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La sostituzione dei vecchi serramenti migliora la tenuta all’aria dell’involucro, riducendo gli spifferi, le dispersioni termiche e l’ingresso di rumore, polvere e acqua.
Questo intervento elimina al contempo una parte delle infiltrazioni involontarie che prima contribuivano al ricambio d’aria dell’abitazione.
Dopo l’installazione di serramenti più performanti e correttamente posati, questa ventilazione casuale diminuisce, quindi, l’umidità prodotta da persone, docce, cucina e asciugatura dei panni rimane più a lungo negli ambienti se non viene predisposta una modalità alternativa di ricambio.
Infissi in PVC WindAIR, microventilazione e comfort - Oknoplast
La permeabilità all’aria delle finestre viene classificata attraverso prove specifiche dalla UNI EN 12207:2017, mentre UNI 11673-1:2017 e UNI 11673-4:2021 riguardano la progettazione ed esecuzione della posa.
Un serramento ad alta tenuta non è la causa di condensa o muffa, ma rende visibile la mancanza di una strategia di ventilazione che prima veniva parzialmente compensata dagli spifferi.
La microventilazione è soltanto uno dei modi con cui può entrare aria dall’esterno.
Occorre individuare un sistema di ricambio idoneo per la potenziata tenuta dell’abitazione dopo l'installazione dei nuovi infissi.
Le soluzioni sono molteplici:
La scelta deve partire dalle caratteristiche della casa: numero degli occupanti, dimensioni dei locali, quantità di vapore prodotta, qualità dell’aria esterna, rumore, orientamento, sicurezza e possibilità di realizzare condotti.
La microventilazione perimetrale rimane quindi un elemento da valutare, non il tema centrale.
La domanda da porsi è quanta aria deve essere rinnovata, attraverso quale percorso e per quanto tempo.
Le infiltrazioni dei vecchi serramenti dipendono da vento, differenze di temperatura, esposizione della facciata e stato delle guarnizioni.
Non costituiscono, dunque, una portata stabile né distribuiscono l’aria secondo le esigenze delle stanze.
Una ventilazione progettata, invece, stabilisce i punti di ingresso, le zone di trasferimento ed eventuali punti di estrazione.
Può essere regolata, filtrata e adattata all’occupazione.
Eliminare gli spifferi è corretto; l’errore consiste nel sigillare l’involucro senza stabilire come verrà eliminata l'umidità interna che determina il comfort abitativo.
La qualità ambientale degli edifici viene valutata considerando insieme temperatura, ventilazione, qualità dell’aria, illuminazione e acustica.
I primi segnali compaiono spesso durante la stagione fredda: i vetri si appannano a lungo, l’acqua si deposita sul bordo inferiore del serramento e gli angoli delle pareti esterne rimangono umidi.
Altri indizi sono odore di chiuso al mattino, aria pesante nelle camere, asciugamani che rimangono bagnati, muffa dietro armadi e condensa sulle pareti del bagno dopo la doccia.
In cucina possono persistere odori e vapore anche dopo l’utilizzo della cappa.
Queste situazioni non sono necessariamente imputabili ai nuovi serramenti: infiltrazioni d’acqua, ponti termici, riscaldamento discontinuo, mobili aderenti alle pareti, possono produrre manifestazioni simili.
Dipende dalla quantità di vapore presente nell’aria e dalla temperatura delle superfici.
L’aria interna contiene vapore acqueo che condensa incontrando una superficie con temperatura sufficientemente bassa.
Poiché i nuovi infissi riducono le infiltrazioni, il vapore prodotto all’interno può accumularsi.
Allo stesso tempo, vetri e telai più performanti risultano generalmente più caldi rispetto ai vecchi serramenti.
La condensa può quindi spostarsi dalle finestre verso altri punti deboli, come spallette, architravi, pilastri e pareti non isolate.
Goccioline di condensa che appaiono sui vetri - Getty Images
Non si tratta di un difetto del nuovo infisso che, in realtà, ha migliorato la propria temperatura superficiale; il problema è che rimangono visibili i ponti termici dell’involucro.
Ecco perché la posa è determinante: giunti discontinui, controtelai metallici non corretti e spallette prive di isolamento possono abbassare la temperatura attorno al vano.
Il ricambio d’aria non serve soltanto a evitare la muffa.
All’interno dell’abitazione si accumulano anidride carbonica prodotta dalla respirazione, odori, particelle, composti emessi da materiali, prodotti per la pulizia e attività di cucina.
