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Per illuminare correttamente i gradini di una scala esterna bisogna rendere subito riconoscibili ogni cambio di quota, il primo e l’ultimo gradino, i pianerottoli e le eventuali svolte, evitando allo stesso tempo abbagliamento e zone d’ombra.
Illuminazione scala in giardino necessaria - Daniele F. Toscana
Non basta quindi installare una lampada potente o disporre un segnapasso su ogni alzata: la sicurezza dipende soprattutto dalla posizione degli apparecchi, dalla direzione del fascio luminoso e dall’uniformità della luce sulle pedate.
Il progetto deve considerare la scala sia in salita sia in discesa, perché una sorgente ben schermata da un punto può risultare visibile e fastidiosa dall’altro.
In un giardino occorre inoltre valutare pioggia, irrigazione, ristagni, foglie, gelo, urti e crescita della vegetazione.
Geometria dei gradini, materiali, drenaggio, passaggio dei cavi e accessibilità degli alimentatori devono essere definiti insieme, prima della posa dei rivestimenti e della scelta definitiva dei segnapasso.
La funzione principale è permettere di percepire la differenza tra una pedata e la successiva.
Per questo conta il contrasto prodotto tra superfici orizzontali, alzate e bordi.
Una luce uniforme e completamente frontale può appiattire il rilievo.
Una componente leggermente laterale o radente genera invece ombre controllate che aiutano a leggere la profondità.
Le ombre non devono però nascondere una parte della pedata.
Un gradino molto luminoso seguito da uno quasi buio costringe l’occhio ad adattarsi continuamente e può rendere incerta la discesa.
L’illuminazione deve inoltre mostrare ostacoli temporanei come foglie, piccoli rami, acqua, ghiaccio o oggetti lasciati sul percorso.
La luce decorativa rivolta verso muri e piante può contribuire all’orientamento, ma non sostituisce quella destinata al piano di calpestio.
Una scala esterna è ben illuminata quando il movimento delle persone rimane naturale, senza bisogno di cercare con lo sguardo il bordo di ogni gradino.
La stessa disposizione può funzionare durante la salita e risultare abbagliante durante la discesa.
Scala in giardino con illuminazione laterale - Daniele F. Toscana
Chi sale osserva prevalentemente alzate e parte anteriore delle pedate mentre chi scende, guarda dall’alto e può vedere direttamente sorgenti incassate nelle alzate, nei muri laterali o nel terreno sottostante.
Prima della posa è utile esaminare la scala da entrambi gli estremi, considerando anche la statura degli utilizzatori.
Un apparecchio nascosto alla vista di un adulto può essere direttamente visibile a un bambino.
Le scale con svolte e pianerottoli richiedono un controllo da più punti.
Una sorgente laterale ben schermata nel primo tratto può diventare visibile frontalmente dopo il cambio di direzione.
Anche l’ingresso dal soggiorno o dalla veranda deve essere valutato visto che una fila di luci molto intensa può riflettersi sul vetro della portafinestra e disturbare chi rimane all’interno.
L’inizio della scala deve essere riconoscibile prima che la persona raggiunga il dislivello.
Questo vale soprattutto quando un percorso pianeggiante prosegue senza variazioni di materiale o colore.
Una sorgente collocata soltanto sui gradini intermedi può lasciare poco leggibili l’attacco e l’arrivo.
È opportuno che il piano superiore e quello inferiore ricevano una luce sufficiente a mostrare il cambiamento di quota.
Il pianerottolo non dovrebbe essere percepito come un gradino molto grande o come una zona vuota.
La distribuzione luminosa deve chiarire che la sequenza si interrompe o cambia direzione.
Quando la scala confina con un prato o con una pavimentazione scura, il primo bordo può scomparire.
Un contrasto materico, una fascia antiscivolo o un leggero accento luminoso possono migliorare la lettura anche senza aumentare molto la potenza.
