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Un locale tecnico esterno troppo caldo può diventare un problema perché riduce l'efficienza e la durata di pompe, autoclavi, inverter fotovoltaici, quadri elettrici, batterie, centraline e apparecchi idraulici.
Vano tecnico esterno - Daniele F. Toscana
Il rischio aumenta nei vani piccoli, esposti al sole, con coperture leggere, porte metalliche, poca ventilazione e apparecchi installati troppo vicini tra loro.
I segnali da non ignorare sono blocchi nelle ore più calde, ventole sempre attive, cali di pressione, errori dell'inverter, odore di plastica scaldata, componenti molto caldi al tatto, polvere sulle griglie e condensa sulle tubazioni.
Prima di pensare a un guasto, conviene controllare temperatura interna, ricambio d'aria, ombreggiamento, pulizia e spazio libero attorno agli impianti.
Le soluzioni più efficaci sono ventilazione alta e bassa, schermature solari, griglie protette, ordine e manutenzione periodica.
Il surriscaldamento dipende spesso da più fattori insieme.
Un vano esposto a sud o a ovest, con porta metallica, copertura leggera e poche aperture, tende ad accumulare calore durante le ore centrali della giornata.
Esposizioni di vani tecnici esterni - Daniele F. Toscana
Anche i materiali sono molto importanti.
Lamiera, guaine scure, pannelli sottili, pareti non isolate e pavimentazioni esterne molto calde possono trasmettere calore all'interno.
Se poi nel locale sono presenti apparecchi che producono calore, la temperatura può salire ancora di più.
Il problema non riguarda solo i locali completamente esposti al sole.
Anche un vano parzialmente ombreggiato può diventare critico se l'aria non circola.
Una sola piccola griglia, magari ostruita da polvere, foglie o oggetti accatastati, spesso non basta a garantire un vero ricambio d'aria.
Le autoclavi e i gruppi di pressurizzazione sono tra gli impianti che possono risentire maggiormente di un locale troppo caldo.
Il motore della pompa produce già calore durante il funzionamento.
Se l'aria attorno è calda e ferma, il raffreddamento diventa meno efficace.
In estate il problema può peggiorare perché l'acqua viene usata di più.
Irrigazione, docce frequenti, lavaggi esterni e piscina fanno lavorare la pompa proprio nelle ore in cui il locale è più caldo.
I segnali possono essere diversi:
Non sempre la causa è la pompa in sé ma a volte il problema è l'ambiente in cui la pompa è costretta a lavorare.
L'inverter del fotovoltaico è particolarmente sensibile alla temperatura.
Durante il funzionamento trasforma l'energia prodotta dai pannelli e dissipa calore.
Se viene installato in un locale chiuso, poco ventilato o già caldo, può lavorare in condizioni sfavorevoli.
Vano tecnico - Getty Images
Il paradosso è evidente visto che l'inverter produce di più nelle giornate molto soleggiate, cioè proprio quando il vano tecnico tende a scaldarsi.
Se l'apparecchio si trova vicino al soffitto, sopra altri dispositivi caldi o su una parete esposta, il rischio aumenta.
Tra i segnali da tener d'occhio ci sono ventole sempre attive, messaggi di temperatura, spegnimenti temporanei, ripartenze dopo il raffreddamento o cali improvvisi della produzione nelle ore centrali.
In questi casi non bisogna pensare subito a un guasto visto che potrebbe essere un problema di ventilazione o di installazione.
Anche quadri elettrici, relè, alimentatori, morsetti, trasformatori e centraline possono soffrire il calore prolungato.
Per problemi elettrici meglio chiamare un tecnico - Getty Images
I componenti elettrici devono essere protetti da acqua, polvere e urti, ma questo non significa chiuderli in un ambiente senza ricambio d'aria.
Il caldo può favorire l'invecchiamento delle plastiche, l'indurimento delle guaine, piccoli malfunzionamenti e difetti intermittenti.
Sono problemi difficili da interpretare perché spesso compaiono solo in estate o in determinate ore della giornata.
Una centralina che funziona bene al mattino e va in errore nel pomeriggio potrebbe non avere un guasto stabile, ma semplicemente trovarsi in un ambiente troppo caldo.
Odore di plastica scaldata, scatole molto calde al tatto, polvere accumulata e insetti dentro i quadri sono campanelli d'allarme da non ignorare.
Per qualunque intervento elettrico ovviamente, serve sempre un tecnico abilitato.
Se nel locale tecnico sono presenti batterie, UPS o sistemi di accumulo, la temperatura diventa ancora più importante.
Le batterie tendono a degradarsi più rapidamente quando lavorano in ambienti caldi. Anche se continuano a funzionare, possono perdere autonomia e durata nel tempo.
Il problema riguarda sia gli accumuli collegati al fotovoltaico sia dispositivi più piccoli, come gruppi di continuità per cancelli, videosorveglianza, pompe o centraline.
Un vano chiuso, caldo e poco ventilato non è l'ambiente ideale per questi componenti.
