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Un parcheggio con grigliato erboso non si realizza semplicemente posando una griglia resistente sopra il terreno e riempiendola di terra.
Parcheggio con grigliato erboso - Gutta
Perché la superficie rimanga carrabile e riesca nello stesso tempo a gestire l’acqua piovana serve una stratigrafia nella quale ogni elemento svolga una funzione precisa.
Il terreno naturale deve avere caratteristiche compatibili con l’infiltrazione oppure deve essere previsto un diverso sistema per smaltire l’acqua in eccesso.
Sopra di esso occorre una fondazione granulare capace di sostenere i veicoli senza chiudere il passaggio dell’acqua, eventualmente separata dal terreno mediante un geotessile filtrante.
Seguono lo strato di allettamento, il grigliato carrabile e il riempimento delle celle con substrato vegetale o materiale minerale.
Devono inoltre essere risolti bordi, pendenze, raccordi con cancelli e pavimentazioni esistenti e soprattutto il percorso dell’acqua durante le piogge più intense.
Prima dei lavori vanno infine verificate la fattibilità urbanistica, l’eventuale nuovo accesso carrabile e le condizioni del sito.
Il risultato dipende quindi molto più dall’intero pacchetto costruito che dalla sola resistenza dichiarata della griglia visibile in superficie.
La presenza di fori o celle aperte permette alla pioggia di attraversare la superficie, ma non garantisce che l’acqua riesca successivamente a raggiungere e infiltrarsi nel terreno naturale.
Sotto il grigliato possono infatti trovarsi una massicciata ricca di materiali fini, uno strato cementato, una vecchia pavimentazione oppure un terreno argilloso con capacità di infiltrazione molto bassa.
In queste condizioni l’acqua attraversa rapidamente il primo strato e tende poi ad accumularsi più in profondità.
Un parcheggio realmente permeabile richiede quindi continuità del percorso dell’acqua attraverso grigliato, strati granulari e terreno sottostante oppure una soluzione progettata per accumulare temporaneamente la pioggia e allontanarne l’eccesso.
Allo stesso tempo, un parcheggio erboso non restituisce al suolo le condizioni di un prato indisturbato, perché per sostenere i veicoli sono comunque necessari scavi, fondazioni e compattazioni.
Il vantaggio va descritto correttamente: una pavimentazione permeabile può ridurre molto la quota di superficie impermeabilizzata rispetto ad asfalto o calcestruzzo continuo, ma carrabilità e drenaggio devono essere progettati insieme e non possono essere dedotti semplicemente dalla presenza dell’erba.
La progettazione dovrebbe iniziare da ciò che si trova sotto il parcheggio.
Un terreno sabbioso può assorbire velocemente l’acqua ma presentare caratteristiche meccaniche differenti da un terreno ghiaioso ben addensato, mentre un terreno argilloso tende generalmente a infiltrare più lentamente e può modificare sensibilmente il proprio comportamento con l’aumento dell’umidità.
Stratigrafia di un parcheggio con grigliato erboso - Gutta
Se l’obiettivo è disperdere direttamente nel suolo la pioggia che attraversa il grigliato, la capacità di infiltrazione deve quindi essere valutata in relazione alle condizioni effettive del sito.
Un test di infiltrazione può fornire indicazioni molto più utili della semplice osservazione della superficie, perché la presenza di un prato non dimostra che il terreno sia capace di ricevere rapidamente l’acqua di un temporale.
Devono essere considerate anche la profondità della falda e l’eventuale presenza di strati rocciosi o poco permeabili.
Quando il parcheggio è piccolo e il terreno non presenta particolari criticità, le verifiche possono essere relativamente semplici.
In aree estese, con ristagni ricorrenti, terreni problematici o carichi maggiori diventa invece opportuno valutare professionalmente portanza e comportamento idraulico prima di stabilire la stratigrafia.
La possibilità di disperdere localmente l’acqua rappresenta uno dei vantaggi delle pavimentazioni permeabili, ma non significa che ogni punto del giardino sia adatto a riceverla.