L’incasso nell’alzata dirige la luce verso la pedata sottostante; è una soluzione discreta e protegge parzialmente la sorgente dalla vista diretta.
Illuminazione con segnapasso nelle alzate - Pixabay modificata con AI
L’apparecchio non dovrebbe sporgere in modo da urtare scarpe, attrezzi o materiali trasportati lungo la scala, inoltre il bordo deve resistere ai lavaggi e agli urti occasionali.
La posizione troppo bassa concentra la luce vicino all’alzata e lascia scuro il bordo esterno della pedata.
Una posizione più alta distribuisce meglio il fascio, ma può rendere visibile la sorgente durante la discesa.
Non è sempre necessario installare un apparecchio su ogni gradino; la scelta dipende da larghezza del fascio, numero delle alzate, geometria della scala e presenza di altre sorgenti.
Una sequenza troppo fitta può trasformarsi in una linea luminosa abbagliante.
Gli incassi devono essere previsti prima di realizzare la muratura o il rivestimento. Scatole, guaine e drenaggio non dovrebbero essere ricavati successivamente rompendo impermeabilizzazioni e finiture.
Quando la scala è affiancata da un muro, i segnapasso laterali permettono di illuminare più gradini con un numero ridotto di apparecchi.
Luci sui muri laterali -
Daniele F. Toscana
La luce deve attraversare la larghezza utile senza lasciare completamente scuro il lato opposto.
Su scale ampie può essere necessario alternare i punti sui due lati oppure utilizzare apparecchi con distribuzione asimmetrica.
Il montaggio deve evitare che la sorgente sia visibile frontalmente durante la salita: frangiluce, alette, ottiche schermate e posizioni arretrate aiutano a dirigere il flusso verso il basso.
Una disposizione molto bassa produce una luce radente efficace sulla pavimentazione, ma può essere coperta da piante, neve, foglie o terriccio.
Una quota maggiore riduce le ostruzioni, purché il fascio rimanga controllato.
Nei muri controterra devono essere considerate umidità e infiltrazioni ergo, scatole e corrugati non devono creare vie d’acqua verso la muratura o verso l’interno dell’apparecchio.
Profili luminosi o piccoli apparecchi inseriti sotto il corrimano illuminano il percorso dall’alto e lateralmente.
Illuminazione integrata nel corrimano - Daniele F. Toscana
Questa posizione può rendere ben visibili le pedate senza aggiungere numerosi incassi nella muratura.
È particolarmente utile nelle scale leggere, dove alzate e muri laterali non offrono superfici adatte all’installazione.
Il corrimano deve conservare una presa continua e confortevole quindi cavi, profili e diffusori non devono creare spigoli o ridurre la capacità di afferrarlo.
La sorgente deve essere schermata dalla mano e dagli occhi.
Un nastro LED visibile direttamente lungo tutta la scala genera riflessi e punti luminosi fastidiosi, soprattutto quando viene utilizzato senza un profilo diffusore adeguato.
Driver, alimentazione e giunzioni devono rimanere accessibili ed inglobare l’intero sistema dentro un corrimano sigillato rende complessa la sostituzione di un alimentatore o di un tratto LED.
I paletti possono illuminare contemporaneamente gradini, percorso e vegetazione circostante.
Illuminazione tramite paletti - Pixabay
Sono indicati quando la scala non dispone di alzate murarie o di pareti laterali.
Devono essere collocati fuori dalla fascia di passaggio e lontano dai punti nei quali possono essere urtati da rasaerba, carriole o attrezzi.
L’altezza e l’ottica devono limitare la visione diretta della sorgente.
Molti paletti decorativi emettono luce in tutte le direzioni e producono abbagliamento senza illuminare efficacemente il piano.
Il terreno attorno alla base deve drenare visto che un apparecchio installato in una piccola conca potrebbe rimanere bagnato a lungo anche se possiede un grado di protezione elevato.