L’anidride carbonica viene utilizzata soprattutto come indicatore dell’occupazione e della ventilazione.
Attenzione: una stanza appena tinteggiata, un ambiente con molti prodotti profumati o una cucina possono contenere contaminanti anche quando la concentrazione di CO2 non appare particolarmente alta.
La ventilazione contribuisce a diluire gli inquinanti e a controllare temperatura e umidità negli ambienti interni.
La qualità dell’aria all'interno dell'abitazione dipende anche dalla qualità dell’aria esterna e dalle modalità con cui viene effettuato il ricambio.
Il numero degli occupanti influisce sulla quantità di vapore e anidride carbonica prodotta.
Docce, cottura dei cibi e asciugatura dei panni in casa costituiscono sorgenti concentrate di umidità.
Anche la presenza di piante o acquari possono incidere.
È utile osservare in quali stanze compaiono i problemi e in quali orari.
Progetto dettagliato e posa accurata dei nuovi infissi - Oknoplast
Il disagio può essere locale oppure coinvolgere l’intero alloggio.
Un aspiratore efficace nel bagno può gestire il picco della doccia, ma non rinnova l’aria della camera se porte e percorsi di trasferimento non lo consentono.
Prima di acquistare dispositivi, è opportuno individuare il percorso dell’aria: ingresso nei locali più puliti, passaggio verso disimpegni e corridoi, estrazione da bagno, cucina e lavanderia.
Aprire completamente più finestre per un periodo contenuto produce un ricambio rapido, soprattutto quando esiste un riscontro tra lati differenti dell’abitazione.
Questa modalità sostituisce una quantità elevata d’aria senza lasciare per lungo tempo le superfici interne esposte alla corrente fredda.
È generalmente più efficace di una finestra appena socchiusa per molte ore quando l’obiettivo è eliminare rapidamente umidità e odori.
Provvedere al ricambio d'aria attraverso l'adeguata apertura delle finestre - Getty Images
La durata dell'apertura dipende da:
L’apertura manuale richiede inoltre presenza e regolarità: non garantisce ventilazione durante la notte, nelle ore in cui la casa è vuota o quando pioggia, rumore e sicurezza impediscono di lasciare le finestre aperte.
Nei serramenti con microventilazione Oknoplast, la maniglia può assumere una posizione che allontana leggermente l’anta dal telaio oppure modifica localmente la compressione delle guarnizioni.
Si crea così una piccola apertura distribuita lungo una parte del perimetro.
L’aria può entrare senza spalancare la finestra e senza produrre lo stesso ingombro di un’apertura a battente o a ribalta.
La portata ottenuta non è però costante.
Dipende dalla differenza di pressione tra interno ed esterno, dal vento, dalla temperatura, dalle dimensioni del serramento e dalla geometria della ferramenta.
Questa soluzione può essere utile per un ricambio moderato, per esempio nelle mezze stagioni o durante brevi periodi in cui non si desidera aprire completamente l’anta.
Non deve essere considerata automaticamente sufficiente per camere occupate tutta la notte, bagni ciechi o abitazioni con elevata produzione di umidità.
La microventilazione modifica tenuta acustica, termica e antieffrazione del serramento quando l’anta non è completamente chiusa.
Durante l’inverno una piccola apertura mantenuta per molte ore raffredda localmente telaio, spallette e superfici vicine.
Se la portata è insufficiente, il locale continua a trattenere umidità mentre il contorno della finestra diventa più freddo.
Quindi, si produce una dispersione continua senza ottenere necessariamente il ricambio necessario.
La microventilazione è sensibile al vento e occorre anche considerare che nelle camere affacciate su strade trafficate può lasciar entrare rumore e inquinanti.
Inoltre, l’anta non si trova nella condizione di chiusura prevista per le prestazioni antieffrazione.
Un aeratore è un componente progettato specificamente per consentire il passaggio dell’aria.
Può essere inserito nel telaio, nel vetro, nel cassonetto o nella parete vicina al serramento.
A differenza della semplice posizione di microventilazione della ferramenta, il dispositivo può avere un’apertura definita, una regolazione manuale oppure un controllo legato alla pressione o all’umidità.
Gli aeratori possono quindi offrire prestazioni più prevedibili, purché siano adeguati alla portata necessaria e alla differenza di pressione prevista.
Non producono necessariamente un ricambio autonomo.