Un parcheggio collocato accanto a una fondazione, a un muro controterra oppure sopra o vicino a un locale interrato può aumentare la quantità di acqua presente nel terreno proprio nella zona in cui sarebbe invece necessario controllarla.
Il problema merita particolare attenzione quando l’edificio ha già manifestato infiltrazioni o umidità nei locali sottostanti.
Non esiste una distanza universale valida per qualsiasi costruzione, perché il comportamento dipende dalla natura del terreno, dalla morfologia, dalle quote, dal tipo di fondazione, dalla presenza di impermeabilizzazioni e dalla direzione naturale dei flussi.
In queste condizioni può essere preferibile utilizzare la pavimentazione permeabile anche come sistema di accumulo temporaneo, prevedendo però un drenaggio controllato dell’acqua eccedente verso un recapito ammesso.
Un terreno molto poco permeabile non deve essere forzato a funzionare come se fosse sabbioso: la soluzione idraulica deve adattarsi al sito reale.
Allo stesso modo, una membrana impermeabile sotto tutta la pavimentazione trasformerebbe un sistema pensato per infiltrare direttamente l’acqua in una configurazione di drenaggio differente, che deve essere progettata come tale.
Il vero elemento portante di un parcheggio con grigliato non è la griglia superficiale, ma la fondazione sottostante.
Il terreno vegetale non può sostenere da solo il traffico semplicemente perché sopra viene posato un elemento dichiarato carrabile: i carichi devono distribuirsi attraverso strati granulari adeguatamente dimensionati.
Allo stesso tempo, in una pavimentazione permeabile la fondazione non deve comportarsi come un tappo.
Materiali troppo ricchi di sabbia, limo e particelle fini possono riempire i vuoti e ridurre sensibilmente il passaggio dell’acqua, anche se risultano molto stabili dopo la compattazione.
La scelta degli aggregati deve quindi considerare contemporaneamente portanza e porosità.
La UNI EN 13242:2008 costituisce un riferimento per gli aggregati destinati a materiali non legati e legati impiegati nelle opere di ingegneria civile, mentre la UNI 11531-1:2024 contiene indicazioni nazionali sulla classificazione e sull’impiego degli aggregati e delle miscele non legate.
Anche la UNI EN 13285:2018 riguarda le miscele non legate utilizzate nelle costruzioni stradali e nelle aree soggette a traffico.
In pratica non basta riempire lo scavo con una generica ghiaia: granulometria, caratteristiche dei materiali e addensamento devono essere coerenti con la funzione richiesta.
Non esiste uno spessore della fondazione valido per qualsiasi parcheggio drenante.
Un singolo posto auto residenziale utilizzato da una normale automobile su un terreno con buona capacità portante presenta esigenze molto diverse rispetto a una corsia percorsa frequentemente da furgoni, a un accesso sul quale si effettuano numerose manovre oppure a una superficie realizzata sopra un sottofondo deformabile.
Ancoraggio e struttura del grigliato - Gutta
Anche il tipo di grigliato influenza il modo in cui le pressioni vengono trasferite agli strati sottostanti, ma una griglia più robusta non può compensare una fondazione insufficiente.
Il dimensionamento deve considerare il carico massimo prevedibile, la frequenza di utilizzo, la capacità portante del terreno naturale e, quando lo strato granulare partecipa alla gestione della pioggia, anche il volume necessario per immagazzinare temporaneamente l’acqua.
La compattazione deve garantire stabilità senza essere applicata indiscriminatamente a tutti gli strati: addensare eccessivamente un terreno destinato all’infiltrazione può ridurne la porosità.
Anche il cantiere può modificare il risultato, perché il passaggio ripetuto di escavatori e camion sul piano di infiltrazione oppure la contaminazione degli aggregati con fango e materiale fine può ridurre la capacità drenante ancora prima della posa del grigliato.
Tra terreno naturale e fondazione granulare può essere previsto un geotessile con funzione di separazione o filtrazione.
Lo scopo, nelle configurazioni in cui è necessario, è limitare la migrazione delle particelle fini del terreno verso gli interstizi dello strato drenante mantenendo il passaggio dell’acqua.
