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Se si avvertono gorgoglii o odori intensi provenienti dal pluviale durante un temporale, il fenomeno merita attenzione.
Tubo di un pluviale ed impianto idraulico - Getty Images
Nelle fasi di pioggia battente l’acqua aumenta rapidamente di portata e mentre defluisce lungo la discesa, può generare rumori anomali.
Il suono può percepirsi all’interno della muratura, in prossimità dello scarico a terra oppure in corrispondenza di un pozzetto.
In alcuni casi al rumore si accompagna un odore sgradevole, segnale che dal sistema sta risalendo aria proveniente dalla rete.
Si tratta di una condizione piuttosto frequente nei periodi di precipitazioni intense, ma non va considerata una semplice conseguenza del passaggio dell’acqua.
La presenza simultanea di gorgoglii e odori indica generalmente un deflusso non regolare.
Il condotto può lavorare in modo intermittente, con interazioni irregolari tra aria e acqua, oppure incontrare ostacoli che determinano variazioni locali di pressione.
Un pluviale lavora bene quando l’acqua scende senza ostacoli e l’aria riesce a muoversi insieme al flusso in modo stabile.
Nei temporali, la portata aumenta e il sistema viene stressato.
Se c’è un restringimento, una curva critica o un tratto parzialmente ostruito, l’acqua può riempire il tubo in modo intermittente.
Questo crea suoni caratteristici, tra cui il gorgoglio.
Il rumore aumenta anche quando l’acqua trascina aria in modo irregolare, formando bolle che risalgono e collassano.
È lo stesso principio per cui un lavandino gorgoglia quando lo scarico non è ventilato o quando la portata supera la capacità di smaltimento.
La causa più frequente nei pluviali è l’occlusione parziale.
Foglie, aghi, piccoli rami, residui portati dal vento e sedimenti possono accumularsi nel punto di ingresso (grondaia), nei raccordi, nelle curve o nei pozzetti.
Restringimenti o curve possono causare gorgoglii in pluviali incassate - Getty Images
Non serve un blocco totale: basta un restringimento o una curva nella tubazione per cambiare il comportamento del flusso durante le piogge forti.
Il segnale tipico è la correlazione con l’intensità.
C.on pioggia normale tutto sembra regolare, con pioggia intensa iniziano gorgoglii, risalite nel pozzetto, rumori e a volte traboccamenti.
In molti casi, finito il temporale, il problema sembra sparire perché la portata torna bassa.
Ma il restringimento resta e si ripresenta alla prima occasione.
Un altro elemento che produce gorgoglii è la gestione dell’aria.
Se l’aria non riesce a entrare e uscire in modo equilibrato, l’acqua crea variazioni di pressione e il condotto diventa rumoroso.
Ostruzione del pluviale e cattivi odori- Bricozone
Nei pluviali collegati a reti di scarico più ampie, oppure in sistemi in cui confluiscono più discese, il tema della ventilazione diventa ancora più importante.
In queste condizioni possono comparire risucchi, colpi d’aria e gorgoglii che si sentono anche a distanza.
L’effetto può diventare più evidente dopo piogge intense perché l’acqua, riempiendo tratti di tubo, riduce ulteriormente lo spazio per l’aria.
L’emissione di odori sgradevoli è spesso percepita come più fastidiosa del semplice rumore e rappresenta un segnale da non sottovalutare.
Ostruzione di una tubatura - Sora
Nella maggior parte dei casi indica un’interferenza tra la linea del pluviale e la rete di scarico, oppure un malfunzionamento dei sifoni, ossia delle barriere idrauliche progettate per impedire la risalita dei gas dalla fognatura.
Durante precipitazioni intense, l’elevata portata può generare variazioni di pressione all’interno delle condotte.
In presenza di collegamenti impropri, separazioni non corrette o tratti privi di adeguata tenuta idraulica, queste variazioni possono favorire il richiamo di aria carica di odori.
Anche i pozzetti rappresentano un punto critico perché, se privi di battente d’acqua o non correttamente sifonati, possono consentire la risalita di esalazioni, soprattutto quando il flusso mette in movimento depositi organici.