La vegetazione deve essere considerata nella dimensione adulta perché un paletto efficace al momento della posa può essere completamente coperto dopo due stagioni di crescita.
Gli apparecchi a pavimento possono segnalare il bordo o illuminare elementi verticali, ma la loro applicazione sui gradini richiede particolare cautela.
Una sorgente rivolta verso l’alto può entrare direttamente nel campo visivo di chi scende e il vetro può inoltre produrre riflessi e diventare scivoloso quando è bagnato.
Gli incassi devono resistere ai carichi e agli urti prevedibili: il codice IK classifica la protezione degli involucri contro gli impatti meccanici esterni e viene definito dalla CEI EN 62262, con successivi aggiornamenti.
La resistenza dichiarata dell’apparecchio non rende automaticamente idonea la pavimentazione circostante: controcassa, sottofondo e drenaggio devono impedire movimenti e ristagni.
Quando l’obiettivo è illuminare la pedata, una sorgente schermata nell’alzata o nel muro offre generalmente un controllo più semplice rispetto a un punto luminoso rivolto verso gli occhi.
I lumen descrivono il flusso emesso dall’apparecchio, ma non indicano quanta luce raggiungerà ogni pedata.
Un segnapasso da pochi lumen con ottica stretta e ben direzionata può rendere leggibile una zona precisa.
Un apparecchio più potente con emissione dispersa può illuminare pareti e vegetazione lasciando poco visibile il bordo del gradino.
Occorre considerare l’illuminamento sulle superfici, la sua uniformità e il contrasto tra aree adiacenti.
La distanza tra apparecchi, l’altezza di montaggio e il colore dei materiali incidono sul risultato.
La UNI EN 12464-2:2025 tratta quantità e qualità dell’illuminazione, comfort visivo e limitazione della luce invadente nei luoghi di lavoro esterni.
Il suo campo di applicazione non coincide automaticamente con la scala privata di un giardino, ma conferma che un progetto illuminotecnico non può essere ridotto alla sola potenza installata.
Per una scala domestica non esiste un unico valore da applicare senza conoscere geometria e contesto.
È più affidabile utilizzare i dati fotometrici degli apparecchi e, nei progetti articolati, eseguire un calcolo illuminotecnico.
Quando alcuni gradini rimangono scuri, la prima reazione consiste spesso nell’installare lampade più potenti.
illuminazione laterale su un'ampia scala esterna - Pixabay
L’aumento del flusso può però accentuare l’abbagliamento e lasciare invariata la disuniformità.
Il problema può dipendere da una sorgente troppo arretrata, da un fascio eccessivamente stretto o da una parete che interrompe la luce.
È preferibile correggere posizione e ottica prima di aumentare la potenza.
In una scala lunga può risultare più efficace aggiungere un punto intermedio a bassa intensità anziché raddoppiare il flusso dei due apparecchi estremi.
Anche il contrasto con altre zone deve essere controllato visto che una scala moderatamente illuminata apparirebbe buia quando confina con un patio molto luminoso.
La stessa scala può risultare eccessiva se il giardino circostante rimane quasi completamente scuro.
L’abbagliamento riduce la capacità di osservare i dettagli e può lasciare una temporanea macchia luminosa nel campo visivo.
Una luce così potrebbe abbagliare - Daniele F.Toscana
Le sorgenti dovrebbero essere nascoste attraverso schermi, alette, diffusori o profondità dell’incasso.
La schermatura deve funzionare sia in salita sia in discesa.
Gli apparecchi trasparenti con LED puntiformi visibili sono più critici rispetto a una superficie opale o a un’ottica arretrata.
Il diffusore non deve però disperdere la luce in modo incontrollato.
L’abbagliamento può essere riflesso: pietre levigate, gres bagnato, acciaio e vetro restituiscono immagini luminose anche quando la sorgente non è direttamente visibile.