Non deve quindi essere confuso con una guaina impermeabile.
La UNI EN 13252:2016 riguarda geotessili e prodotti affini utilizzati nei sistemi drenanti per funzioni come filtrazione, separazione e drenaggio e distingue questi prodotti dalle barriere geosintetiche.
La presenza di un geotessile può pertanto essere compatibile con un sistema completamente infiltrante, purché il materiale sia stato scelto in relazione a terreno e aggregati.
Il punto delicato è proprio la filtrazione: se particelle molto fini vengono continuamente trascinate verso il tessuto, nel tempo può verificarsi un intasamento che riduce il passaggio dell’acqua.
Per questo una comune membrana da giardinaggio non dovrebbe essere utilizzata automaticamente solo perché appare permeabile.
Apertura caratteristica, comportamento filtrante e resistenza devono essere compatibili con la stratigrafia prevista.
Il geotessile è quindi un elemento funzionale del sistema, non un accessorio da aggiungere indipendentemente dalle caratteristiche del sito.
Il grigliato va posato sopra un piano già regolare e correttamente sagomato.
Lo strato di allettamento serve a ottenere la quota prevista e a creare una superficie uniforme per gli elementi, ma non dovrebbe essere utilizzato per correggere grandi avvallamenti della fondazione.
Anche il materiale deve conservare la capacità drenante: una sabbia eccessivamente fine può migrare verso gli strati sottostanti e ridurne la porosità.
Il fatto che la superficie sia permeabile non significa inoltre che debba essere perfettamente orizzontale.
Le pendenze devono essere coerenti con la geometria dell’area e soprattutto garantire un percorso sicuro all’acqua che, durante un evento molto intenso o quando il terreno è saturo, non riesce a infiltrarsi immediatamente.
Particolare cura richiedono i bordi perimetrali, necessari per impedire che gli elementi modulari si aprano progressivamente sotto le spinte laterali delle ruote.
Cordoli e sistemi di confinamento devono però essere progettati senza trasformare il parcheggio in una vasca.
Anche i raccordi con asfalto, pavimentazioni rigide, cancelli e marciapiedi devono mantenere quote stabili: un piccolo gradino creato da un assestamento può ricevere un urto a ogni passaggio delle ruote e accelerare ulteriormente la deformazione.
I grigliati carrabili possono essere realizzati in calcestruzzo oppure con materiali polimerici e le due famiglie presentano caratteristiche differenti.
Esempi di grigliati carrabili - Amazon
Gli elementi in calcestruzzo sono rigidi, hanno un peso proprio maggiore e mantengono generalmente visibile una parte della struttura fra le celle; le griglie polimeriche sono più leggere e, quando l’erba si sviluppa bene, possono diventare poco percepibili.
Non è però corretto stabilire in assoluto che una delle due soluzioni sia sempre più resistente dell’altra.
Bisogna verificare destinazione d’uso, sistema di incastro, comportamento del prodotto e indicazioni del produttore.
Soprattutto, la portata dichiarata di un singolo modulo non coincide con la capacità portante dell’intero parcheggio.
Se la griglia poggia sopra un terreno molle o su una fondazione che tende a deformarsi, possono comparire avvallamenti e ristagni anche quando gli elementi rimangono perfettamente integri.
Il sistema deve quindi essere valutato come insieme formato da terreno, fondazione, allettamento e grigliato.
Una resistenza molto elevata del componente superficiale è poco significativa se gli strati inferiori non sono in grado di mantenere nel tempo la quota e di distribuire correttamente i carichi.
Quando un’automobile rimane ferma, il carico trasmesso alla superficie è prevalentemente verticale.
Durante le manovre, invece, gli pneumatici esercitano anche azioni tangenziali e torsionali, particolarmente evidenti durante le sterzate a bassa velocità.
Queste sollecitazioni possono spostare gli elementi, comprimere il terreno presente nelle celle e danneggiare più rapidamente la vegetazione.
Per questo le zone davanti al cancello, lungo le curve e nei punti in cui si gira frequentemente il volante sono generalmente più severe rispetto al centro dello stallo.
