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Gli infissi con microventilazione permettono di arieggiare casa in modo più controllato rispetto alla finestra lasciata aperta o socchiusa.
L’anta resta leggermente distanziata dal telaio, creando un piccolo passaggio d’aria che favorisce il ricambio senza spalancare il serramento.
In questo modo si può ridurre l’accumulo di umidità interna, limitare la formazione di condensa sui vetri e migliorare la qualità dell’aria interna.
Infissi con microventilazione per aumentare il comfort - Oknoplast
Installando nuovi infissi esterni, si riducono spifferi e dispersioni, ma al contempo diventa importante gestire correttamente il ricambio d’aria.
Se l’umidità prodotta in casa non viene smaltita, può concentrarsi su vetri, angoli freddi, spallette, cassonetti, pareti dietro gli arredi e zone poco ventilate.
Tuttavia, la microventilazione è un aiuto, un supporto, non si sostituisce totalmente all’aerazione dei locali.
Il vantaggio della microventilazione è la continuità: permette un piccolo scambio d’aria quando non si vuole raffreddare troppo l’ambiente spalancando le finestre.
La microventilazione può essere integrata nella ferramenta dell’infisso.
In molti serramenti anta-ribalta, la maniglia consente una posizione intermedia tra chiusura e apertura a vasistas.
In questa posizione l’anta non si apre completamente, ma resta leggermente scostata, creando una fessura controllata lungo una parte del perimetro.
Esistono anche sistemi di aerazione integrati nel telaio, accessori specifici o dispositivi che consentono un passaggio d’aria regolato.
La soluzione più comune negli infissi domestici resta però la microapertura tramite ferramenta.
L’efficacia dipende da:
La microventilazione non deve essere confusa con uno spiffero: quest'ultimo è una perdita d’aria non controllata, spesso causata da guarnizioni rovinate o posa difettosa; la microventilazione, invece, è una funzione prevista, attivabile e disattivabile, che consente un minimo ricambio d'aria serve.
La microventilazione è utile per evitare che l’aria diventi troppo stagnante, ma non elimina in pochi minuti vapore, odori intensi o umidità prodotta da docce, cucina e bucato.
La condensa si forma quando l’aria interna, carica di umidità, entra in contatto con superfici fredde.
I vetri in tal senso sono tra le superfici più esposte, soprattutto in inverno, al mattino o nelle stanze dove si dorme con finestre chiuse.
Gli infissi in PVC con microventilazione possono aiutare perché favoriscono un ricambio continuo e riducono l’umidità stagnante vicino alla finestra.
Ciò non significa che eliminino sempre la condensa, ma possono limitarla quando il problema dipende soprattutto da scarsa aerazione e uso quotidiano degli ambienti.
Condensa sui vetri delle finestre - Pixabay
Quando la condensa compare sulle pareti, negli angoli, dietro gli armadi o sulle spallette, la causa potrebbe essere la presenza di ponti termici, isolamento insufficiente o mobili troppo addossati.
In questi casi la microventilazione aiuta, ma non basta da sola.
Uno dei motivi per cui si arieggia poco in inverno è la paura di disperdere calore; d’altra parte, non arieggiare mai peggiora qualità dell’aria e umidità.
La microventilazione si inserisce in questo equilibrio, perché permette di far entrare una quantità ridotta di aria esterna, limitando il raffreddamento improvviso dell’ambiente.
Non è però sempre la soluzione più efficiente dal punto di vista energetico.
In alcune situazioni, aprire completamente per pochi minuti può ricambiare più aria disperdendo meno calore rispetto a lasciare una finestra in microapertura per molte ore.
La scelta dipende dal momento della giornata e dall’uso della stanza.
Ad esempio, dopo una doccia, dopo aver cucinato, conviene arieggiare in modo deciso e breve spalancando le finestre.
Durante la giornata, in ambienti poco usati o leggermente umidi, la microventilazione può aiutare a mantenere un ricambio minimo.
La microventilazione è uno strumento in più per modulare il ricircolo d’aria.
La microventilazione è utile soprattutto nelle camere da letto, nei soggiorni molto vissuti, nelle cucine non dotate di buona aerazione, nei bagni.
È particolarmente interessante nelle abitazioni dove sono stati sostituiti vecchi infissi con serramenti molto performanti e la casa è diventata più ermetica.
In camera da letto può ridurre l’aria viziata e l’umidità accumulata durante la notte.
In soggiorno aiuta quando ci sono molte persone, piante, stufe, tessuti e permanenza prolungata.
Vapori della cottura dei cibi che incrementano l'umidità interna - Unsplash
In cucina può contribuire a ridurre l'umidità dopo la preparazione dei pasti ma non sostituisce l'uso della cappa e l'apertura della finestra.
In bagno è un valido supporto per asciugare l’ambiente.
Nei locali poco riscaldati, come lavanderie, ripostigli, stanze ospiti o ambienti esposti a nord, la microventilazione può aiutare a evitare aria stagnante, ma va usata con attenzione: il ricambio d’aria deve essere abbinato a una temperatura interna adeguata.