Per far muovere l’aria serve una differenza di pressione generata dal vento, dall’effetto camino oppure da un sistema di estrazione meccanica.
Gli aeratori autoregolabili modificano l’apertura per limitare le variazioni di portata quando cambia la pressione.
Evitano, entro il proprio campo di funzionamento, che una facciata molto esposta riceva quantità eccessive di aria durante il vento.
I dispositivi igroregolabili variano la sezione in funzione dell’umidità percepita: aumentano il passaggio quando il locale diventa più umido e lo riducono quando le condizioni migliorano.
La loro installazione deve essere coordinata con il serramento.
Tagliare un telaio o un cassonetto senza indicazioni può compromettere resistenza, tenuta all’acqua, isolamento acustico e garanzia del prodotto.
Quando l’aeratore viene deciso insieme alla sostituzione degli infissi, il produttore può predisporre il serramento e fornire dati prestazionali riferiti alla configurazione completa.
Una finestra con elevato isolamento acustico può perdere parte del beneficio se viene lasciata permanentemente socchiusa o dotata di un aeratore non adeguato.
Esistono dispositivi di passaggio dell’aria con percorsi interni, materiali fonoassorbenti e geometrie progettate per limitare la trasmissione sonora.
La prestazione deve essere valutata sul componente e sulla posa reale.
La UNI 11296:2024 comprende tra i componenti di facciata anche i dispositivi per il passaggio dell’aria e fornisce criteri per verificarne l’influenza sull’isolamento dal rumore esterno.
La ventilazione meccanica controllata puntuale può offrire un’alternativa più controllata, ma anche il ventilatore e il passaggio attraverso la parete producono rumore che deve essere verificato.
Un sistema semplice può prevedere ingressi d’aria nelle camere e nel soggiorno ed estrazione meccanica da bagno, cucina o lavanderia.
L’aria viene richiamata verso i locali umidi attraversando fessure sotto le porte o griglie di trasferimento.
In questo modo odori e vapore non vengono spinti verso le stanze principali.
L’aspiratore del bagno deve possedere portata adeguata, restare acceso per un tempo sufficiente dopo la doccia e scaricare all’esterno.
Dissipare efficacemente l'umidità prodotta in cucina - Getty Images
La cappa aspirante della cucina svolge invece una funzione legata alla cottura.
Quando scarica all’esterno rimuove vapore e prodotti della combustione o della preparazione degli alimenti, ma non costituisce normalmente la ventilazione continua dell’abitazione.
Una cappa filtrante a ricircolo trattiene parte dei grassi e degli odori, ma non espelle il vapore all’esterno.
L’aria immessa o entrata dalle finestre deve poter raggiungere le bocchette di estrazione.
Porte che chiudono ermeticamente possono interrompere questo percorso.
Una fessura sotto l’anta è la soluzione più semplice, ma può ridurre isolamento acustico e oscuramento.
In camere e bagni può essere preferibile una griglia di trasferimento con percorso studiato per limitare luce e rumore.
Se il bagno dispone di un aspiratore potente ma la porta è completamente sigillata, il ventilatore lavora in depressione e la portata diminuisce.
Può inoltre richiamare aria da fessure indesiderate, come canne, cavedi o scatole elettriche.
La ventilazione dell’alloggio deve essere progettata nel suo insieme e considerando i collegamenti interni.
La VMC puntuale viene installata direttamente sulla parete esterna di una stanza e richiede uno o più fori passanti.
Può essere utilizzata quando non esiste spazio per una rete di canalizzazioni oppure quando si interviene su un’abitazione già finita.
I modelli a doppio flusso dispongono di immissione ed espulsione separate o alternate e possono recuperare una parte del calore dell’aria estratta.
A questo proposito la norma UNI EN 13141-8:2022 definisce le prove delle prestazioni aerodinamiche, termiche, acustiche ed elettriche dell'apparecchio; tuttavia, non stabilisce da sola se la sua posizione garantisca una buona ventilazione dell’intera stanza.
Un’unità puntuale deve essere scelta considerando:
La portata massima può essere poco utilizzata se il rumore costringe gli occupanti a ridurre sempre la velocità.
Il dato più utile è quindi quello relativo alla modalità che verrà mantenuta abitualmente.
Alcune unità puntuali utilizzano un unico foro e alternano espulsione e immissione.
Il calore viene accumulato temporaneamente in uno scambiatore e restituito nel ciclo successivo.
