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Il legno marcescente è il segnale di un degrado che, se ignorato, può compromettere la stabilità di infissi, travi, pergolati, ma anche mobili.
Quando il materiale perde consistenza, diventa friabile al tatto e mostra una resistenza naturale sempre più ridotta, il processo di biodeterioramento è già in uno stato avanzato e mette a rischio non solo l'estetica, ma anche la sicurezza del manufatto.
Esempio di trave compromessa e necessità di ripristino legno - iStock
Intervenire in tempo è possibile, ma richiede un approccio analitico per distinguere tra soluzioni strutturali e palliativi “miracolosi” che, promettendo risultati immediati, rischiano di nascondere il problema senza risolverlo alla radice.
Comprendere le cause e conoscere i limiti del fai-da-te è il primo passo per evitare interventi inefficaci e spese inutili, salvaguardando il valore e la sicurezza del bene nel tempo.
La marcescenza nasce quasi sempre da una combinazione di umidità persistente, scarsa ventilazione e protezione superficiale insufficiente.
Quando l'acqua penetra nel legno e non riesce più a evaporare, si crea l'ambiente ideale per funghi e microrganismi che alterano la struttura dall'interno.
Il problema non è solo la pioggia: contano anche condensa, infiltrazioni minime ma continue, contatto diretto con il terreno, giunti mal sigillati e finiture deteriorate.
Perché il legno marcisce - iStock
Un errore frequente è pensare che basti “dare una mano di prodotto” a copertura del danno per risolverlo.
In realtà, il problema resta, e se la causa dell'umidità non viene eliminata, il degrado tenderà a ripresentarsi.
La prima regola con il legno marcio è agire tempestivamente: più si aspetta, più il danno si estende.
Si procede eliminando le aree danneggiate con strumenti semplici come martello e scalpello (per superfici piane, una pialla o una fresa manuale), si rimuovono accuratamente tutte le sezioni deteriorate fino a raggiungere il materiale sano, ossia legno compatto che non cede alla pressione.
Rimozione legno marcio con martello e scalpello - Resin Pro srl
Questo passaggio è cruciale: lasciare anche piccole aree compromesse favorisce la prosecuzione del processo di putrefazione, vanificando qualsiasi trattamento successivo.
Il consolidante o l'impregnante non possono lavorare dove il legno è già morto.
Una volta terminata la rimozione, è essenziale pulire profondamente la zona.
Ogni residuo, polvere o fibra molle va rimosso, con una spazzola a setole dure o passando un panno asciutto.
Solo su una superficie ben pulita e priva di polvere si potranno applicare i trattamenti protettivi, assicurando un ancoraggio ottimale dei prodotti scelti.
Per intervenire sul legno marcescente in maniera efficace servono prodotti con funzioni distinte e ben definite: consolidante, impregnante e finitura protettiva finale.
Ciascuno ha un ruolo preciso e non sono intercambiabili.
Per l'intervento di consolidamento del legno marcescente, esistono sul mercato resine acriliche trasparenti che non alterano l'aspetto naturale del legno.
Tra queste, il Consolidante Veleca una soluzione liquida che penetra in profondità per indurire e rinforzare il legno deteriorato.
Holz Haerter di Borma Wachs è un consolidante pronto all'uso a bassa viscosità che rinforza legno indebolito, con formula adatta a interno ed esterno.
Consolidante per legno marcescente - Borma Wachs
Per la protezione del legno contro la marcescenza, Remmers propone Induline IW-130, un impregnante idrofobizzante, base acqua, completamente privo di biocidi che protegge dai funghi della marcescenza e dall'azzurramento. Il prodotto risponde alla restrittive normative ambientali.
Impregnante protettivo dai funghi della marcescenza - Remmers
Per un restauro rispettoso del legno l'ampia offerta Borma Wachs si completa di impregnanti e cere più naturali, che lavorano in sinergia con il materiale senza alterarne le caratteristiche.
Questi prodotti ecologici, rispetto alle vernici tradizionali, permettono al legno di respirare e prevengono la formazione di funghi, muffe e marciume, senza l'uso di solventi organici nocivi per la salute e l'ambiente.
Se la parte di legno marcio eliminata è consistente e rimane un vuoto, questo dovrà essere riempito.
Lo stucco per legno è indicato per fori piccoli, mentre molte soluzioni fai-da-te suggeriscono l'uso di una resina epossidica bicomponente per vuoti più grandi e irregolari, come quella offerta dal marchio italiano Resin Pro srl.
Resina epossidica bicomponente - Resin Pro srl
Questa tecnica, però, può comportare nel tempo la formazione di crepe tra legno e resina e il ritorno dell'umidità in quegli spazi.
Per questo, in ottica di restauro sostenibile, si preferisce inserire un pezzo di legno sostitutivo, che lavora con il materiale esistente invece di separarsene.
Non sempre il legno marcescente è recuperabile.
Se dopo la rimozione della parte marcia rimane una quantità sufficiente di materiale sano e compatto, si può intervenire con consolidanti e protettivi.
Se invece il degrado ha intaccato più del 30–40% della sezione, o se l'elemento è portante, la scelta più sensata è la sua sostituzione.
Infissi marci: quando sono irrecuperabili - iStock
I segnali che il danno è ancora recuperabile sono:
In caso di dubbi, specialmente su elementi portanti, è meglio farsi assistere da un tecnico esperto in legno ed edificazione, per evitare di mettere a rischio la stabilità e la sicurezza dell'edificio.
La prevenzione è la parte più importante, perché il legno si salva davvero solo se resta asciutto e protetto nel tempo.
Una manutenzione minima ma costante è molto più efficace di un intervento "una tantum" eseguito solo quando il danno è già evidente.
Riparazione infisso legno marcescente - Resin Pro srl
In pratica, è consigliato controllare periodicamente infissi, travi, davanzali e rivestimenti esposti.
Al contempo, occorre eliminare ristagni d'acqua e foglie o detriti a contatto con il legno e ripristinare sigillature e giunti danneggiati.
Non si deve altresì dimenticare du rinnovare la protezione superficiale secondo esposizione e usura, optando per prodotti coerenti con l'uso reale dell'elemento, non solo con il risultato estetico.
Per gli esterni, la manutenzione va considerata parte dell'opera, non un extra facoltativo.
Per gli interni, invece, occorre individuare in tempo le fonti di umidità per mettere al riparo gli elementi lignei.
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