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La griglia di aerazione in cucina deve trovarsi in un punto che mantenga un passaggio d’aria permanente, diretto e non ridotto da mobili, tende o pannelli.
Non esiste però una quota valida per tutte le case.
Se interferisce con il progetto dei mobili, bisogna far controllare l’impianto prima della posa e decidere se mantenerla, spostarla con un intervento idoneo o collegarla al locale mediante un percorso dedicato.
Lasciare il foro dietro l’arredo senza una vera uscita verso la stanza è inutile: il buco rimane nella muratura, ma l’aria non passa dove serve.
Come capire dove posizionare la griglia di aerazione - Getty Images
La regola pratica è semplice: prima si ricostruisce la funzione del foro, poi si disegna la cucina.
Fare il contrario porta spesso a tagli improvvisati nello schienale, piccole feritoie nello zoccolo e altri rimedi che migliorano l’estetica ma non garantiscono la sezione libera richiesta.
La ventilazione cucina non può dipendere da un’anta lasciata aperta o dallo spazio casuale dietro un cassetto.
Chiamare ogni foro “presa d’aria” crea confusione.
Un’apertura può fornire aria necessaria al funzionamento degli apparecchi a gas, contribuire all’aerazione del locale oppure appartenere a un sistema di ricambio dell’aria.
Il condotto della cappa svolge invece un altro compito: porta all’esterno vapori, grassi e prodotti della cottura.
Una normale griglia aerazione non aspira ciò che sale dalle pentole e non sostituisce la cappa.
Per capire quale sia la funzione reale occorre verificare il piano cottura, l’eventuale caldaia o scaldacqua, il combustibile usato e il percorso del foro.
Conta anche sapere se la cappa scarica fuori o rimette l’aria filtrata nella stanza.
In caso di impianto a gas, la valutazione va riferita alla UNI 7129-2:2015, che UNI indica come norma in vigore per l’installazione degli apparecchi fino a 35 kW e per la ventilazione e l’aerazione dei locali.
Limitarsi a osservare la griglia non basta, perché due aperture uguali possono avere compiti diversi.
La risposta “sempre in basso” è sbagliata quanto la risposta “sempre in alto”.
Quando l’apertura ha anche la funzione di favorire la dispersione di un’eventuale fuga, la posizione dipende dal combustibile.
Il gas naturale è più leggero dell’aria e tende a salire; il GPL è più pesante e può accumularsi vicino al pavimento.
Per le specifiche funzioni previste dalla norma, le aperture vengono quindi collocate in zone differenti: in alto per i gas leggeri, in basso per quelli pesanti.
Ventilazione meccanica - Airplast
Questo non autorizza a spostare autonomamente una griglia alta verso lo zoccolo o una griglia bassa sopra i pensili.
La quota deve essere collegata alla funzione prevista, non alla posizione più facile da nascondere.
È particolarmente rischioso copiare la cucina del vicino: può avere un piano con sicurezza di fiamma, una caldaia stagna o un combustibile diversi.
A parità di stanza, la configurazione corretta può cambiare.
Un piano cottura moderno dotato di dispositivo di sorveglianza della fiamma può rientrare nelle condizioni in cui l’apertura permanente di ventilazione non è richiesta.
Non si tratta, però, di una libertà automatica concessa a tutte le cucine recenti.
Devono essere rispettati insieme requisiti relativi alla potenza, al volume del locale, alla possibilità di aerarlo, agli altri apparecchi presenti e all’esalazione dei vapori.
Chiudere il vecchio foro perché “i fuochi hanno la termocoppia” è quindi un ragionamento incompleto.
Lo stesso foro potrebbe essere necessario per uno scaldacqua di tipo B o per un’altra condizione dell’impianto.
Anche affermare che una caldaia a camera stagna rende superflua ogni apertura è inesatto: l’apparecchio di tipo C non usa l’aria del locale per la combustione, ma nella stanza può rimanere il piano a gas.
La verifica va fatta apparecchio per apparecchio e riferita alla cucina dopo i lavori, non a quella precedente.
Un pensile con schienale pieno interrompe il rapporto diretto tra apertura e locale.
Il foro continua a comunicare con l’esterno, ma termina in una scatola normalmente chiusa.
Togliere una porzione dello schienale non risolve sempre il problema: ripiani, stoviglie e ante ostacolano comunque il flusso.
La situazione peggiora con una colonna dispensa, perché occupa la parete dal pavimento quasi al soffitto e viene riempita nel tempo.