Il fenomeno spiega anche perché un parcheggio erboso funzioni meglio quando il traffico è relativamente contenuto.
Nei posti auto residenziali e nelle aree di sosta occasionale il prato dispone di periodi nei quali può ricevere luce e recuperare; una corsia percorsa decine di volte al giorno offre condizioni molto meno favorevoli.
Non è necessario utilizzare lo stesso materiale ovunque: gli stalli possono essere realizzati con grigliato erboso, mentre nelle zone sottoposte a manovre continue si possono prevedere masselli permeabili, grigliati con riempimento minerale o altre pavimentazioni drenanti.
Differenziare le superfici in base all’uso può produrre un parcheggio più durevole senza rinunciare alla permeabilità complessiva.
Per ottenere una superficie verde, le celle devono essere riempite con un substrato capace di sostenere la vegetazione senza perdere rapidamente permeabilità sotto l’azione delle ruote.
Installazione grigliato erboso carrabile - Gutta
Utilizzare un normale terreno da giardino molto fine e ricco di sostanza organica può sembrare la soluzione migliore per il prato, ma in uno spazio confinato e carrabile tende più facilmente a compattarsi.
All’estremo opposto, un materiale quasi completamente minerale garantirebbe un ottimo drenaggio ma potrebbe offrire condizioni poco favorevoli allo sviluppo delle radici.
Il substrato deve quindi essere compatibile con il sistema specifico e con le indicazioni del produttore.
Anche la quota di riempimento è importante: portare il terreno sopra il bordo strutturale delle celle espone direttamente il materiale alla pressione degli pneumatici, favorendo compattazione, trascinamento e accumulo di terra sulla superficie.
La struttura del grigliato deve invece ricevere una parte significativa del contatto delle ruote.
Riempimento e successiva semina devono quindi rispettare profondità e geometria previste.
L’obiettivo non è nascondere immediatamente la griglia sotto uno spesso strato di terra, ma creare un equilibrio tra protezione delle radici, carrabilità e mantenimento dei percorsi attraverso cui l’acqua deve continuare a infiltrarsi.
La vegetazione presente nelle celle vive in condizioni molto più difficili rispetto a un normale tappeto erboso.
Deve sopportare passaggi occasionali delle ruote, compressione del substrato, temperature elevate vicino ai materiali minerali e periodi durante i quali una parte della superficie rimane coperta dall’automobile.
Non esiste quindi una specie erbosa universalmente adatta a qualsiasi parcheggio verde.
La scelta deve considerare clima, esposizione, disponibilità d’acqua, intensità d’uso e quantità di ore durante le quali gli stalli rimangono liberi.
L’irrigazione può essere particolarmente importante durante la fase di attecchimento, perché il volume di substrato nelle celle è limitato e può asciugare più velocemente rispetto al terreno profondo del giardino.
Eventuali tubazioni, irrigatori o pozzetti devono però essere collocati senza creare elementi fragili sotto le normali traiettorie delle ruote.
Anche l’utilizzo della superficie deve essere graduale dopo la semina, rispettando le indicazioni relative al sistema e al miscuglio vegetale.
Pretendere che l’erba rimanga uniforme sotto un’automobile parcheggiata nello stesso punto per quasi tutta la giornata è invece poco realistico, perché ombra e uso ripetuto inevitabilmente modificano la densità del prato.
Un grigliato drenante non deve necessariamente essere inerbito in ogni sua parte.
Molti sistemi permettono di utilizzare ghiaietto o altri aggregati compatibili quando la priorità è mantenere carrabilità e permeabilità in punti nei quali l’erba avrebbe poche possibilità di durare.
Rete carrabile protezione prato - He-ga
Le due fasce percorse quotidianamente dalle ruote, le zone di sterzata, gli stalli quasi sempre occupati e le superfici molto ombreggiate sono quelle nelle quali il prato tende più facilmente a diradarsi.
La griglia protegge il terreno e limita l’affondamento, ma non elimina le differenze di utilizzo.
Una soluzione mista può quindi prevedere celle inerbite nelle zone meno sollecitate e riempimento minerale nelle aree sottoposte a traffico più intenso, purché il sistema scelto sia compatibile con questa configurazione.
