soglie, porte intermedie, rampe e pavimenti già finiti.
È molto importante pensare anticipatamente alla sostituzione futura perché un apparecchio può essere introdotto prima del montaggio di una parete o di un serramento, ma diventare impossibile da rimuovere al termine della sua vita utile.
Per questo motivo non conviene progettare nicchie troppo precise o chiudere il locale attorno agli apparecchi.
La porta dovrebbe aprirsi completamente senza urtare tubazioni o macchine, mentre il percorso interno deve consentire di ruotare e movimentare i componenti.
Un impianto ben dimensionato deve poter essere installato, mantenuto e rinnovato senza demolizioni.
Nel dimensionamento del locale tecnico la sezione verticale è importante quanto la pianta.
Piccolo locale tecnico pompa di calore - Getty Images
Bollitori e accumuli possono svilupparsi soprattutto in altezza e richiedere ulteriore spazio nella parte superiore per raccordi, valvole, isolamento e manutenzione.
L’altezza nominale del vano non sempre coincide con quella realmente utilizzabile: travi, controsoffitti, tubazioni, canaline elettriche e pendenze possono ridurla in modo significativo.
Il problema è frequente nei sottoscala, nelle cantine e nei locali mansardati, dove la quota varia da un punto all’altro.
Le zone più basse possono ospitare piccoli accessori o tubazioni, ma non apparecchi che richiedono accesso frontale e superiore altresì, bisogna garantire condizioni di lavoro sicure.
Un tecnico deve potersi muovere, leggere i dispositivi, smontare parti e utilizzare attrezzi senza urtare il soffitto o assumere posizioni difficili.
Prima di definire il layout è quindi utile realizzare anche una sezione quotata, indicando l’altezza di ogni componente e lo spazio necessario sopra di esso.
Questo controllo evita incompatibilità che una semplice planimetria non mostrerebbe.
Il locale tecnico può essere ricavato in garage, cantina, lavanderia, ripostiglio, vano esterno o armadio dedicato.
Locale tecnico pompa di calore con quadro elettrico - Getty Images
La soluzione migliore è quella che combina accessibilità, protezione degli apparecchi e percorsi impiantistici brevi.
Un vano interno protegge dal gelo e dalle intemperie, ma deve essere compatibile con scarichi, umidità, rumore e ingombri.
Un locale esterno libera spazio abitabile, ma richiede maggiore attenzione a pioggia, sole, basse temperature e accessi non autorizzati.
Garage e cantine offrono spesso superfici più generose.
Nel garage, però, l’impianto va protetto da urti di auto, biciclette e attrezzature; in cantina occorre verificare umidità, rischio di allagamento e facilità di trasporto degli accumuli.
Lavanderie e ripostigli possono funzionare solo se la zona tecnica resta separata dagli usi domestici.
Scaffali, detersivi, stendini e scatole non devono occupare le aree di manutenzione.
La posizione ideale non è quindi necessariamente il vano più vicino o più vuoto, ma quello che permette di gestire l’impianto senza ostacoli per tutta la sua durata.
La posizione del locale tecnico deve essere studiata insieme a quella dell’unità esterna.
I due elementi sono collegati da tubazioni idrauliche o frigorifere, cavi, scarichi e sistemi di comunicazione.
Percorsi troppo lunghi, tortuosi o esposti aumentano la complessità dell’installazione e possono rendere più difficile la protezione delle linee.
Le lunghezze ammesse e gli eventuali dislivelli devono essere verificati nelle indicazioni del produttore.
Gli attraversamenti di pareti e solai vanno predisposti prima delle finiture, con spazi sufficienti per coibentazione e sigillatura.
Le tubazioni esterne devono essere protette da gelo, raggi solari, urti e animali, mentre gli scarichi devono mantenere la pendenza necessaria.
Anche l’unità esterna deve restare accessibile per pulizia, manutenzione e sostituzione.
Un locale interno molto comodo, ma collocato sul lato opposto dell’edificio rispetto alla macchina esterna, può generare un tracciato poco razionale.
Per questo il layout deve essere valutato come un unico sistema: posizione interna, posizione esterna e percorso di collegamento devono essere compatibili tra loro.
Nel locale tecnico devono essere previsti percorsi sicuri per condensa, scarichi delle valvole di sicurezza, svuotamenti dell’impianto e acqua proveniente dalla pulizia dei filtri.
Manutenzione in un locale tecnico pompa di calore - Getty Images
Affidarsi a tubi provvisori o lasciare che l’acqua cada sul pavimento aumenta il rischio di danni, ristagni e manutenzioni complicate.
