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Come progettare il giunto tra casa e terrazzo

Come realizzare il giunto di dilatazione tra abitazione e terrazzo coordinando struttura, massetto, impermeabilizzazione, soglia, pavimento e sigillature.
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Indice dei Contenuti

Perché il raccordo tra casa e terrazzo è un punto critico


Il collegamento tra abitazione e terrazzo è una zona delicata perché mette in contatto elementi che possono avere struttura, esposizione e comportamento differenti.

Giunto di dilatazione in sezione Giunto di dilatazione in sezione - Daniele F. Toscana



Il solaio interno rimane relativamente protetto, mentre la parte esterna subisce sole, pioggia e gelo, oltre a variazioni termiche più rapide.

Soletta, massetto, impermeabilizzazione e pavimentazione possono quindi dilatarsi, ritirarsi o assestarsi in modo diverso.

Se gli strati superficiali impediscono questi movimenti, le tensioni tendono a concentrarsi nei punti più deboli e possono comparire fessure davanti alla portafinestra, fughe aperte, piastrelle sollevate o distacchi del sigillante.

Il problema principale riguarda però l’acqua: una discontinuità nel rivestimento può consentire alla pioggia di raggiungere massetto, soglia e bordo del solaio, favorendo infiltrazioni e deterioramento degli strati sottostanti.

Per evitare questi fenomeni il raccordo deve essere progettato come un nodo costruttivo completo, coordinando struttura, massetto, membrana, pavimentazione, soglia e drenaggio.

Un semplice cordolo elastico visibile in superficie non è sufficiente se sotto di esso gli strati sono stati realizzati in continuità rigida.

La soluzione deve permettere al movimento di avvenire senza compromettere la tenuta all’acqua.


Distinguere giunto strutturale, massetto e pavimentazione


Nel raccordo tra casa e terrazzo possono essere presenti discontinuità con funzioni molto diverse, che non devono essere confuse tra loro.


Il giunto strutturale separa due parti dell’edificio che devono potersi muovere reciprocamente e può trovarsi, per esempio, tra il corpo principale e una terrazza realizzata su una struttura indipendente.

Questo tipo di giunto deve essere rispettato dagli strati sovrapposti e non può essere nascosto rigidamente da massetto o piastrelle.

I giunti di frazionamento del massetto hanno invece il compito di suddividere superfici estese e controllare gli effetti del ritiro e delle variazioni termiche, senza corrispondere necessariamente a una discontinuità della struttura portante.

A livello della piastrellatura esistono infine giunti perimetrali e intermedi, oltre a quelli da collocare in corrispondenza delle discontinuità sottostanti.

La distinzione è fondamentale perché una fuga elastica nella ceramica non può assorbire un movimento strutturale se il massetto è stato gettato in continuità sopra il giunto.

Allo stesso modo una membrana di disaccoppiamento può ridurre la trasmissione di alcune tensioni ma non permette di cancellare una discontinuità strutturale.

Ogni strato deve svolgere la propria funzione senza trasferire rigidamente i movimenti a quello successivo.


Capire come sono collegati abitazione e terrazzo


Prima di definire il dettaglio è necessario capire come il terrazzo è collegato all’edificio.

Raccordo tra terrazzo e casaRaccordo tra terrazzo e casa - Daniele F. Toscana



In alcuni casi rappresenta la prosecuzione dello stesso solaio interno, mentre in altri è formato da una soletta indipendente accostata alla casa e sostenuta da pilastri, murature o fondazioni proprie.

Una struttura realizzata successivamente può avere cedimenti, rotazioni e variazioni dimensionali differenti rispetto al corpo principale.

Anche terrazzi costruiti insieme all’edificio possono tuttavia prevedere una discontinuità intenzionale, quindi non è corretto dedurre la configurazione soltanto dall’aspetto esterno.

Disegni strutturali, progetti originari, modalità costruttive e andamento delle fessure possono aiutare a comprendere il comportamento del nodo.

Una lesione rettilinea continua lungo la facciata, visibile anche sul bordo o sull’intradosso, merita maggiore attenzione rispetto a una semplice fessura della stuccatura.

Se l’apertura cambia nel tempo oppure è accompagnata da piccoli dislivelli, è opportuno effettuare una valutazione tecnica specifica prima di intervenire sul rivestimento.

Rifare il pavimento senza aver compreso la natura della discontinuità può semplicemente nascondere il problema per un periodo limitato.