Questi apparecchi vengono spesso installati in coppia o in gruppi sincronizzati, in modo che mentre uno espelle l’altro immetta.
La configurazione dipende dal produttore e dalla distribuzione dell’abitazione.
Le unità con flussi simultanei dispongono invece di percorsi separati per aria in ingresso e in uscita.
Possono offrire un bilanciamento più continuo, ma richiedono una geometria interna più complessa.
Inoltre, è necessario verificare che le bocche esterne non aspirino immediatamente l’aria appena espulsa e che distanze, spessori di parete e terminali rispettino le istruzioni del sistema.
In una ristrutturazione profonda o in una nuova costruzione può essere più razionale installare un impianto centralizzato con una rete di mandata e ripresa.
L’aria esterna filtrata viene normalmente immessa in soggiorno e camere, mentre quella viziata viene estratta da bagni, cucina di servizio e locali accessori.
Il vantaggio principale consiste nella continuità e nella distribuzione controllata.
Il sistema richiede, però, spazio per ospitare macchina e condotti, una corretta taratura, accesso ai filtri e pulizia dei terminali.
Una rete non bilanciata può creare correnti, rumori e differenze di pressione.
La qualità dell’impianto dipende tanto dalla progettazione e dalla regolazione quanto dall’efficienza nominale del recuperatore.
La ventilazione introduce aria proveniente dall’esterno che, di conseguenza, influisce sulla resa del sistema.
Pensiamo a zone trafficate, agricole o con forte presenza di pollini.
Aprire la finestra o utilizzare un aeratore privo di filtrazione consente l’ingresso diretto di particelle e pollini.
Una VMC può filtrare l’aria, ma solo se utilizza elementi adeguati e correttamente mantenuti.
Dettaglio infisso con canalina - Oknoplast
Un filtro più fine aumenta la resistenza al passaggio.
Se viene inserito un elemento non previsto o lasciato intasare, la portata diminuisce e i ventilatori consumano di più.
La posizione della presa esterna deve evitare, per quanto possibile, scarichi, canne fumarie, autorimesse e zone nelle quali ristagnano odori.
Ogni ricambio sostituisce aria interna riscaldata o raffrescata con aria esterna, operazione che implica un costo energetico, ma necessaria per la buona qualità dell’ambiente.
L’apertura manuale produce un ricambio intenso e discontinuo.
La microventilazione crea una dispersione più limitata ma può mantenerla per molte ore.
Gli aeratori naturali non recuperano calore.
Le unità VMC dotate di scambiatore possono trasferire parte dell’energia dall’aria espulsa a quella immessa, riducendo il carico necessario per trattare l’aria di rinnovo.
Il criterio non dovrebbe essere evitare qualsiasi dispersione, ma ottenere il ricambio necessario con il sistema più coerente in base a tipologia di edificio, clima e modalità d’uso.
Un ingresso d’aria può creare fastidio anche quando la portata complessiva è corretta.
Ad esempio, un aeratore collocato direttamente sopra il letto o vicino a una postazione di lavoro può generare una corrente percepibile.
I dispositivi VMC devono distribuire l’aria senza indirizzarla sulle persone.
Nella VMC, bocchette e diffusori devono essere regolati.
Una grande portata concentrata in un piccolo terminale produce velocità e rumore, mentre più punti correttamente distribuiti possono offrire un comfort migliore.
Aeratori, bocchette e VMC puntuali attraversano la facciata e devono impedire l’ingresso diretto della pioggia nelle condizioni previste.
Il terminale esterno deve essere compatibile con l’esposizione e mantenere libero il passaggio dell’aria.
Reti molto fitte limitano gli insetti ma possono riempirsi rapidamente di polvere e ragnatele.
Il sistema WindAIR contribuisce al ricambio per una migliore qualità dell'aria domestica - Oknoplast
Le condense interne al dispositivo devono essere raccolte o evacuate secondo il progetto: un foro con pendenza errata può riportare acqua verso la stanza.
Gli aeratori integrati nei serramenti devono essere pulibili senza smontare parti importanti del telaio.
La stessa esigenza riguarda scambiatori e filtri delle unità meccaniche.
In termini di prestazioni antieffrazione, lasciare una finestra in microventilazione o a ribalta o a bilico non equivale a mantenerla completamente chiusa.
Finestra a bilico - Oknoplast
Gli aeratori e la VMC consentono il ricambio con le finestre chiuse, ma le griglie devono essere progettate per non creare aperture che si manomettono facilmente.