Una prova serale con apparecchi provvisori permette di riconoscere questi fenomeni meglio di una valutazione svolta soltanto durante il giorno.
Una luce collocata unicamente alle spalle dell’utilizzatore può proiettare la sua ombra sui gradini successivi.
Il problema è frequente quando un proiettore posto in alto illumina l’intera scala da una sola direzione.
Durante la discesa, il corpo copre proprio la parte che dovrebbe essere osservata.
L’illuminazione laterale o distribuita su più punti limita le ombre profonde.
Non è necessario eliminare qualsiasi ombra, perché una lieve variazione aiuta a percepire il rilievo.
Scale molto larghe possono richiedere sorgenti su entrambi i lati, altrimenti una persona che percorre il lato illuminato lascia buia la fascia opposta.
Nei giardini residenziali una luce calda si integra generalmente con pietra, legno e vegetazione e limita il contrasto con gli ambienti interni.
Una temperatura di colore molto fredda può rendere l’area più brillante alla percezione, ma accentua il distacco dal resto del giardino e può risultare sgradevole nelle zone di sosta.
La temperatura di colore deve rimanere coerente tra scala, percorso, ingresso e terrazzo.
Mescolare apparecchi molto caldi e molto freddi produce una sequenza visiva disordinata.
La resa cromatica è importante per riconoscere materiali, foglie, acqua e ostacoli: un apparecchio scelto soltanto per efficienza e potenza può alterare eccessivamente i colori.
Il progetto dovrebbe inoltre limitare la componente blu e la luce dispersa verso il cielo, soprattutto quando l’impianto resta acceso per molte ore.
I gradini richiedono luce sul piano di calpestio, non sulle finestre dei vicini o sulla chioma degli alberi.
Le luci devono puntare sul piano di calpestio - Pixabay
Ottiche rivolte verso il basso e apparecchi schermati riducono la dispersione e permettono di ottenere la visibilità necessaria con una potenza inferiore.
La UNI 10819:2021 tratta la valutazione della dispersione verso l’alto del flusso luminoso prodotto dagli impianti di illuminazione esterna.
Regioni e Comuni possono inoltre prevedere disposizioni specifiche contro l’inquinamento luminoso.
Prima di installare proiettori o paletti con emissione diffusa è quindi opportuno verificare anche la normativa regionale applicabile.
L’efficienza non consiste soltanto nel scegliere LED a basso consumo.
Consiste nel portare la luce dove serve e spegnerla quando il percorso non viene utilizzato.
Il codice IP indica la protezione offerta dall’involucro contro l’accesso a parti pericolose e l’ingresso di corpi solidi e acqua.
La prima cifra riguarda la protezione contro corpi solidi estranei, compresa la polvere; la seconda riguarda l’ingresso dell’acqua.
La classificazione e le relative prove sono definite dalla CEI EN 60529.
Il grado IP non descrive resistenza alla corrosione, ai raggi solari, ai fertilizzanti, al gelo o agli urti quindi, queste caratteristiche devono essere verificate separatamente.
Non basta quindi cercare un numero elevato sulla confezione ma occorre capire quale esposizione avrà l’apparecchio e se il grado dichiarato riguarda il prodotto completamente assemblato, con pressacavi, guarnizioni e accessori previsti.
Un apparecchio inserito in un’alzata sotto una copertura è esposto in modo differente da un incasso a pavimento raggiunto dalla pioggia e dai lavaggi.
Scala in giardino durante la pioggia - Daniele F. Toscana
I segnapasso verticali protetti possono richiedere una resistenza inferiore all’acqua rispetto agli elementi collocati in una zona soggetta a getti, ristagni o immersione temporanea.
Il valore necessario deve essere definito dal progettista in base alle influenze esterne e alle istruzioni del prodotto.
Non è corretto affermare che ogni lampada da giardino debba avere lo stesso grado IP.
Un valore adatto a una parete riparata può essere insufficiente per un incasso nel terreno.