Lo stesso principio può essere applicato alle corsie, realizzandole con una diversa pavimentazione permeabile e mantenendo il verde negli stalli.
In termini estetici e manutentivi è spesso preferibile progettare fin dall’inizio una superficie mista stabile invece di realizzare un parcheggio completamente verde sulla carta che, dopo pochi mesi, presenti due strisce di terreno nudo lungo le traiettorie delle ruote e continue necessità di risemina.
Una fondazione drenante a struttura sufficientemente aperta contiene una quantità significativa di vuoti tra gli aggregati.
Questi spazi possono funzionare come un piccolo volume di accumulo temporaneo: durante la pioggia l’acqua attraversa la superficie, entra nella fondazione e successivamente si infiltra nel terreno con una velocità che dipende dalle caratteristiche del sito.
Non è quindi necessario che il terreno naturale riesca ad assorbire istantaneamente tutta l’acqua che cade sul parcheggio.
Quando questo principio viene utilizzato intenzionalmente, spessore e porosità della fondazione assumono anche una funzione idraulica e devono essere dimensionati di conseguenza. Il sistema possiede però una capacità finita.
Se il temporale è particolarmente intenso, il terreno è già saturo oppure la permeabilità è bassa, deve essere chiaro dove possa andare l’acqua eccedente senza raggiungere la casa, il garage o la proprietà confinante.
Le pendenze superficiali rimangono quindi una sicurezza anche in una pavimentazione che drena prevalentemente in verticale.
Il progetto più robusto non considera l’infiltrazione come l’unica risposta possibile, ma stabilisce preventivamente il percorso dell’acqua quando il volume disponibile negli strati granulari è temporaneamente pieno.
Un parcheggio permeabile non dovrebbe essere considerato una garanzia assoluta contro qualsiasi allagamento.
Dettaglio grigliato salvaprato - Heinside
Durante precipitazioni particolarmente intense la capacità di infiltrazione può essere temporaneamente superata e l’acqua presente in superficie seguirà comunque la pendenza.
Se il punto più basso coincide con una porta di garage o con un accesso a un locale interrato, il rischio deve essere gestito attraverso più livelli di protezione.
Un troppo pieno o un percorso superficiale controllato possono allontanare l’acqua che la fondazione non riesce a trattenere.
Anche una canaletta davanti alla soglia non è in contraddizione con un parcheggio drenante: può intercettare soltanto la parte eccedente mentre la maggioranza delle precipitazioni continua a infiltrarsi diffusamente.
Particolare attenzione richiedono le rampe che scendono verso un garage, perché durante un evento intenso la gravità convoglia naturalmente l’acqua verso l’ingresso.
In queste configurazioni servono una corretta sagomatura, eventuali intercettazioni lineari e un recapito affidabile.
Allo stesso modo, l’acqua di troppo pieno non dovrebbe essere semplicemente indirizzata oltre il confine della proprietà.
Ridurre il ruscellamento significa controllare anche quella parte di precipitazione che il sistema non riesce temporaneamente ad assorbire.
Un parcheggio capace di gestire la pioggia che cade sulla propria superficie non è automaticamente dimensionato per ricevere anche quella raccolta dal tetto dell’abitazione.
Collegare un pluviale significa aumentare la superficie contribuente e quindi il volume complessivo di acqua che raggiunge il sistema.
Se il tubo scarica direttamente sopra poche celle, inoltre, la portata viene concentrata in un punto limitato e può favorire erosione del substrato, saturazione locale e trasporto di sedimenti verso gli strati inferiori.
È possibile progettare pavimentazioni permeabili che ricevano anche le acque provenienti da coperture o superfici adiacenti, ma in questo caso la fondazione deve essere considerata parte di un vero sistema di gestione delle acque meteoriche.
Devono essere valutati volume disponibile, capacità di infiltrazione del terreno, distribuzione della portata e percorso del troppo pieno.
Possono inoltre servire dispositivi che limitino l’ingresso di foglie e sedimenti. Il principio è semplice: la possibilità fisica di far arrivare il pluviale al parcheggio non dimostra che questa sia una soluzione corretta.