La comparsa dell’odore esclusivamente durante temporali di forte intensità orienta verso una causa legata a dinamiche di pressione e sovraccarico temporaneo del sistema, più che a una problematica permanente.
I pozzetti sono spesso il “punto di lettura” del sistema: se ristagna acqua, se ci sono residui, se il deflusso è lento, è più facile che compaiano gorgoglii e odori.
Dopo un temporale, un pozzetto che scarica lentamente o che resta pieno più del normale è un indizio coerente con un problema a valle.
Anche i chiusini e le griglie, se ostruiti da detriti, riducono la capacità di smaltimento.
In questi casi l’acqua può accumularsi e aumentare la pressione nel tratto di pluviale, generando rumori e, in alcuni casi, spingendo aria e odori verso l’alto.
Per distinguere se si tratta di un’anomalia circoscritta o di una criticità che interessa l’intera rete, è utile osservare alcuni elementi.
Questi problemi si manifestano durante i temporali - Getty Images
Occorre valutare se il fenomeno coinvolge una sola discesa o più pluviali, se l’odore proviene da un punto esterno ben identificabile, come un pozzetto, una griglia o la base del tubo, oppure se si manifesta anche all’interno dell’abitazione in prossimità di scarichi e servizi igienici.
La frequenza con cui si presenta il problema è un indicatore significativo.
Se gorgoglii e odori compaiono esclusivamente in occasione di eventi meteorici eccezionali, può trattarsi di un sistema che lavora al limite della propria capacità.
Se invece il disturbo si ripete anche con piogge di moderata intensità, è più probabile la presenza di un’ostruzione o di un punto critico ormai stabilizzato.
Anche la tempistica fornisce indicazioni utili.
Rumori che si manifestano immediatamente all’inizio della precipitazione possono essere collegati al comportamento della grondaia o all’ingresso di detriti.
Fenomeni che emergono dopo un certo intervallo suggeriscono invece un accumulo progressivo a valle e difficoltà di smaltimento lungo la linea di deflusso.
Quando compare odore, la tentazione è usare prodotti coprenti o intervenire in modo casuale.
Se la causa è legata a occlusioni o pressioni nel sistema, questi tentativi servono poco.
L’odore è spesso una conseguenza: finché il deflusso e la gestione dell’aria restano irregolari, il problema si ripresenta.
Anche limitarsi a pulire solo la griglia esterna può non bastare se l’ostruzione è in una curva o nel pozzetto a valle.
Serve individuare il tratto critico, soprattutto se il problema è ricorrente.
La presenza di traboccamenti, ristagni prolungati nei pozzetti, odori persistenti o gorgoglii sempre più frequenti richiede una verifica tecnica mirata.
Pulitore per grondaia - Tool Daily
In questi casi è opportuno affidarsi a un professionista o a un’impresa specializzata per individuare l’eventuale ostruzione e ripristinare il corretto deflusso.
Consigliamo a tal proposito aziende come Tool Daily e Bricozone.
La stessa attenzione è necessaria quando il pluviale confluisce in una rete condominiale, poiché l’origine del problema potrebbe trovarsi a valle rispetto al tratto visibile.
Intervenire nelle fasi iniziali, quando il segnale è ancora contenuto, è più semplice che gestire successivamente allagamenti o danni da ristagno.
Quando l’ostruzione riguarda un tratto accessibile e non coinvolge reti condominiali, è possibile intervenire in autonomia con strumenti semplici.
Pulizia pluviale con idropulitrice - Sora
Il primo passo consiste nel verificare e pulire la grondaia a monte, rimuovendo foglie e detriti visibili.
Successivamente si può utilizzare un tubo da giardino con getto regolabile per spingere verso il basso i materiali accumulati.
In presenza di un tappo più compatto, è utile impiegare una sonda stura tubi a spirale, che consente di perforare e disgregare l’ostruzione dall’interno.
Anche un’idropulitrice con accessorio per tubazioni può migliorare il risultato, purché usata con cautela.
È fondamentale operare in sicurezza, con scala stabile e dispositivi di protezione.
Se il deflusso non si ripristina o il problema si ripresenta frequentemente, è consigliabile, come suggerito sopra, rivolgersi a un tecnico specializzato.
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