Funzionamento VMC - Airplast
Un esempio comune chiarisce l’errore. La vecchia cucina ha una griglia bassa libera; quella nuova prevede nello stesso punto una colonna da 60 centimetri.
Il montatore lascia il foro dietro il mobile e pratica alcune aperture sul retro.
Dopo pochi mesi, scatole e confezioni riempiono la dispensa e il percorso d’aria scompare.
La scelta utile sarebbe stata rilevare la griglia prima dell’ordine e spostare la colonna oppure progettare un canale separato.
Usare il mobile come condotto è una soluzione fragile, perché la sicurezza dipende da come viene riempito ogni giorno.
Integrare il terminale nello zoccolo può funzionare, ma solo se dietro esiste un percorso dedicato, permanente, ispezionabile e dimensionato.
Non basta forare il pannello frontale.
L’aria deve arrivare dal foro nella muratura alla griglia visibile senza attraversare uno spazio usato come deposito e senza incontrare strozzature.
Curve, piedini, tubi, cassettoni e pattumiere estraibili riducono la sezione disponibile. Il limite pratico emerge dopo il montaggio.
Un cassetto profondo può scorrere proprio davanti al passaggio; un sacchetto finito sotto la base può coprirlo; lo zoccolo può essere sostituito con uno privo di apertura.
Per questo il dettaglio va disegnato insieme al mobiliere e controllato dall’installatore abilitato.
Se non si riesce a garantire accessibilità e sezione netta, è meglio lasciare la griglia visibile sulla parete.
Una finitura meno pulita è preferibile a un percorso dell’aria impossibile da controllare.
La cappa aspirante espelle aria, mentre la presa di ventilazione consente l’ingresso di aria quando prevista.
Le due funzioni non si annullano.
Al contrario, una cappa potente può creare depressione, soprattutto in una casa con infissi molto ermetici.
Se nello stesso locale o in uno spazio comunicante è presente un apparecchio di tipo B a tiraggio naturale, il rapporto tra aspirazione e afflusso deve essere verificato con particolare attenzione.
Cappa - Faber
La scelta della cappa non dovrebbe fermarsi a estetica, rumorosità e larghezza.
Va considerata la portata e va chiarito se lo scarico raggiunge davvero l’esterno.
Faber SpA è un produttore specializzato in cappe, ma neppure un apparecchio ben dimensionato sostituisce un’apertura richiesta dall’impianto a gas.
È utile per catturare vapori e odori alla fonte; è inutile aspettarsi che corregga un foro ostruito o un tiraggio compromesso.
La presenza della griglia non garantisce che i cattivi odori vengano espulsi.
Una presa passiva può far entrare aria, ma non cattura in modo mirato il vapore sopra i fuochi.
Se la cappa è filtrante, ha filtri saturi o viene accesa quando il fumo si è già diffuso, gli odori raggiungono tende, divano e pareti.
Da quel momento non sono più soltanto nell’aria: vengono assorbiti dalle superfici e rilasciati lentamente.
Come evitare che restino i cattivi odori - Faber
Anche gli scarichi possono essere responsabili.
Un sifone quasi asciutto, una guarnizione difettosa o un ritorno d’aria dal tubo della cappa produce odori che compaiono quando non si cucina.
Coprire la griglia in questo caso non serve e può peggiorare il ricambio.
Prima di comprare deodoranti conviene osservare quando compare il problema: durante la cottura, dopo l’uso del lavello, con vento forte o all’accensione della cappa.
Questa distinzione evita pulizie ripetute che mascherano l’odore per poche ore senza eliminarne la causa.
Una ventilazione meccanica controllata può migliorare il ricambio generale e contenere umidità e aria viziata, ma non sostituisce automaticamente la presa richiesta dall’impianto a gas.
Portate, pressioni e interazione con cappa e apparecchi devono essere valutate nel progetto.
Una bocchetta VMC non è nemmeno una cappa: estrae aria dall’ambiente secondo portate definite, ma non cattura necessariamente il pennacchio caldo sopra le pentole.
Sistema di ventilazione meccanica - Airplast
Le soluzioni e i componenti per la VMC di Airplast possono essere pertinenti quando il problema riguarda ricambio continuo, condensa e qualità dell’aria.
Non sono però una risposta universale ai cattivi odori e non autorizzano a chiudere una griglia esistente.