Particolare attenzione va fatta alle installazioni vicino al soffitto, dove l'aria calda tende ad accumularsi.
Anche armadi chiusi, mensole piene e vicinanza a inverter o motori possono peggiorare la situazione.
Nel locale tecnico possono trovarsi anche addolcitori, filtri, dosatori, collettori, valvole e riduttori di pressione.
Autoclave e necessità di impianti rinnovabili - Getty Images
Questi elementi non producono necessariamente molto calore, ma possono comunque risentire di temperature elevate, umidità e scarsa ventilazione.
Il caldo può favorire odori, dilatazioni, indurimento delle guarnizioni e degrado di materiali plastici.
Se nel vano vengono conservati anche sacchi di sale, prodotti chimici, detergenti o attrezzi, il rischio è quello di trasformare il locale tecnico in un ripostiglio disordinato.
Attenzione a secchi, scatole, tubi da giardino e taniche che finiscono attorno agli impianti visto che ridurranno lo spazio per la manutenzione e bloccando il passaggio dell'aria, facendo diventare il locale più caldo, meno controllabile e più difficile da ispezionare.
Un locale tecnico molto caldo non è necessariamente asciutto.
In alcuni casi si crea una combinazione sfavorevole: alte temperature di giorno, raffreddamento serale, tubazioni fredde, pareti poco isolate e ventilazione insufficiente.
Locale tecnico umido con poca ventilazione - Getty Images
Questo può favorire la formazione di condensa su tubi, superfici metalliche e apparecchiature.
La condensa può portare ossidazione, cattivi odori, macchie sulle pareti e gocce in prossimità di collegamenti elettrici.
Per questo il locale non dovrebbe essere ermeticamente chiuso.
Deve essere protetto dalla pioggia, ma capace di asciugare.
Aprire fessure a caso, però, non è una soluzione: si rischia di far entrare acqua, insetti e polvere.
La ventilazione deve essere progettata con criterio.
Per raffreddare davvero un locale tecnico non basta una griglia qualsiasi.
L'aria deve poter entrare e uscire.
In molti casi funziona meglio una ventilazione con apertura bassa per l'ingresso dell'aria e apertura alta per l'uscita dell'aria calda.
Ventilazione corretta di un locale tecnico impianti - Daniele F. Toscana
Prendendo un concetto di fisica basilare, l'aria calda tende a salire e, se il locale ha solo una griglia bassa, il calore può restare intrappolato in alto.
Se ha solo una griglia alta per contro, il ricambio può essere debole.
Le aperture contrapposte o distribuite su quote diverse migliorano molto il comportamento del vano.
Le griglie devono però essere protette da pioggia, insetti e foglie.
Nei locali con molte apparecchiature può servire anche una ventilazione forzata, con estrattore o ventola comandata da termostato.
Ma anche in questo caso l'intervento va valutato con attenzione.
A volte il problema non si risolve solo aumentando l'aria.
Se il locale assorbe troppo calore dall'esterno, conviene intervenire anche sull'involucro.
Una copertura chiara, una schermatura esterna, una piccola pensilina, una tenda tecnica o una pittura riflettente adatta agli esterni possono ridurre il calore assorbito.
Anche ombreggiare una porta metallica o una parete molto esposta può aiutare.
Bisogna però evitare soluzioni improvvisate che blocchino la ventilazione o trattengano umidità.
Una siepe troppo vicina, ad esempio, può fare ombra ma impedire il passaggio dell'aria e portare foglie, insetti e sporco vicino alle griglie.
Il colore conta più di quanto sembri, difatti superfici scure e compatte si scaldano di più.
In un locale piccolo, anche pochi metri quadrati esposti al sole possono incidere molto sulla temperatura interna.
La pulizia del locale tecnico non è solo una questione estetica.
Polvere, foglie e residui del giardino possono ridurre la ventilazione e peggiorare il raffreddamento degli apparecchi.
Depositi su griglie, ventole, inverter, quadri e motori ostacolano lo scambio termico.
Un dispositivo coperto di polvere si raffredda peggio e lavora a temperature più alte.
Anche gli insetti possono creare problemi.
Formiche, vespe, gechi e altri piccoli animali possono entrare in scatole elettriche, pressostati e vani caldi.
Per questo le aperture devono essere protette con reti ispezionabili, senza però impedire il passaggio dell'aria.
Un locale tecnico troppo caldo può dare segnali abbastanza chiari.
Ventole sempre accese, odore di plastica scaldata, apparecchi che vanno in blocco nelle ore centrali, pompe rumorose, interruttori che scattano o display che segnalano errori sono indizi da verificare.
Ci sono poi segnali più lenti: guarnizioni indurite, cavi irrigiditi, plastiche scolorite, ruggine su staffe e viti, filtri che si sporcano rapidamente, componenti elettronici che durano meno del previsto.
Una verifica semplice consiste nel misurare la temperatura interna del locale in più momenti della giornata.
Se il vano resta molto più caldo dell'esterno anche dopo il tramonto, significa che accumula calore e lo smaltisce male.
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