Ogni nuova superficie collegata modifica il bilancio idraulico e richiede di verificare se il sistema possiede ancora capacità sufficiente durante gli eventi di progetto.
Una pavimentazione permeabile mantiene le proprie prestazioni soltanto finché i percorsi dell’acqua rimangono aperti.
Grigliato carrabile - Gutta
Terra proveniente dalle aiuole, polvere, residui vegetali e altre particelle fini possono accumularsi nelle celle e progressivamente ridurre la velocità con cui la pioggia attraversa la superficie.
Questo fenomeno di intasamento è particolarmente importante nei punti nei quali ruscellamenti provenienti da superfici più alte trasportano continuamente materiale verso il parcheggio.
Anche la manutenzione del prato diventa quindi parte della manutenzione del drenaggio.
Aggiungere periodicamente grandi quantità di terreno sopra le celle, lasciare accumulare residui di sfalcio o permettere che un’aiuola più alta riversi terra durante ogni temporale può trasformare gradualmente una superficie aperta in uno strato molto più compatto.
Se un parcheggio che inizialmente assorbiva rapidamente la pioggia comincia dopo alcuni anni a formare pozzanghere, il primo controllo dovrebbe riguardare proprio la superficie e la presenza di sedimenti.
Se invece i ristagni sono comparsi fin dall’inizio, è più probabile che la causa si trovi nella fondazione, nella pendenza o nel terreno naturale.
Distinguere un intasamento progressivo da un errore della stratigrafia evita interventi inutili come aggiungere semplicemente altro terriccio nelle zone depresse.
Un parcheggio infiltrante mette le acque meteoriche in comunicazione con il terreno, quindi ciò che si deposita sulla superficie assume maggiore importanza rispetto a una pavimentazione collegata a un sistema di raccolta controllato.
Grigliato erboso in calcestruzzo - Daniele F. Toscana
Una perdita di olio o di altre sostanze non dovrebbe essere lavata con abbondante acqua facendola semplicemente penetrare nelle celle, ma contenuta e gestita in modo appropriato.
Per un piccolo posto auto domestico il rischio è molto diverso rispetto a un parcheggio commerciale o a un piazzale nel quale sostano numerosi veicoli.
Aumentando la superficie e l’intensità d’uso aumenta infatti anche la quantità di materiale che può essere trascinata dalla pioggia.
In Italia l’articolo 113 del D.Lgs. 152/2006 demanda alle Regioni la disciplina delle acque meteoriche di dilavamento e delle acque di prima pioggia nei casi previsti, comprese le situazioni nelle quali vi sia il rischio che sostanze possano essere trascinate dalle superfici.
La possibilità di infiltrare direttamente l’acqua deve quindi essere verificata in relazione alla destinazione dell’area e alla disciplina territoriale applicabile.
Non è corretto trasferire automaticamente la soluzione prevista per due posti auto privati a un parcheggio con decine di veicoli e condizioni ambientali differenti.
La quantità di erba visibile non determina automaticamente la classificazione urbanistica della superficie.
Griglia per prato - Heinside
I regolamenti e gli strumenti urbanistici locali possono attribuire differenti coefficienti di permeabilità alle pavimentazioni drenanti, ai grigliati erbosi e al terreno naturale, quindi non esiste una percentuale nazionale unica da applicare in qualsiasi Comune.
Questo aspetto va verificato soprattutto quando la trasformazione del giardino in parcheggio incide sulla superficie permeabile minima richiesta per il lotto.
Il riferimento nazionale è anche l’articolo 6, comma 1, lettera e-ter del DPR 380/2001, che comprende nell’attività edilizia libera, nel rispetto delle ulteriori condizioni previste dalla normativa, le opere di pavimentazione e finitura degli spazi esterni anche destinate ad aree di sosta, purché siano contenute entro l’eventuale indice di permeabilità stabilito dallo strumento urbanistico comunale.
Questo non significa che qualsiasi parcheggio in giardino sia sempre realizzabile senza altre verifiche.