Il dettaglio corretto viene scelto soltanto dopo aver individuato quali parti possono muoversi e con quale ordine di grandezza.


Rilevare quote, stratigrafia e posizione reale del giunto


Un intervento efficace parte da un rilievo che comprenda quota del pavimento interno, altezza della soglia, livello del terrazzo, pendenze, posizione degli scarichi e spazio disponibile per il nuovo pacchetto.

È importante ricostruire anche la stratigrafia esistente, individuando soletta, massetti, eventuale isolamento, impermeabilizzazione, adesivo e pavimentazione.

Il giunto visibile nella ceramica non coincide necessariamente con quello presente nella struttura, perché in precedenti lavori può essere stato spostato, coperto o riempito con malta.

In alcuni casi una demolizione localizzata consente di individuare la posizione reale della discontinuità senza rimuovere tutto il terrazzo.

Occorre verificare anche il raccordo verticale sotto il serramento, perché la soglia può essere appoggiata sul massetto esterno, collegata alla muratura o sostenuta da un controtelaio.

L’acqua può infiltrarsi lungo questi contatti anche quando il pavimento appare integro.

Le quote devono essere rilevate considerando gli spessori finiti reali, soprattutto quando si pensa di sovrapporre una nuova pavimentazione.

Aggiungere alcuni centimetri può ridurre il dislivello sotto la portafinestra, modificare il rapporto con le risalite impermeabili e rendere più vulnerabile il nodo alla pioggia.

Prima di progettare il ripristino conviene quindi rappresentare il dettaglio in sezione.


Il giunto strutturale deve attraversare correttamente gli strati


Quando esiste una vera discontinuità strutturale, questa deve rimanere riconoscibile fino alla superficie finita, pur mantenendo la continuità delle prestazioni richieste.

Giunto strutturale in acciaio Giunto strutturale in acciaio - Daniele F. Toscana



Il massetto non dovrebbe creare un ponte rigido tra i due lati, perché il movimento verrebbe trasferito agli strati superiori e la fessura potrebbe comparire in una posizione imprevedibile.

Una rete inserita nel massetto può controllare alcune fessurazioni distribuite, ma non elimina il movimento relativo tra due strutture.

Lo stesso vale per adesivi deformabili e membrane di disaccoppiamento.

Nella pavimentazione il giunto dovrebbe essere coordinato con il disegno di posa, preferibilmente facendolo coincidere con una fuga quando la geometria lo permette.

Se il tracciato strutturale non coincide con la maglia desiderata, deve prevalere l’esigenza tecnica.

Spostare il giunto per ottenere un pavimento più simmetrico significa aumentare il rischio di rotture o distacchi.

La UNI 11493-1:2025, riferimento attuale per le piastrellature ceramiche, considera infatti la qualità della posa come risultato dell’interazione tra progettazione, materiali, installazione, uso e manutenzione.

Il principio fondamentale rimane quello di non costringere i rivestimenti a trattenere movimenti che appartengono alla struttura sottostante.


Impermeabilizzare il giunto senza impedirne il movimento


L’impermeabilizzazione deve rispettare la discontinuità senza trasformarla in un punto di ingresso dell’acqua.

Impermeabilizzazione di un terrazzo Impermeabilizzazione di un terrazzo - Getty Images



Una membrana tesa e rigidamente aderente su entrambi i lati può lacerarsi se il giunto si apre, mentre un semplice taglio lasciato libero interromperebbe la tenuta.

Per questo il collegamento viene normalmente realizzato con una fascia elastica specifica o con un elemento previsto dal sistema impermeabilizzante, capace di mantenere una riserva di deformazione nella zona centrale.

Le parti laterali vengono integrate nella membrana sulle superfici adiacenti, mentre il tratto in corrispondenza del movimento deve poter deformarsi entro i limiti previsti.

La soluzione non dovrebbe essere improvvisata con nastri generici o pezzi di guaina scelti soltanto perché sembrano flessibili.

Bisogna verificare compatibilità con supporto, adesivi, impermeabilizzazione principale e ampiezza degli spostamenti attesi.

Nei sistemi liquidi il problema è ancora più evidente: stendere il prodotto in continuità sopra una fessura senza un dettaglio dedicato può creare una pellicola vulnerabile.

La UNI EN 14891:2017 riguarda gli impermeabilizzanti liquidi applicati sotto piastrellature ceramiche, comprese le applicazioni esterne.

