Questo sito utilizza cookie tecnici per annunci non profilati sulla tua esperienza di navigazione e cookie di terze parti per mostrarti invece annunci personalizzati in linea con le tue preferenze di navigazione.

Per conoscere quali annunci di terze parti sono visibili sulle nostre pagine leggi l'informativa.
Per negare il consenso dei soli cookie relativi alla profilazione clicca qui.

Puoi invece acconsentire all'utilizzo dei cookie personalizzati accettando questa informativa.

ACCETTA
madex

Esenzione Imu: la prova della dimora abituale è data dai consumi

Solo i consumi effettuati dal contribuente e dal suo nucleo familiare forniscono prova della dimora abituale ai fini dell'esenzione Imu. Lo dice la Ctp di Napoli
- Fisco casa

Esenzione Imu e dimora abituale


Si è esonerati dal pagamento dell'Imu, l'imposta municipale unica, quando l'immobile posseduto viene destinato ad abitazione principale.

Per abitazione principale s'intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente

Secondo quanto stabilito dalla Commissione tributaria provinciale di Napoli, per poter individuare l'abitazione principale, ai fini del beneficio fiscale, non è sufficiente la residenza anagrafica stabilita dal contribuente e dalla sua famiglia.

Esenzione Imu dimora abituale
Occorre un elemento in più, ovvero che in quell'immobile il contribuente abbia fissato la sua dimora abituale, intesa come il luogo in cui con la famiglia egli vive stabilmente.

Per la Ctp di Napoli, che si pronuncia con sentenza n sentenza 7835 del 16 novembre 2020, non valgono a fornire la prova della dimora abituale: il pagamento della tassa sui rifiuti, l'allaccio al sistema fognario, la domanda di condono edilizio o le utenze del telefono. Tali elementi non determinano la destinazione dell'immobile, in quanto possono indicare anche un utilizzo occasionale dello stesso.

Per provare la dimora abituale si deve invece fare riferimento ai consumi effettuati, ovvero i costi sostenuti per l'energia elettrica e l'acqua, purché non si tratti di consumi modesti che invece escluderebbero il requisito per ottenere l'esenzione dall'Imu.
Nella fattispecie esaminata dalla Ctp di Napoli le prove fornite dal contribuente non venivano ritenute idonee a comprovare i requisiti necessari per il riconoscimento dell'esenzione.

Da evidenziare altresì che l'abitazione, per essere considerata principale deve rappresentare la dimora abituale di tutto il nucleo familiare. Per fruire dell'agevolazione fiscale entrambi i coniugi devono stabilire presso l'immobile la residenza anagrafica e la dimora abituale. Si fa riferimento a quanto statuito dalla Corte di Cassazione con la recente ordinanza 20130/2020 che in mancanza di tale requisito aveva escluso l'esenzione.

Eccezioni sono state fatte da taluni giudici di merito nei casi in cui i coniugi siano stati costretti a fissare la residenza in comuni diversi per motivi lavorativi pur non essendo separati.

riproduzione riservata
Articolo: Imu: si valutano i consumi per provare che l'abitare è abituale
Valutazione: 5.67 / 6 basato su 3 voti.

Imu: si valutano i consumi per provare che l'abitare è abituale: Commenti e opinioni



ACCEDI, anche con i Social
per inserire immagini
NON SARANNO PUBLICATE RICHIESTE DI CONSULENZA O QUESITI AGLI AUTORI
Alert Commenti
dona
Sostieni Lavorincasa.it Lavorincasa.it sulle Google News Sostieni Lavorincasa.it Lavorincasa.it sulle Google News Sostieni Lavorincasa.it Lavorincasa.it sulle Google News