La microventilazione non elimina la necessità di aprire le finestre.
Ci sono momenti in cui serve un ricambio rapido: al mattino nelle camere, dopo la doccia, dopo aver cucinato, dopo aver steso bucato in casa, quando ci sono odori intensi.
L’apertura completa, meglio se con corrente trasversale tra due finestre, consente di rinnovare l’aria in pochi minuti.
Ricambio d'aria efficace e rapido spalancando la finestra - Getty Images
La microventilazione può intervenire dopo, per mantenere un ricambio minimo.
Ad esempio, in bagno si può aprire completamente dopo la doccia e poi lasciare la finestra in microventilazione per un periodo limitato, se la temperatura esterna lo consente.
In camera, si può arieggiare bene al mattino e usare la microventilazione solo in alcuni momenti della giornata.
In inverno la microventilazione va usata con più attenzione: l’aria esterna è fredda e può raffreddare la zona vicino alla finestra.
Se la microapertura resta attiva per molte ore, soprattutto in stanze piccole o poco riscaldate, si possono creare zone fredde e disagio localizzato.
Il suo uso è più sensato in momenti mirati: durante alcune ore della giornata, dopo attività che producono umidità o in ambienti dove si nota aria stagnante.
Di notte, in camere molto fredde o con persone sensibili agli spifferi, potrebbe non essere confortevole, quindi, è meglio arieggiare bene prima di dormire e al risveglio.
La microventilazione invernale deve essere accompagnata da una gestione corretta dell’umidità.
Se in casa si stende bucato, si cucina molto o ci sono molte piante, l’umidità può restare alta nonostante la microapertura.
In estate la microventilazione può essere utile nelle ore più fresche, soprattutto di sera, di notte o al mattino presto.
Permette di favorire un ricambio leggero senza lasciare l’infisso completamente aperto.
Tuttavia, nelle ore più calde, può far entrare aria esterna calda e umida, peggiorando il comfort interno.
Attenzione: se si usa il climatizzatore, la microventilazione va gestita con ulteriore prudenza, in quanto lasciare una finestra in microapertura mentre il climatizzatore raffresca equivale a far lievitare consumi e umidità interna, soprattutto nelle giornate afose.
In questi casi è meglio arieggiare in modo rapido in momenti scelti, poi chiudere bene durante il funzionamento dell’impianto.
In estate il problema principale è il ricambio d’aria senza far entrare troppo calore.
La microventilazione può aiutare quando la temperatura esterna è favorevole, invece, se fuori è più caldo e umido rispetto all'interno non conviene usarla a lungo.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la sicurezza: una finestra in microventilazione non è chiusa come una finestra standard e, anche se l’anta sembra quasi accostata, il serramento non offre lo stesso livello di protezione antieffrazione della chiusura completa.
Questo aspetto va considerato soprattutto se l'abitazione si trova al piano terra, sui balconi raggiungibili, su finestre affacciate su cortili, terrazzi o tettoie.
La microventilazione può essere comoda quando si è in casa, in ambienti controllati o su finestre non facilmente accessibili.
Il consiglio è evitare di lasciarla attiva quando si esce, durante la notte o in punti vulnerabili.
Ferramenta di qualità per la sicurezza della casa - Oknoplast
Anche il vento va considerato: una finestra non completamente chiusa può muoversi, sbattere o subire sollecitazioni se la ferramenta non è adeguata o se la microapertura non è stabile.
Per funzionare bene, la microventilazione richiede infissi regolati correttamente.
Se la ferramenta è usurata o se le guarnizioni sono schiacciate, il serramento può chiudere male, generare spifferi o non mantenere bene la posizione di microapertura.
La manutenzione degli infissi è quindi importante.
Occorre verificare periodicamente cerniere, nottolini, incontri, maniglie e meccanismi dell’anta-ribalta.
Le guarnizioni devono essere integre, elastiche e pulite; se, al contrario, sono rovinate o indurite, la finestra può perdere tenuta anche quando dovrebbe essere chiusa.
In quel caso, la microventilazione controllata viene meno, perché si tratta di dispersione.
Se il sistema è regolato bene, la microventilazione diventa una funzione utile; se è mal regolato, può trasformarsi in un’apertura imprecisa e poco efficiente.
La microventilazione lavora sull’anta, ma il comportamento della finestra dipende anche dalla posa in opera.
Un serramento installato male può avere infiltrazioni d’aria, ponti termici e problemi di condensa lungo il perimetro, indipendentemente dalla funzione di microapertura.
Il nodo finestra comprende telaio, controtelaio, spallette, davanzale, cassonetto, sigillature e isolamento.
Se questi elementi non sono coerenti, l’umidità può condensare attorno alla finestra.
È fondamentale una posa in opera accurata - Getty Images
In una ristrutturazione, sostituire gli infissi con modelli dotati di microventilazione è utile, purché non si trascuri il nodo finestra.