Possono intervenire prescrizioni urbanistiche, vincoli paesaggistici, modifiche delle quote, opere di sostegno o ulteriori discipline di settore.
Prima di acquistare il grigliato è quindi opportuno verificare sia la permeabilità richiesta sia la fattibilità complessiva della trasformazione dell’area.
Trasformare una porzione di giardino in posto auto può comportare lavori che vanno oltre la pavimentazione.
Se per raggiungere lo stallo è necessario modificare la recinzione, intervenire sul marciapiede oppure realizzare un nuovo accesso carrabile dalla strada, entrano in gioco regole specifiche.
L’articolo 22 del Codice della strada prevede infatti la preventiva autorizzazione dell’ente proprietario per l’apertura di nuovi accessi e per determinate modifiche di quelli esistenti.
La fattibilità del parcheggio deve quindi essere valutata insieme alla possibilità concreta di raggiungerlo dalla viabilità pubblica.
Anche all’interno della proprietà la geometria merita attenzione: uno spazio troppo stretto costringe le ruote a passare continuamente sulle stesse celle laterali, aumenta le sollecitazioni sui cordoli e può rendere necessarie numerose sterzate da fermo.
La posizione del cancello e la larghezza dell’area determinano il raggio di manovra e quindi le parti più sollecitate.
Questo problema non può essere corretto semplicemente acquistando una griglia con maggiore resistenza.
Prima di realizzare la fondazione è utile verificare la traiettoria del veicolo, la posizione dei bordi e la quota del raccordo con l’eventuale strada o vialetto esistente.
Il fatto che il parcheggio rimanga parzialmente verde non significa che sia privo di effetti sul terreno circostante.
Alberi accanto al grigliato erboso - Daniele F. Toscana
Realizzare una fondazione vicino a un albero può comportare il taglio di radici importanti durante lo scavo e la successiva compattazione può modificare la quantità di aria e acqua disponibile nel suolo.
Una normale griglia carrabile posata vicino al tronco non protegge automaticamente l’apparato radicale dal peso dei veicoli, perché i carichi vengono comunque trasferiti verso gli strati inferiori.
Esistono sistemi progettati specificamente per distribuire i carichi sopra terreni sensibili, ma la protezione delle radici deve essere affrontata come un problema distinto dalla semplice scelta del modulo superficiale.
Anche le aiuole laterali influenzano il funzionamento del parcheggio. Se il loro terreno si trova più in alto rispetto alle celle, ogni pioggia può trasportare particelle fini verso la superficie carrabile e favorire nel tempo l’intasamento.
I margini devono quindi limitare l’erosione senza impedire il normale percorso dell’acqua di troppo pieno.
In presenza di alberi da conservare o di verde soggetto a specifiche prescrizioni locali, può essere più semplice modificare la posizione dello stallo piuttosto che costruire la fondazione direttamente nella zona radicale principale.
Nelle zone soggette a temperature rigide la presenza di acqua negli strati deve essere considerata anche rispetto ai cicli di gelo e disgelo.
Rete per grigliato erboso prima della posa - Amazon
Una fondazione drenante correttamente progettata limita il tempo durante il quale l’acqua rimane intrappolata nei punti più vulnerabili, mentre grigliato e materiali utilizzati devono essere compatibili con le condizioni climatiche previste.
Anche la gestione della neve può influenzare il drenaggio: accumulare sempre grandi quantità nello stesso punto concentra durante la fusione acqua e sedimenti sopra una porzione limitata del parcheggio.
Se sulle superfici circostanti vengono utilizzati sabbia o materiali antighiaccio, questi possono inoltre essere trascinati all’interno delle celle.
Quantità elevate di sabbia fine favoriscono l’intasamento degli spazi attraverso cui dovrebbe passare l’acqua, mentre alcune sostanze possono risultare poco compatibili con la vegetazione.
Un parcheggio inerbito richiede quindi una manutenzione invernale differente rispetto a una normale superficie asfaltata.
Non è necessario trasformare questi aspetti in un sistema complesso per un piccolo posto auto domestico, ma nelle località caratterizzate da gelo frequente devono essere considerati già nella scelta della stratigrafia, del prodotto superficiale e delle modalità di manutenzione.