Uno scarico a pavimento, un pozzetto o un punto di raccolta vicino agli apparecchi rappresentano soluzioni molto utili, soprattutto negli ambienti interni.
Le tubazioni di scarico devono avere pendenza corretta, diametro adeguato e percorso ispezionabile.
Nei vani esterni è necessario impedire il congelamento dell’acqua e il ristagno alla base dell’armadio tecnico.
Le valvole di sicurezza devono scaricare in modo visibile e controllato, così da rendere evidente un eventuale funzionamento anomalo.
Anche i rubinetti di carico e svuotamento devono essere raggiungibili e disposti in modo da poter collegare un tubo senza smontare altri componenti.
Prevedere fin dall’inizio dove andrà ogni goccia d’acqua rende il locale più sicuro e riduce il rischio di danneggiare pavimenti, muri e apparecchi elettrici.
Un bollitore pieno d’acqua può pesare diverse centinaia di chilogrammi, soprattutto quando è affiancato da un accumulo inerziale o da altri serbatoi.
Accortezze per un locale tecnico sicuro - Daniele F. Toscana
Il pavimento deve quindi essere stabile, piano e adatto a sopportare i carichi concentrati.
La verifica è particolarmente importante su solai esistenti, soppalchi, sottotetti e pavimenti realizzati con sottofondi leggeri.
Il peso da considerare è sempre quello degli apparecchi in esercizio, non quello a vuoto.
La superficie dovrebbe resistere a gocciolamenti, condensa e piccoli sversamenti quindi un rivestimento lavabile e poco sensibile all’acqua è più adatto di materiali delicati.
Ove possibile, una lieve pendenza verso uno scarico limita i danni in caso di perdita.
Gli apparecchi devono essere installati su basi solide e, dove previsto, su supporti antivibranti.
In garage è opportuno proteggerli da urti accidentali con cordoli, barriere o una disposizione laterale che mantenga libera l’area di manutenzione.
Un locale tecnico funzionale parte quindi dalla capacità del pavimento di sostenere, proteggere e rendere stabile l’intero impianto.
Il locale tecnico non dovrebbe essere un vano chiuso, umido e soggetto a temperature estreme.
Tubi di una caldaia - Getty Images
Le esigenze di aerazione dipendono dal tipo di apparecchiature e dalle prescrizioni del produttore, ma centraline, pompe, quadri e componenti elettrici lavorano meglio in un ambiente asciutto e protetto.
In un locale molto piccolo il calore prodotto dagli apparecchi può aumentare la temperatura interna, mentre in un vano esterno o non riscaldato il problema principale può diventare il gelo.
L’aerazione deve essere progettata senza creare correnti fredde direttamente sulle tubazioni o sui componenti idraulici.
In cantine e lavanderie bisogna controllare anche l’umidità, che può favorire corrosione, condensa e degrado delle parti metalliche.
Un armadio tecnico esterno deve impedire l’ingresso di pioggia e polvere pur mantenendo le condizioni previste per l’apparecchiatura.
Non è quindi sufficiente installare una griglia in modo casuale: ricambio d’aria, protezione termica e impermeabilità devono essere coordinati.
Il locale deve mantenere condizioni stabili e compatibili con tutti gli elementi presenti.
Anche quando il compressore principale si trova nell’unità esterna, la parte interna dell’impianto può produrre rumore.
Circolatori, valvole, flussi d’acqua, relè, espansioni termiche e vibrazioni delle tubazioni possono essere percepiti negli ambienti vicini.
La posizione del locale tecnico deve quindi essere valutata anche rispetto a camere da letto, studi e soggiorni, dove un rumore continuo o intermittente può risultare fastidioso.
Le tubazioni devono essere fissate in modo stabile senza creare collegamenti rigidi che trasmettano vibrazioni a pareti e solai.
I passaggi murari vanno realizzati con materiali e distanziamenti adeguati, evitando il contatto diretto tra tubi e strutture.
Supporti antivibranti e giunti flessibili possono essere utilizzati quando previsti dal progetto e dal produttore.
Anche la porta del locale può contribuire all’isolamento acustico, purché non ostacoli l’aerazione necessaria.
Collocare il vano dietro la testiera di un letto o a ridosso di un ambiente silenzioso richiede più attenzione rispetto a una posizione in garage o lavanderia.
Il controllo del rumore deve quindi entrare nel dimensionamento e non essere affrontato soltanto dopo l’installazione.
Un locale tecnico ben progettato deve essere leggibile: mandata e ritorno, circuito sanitario, ricircolo, scarichi, reintegro, collegamenti agli accumuli e linee verso l’unità esterna devono seguire percorsi ordinati e facilmente identificabili.