Il ricambio d’aria e l’isolamento devono lavorare insieme e per ottenere questo risultato è indispensabile scegliere la qualità, garantita dai prodotti Oknoplast, e un'accurata posa in opera.
La microventilazione può contribuire a ridurre il rischio di muffa, ma non è una garanzia assoluta.
La muffa nasce quando umidità, superfici fredde e scarsa circolazione dell’aria si combinano, pertanto, se un angolo della stanza resta freddo, se un armadio è addossato a una parete esterna o se il bagno non asciuga mai, la microventilazione della finestra potrebbe non essere sufficiente.
Il consiglio è prevenire la muffa: arieggiare correttamente, mantenere temperatura adeguata, evitare eccesso di umidità, lasciare spazio dietro mobili grandi, controllare ponti termici.
Macchie di muffa attorno alla finestra - Getty Images
La microventilazione è uno degli strumenti, non l’unico.
Inoltre, non risolve infiltrazioni, risalita, perdite o difetti costruttivi. Se la muffa ricompare sempre nello stesso punto, bisogna cercare la causa locale.
La microventilazione non va confusa con la ventilazione meccanica controllata.
La VMC è un sistema che rinnova l’aria in modo continuo o programmato, spesso con recupero di calore.
La microventilazione degli infissi è invece un’apertura ridotta e passiva, influenzata da vento, temperatura e pressione.
In una casa molto isolata, con serramenti ermetici e problemi ricorrenti di umidità, la VMC può essere più efficace perché garantisce ricambio costante senza dipendere dall’apertura manuale delle finestre.
Nelle ristrutturazioni leggere, dove non si installa una VMC, gli infissi con microventilazione possono comunque migliorare la gestione quotidiana.
La scelta dipende dalla priorità: se serve un aiuto pratico per arieggiare, la microventilazione è utile; se l'obiettivo è un ricambio continuo e controllato, soprattutto in case molto efficienti, bisogna valutare sistemi dedicati.
Un uso corretto può seguire alcune abitudini semplici.
Al mattino, nelle camere, conviene aprire bene per pochi minuti, poi richiudere o usare la microventilazione solo se l’umidità resta alta.
Dopo la doccia, meglio arieggiare in modo deciso e poi lasciare un ricambio leggero per completare l’asciugatura.
In cucina, la cappa resta fondamentale, ma una microapertura può aiutare dopo la fase più intensa di vapore e odori.
Nelle stanze dove non si soggiorna tutto il giorno, la microventilazione può evitare aria troppo chiusa, ma non deve raffreddare eccessivamente l’ambiente.
Portafinestra WindAIR con microventilazione - Oknoplast
In inverno va usata per periodi controllati; in estate nelle ore fresche.
Se l’umidità resta spesso alta, bisogna aumentare il ricambio d’aria o ridurre le fonti di vapore.
Se invece l’aria diventa troppo secca, la microventilazione continua potrebbe essere eccessiva.
Il primo errore è pensare che la microventilazione sostituisca l’aerazione completa.
Il secondo errore è lasciarla attiva per molte ore in inverno in ambienti piccoli e freddi, creando dispersione e disagio.
Il terzo errore è usarla mentre il climatizzatore è in funzione nelle giornate calde e umide, aumentando consumi e umidità interna.
Il quarto errore è considerarla una soluzione definitiva contro muffa e condensa senza verificare ponti termici, isolamento, mobili addossati e infiltrazioni.
Il quinto errore è lasciarla attiva quando si esce o su finestre facilmente raggiungibili dall’esterno.
Il sesto errore è confondere microventilazione controllata e spifferi: se l’aria passa anche a finestra chiusa, l’infisso va regolato o manutenzionato.
Il settimo errore è sottovalutare l'importanza della posa: un serramento con microventilazione non compensa un nodo finestra freddo o mal sigillato.
Quando si scelgono nuovi infissi, la microventilazione va valutata insieme a tenuta, ferramenta, vetro, profilo, posa e uso degli ambienti.
Rappresenta una funzione utile, soprattutto nelle case in cui si vuole migliorare il ricambio d’aria senza lasciare finestre spalancate a lungo, però deve essere facile da attivare, stabile nella posizione e compatibile con le esigenze di sicurezza.
Le informazioni must have da raccogliere sono:
La scelta deve considerare anche il comportamento della casa.
Se ci sono già problemi di condensa, muffa o umidità, l’infisso nuovo va inserito in una valutazione più ampia.
Se invece si tratta di migliorare le abitudini di aerazione quotidiana, la microventilazione può essere un supporto concreto.
Gli infissi con microventilazione aiutano a trovare un equilibrio tra casa ermetica e aria interna sana.
Permettono un piccolo ricambio d’aria, riducono la stagnazione e possono contribuire a limitare condensa e umidità.
Infissi e microventilazione - Oknoplast
Il loro valore è nella gestione quotidiana: arieggiare un po’ quando serve, senza raffreddare troppo gli ambienti e senza lasciare la finestra aperta in modo incontrollato.
Ma è importante regolare la microventilazione in base a stagione, temperatura, umidità, sicurezza e uso della stanza.
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