Cavidotti, pozzetti e basamenti dovrebbero essere previsti prima di realizzare la fondazione, evitando di dover tagliare successivamente un parcheggio appena completato.
Se è prevista una colonnina di ricarica, il plinto può generalmente essere collocato lungo il bordo, lasciando il più possibile continua la zona drenante e proteggendo cavi e tubazioni dal passaggio delle ruote.
Lo stesso vale per eventuali punti luce: le canalizzazioni non compromettono automaticamente la permeabilità, ma devono essere coordinate con gli strati e mantenere accessibili le parti che richiedono manutenzione.
Anche il percorso delle persone merita una valutazione separata.
Un grigliato erboso può risultare meno regolare e confortevole per passeggini, piccoli carrelli o alcune calzature rispetto a una pavimentazione continua.
Quando il parcheggio coincide con l’accesso principale all’abitazione può quindi essere utile affiancare una fascia pedonale stabile, eventualmente realizzata con una diversa pavimentazione permeabile.
Se il percorso deve soddisfare specifici requisiti di accessibilità, la sua idoneità va valutata rispetto alle prescrizioni applicabili e non può essere dedotta dalla sola carrabilità del grigliato.
Parcheggio, impianti e camminamenti funzionano meglio quando vengono progettati contemporaneamente anziché aggiunti uno alla volta.
Posare elementi alveolari sopra una vecchia soletta di calcestruzzo non rende permeabile il parcheggio verso il terreno.
Grigliato erboso carrabile in calcestruzzo - Daniele F. Toscana
L’acqua attraverserebbe le celle per fermarsi sullo strato impermeabile sottostante, a meno che non venga previsto un sistema capace di raccoglierla e allontanarla lateralmente.
In quest’ultimo caso si può comunque ottenere una superficie drenante, ma non si tratta di infiltrazione diretta nel suolo.
Se l’obiettivo della ristrutturazione è recuperare permeabilità, la pavimentazione continua esistente deve quindi essere rimossa nella misura necessaria al progetto.
Anche la massicciata che compare dopo la demolizione non dovrebbe essere conservata soltanto perché appare stabile.
Un vecchio sottofondo può contenere molti materiali fini, essere fortemente compattato oppure essere stato contaminato nel tempo dal terreno circostante e risultare poco adatto a una fondazione infiltrante.
Quando le caratteristiche lo permettono alcuni materiali possono essere mantenuti o ricondizionati, riducendo scavi e trasporto, ma la decisione deve dipendere dal loro comportamento effettivo.
La durezza del vecchio strato non è sufficiente: bisogna capire se può contemporaneamente sostenere i carichi previsti e consentire il movimento dell’acqua richiesto dalla nuova configurazione.
Un parcheggio nuovo deve essere osservato soprattutto durante il primo periodo di utilizzo e dopo precipitazioni significative.
Piccoli assestamenti possono diventare visibili nelle fasce percorse dalle ruote, vicino ai cordoli o nei raccordi con pavimentazioni più rigide.
Correggere rapidamente un avvallamento localizzato può richiedere soltanto il sollevamento e il riposizionamento di pochi elementi; lasciarlo evolvere significa aumentare l’area interessata e favorire la formazione di ristagni.
È utile altresì, controllare se l’acqua scompare in modo uniforme dopo la pioggia.
Un progressivo rallentamento dell’infiltrazione può indicare accumulo di sedimenti e compattazione superficiale, mentre un problema presente fin dalla prima stagione suggerisce di verificare fondazione, quote e terreno naturale.
La natura modulare del grigliato rappresenta un vantaggio perché consente spesso riparazioni locali, purché bordi e impianti siano stati progettati in modo da permettere la rimozione degli elementi.
Durante la costruzione conviene inoltre fotografare scavo, geotessile, fondazione, drenaggi e attraversamenti prima che vengano coperti.
Questa documentazione diventa preziosa quando, anni dopo, bisogna capire dove passi una tubazione, intervenire su un cedimento oppure individuare la causa di un ristagno.
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