Anche la protezione dei bambini deve essere considerata, in quanto finestre lasciate aperte per molte ore possono richiedere limitatori, dispositivi di sicurezza e una disposizione degli arredi che non faciliti l’accesso.
La soluzione migliore varia, quindi, anche in base al tipo di affaccio dell'abitazione e alle abitudini degli occupanti.
La VMC genera rumore attraverso ventilatori, movimento dell’aria e vibrazioni trasmesse alla parete o ai condotti.
La macchina deve essere scelta considerando la velocità di funzionamento abituale, non soltanto su quella minima indicata in scheda.
Va sottolineato che una modalità molto silenziosa ma con portata insufficiente non risponde all'esigenza di un efficiente ricambio d'aria.
Nei sistemi canalizzati contano diametri, velocità nei condotti, curve, silenziatori e fissaggi.
Una rete troppo piccola costringe il ventilatore a lavorare con maggiore pressione e produce rumore alle bocchette.
La macchina non dovrebbe essere installata sulla parete della testata del letto, se non dopo un'accurata verifica acustica: rumori e vibrazioni, anche contenuti, possono diventari fastidiose durante la notte.
Dopo la posa dei nuovi serramenti, è utile osservare l’abitazione per alcune settimane.
Un termoigrometro consente di verificare come cambia l’umidità nell’arco della giornata.
Il dato deve essere letto insieme alla temperatura, perché la stessa quantità di vapore produce umidità relativa differente in un ambiente più caldo o più freddo.
Un sensore di CO2 può mostrare quanto rapidamente l’aria si deteriora nelle camere durante la notte e quanto tempo occorre per ripristinare condizioni migliori dopo l’apertura.
L’obiettivo di questi rilievi è riconoscere accumuli persistenti, picchi frequenti e tempi di recupero troppo lunghi.
Prima di installare nuovi apparecchi, bisogna controllare che:
Meglio verificare anche presenza di umidità nelle pareti, ponti termici, temperatura interna e considerare le abitudini di utilizzo.
La distribuzione interna deve consentire il passaggio dell’aria: una VMC puntuale installata nel soggiorno non rinnova automaticamente una camera chiusa per tutta la notte.
Gli altri fattori da considerare sono:
In contesti condominiali, la realizzazione di fori e l’installazione di terminali esterni devono essere verificate rispetto a facciata, regolamento e decoro architettonico.
La decisione sul ricambio dovrebbe essere presa prima di ordinare le finestre.
In questo modo è possibile integrare aeratori, predisporre passaggi nel cassonetto o scegliere una VMC senza modificare successivamente il serramento.
Se il progetto prevede aeratori nel telaio, il fabbricante deve confermare compatibilità, portata e influenza sulle altre prestazioni.
Quando il passaggio viene ricavato nella muratura, occorre raccordarlo al cappotto, evitare ponti termici e impedire infiltrazioni d’acqua.
In ogni caso, serramento e giunti devono rimanere correttamente sigillati per evitare dispersioni involontarie.
In un appartamento occupato da quattro persone vengono sostituite vecchie finestre in legno con nuovi infissi in PVC ad alta tenuta.
Durante il primo inverno compare condensa nelle camere e negli angoli del soggiorno.
Gli occupanti utilizzano la microventilazione durante la notte, ma la camera affacciata sulla strada diventa rumorosa e il bordo della finestra si raffredda.
L'aspiratore del bagno e la cappa della cucina non vengono attivati correttamente.
Risultato: umidità interna e CO2 crescono soprattutto durante la notte nelle camere con porte chiuse.
Infissi per gestire più facilmente umidità e CO2 soprattutto in un open space - Oknoplast
Soluzione: viene prolungato il funzionamento dell’aspiratore del bagno, predisposto un percorso di trasferimento sotto le porte e installato un sistema puntuale nelle camere più occupate.
Il soggiorno è ventilato attraverso aperture brevi delle finestre e l’asciugatura dei panni gestita in un locale dotato di estrazione.
Così facendo, la microventilazione resta disponibile nelle condizioni intermedie, ma non svolge più da sola il compito di ventilare l’intera abitazione.
L’apertura delle finestre può essere adeguata in una casa poco occupata, dotata di buoni riscontri d’aria e utilizzata da persone presenti e disponibili a ventilare con regolarità.
Può funzionare bene quando bagno e cucina dispongono di estrazione efficace e non vengono prodotti grandi quantitativi di umidità.
