|
In merito all'isolamento termico della casa, gli infissi vengono spesso citati come una delle soluzioni più efficaci per ridurre le dispersioni: è vero, ma solo in parte.
Nella pratica quotidiana, soprattutto negli interventi di riqualificazione su edifici esistenti, è emerso spesso che non è il serramento in sé a fallire, ma l'insieme materiale-vetro-posa.
Sostituire gli infissi per ottenere l'isolamento termico - Getty Images
È un errore piuttosto comune pensare che basti sostituire una vecchia finestra con dei nuovi infissi a risparmio energetico, quindi più performanti.
Il tutto, al fine di ottenere automaticamente comfort e risparmio, sia energetico sia in bolletta.
In realtà, l'infisso funziona bene in sinergia con un sistema coerente.
Se questa condizione viene meno, il risultato finale può deludere le aspettative, anche se si è optato per un prodotti di fascia alta.
La scelta del materiale degli infissi incide sia sulle prestazioni termiche sia sulla stabilità nel tempo.
PVC, legno e alluminio rispondono a esigenze diverse e si comportano in modo differente.
Struttura in PVC e triplo vetro - SB Infissi
Il PVC, che vediamo nella foto sopra di SB Infissi, offre ottimi valori di isolamento grazie alla sua natura isolante e alla possibilità di realizzare profili multi-camera.
Risulta la scelta più efficace nei condomini costruiti tra gli anni '60 e '80, dove il foro finestra non consente grandi interventi murari.
Infisso con telaio in PVC effetto legno - Finestra Italia
Nella foto sopra di Finestra Italia, serramento in PVC effetto legno.
Il legno resta uno dei materiali più performanti dal punto di vista termico, ma richiede più attenzioni.
Ad esempio, in abitazioni con molta umidità o in seconde case poco arieggiate, un infisso in legno, in assenza di un'adeguata e costante manutenzione, può perdere parte delle sue qualità nel tempo.
L'alluminio è di per sè un materiale conduttivo e quindi poco adatto all'isolamento.
Tuttavia, i moderni sistemi a taglio termico, dotati di barrette isolanti performanti e profili progettati correttamente, consentono di raggiungere valori adeguati.
Nel bilancio energetico dell'infisso, il vetro occupa un ruolo decisivo.
La stratigrafia del vetro incide quanto, se non più, del telaio della finestra.
Il doppio vetro basso emissivo con gas argon è oggi lo standard minimo, ma non sempre è sufficiente.
In abitazioni esposte a nord o in zone climatiche rigide, il triplo vetro può migliorare sensibilmente il comfort.
In questo caso, però, aumentano peso e spessore e non tutti i telai possono sostenerlo.
Vetro basso emissivo per serramenti termici - Vetreria Gianni Giusti
Nella foto sopra di Vetreria Gianni Giusti, vetro basso emissivo rivestito con una speciale patina metallica.
Un errore frequente è scegliere il vetro senza considerare l'uso reale dell'ambiente.
Ad esempio, in una cucina molto vissuta o in una stanza che gode di forte irraggiamento solare, può essere più efficace un vetro selettivo piuttosto che un triplo vetro.
L'isolamento termico non va mai disgiunto dal controllo solare e dalla gestione della condensa.
Frequentemente i problemi di dispersione post-intervento sono dovuti a una posa inadeguata, non dalle caratteristiche tecniche del serramento scelto.
Facciamo un esempio pratico: un infisso performante ma installato con schiuma generica e senza continuità del nodo muro-telaio, crea ponti termici.
Ciò si traduce nella presenza di spifferi, muffe localizzate e vetri freddi al tatto.
La posa degli infissi incide direttamente sul comfort termico - Getty Images
Una posa si può definire ben eseguita quando garantisce:
Una installazione accurata è particolarmente importante nei casi di sostituzione infissi in appartamenti già abitati in cui non si interviene sul cappotto o sulle spallette.
In assenza di un adeguato progetto di posa, l'efficacia del nuovo serramento viene ridotta dalle pareti che disperdono calore.
Prendiamo in esame un trilocale di 90 mq in un condominio costruito negli Anni Settanta in cui sono stati appena installati infissi nuovi in PVC che, nonostante gli ottimi valori di trasmittanza, non hanno risolto il problema della parete fredda in soggiorno.
Le spallette non isolate e una posa tradizionale hanno lasciato attivo il ponte termico perimetrale, pertanto, la dispersione di calore è ancora presente.
Formazione di condensa sul vetro della finestra - Getty Images
Infatti, dopo l'installazione dei nuovi infissi, il risultato è stato un comfort solo parziale e la comparsa di condensa negli angoli durante l'inverno.
Per ovviare a questo inconveniente, la posa deve prevedere un controtelaio isolato oppure un intervento mirato sulle spallette.
Si tratta di interventi che generano un risultato più efficace rispetto alla sostituzione di un doppio vetro con uno triplo.
È importante sottolineare questo concetto: gli infissi non risolvono problemi strutturali dell'involucro dell'edificio.
In presenza di murature sottili, cassonetti non isolati o pareti molto disperdenti, il miglior serramento possibile può solo mitigare, non eliminare, le dispersioni di calore.
Non sempre è possibile garantirsi una casa calda solo con la sostituzione degli infissi.
È indispensabile una meticolosa valutazione preventiva dello stato complessivo dell'involucro.
Nella scelta degli infissi per l'isolamento termico non basta valutare il valore di trasmittanza scegliendo il più basso.
Si tratta di una decisione tecnica che deve prendere in considerazione anche la tipologia di materiale e di vetro e la posa in opera.
Questi fattori devono lavorare in sinergia per adattarsi al contesto reale dell'abitazione.
Un infisso di medio livello ma posato a regola d'arte, nella pratica quotidiana, isola meglio di un infisso eccellente ma installato male.
|
|
|
|
||||
Testata Giornalistica online registrata al Tribunale di Napoli n.19 del 30-03-2005 | ||||
|
Copyright 2026 © MADEX Editore S.r.l. |
||||