Allo stesso modo, un apparecchio con protezione contro l’immersione non è automaticamente adatto al lavaggio con getti ad alta pressione, se tale condizione non rientra nelle prove dichiarate.
La scelta deve comprendere anche scatole di derivazione, connettori, alimentatori e giunti.
Un apparecchio ben protetto collegato mediante una derivazione non stagna rimane parte di un impianto vulnerabile.
Il grado IP viene verificato secondo precise condizioni di prova, ma non dovrebbe essere utilizzato per giustificare una posa permanentemente immersa nell’acqua quando il prodotto non è destinato a tale situazione.
Le controcasse devono essere installate su un fondo drenante e collegate in modo da non formare piccoli pozzetti chiusi.
Un incasso nella pedata o nel terreno può ricevere acqua attraverso le fughe della pavimentazione.
Senza uno scarico, l’apparecchio resta immerso dopo ogni pioggia.
Anche condensa e variazioni di temperatura possono introdurre umidità.
Il drenaggio riduce il tempo durante il quale guarnizioni e collegamenti rimangono sollecitati.
La manutenzione deve consentire di estrarre l’apparecchio senza demolire la pavimentazione e senza tirare i conduttori.
Vicino ai gradini gli apparecchi possono essere colpiti da calzature, attrezzature, pietre e macchine da giardino.
Il codice IK classifica la protezione dell’involucro contro gli impatti meccanici esterni secondo la CEI EN 62262.
Un segnapasso incassato in una parete protetta richiede una resistenza diversa rispetto a un elemento collocato sul bordo di una pedata o in un vialetto attraversato da mezzi.
La resistenza dell’apparecchio deve essere coordinata con quella della scatola e del supporto.
Una cornice robusta fissata a un rivestimento fragile può staccarsi insieme alla piastrella.
Gli apparecchi di illuminazione devono rispettare i requisiti generali di sicurezza e le prove previste dalla CEI EN IEC 60598-1.
Un prodotto destinato agli interni non dovrebbe essere adattato aggiungendo silicone attorno al bordo.
Guarnizioni, materiali, pressacavi e dissipazione termica fanno parte della progettazione dell’apparecchio.
I materiali devono resistere all’esposizione prevista: alluminio, acciaio, tecnopolimeri e vetro reagiscono in modo diverso ad acqua, atmosfera marina, terriccio e detergenti.
Nelle località costiere occorre verificare la resistenza alla corrosione, non dedurla dalla sola presenza dell’acciaio inossidabile.
Anche qualità della lega, lavorazioni e contatti tra metalli diversi incidono sulla durata.
Le viti devono rimanere smontabili dopo anni di esposizione perché elementi decorativi che si ossidano o bloccano, rendono impossibile sostituire sorgente e driver.
Molti sistemi da giardino utilizzano apparecchi a bassissima tensione alimentati tramite un trasformatore o un driver.
Luci solari per scala esterna - DetarZinLED
Questa soluzione può ridurre alcuni rischi, ma deve essere progettata secondo le prescrizioni applicabili.
La CEI 64-8 contiene una sezione specifica per gli impianti di illuminazione a bassissima tensione e una sezione dedicata agli impianti di illuminazione situati all’esterno; la nona edizione della norma è entrata in vigore il 1° novembre 2024.
L’alimentatore deve essere compatibile con potenza, lunghezza dei cavi, caduta di tensione e condizioni ambientali.
Se viene installato all’esterno, deve possedere un involucro adatto; se rimane all’interno, il passaggio verso il giardino deve essere correttamente predisposto.
La bassissima tensione non rende accettabili giunzioni lasciate nel terreno, cavi non protetti o apparecchi privi di documentazione.
I driver LED sono componenti soggetti a guasto e invecchiamento e non dovrebbero essere murati dentro gradini o chiusi in pozzetti costantemente umidi.
È preferibile concentrarli in un quadro, in un vano tecnico o in una scatola ispezionabile protetta dalle condizioni ambientali.