A volte può bastare aprire regolarmente le finestre per realizzare il ricambio aria - Getty Images
Risulta meno affidabile nelle camere utilizzate tutta la notte, nei periodi in cui le finestre non possono essere aperte per pioggia, sicurezza o inquinamento.
Anche seconde case e alloggi lasciati chiusi per lunghi periodi richiedono una valutazione specifica.
La microventilazione permanente può esporre a infiltrazioni, rumore e accessi indesiderati, mentre un sistema meccanico controllato può funzionare a portata ridotta.
La microventilazione può contribuire in locali con modesta produzione di umidità, in climi miti e durante periodi nei quali vento e temperatura producono un flusso utile.
Può essere utilizzata come integrazione dopo la doccia, durante attività brevi o nelle mezze stagioni, soprattutto quando non esistono problemi di rumore e sicurezza.
Invece, è meno adatta come unico sistema per bagni ciechi, lavanderie e cucine con forte produzione di vapore.
Non offre filtrazione, recupero di calore o portata garantita, pertanto, per valutarla è utile osservare se i valori di umidità e CO2 rientrano in tempi ragionevoli senza raffreddare eccessivamente le superfici.
Il suo vantaggio principale è la semplicità.
Il suo limite, l’impossibilità di controllare con precisione la quantità e la direzione dell’aria.
Un sistema con aeratori nelle stanze e aspirazione nei locali umidi è indicato quando si desidera mantenere le finestre chiuse e creare un percorso dell’aria relativamente semplice.
Può essere adatto in appartamenti nei quali non è possibile installare una rete completa di condotti.
Richiede però una progettazione delle pressioni e delle portate, oltre a passaggi attraverso le porte.
Gli aeratori devono essere scelti tenendo conto del rumore esterno e della qualità dell’aria.
L’estrazione deve funzionare con continuità o comunque in modo coerente con l’occupazione degli ambienti.
Questa configurazione non recupera normalmente il calore dell’aria espulsa, ma può risultare meno invasiva rispetto a un sistema canalizzato.
La ventilazione meccanica diventa particolarmente utile quando l’abitazione è molto ermetica, occupata per molte ore o situata in un contesto nel quale le finestre possono essere aperte poco.
Inoltre, consente filtrazione e recupero di calore.
La VMC puntuale limita le opere murarie e permette interventi per singola stanza.
La soluzione centralizzata distribuisce meglio l’aria in tutta la casa, ma richiede spazio e un progetto più articolato.
Nella scelta tra le due soluzioni vanno considerati anche:
Una macchina efficiente ma utilizzata sempre alla velocità minima per evitare rumore può risultare meno utile di un sistema più semplice e correttamente dimensionato.
Il primo errore è attribuire ogni condensa ai nuovi serramenti senza controllare ponti termici e posa.
Il secondo errore è considerare gli spifferi dei vecchi infissi una ventilazione da riprodurre lasciando aperti i nuovi giunti.
Il terzo errore è mantenere la microventilazione attiva per tutto l’inverno.
Il quarto errore è installare aeratori nei telai dopo la posa senza consultare il produttore.
Il quinto errore è aggiungere una VMC puntuale in una stanza senza definire il percorso dell’aria nel resto dell’abitazione.
Il sesto errore è chiudere ermeticamente le porte interne.
Il settimo errore è spegnere cappa della cucina e aspiratore del bagno non appena terminate le rispettive attività nella stanza.
L’ottavo errore è ignorare rumore di funzionamento degli aeratori VMC.
Il nono errore è trascurare filtri, terminali esterni e griglie.
Il decimo errore è forare pareti e cappotto senza progettare pendenze e impermeabilizzazione.
Oknoplast è un gruppo multinazionale specializzato nella progettazione e realizzazione di serramenti in PVC e in alluminio, prodotti caratterizzati da un alto contenuto tecnologico e un'estetica esclusiva.
Nel corso degli anni l'azienda ha depositato numerosi brevetti, diventando simbolo di design e innovazione a livello europeo nel settore dei serramenti.
Tutte le finestre Oknoplast vengono realizzate in impianti a elevata tecnologia, dove ogni fase del processo produttivo è attentamente controllata e monitorata da un team di tecnici specializzati. L'impiego di macchinari ad alta precisione, utilizzati per lavorare materie prime accuratamente selezionate, permette di realizzare serramenti caratterizzati da ottimi parametri di isolamento termico e dalla massima attenzione ai dettagli e alle finiture.