Glossario tecnico per pavimenti e rivestimenti

Conoscere la terminologia tecnica si rivela molto utile sia nel confronto con altri tecnici del settore, sia per programmare i necessari interventi edilizi.
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Nella fase di scelta delle piastrelle per pavimenti e rivestimenti o nella necessità di programmare degli interventi edilizi, ci si trova solitamente di fronte a termini pratici, in uso dagli addetti al settore.

Di seguito si evidenziano alcuni dei significati più ricorrenti, del glossario tecnico, suddivisi in due categorie: caratteristiche dei materiali di finitura e modalità di posa in opera.

Glossario per i materiali di finitura

Si inizia con i pavimenti distinguendo le piastrelle in gres porcellanato rispetto a quelle in monocottura.
Con Gres porcellanato si identificano quegli elementi costituiti da un'unica massa ceramica compatta e che possono essere in un unico impasto (naturale) o con superficie smaltata.

Le caratteristiche di questo materiale consentono di ottenere elementi aventi elevate caratteristiche di resistenza.

Da qualche anno sono in commercio piastrelle denominate Rettificate, ossia sottoposte ad un ciclo di lavorazione che consente di ottenere bordi perfettamente rettilinei e l'uniformità della dimensione (quadrata o rettangolare).
Le Monocotture sono piastrelle smaltate, denominate in questo modo a seguito di un unico processo di cottura.

Sono ottimi prodotti ma, in termini di resistenza, non sono paragonabili al gres porcellanato.
Fino a qualche tempo fa le produzioni offrivano anche le Bicotture, identificate con una prima cottura del biscotto (supporto) e di una seconda tesa a fissare lo strato di finitura smaltato.

Sono elementi molto delicati consigliabili per rivestimenti murali.
Completano questa categoria le piastrelle in Klinker (materiale dotato di elevata resistenza), e in Cotto, utilizzabili in determinati contesti, ma con un supporto poroso.

Vi sono poi altri termini, più tecnici, che riguardano le caratteristiche fisiche e meccaniche del prodotto.
Con Ingelivo infatti, si usa distinguere quelle piastrelle che resistono al gelo e quindi adatte per superfici esterne, mentre con Antisdrucciolo si identifica la particolare superficie della mattonella che limita gli effetti di scivolamento.

Questa caratteristica riveste un ruolo particolarmente importante nei casi di impieghi in strutture pubbliche e con alta percorrenza.

Per ciò che riguarda infine la superficie a vista della piastrella, interessante è la finitura Lappata (opaca), realizzata con una specifica lavorazione meccanica della superficie.

Oltre queste definizioni, una condizione importante è verificare la collocazione merceologica del prodotto ceramico.
Su questo punto è opportuno considerare che, i processi di lavorazione, possono determinare delle prime scelte, ossia ceramiche di qualità esenti da difetti, o con qualche leggera difformità tale da essere inserite nelle Categorie come: commerciale e seconda scelta.

È ovvio che ognuna di queste tipologie determina un prezzo sostanzialmente diverso.
Per i rivestimenti, valgono in parte le descrizioni su riportate, ma con la differenza che solitamente le piastrelle hanno uno spessore minore, in quanto non soggette al calpestio, e sono abbinabili ad altri elementi definiti come Pezzi speciali.

Rientrano in questa categoria i Listelli, pezzi ceramici di piccole dimensioni utilizzati come contorno delle superfici rivestite, e i Tozzetti.

Questi elementi in genere sono delle piastrelle decorative, di forma anche diversa rispetto al resto delle mattonelle, e componibili su disegno.
Nella categoria del rivestimento rientra anche il Mosaico, identificato in base alle dimensioni e al colore delle Tesserine, ossia dei singole piastrelline che compongono il disegno ornamentale.

Glossario di termini riguardanti la posa in opera dei materiali


Esistono due tipi di posa in opera del pavimento, a fresco o a colla.
Con il primo metodo si intende la posa della piastrella direttamente sul sottofondo fresco, non asciugato, mentre con il secondo viene impiegato, su fondo adeguatamente secco, un adesivo steso con spatola dentata.

Quest'ultima soluzione è quella maggiormente utilizzata e consigliata dagli addetti al settore.
Una richiesta che potrà essere fatta dal piastrellista riguarda la larghezza della Fuga, ossia lo spessore che separa un elemento dall'altro e la modalità di posa in opera ossia se: regolare, a correre o in diagonale.

Mentre il primo sistema è facilmente interpretabile, con il secondo si intende disporre la piastrella in posizione sfalsata su ogni fila.

Con la posa in diagonale invece, le mattonelle seguono un angolo (solitamente di 45°) rispetto alle pareti perimetrali.

Sia la fuga e sia la modalità di posa in opera, sono elementi che determinano l'aspetto complessivo della pavimentazione.

Per ciò che riguarda la quantità del materiale, alla superficie calpestabile, occorre aggiungere una percentuale di circa il 10/15% (tolleranza), necessario per sopperire al numero delle piastrelle tagliate e come eventuale scorta in casi di eventuali interventi manutentivi.

La posa dei rivestimenti segue un indirizzo più tradizionale, in base alle esigenze e gusti personali del cliente, e alle direttive del progettista.

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  • Domitillabellatorre
    Domitillabellatorre
    Sabato 8 Agosto 2020, alle ore 21:35
    Buongiorno, articolo molto completo ... non ho trovato solo questo termine ... STRUTTURATONelle schede tecniche dei pavimenti ricorre, nell'indicazione Struttura, il termine Liscio o Strutturato. Il Rivenditore mi ha detto che quando su una scheda è indicato Strutturato il pavimento è per esterni e quindi da non considerare per l'abitazione; evidentemente non è così perché nella Destinazione d'uso è indicato Abitazione e Commerciale.Il termine Strutturato cosa potrebbe quindi indicare?La scheda all. è di Imola Ceramica. Ma credo sia così anche per altre produzioni.Grazie.
    rispondi al commento
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