La conformità del prodotto, tuttavia, non sostituisce il progetto del giunto né la corretta realizzazione dei raccordi.


Sigillante e fondo giunto devono lavorare insieme


Il sigillante visibile tra le piastrelle protegge la parte superiore del giunto, ma non dovrebbe costituire l’unica barriera all’acqua.
giunto terrazzo
Sole, gelo, ristagni, detergenti e movimenti ciclici possono infatti provocare perdita di adesione o indurimento nel tempo.

Per controllare correttamente la geometria del sigillante viene normalmente utilizzato un fondo giunto comprimibile, non aderente, che limita la profondità della cavità e impedisce al materiale di incollarsi al fondo.

In questo modo il sigillante aderisce principalmente alle due facce laterali e può deformarsi in maniera più prevedibile.

Riempire completamente una fessura profonda con materiale elastico non garantisce quindi prestazioni migliori e può anzi modificarne negativamente il comportamento.

Le superfici devono essere pulite, preparate e trovarsi nelle condizioni di umidità previste dal produttore.

Polvere, residui di adesivo, bordi friabili o vecchi sigillanti distaccati riducono l’affidabilità del giunto.

Alcuni supporti richiedono inoltre un primer specifico.

La UNI EN 15651-4:2017 riguarda i sigillanti non strutturali per giunti di pavimentazioni interne ed esterne e comprende anche balconi e terrazze.

Nella scelta devono essere considerate capacità di movimento, destinazione d’uso, esposizione climatica e compatibilità con i materiali adiacenti.


Quando conviene utilizzare un profilo di movimento


In alcune configurazioni è preferibile utilizzare un profilo prefabbricato anziché affidare la finitura esclusivamente a un sigillante.

Un giunto di dilatazioneUn giunto di dilatazione - Unifer



Questi elementi sono normalmente formati da ali di ancoraggio e da una parte centrale deformabile che segue i movimenti del giunto.

Il profilo protegge i bordi delle piastrelle e rende più regolare la linea di separazione, caratteristica utile soprattutto davanti a una portafinestra sottoposta a passaggi frequenti.

La scelta deve però essere coerente con la natura del movimento. Un elemento destinato ai normali giunti della piastrellatura non può sostituire automaticamente un sistema progettato per un giunto strutturale.

La larghezza e la capacità di deformazione devono quindi essere compatibili con la discontinuità sottostante.

Anche l’installazione è importante: le ali devono risultare correttamente inserite nello strato di adesivo e sostenute senza vuoti, perché un bordo non appoggiato può flettersi e provocare rotture nelle piastrelle adiacenti.

Il profilo deve inoltre essere coordinato con l’impermeabilizzazione sottostante.

Posare un elemento elastico soltanto in superficie sopra una membrana continua e rigida non risolve il problema nascosto.

Materiale, resistenza alla corrosione, transito previsto e possibilità di sostituzione devono infine essere valutati in base all’esposizione del terrazzo.


Coordinare giunto, soglia e portafinestra


La zona davanti alla portafinestra riunisce numerosi elementi delicati: giunto, soglia, serramento, impermeabilizzazione, massetto e pavimentazione.

Infografica: problemi di un balcone senza giunti Infografica: problemi di un balcone senza giunti - Daniele F. Toscana



Se abitazione e terrazzo appartengono a corpi con movimenti differenti, la soglia non dovrebbe diventare un elemento rigido capace di collegarli.

Una lastra di pietra lunga e appoggiata contemporaneamente sui due lati può fessurarsi o trasferire tensioni ai bordi.

Quando attraversa una discontinuità strutturale può essere necessario dividerla oppure adottare un dettaglio che consenta il movimento.

La soluzione dipende dal materiale, dagli appoggi e dalla geometria del serramento. L’impermeabilizzazione deve raccordarsi con il nodo inferiore della portafinestra senza lasciare percorsi nascosti all’acqua.

Il sigillante visibile tra telaio e soglia non sostituisce una protezione continua sottostante.

Anche la parte esterna deve favorire il deflusso: pendenza, raccordi laterali ed eventuale gocciolatoio devono impedire alla pioggia di tornare verso la facciata.

Le estremità della soglia sono spesso più vulnerabili rispetto alla zona centrale, soprattutto in presenza di pioggia battente.