Alcuni componenti hanno bisogno di manutenzione periodica - Getty Images
Le tubazioni vanno coibentate in modo continuo, soprattutto quando trasportano acqua fredda soggetta a condensa o acqua calda da proteggere dalle dispersioni.
Filtri, defangatore, valvole di intercettazione, manometri, sfiati, vaso di espansione, circolatori e rubinetti di carico non devono essere nascosti dietro accumuli o installati a pochi centimetri dalla parete.
Sono componenti che richiedono controlli e manutenzione periodica.
Le tubazioni non dovrebbero passare davanti ai pannelli della pompa di calore, alle flange del bollitore o al quadro elettrico.
È utile applicare etichette che identifichino circuiti e valvole, lasciando visibili le indicazioni principali.
Un impianto ordinato riduce i tempi di diagnosi, rende più sicuri gli interventi e limita il rischio di errori.
La facilità di manutenzione dipende spesso dalla posizione dei piccoli componenti più che dalle macchine principali.
La pompa di calore richiede alimentazioni dedicate, protezioni, dispositivi di comando e collegamenti di comunicazione.
Nel locale può essere necessario un sotto quadro per gestire macchina, resistenze integrative, circolatori, valvole di zona, accumuli e sistemi di controllo.
Il quadro deve essere installato in una posizione asciutta, facilmente raggiungibile e lontana da scarichi, valvole di sicurezza e punti soggetti a gocciolamento.
Cavi e canaline devono essere ordinati, identificabili e separati correttamente dalle tubazioni idrauliche.
Anche gateway, sonde, regolazioni climatiche e moduli per il controllo da remoto devono poter essere ispezionati senza rimuovere altri elementi.
Una presa di servizio è utile per collegare strumenti, pompe di lavaggio o lampade durante la manutenzione.
L’illuminazione deve permettere di leggere targhette, display, manometri e schemi anche nelle zone dietro o accanto agli accumuli.
Una sola lampadina centrale può non essere sufficiente in un vano profondo o molto attrezzato.
Parte elettrica e illuminazione devono quindi essere definite insieme al layout, evitando di aggiungerle quando le pareti sono già occupate.
Un impianto con pompa di calore può essere ampliato negli anni con fotovoltaico, batteria, nuove zone climatiche, sistemi di raffrescamento, deumidificazione o accumuli differenti.
Non è necessario sovradimensionare il locale senza criterio, ma è utile evitare soluzioni tanto compatte da impedire qualsiasi modifica.
Una piccola area libera, una canalina aggiuntiva o un passaggio predisposto possono semplificare interventi successivi.
Anche la sostituzione della pompa di calore deve essere considerata visto che il modello futuro potrebbe avere misure o collegamenti leggermente diversi da quello iniziale.
Lasciare un minimo margine attorno alle apparecchiature riduce il rischio di dover modificare pareti, porte e tubazioni.
È utile conservare nel locale lo schema dell’impianto, le indicazioni delle valvole e la documentazione principale, in modo che ogni tecnico possa comprendere rapidamente la disposizione dei circuiti.
Le predisposizioni non riguardano soltanto lo spazio fisico, ma anche l’ordine e la possibilità di intervenire.
Un locale progettato con un piccolo margine di adattamento conserva più a lungo la propria funzionalità.
L’errore più comune è scegliere il locale misurando soltanto la pompa di calore e ignorando accumuli, accessori e spazi di manutenzione.
Errori da evitare durante la progettazione - Getty Images
Un altro problema frequente è sottovalutare il percorso di accesso: la macchina entra nel vano, ma non passa dalla porta, dalla scala o dal corridoio.
Anche l’altezza viene spesso controllata senza considerare raccordi superiori, valvole e tubazioni.
Sono da evitare filtri e defangatori nascosti dietro i serbatoi, manometri illeggibili, flange contro la parete e quadri elettrici collocati vicino agli scarichi.
La mancanza di un punto di raccolta per condensa e svuotamenti trasforma ogni manutenzione in un rischio per pavimenti e apparecchi.
Utilizzare il locale come ripostiglio riduce progressivamente le aree libere, mentre una posizione vicina alla zona notte può amplificare il disagio provocato da vibrazioni e circolatori.
È infine sbagliato scegliere il vano senza coordinare l’unità esterna, perché si possono creare collegamenti lunghi e difficili da proteggere.
Il progetto deve verificare insieme ingombri, accessibilità, manutenzione, scarichi, ambiente e percorsi impiantistici.
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