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È una situazione molto più comune di quanto si pensi.
Il contatore elettrico scatta, magari di sera o nel primo pomeriggio e la prima reazione è sempre la stessa: qualcuno ha acceso troppi elettrodomestici.
Contatore che salta senza motivo - Sora
Si prova a spegnerli, si riattiva il contatore e tutto sembra tornare normale per qualche giorno, poi accade di nuovo.
Il problema è che, in molti casi, non c'è alcun elettrodomestico “colpevole”.
Non sono accesi forno, lavatrice o climatizzatore.
Eppure il contatore continua a scattare in modo apparentemente casuale.
L'errore più comune è pensare al consumo elettrico solo in termini di singoli apparecchi.
In realtà, ciò che fa scattare il contatore è la somma dei carichi, anche quelli che non percepiamo come “importanti”.
Il frigorifero assorbe in maniera discontinua - Getty Images
Alcuni dispositivi assorbono corrente in modo discontinuo.
Frigorifero, freezer, pompe di calore, scaldabagni elettrici o persino vecchi alimentatori possono creare picchi brevi ma sufficienti a superare la soglia disponibile.
Il punto critico è che questi picchi non coincidono sempre con l'uso consapevole degli elettrodomestici.
Un contatore che scatta facendo saltare la luce in casa, spesso segnala quasi sempre uno squilibrio, non un eccesso costante.
I dispositivi moderni spesso rimangono in stand-by - Getty Images
È una differenza importante.
Non significa necessariamente che la potenza impegnata sia insufficiente, ma che il carico non è distribuito in modo equilibrato nel tempo.
In molte case moderne convivono dispositivi sempre accesi, standby “intelligenti” e apparecchi che si attivano automaticamente.
In questo caso per una settimana bisogna provare a segnare orario e cosa era in funzione, anche se sembra irrilevante.
Molte volte emergono coincidenze con frigorifero, scaldabagno elettrico, pompa di calore o piastra a induzione che entrano in funzione insieme.
In questi casi la soluzione può essere usare alcuni apparecchi (lavatrice, lavastoviglie, boiler) in orari diversi, oppure usare prese smart o timer per evitare accensioni simultanee automatiche.
Uno dei motivi più sottovalutati sono le dispersioni elettriche leggere.
Non parliamo di guasti evidenti o pericolosi, ma di piccole perdite di corrente dovute a cablaggi datati, prese usurate o collegamenti non perfetti.
Cablaggio datato: meglio chiamare un elettricista - Getty Images
Queste dispersioni non fanno saltare il salvavita, ma contribuiscono al carico complessivo.
Quindi, se l'impianto ha più di 20–25 anni o non è mai stato rivisto dopo ristrutturazioni e nuovi elettrodomestici, non basta modificare le proprie abitudini come appena visto.
In questi casi la soluzione non è aumentare subito i kW, ma far controllare l'impianto da un elettricista abilitato.
Le verifiche utili sono il serraggio delle connessioni nel quadro, lo stato delle linee più cariche (cucina, bagno, climatizzazione) e la suddivisione dei carichi su più linee.
Spesso il problema si risolve semplicemente ridistribuendo meglio le utenze, senza rifare tutto da zero.
Molti notano che il contatore scatta più spesso rispetto a qualche anno fa. Questo non è solo una sensazione.
I contatori elettronici moderni sono più precisi rispetto ai vecchi modelli elettromeccanici e tollerano meno gli sforamenti, anche brevi.
Ciò che prima passava inosservato oggi viene registrato e gestito correttamente.
Il contatore non è più indulgente, ma più fedele alla realtà dei consumi.
Un altro aspetto spesso ignorato è l'impianto elettrico dell'abitazione.
Linee sovraccariche, prese multiple, derivazioni improvvisate e vecchie canalizzazioni contribuiscono a creare situazioni di instabilità.
In molte case l'impianto non è stato pensato per l'attuale numero di dispositivi elettrici.
Anche senza grandi elettrodomestici, il sistema lavora costantemente vicino al limite.
Oltre alle cause più comuni, esistono anche situazioni meno frequenti ma comunque possibili, che rendono il problema ancora più difficile da individuare.
Una presa multipla dozzinale può essere un problema - Getty Images
Facciamo un esempio: immaginiamo una presa multipla di qualità scadente che fa saltare la corrente in momenti del tutto casuali, senza un sovraccarico evidente e senza uno schema riconoscibile negli orari.
In questi casi il difetto non è nell'elettrodomestico collegato, ma in uno specifico difetto di fabbricazione della presa multipla, sufficiente a far intervenire un contatore già vicino al limite.
Sono episodi rari, ma proprio per questo difficili da individuare.
Sostituire prese multiple vecchie (senza andare al risparmio), o che tendono a scaldarsi è una precauzione semplice che può eliminare una causa invisibile di scatti improvvisi.
Quando salta la luce, la reazione istintiva è spegnere “qualcosa”.
Questo può far rientrare temporaneamente il problema, ma non lo risolve. Il contatore continuerà a scattare finché la causa di fondo resta.
Abituarsi a convivere con il problema è uno degli errori più comuni.
Non solo perché è fastidioso, ma perché il contatore che scatta è un segnale, non un capriccio.
Se il contatore scatta con frequenza crescente, in orari diversi e senza una logica apparente, è il caso di fermarsi a ragionare.
Non è normale dover “gestire” il contatore ogni settimana.
Prese smart, domotica e timer, soluzione da considerare - Getty Images
In questi casi il problema non è l'uso quotidiano, ma l'equilibrio complessivo dell'impianto e della fornitura.
Un contatore che scatta senza motivo apparente quindi, non lo fai mai senza un motivo: questo va solamente individuato.
È quasi sempre il sintomo di un sistema che lavora al limite, tra carichi sommati, dispersioni leggere e impianti non più adeguati alle abitudini attuali.
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