La distanza dagli apparecchi deve rispettare le caratteristiche del sistema.
Sulle linee a bassa tensione una lunghezza elevata può provocare cadute di tensione, differenze di luminosità e malfunzionamenti.
Il vano deve permettere dissipazione del calore perché un alimentatore collocato in una scatola troppo piccola e sigillata potrebbe raggiungere temperature elevate.
Ogni circuito dovrebbe essere identificato: quando un gradino si spegne, l’elettricista deve poter riconoscere rapidamente linea, protezione e alimentatore senza aprire tutte le scatole del giardino.
I cavi devono essere adatti alla posa prevista e protetti contro schiacciamento, umidità, roditori e lavorazioni future.
Per alcuni lavori meglio chiamare un elettricista esperto - Getty Images
Le tubazioni interrate dovrebbero seguire percorsi riconoscibili e documentati.
Posarle in diagonale senza riferimenti rende rischiosi successivi scavi per irrigazione, piante o pavimentazioni.
I pozzetti devono drenare e non trasformarsi in contenitori d’acqua. Le connessioni al loro interno devono essere realizzate con sistemi idonei alle condizioni effettive.
È utile separare, quando richiesto dal progetto, illuminazione, irrigazione e altri impianti.
Elettrovalvole e tubazioni idriche possono perdere proprio vicino ai collegamenti elettrici.
Prima di chiudere pavimenti e gradini è opportuno fotografare le guaine con riferimenti dimensionali.
L’impianto esterno è sottoposto a pioggia, condensa e possibili danneggiamenti meccanici.
Protezioni contro sovracorrenti e contatti elettrici devono essere coordinate con cavi, apparecchi e sistema di terra.
La CEI 64-8 costituisce il riferimento per la progettazione degli impianti elettrici di bassa tensione e comprende prescrizioni generali e particolari per le installazioni esterne.
Le masse metalliche che richiedono il collegamento di protezione devono essere correttamente messe a terra.
Non è sufficiente che il paletto o la scatola tocchino il terreno.
L’impianto deve poter essere sezionato per eseguire la manutenzione senza lasciare in tensione conduttori nei gradini.
Modifiche e nuove installazioni devono essere affidate a un’impresa abilitata.
Il DM 37/2008 si applica agli impianti posti al servizio degli edifici e collocati anche nelle relative pertinenze.
Il comando manuale è semplice, ma richiede che l’utente accenda la scala prima di percorrerla.
Un sensore crepuscolare attiva l’impianto quando la luce naturale scende sotto una soglia.
Deve essere posizionato lontano dalla luce degli stessi apparecchi, altrimenti può produrre accensioni e spegnimenti ripetuti.
L’orologio astronomico calcola gli orari di alba e tramonto in base alla località e alla data.
Non viene influenzato da nuvole o luci vicine, ma richiede una programmazione coerente con l’uso.
Una soluzione comune consiste nell’accendere una luce minima al crepuscolo e aumentarla tramite sensori di presenza quando qualcuno si avvicina.
Il comando deve comunque consentire l’accensione continua durante manutenzioni, cene all’aperto o situazioni particolari.
Il sensore deve rilevare la persona prima che raggiunga il primo gradino perché e si attivasse quando l’utilizzatore si trova già sulla scala, non svolge la funzione prevista, con ben immaginabili conseguenze.
Sensori di movimento - Greluma
Può essere necessario installare un rilevatore a ciascuna estremità oppure utilizzare un dispositivo con area di copertura adatta al percorso.
Piante mosse dal vento, animali e passaggi esterni possono provocare attivazioni indesiderate.
Posizione, inclinazione e sensibilità devono essere regolate dopo la crescita della vegetazione.
Il tempo di spegnimento deve permettere di percorrere la scala con calma e di sostare sul pianerottolo.
Un intervallo troppo breve può lasciare al buio una persona anziana o chi trasporta oggetti.