Se l’odore nasce dallo scarico del lavello o dai filtri grassi, installare una VMC significa intervenire sul problema sbagliato.
È utile quando una valutazione dell’ambiente dimostra che manca ricambio; fallisce quando viene usata per evitare la manutenzione o per correggere un impianto a gas non verificato.
Eliminare il piano a gas può far venire meno la funzione della presa, ma solo se nella cucina non restano caldaie, scaldacqua o altri apparecchi che ne hanno bisogno.
Va anche escluso che l’apertura appartenga a un diverso sistema di ventilazione. 
L’induzione, inoltre, non elimina vapore, grassi e odori prodotti dagli alimenti: serve ancora un’esalazione adeguata.
Conservare una griglia ormai inutile provoca spifferi e rumore; chiuderla senza accertamenti può cancellare una funzione necessaria.
La decisione deve derivare dalla nuova configurazione e dalla corretta dismissione della linea gas.
Il disagio causato da una presa bassa in inverno è reale, ma cartone, schiuma, panni e serrande richiudibili sono inadatti quando l’apertura deve restare permanente.
Un tecnico può verificare se il foro è sovradimensionato o se il terminale dirige il flusso verso le gambe.
Esistono dispositivi con attenuazione acustica, ma devono conservare la sezione netta necessaria.
Costruire un labirinto fai da te con materiale fonoassorbente non funziona: riduce il passaggio e trattiene sporco.
Anche una tenda pesante può aderire alle alette e riempirsi di polvere.
In cucina polvere e aerosol grassi formano un deposito tenace sulle alette.
La pulizia della parte accessibile con aspirazione delicata e panno sgrassato è utile; spruzzare detergente direttamente nel foro è inutile e può spingere residui nel condotto.
Prima di rimontare la copertura bisogna controllare che la rete non sia deformata e che vernice o sporco non abbiano chiuso le maglie.
Va controllato anche il lato esterno, quando raggiungibile in sicurezza.
Foglie, ragnatele, nidi e lavori di facciata possono restringere l’apertura.
Il cappotto termico è un punto delicato: il terminale deve essere prolungato fino alla nuova superficie esterna senza ridurre il diametro.
Se per pulire il percorso occorre smontare basi, top o rivestimenti, il progetto è poco pratico.
La griglia deve poter essere ispezionata durante la normale manutenzione.
Il rilievo deve comprendere tutte le aperture della cucina, non soltanto acqua, gas e prese elettriche.
Per ogni griglia vanno annotati posizione, dimensioni, altezza dal pavimento e parete verso cui comunica.
Servono poi i dati degli apparecchi: tipo di piano, presenza della sorveglianza di fiamma, caldaia o scaldacqua, combustibile, portata della cappa e modalità di scarico.
Queste informazioni permettono all’installatore di valutare ciò che deve rimanere.
Cappa sospesa Faber
Solo dopo conviene definire basi, pensili, colonne, paraschizzi e tende.
Se il terminale deve attraversare uno zoccolo, il percorso va riportato nel disegno esecutivo con la sezione utile e l’accesso per la pulizia.
Se occorre spostare il foro sulla facciata, bisogna considerare struttura, cappotto, rivestimenti, condominio ed eventuali vincoli.
Spostarlo di pochi centimetri può sembrare un lavoro minimo, ma è una modifica impiantistica ed edilizia che non va decisa dal mobiliere sul posto.
Il proprietario può pulire una griglia accessibile, evitare di coprirla e raccogliere le informazioni sugli apparecchi.
Deve invece rivolgersi a un’impresa abilitata quando vuole chiudere, spostare o ridimensionare l’apertura, cambiare il percorso, sostituire apparecchi a gas o modificare l’aspirazione in presenza di altri generatori.
Il D.M. 37/2008 disciplina gli interventi sugli impianti e la relativa dichiarazione di conformità.
La verifica è necessaria anche se una veranda ha trasformato la vecchia parete esterna in una separazione tra due locali.
Il foro esiste ancora, ma non comunica più direttamente con l’esterno.
Lo stesso vale dopo la posa di nuovi serramenti, di una VMC o di una cappa molto più potente.
Ogni cambiamento altera il bilancio dell’aria.
Un rilevatore di gas può aggiungere protezione, ma non sostituisce ventilazione e aerazione richieste.
Sensore, valvola e griglia hanno compiti diversi; usarne uno come scusa per eliminare gli altri è una falsa sicurezza.
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