Il passaggio da buio completo a luce molto intensa può essere fastidioso.
Accensione graduale o livello di base ridotto migliorano il comfort, se il sistema rimane sufficientemente sicuro.
Nei percorsi utilizzati frequentemente può essere utile mantenere una modesta illuminazione di orientamento per tutta la sera.
I sensori aumentano poi il livello quando rilevano una persona: questa configurazione rende sempre riconoscibile la scala e riduce il contrasto improvviso.
Il livello minimo non deve essere tanto basso da creare l’illusione che tutti i gradini siano visibili quando alcuni rimangono in ombra.
L’impianto può essere suddiviso in gruppi, mantenendo attivi soltanto primo gradino, pianerottoli e cambi di direzione.
La regolazione dimmerabile deve essere compatibile con driver e apparecchi.
Utilizzare dimmer generici può provocare sfarfallio, accensioni irregolari e riduzione della durata dei componenti.
In un giardino privato l’illuminazione di emergenza non è automaticamente obbligatoria in ogni scala.
Lampada di emergenza - Vevor
La necessità dipende da destinazione, uso, presenza di lavoratori o pubblico e regole applicabili.
La UNI EN 1838:2025 definisce requisiti luminosi per i sistemi di illuminazione di emergenza installati nei luoghi in cui sono richiesti o necessari, con applicazione principale agli spazi accessibili al pubblico o ai lavoratori.
Anche quando non esiste un obbligo specifico, può essere utile mantenere illuminati alcuni gradini durante un blackout, soprattutto se costituiscono l’unico collegamento tra cancello e abitazione.
La soluzione può utilizzare apparecchi autonomi, una linea sotto UPS o un sistema centralizzato. Batteria e autonomia devono essere controllabili e manutenibili.
Piccole lampade solari possono offrire un orientamento aggiuntivo, ma non dovrebbero essere l’unico sistema di sicurezza quando la scala viene utilizzata regolarmente.
Ombra, sporco e invecchiamento della batteria rendono la prestazione poco prevedibile.
Piante tappezzanti, siepi e graminacee modificano nel tempo la distribuzione della luce.
Una sorgente posata vicino a un piccolo arbusto può risultare coperta pochi mesi dopo.
Le foglie bagnate possono inoltre riflettere luce verso gli occhi o creare ombre mobili sui gradini.
I punti luce devono essere collocati considerando l’ingombro adulto delle specie e le operazioni di potatura.
Cavi e pozzetti non dovrebbero attraversare le zone nelle quali saranno effettuati frequenti scavi o sostituzioni di piante.
L’illuminazione decorativa della vegetazione può accompagnare il percorso, ma deve rimanere separata funzionalmente da quella dei gradini.
Se una pianta viene rimossa, la scala deve continuare a essere leggibile.
Sprinkler e irrigatori non dovrebbero dirigere getti continui sugli apparecchi e sulle scatole di derivazione.
Acqua ed elettricità non vanno d'accordo - Getty Images
L’acqua può raggiungere pressacavi e giunzioni da direzioni più gravose rispetto alla sola pioggia.
Il grado IP deve essere scelto considerando anche questa esposizione e le pedate devono drenare senza formare ristagni attorno agli incassi.
Un apparecchio installato nel punto più basso della scala riceve sia la pioggia sia l’acqua proveniente dai gradini superiori.
Le canalette di scolo devono rimanere accessibili mentre cavi e controscasse non devono ridurne la sezione o ostacolare la pulizia.
Una scala di undici gradini collega il terrazzo al livello inferiore del giardino con un muro che corre lungo un lato, mentre l’altro confina con un’aiuola.
Scala esterna con aiuola laterale - Daniele F. Toscana
La prima ipotesi prevede un segnapasso molto luminoso su ogni alzata.
La prova serale mostra che durante la discesa le sorgenti sono direttamente visibili e che il ritmo dei punti luminosi prevale sulla percezione delle pedate.
Il progetto viene modificato inserendo apparecchi schermati nel muro laterale, alternati ogni pochi gradini e un punto dedicato al pianerottolo inferiore.
Il primo gradino riceve anche la luce indiretta del terrazzo.
Gli apparecchi vengono collocati sopra la fascia raggiunta dal terriccio e orientati verso il basso.
Il lato opposto rimane sufficientemente leggibile grazie alla superficie chiara della pietra.
Il circuito mantiene un livello ridotto dal tramonto e aumenta tramite due sensori posizionati alle estremità.
Driver e derivazioni vengono raccolti in un vano tecnico accessibile, mentre le guaine sono documentate prima della chiusura del muro.
La scala utilizza meno apparecchi della prima proposta, ma offre una distribuzione più uniforme e un abbagliamento inferiore.
La sicurezza non aumenta sommando punti luminosi: aumenta quando ogni punto chiarisce la geometria del percorso.
Per un collaudo tecnico possono essere misurati l’illuminamento, l’uniformità e la distribuzione della luce sulle pedate, confrontando i risultati con il progetto illuminotecnico e verificando che non rimangano zone critiche o eccessive differenze di luminosità.
La UNI EN 13032-2:2017 non disciplina direttamente le misurazioni da effettuare sulla scala dopo la posa, ma specifica i dati fotometrici che devono essere forniti per lampade e apparecchi destinati all’illuminazione dei luoghi di lavoro interni ed esterni.
Tali informazioni permettono al progettista di valutare preventivamente la distribuzione luminosa e di scegliere apparecchi adatti alle condizioni previste.
Vetri, diffusori e schermi devono essere puliti da terra, calcare, muschi e residui vegetali.
Scala esterna coperta dal fogliame - Pixabay modificata con AI
La frequenza dipende da esposizione, irrigazione e vicinanza delle piante e una piccola quantità di sporco su un’ottica stretta può modificare sensibilmente la distribuzione.
Guarnizioni e viti devono essere controllate quando l’apparecchio viene aperto.
Richiudere un involucro con una guarnizione deformata può ridurre il grado di protezione originario.
Gli incassi richiedono la verifica del drenaggio: se la controscassa rimane piena d’acqua, sostituire soltanto il LED non risolve la causa del guasto.
Sensori, timer e orologi devono essere regolati dopo variazioni stagionali, potature o modifiche dei percorsi.
Uno degli errori più frequenti consiste nell’affidare l’intera illuminazione della scala a un solo proiettore.
Se la luce arriva da una sola direzione, il corpo di chi percorre i gradini può proiettare ombre proprio sulla parte da osservare.
Anche aumentare la potenza degli apparecchi raramente risolve il problema: senza un’ottica controllata si ottengono soprattutto abbagliamento, riflessi e forti differenze di luminosità.
Un’altra scelta sbagliata è considerare sufficiente la generica indicazione per esterni.
Il grado IP deve essere adeguato all’esposizione reale a pioggia, irrigazione, lavaggi e ristagni, mentre la resistenza agli urti va valutata separatamente attraverso il grado IK.
La protezione deve inoltre riguardare tutto il sistema: non serve installare un apparecchio stagno se scatole, giunti o alimentatori rimangono esposti all’umidità.
Driver e derivazioni non dovrebbero essere nascosti dentro gradini o murature non ispezionabili.
Anche i sensori devono essere posizionati con attenzione, affinché accendano le luci prima che la persona raggiunga il primo gradino e non quando si trova già sulla scala.
È inoltre sconsigliabile affidare l’illuminazione principale a piccole lampade solari, la cui resa può variare in base all’esposizione, allo sporco e allo stato delle batterie.
Qualsiasi intervento sull’impianto elettrico fisso deve infine essere eseguito da personale abilitato, verificando protezioni, cavi, collegamenti e messa a terra.
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