Se l’acqua penetra nella spalletta può raggiungere massetto e giunto e manifestarsi all’interno in un punto apparentemente distante dall’ingresso originario.


Soglie a filo e canalette richiedono maggiore attenzione


La continuità quasi complanare tra pavimento interno ed esterno migliora l’accessibilità ma riduce il margine disponibile contro l’ingresso dell’acqua.

Canaletta davati ad una portafinestraCanaletta davati ad una portafinestra - Daniele F. Toscana



Una soglia ribassata deve quindi essere coordinata con pendenze, prestazioni del serramento, impermeabilizzazione e drenaggio.

Davanti all’apertura può essere prevista una canaletta in grado di intercettare l’acqua prima che raggiunga il telaio, ma la sua presenza non garantisce automaticamente la sicurezza del nodo.

La canaletta deve essere collegata a un percorso di drenaggio progettato e non dovrebbe disperdere semplicemente l’acqua nella stratigrafia.

Deve inoltre rimanere pulibile e avere una capacità compatibile con la superficie servita.

Il giunto tra casa e terrazzo non dovrebbe coincidere con una depressione nella quale si formano ristagni.

La pendenza deve allontanare l’acqua dalla facciata oppure convogliarla verso il sistema di raccolta.

In zone molto esposte a pioggia battente o neve, una soglia completamente priva di rialzo richiede verifiche ancora più severe.

Foglie, terriccio, neve e arredi possono ridurre la capacità di scarico proprio durante gli eventi più gravosi.

Il dettaglio deve quindi essere valutato nelle reali condizioni di utilizzo e non soltanto osservando la configurazione appena completata e perfettamente pulita.


Realizzare pendenze e drenaggio nello strato corretto


L’acqua deve essere allontanata dall’abitazione attraverso una geometria coerente con la stratigrafia prevista.

Non è opportuno ottenere la pendenza semplicemente variando in modo significativo lo spessore dell’adesivo sotto le piastrelle, perché uno strato irregolare può ritirarsi in maniera differente, lasciare vuoti e ridurre la stabilità della posa.

Il piano impermeabilizzato deve essere configurato in modo da consentire il deflusso verso gli scarichi senza creare ristagni indesiderati nella stratigrafia.

Se la pendenza esiste soltanto sulla superficie ceramica mentre l’acqua che raggiunge gli strati inferiori rimane intrappolata, aumentano le possibilità di umidità persistente, efflorescenze e degrado.

Il giunto deve seguire questa geometria senza creare avvallamenti nei quali l’acqua possa fermarsi.

Anche la finitura superiore del sigillante o del profilo deve risultare coerente con il piano circostante: una cavità troppo incassata trattiene sporco e acqua, mentre un elemento molto sporgente viene maggiormente usurato dal passaggio.

La UNI 8178-2:2019 fornisce indicazioni sulla progettazione e sulla scelta degli strati funzionali delle coperture continue, mentre la UNI 8627-2:2019 ne descrive gli schemi funzionali.

Il dettaglio deve essere definito in funzione del sistema realmente adottato.


Massetto e giunti devono essere progettati insieme


Il massetto esterno subisce ritiro durante la maturazione e movimenti termici durante l’esercizio, per cui deve essere suddiviso secondo un progetto coerente con dimensioni, geometria e discontinuità della struttura.

Giunto di dilatazione Giunto di dilatazione - Unifer



Un giunto del massetto non dovrebbe essere una semplice incisione superficiale eseguita quando le fessure sono già comparse, ma deve interessare lo spessore previsto e trovarsi nella posizione corretta.

Attorno a pareti, soglie, pilastri e altri elementi fissi è necessario lasciare una separazione perimetrale capace di evitare compressioni sulla pavimentazione.

Riempire questi spazi con adesivo o malta li rende inutili e trasferisce le tensioni agli strati superiori.

Anche le riprese di getto devono essere programmate, perché una discontinuità casuale davanti alla portafinestra può diventare una linea debole non coordinata con impermeabilizzazione e pavimentazione.

Prima della posa il massetto deve avere caratteristiche adeguate di maturazione, compattezza, resistenza e planarità.

Un supporto ancora soggetto a forte ritiro aumenta il rischio di fessurazioni e distacchi.

Eventuali membrane di disaccoppiamento possono ridurre la trasmissione di movimenti limitati, ma non devono essere utilizzate per ignorare giunti strutturali sottostanti.

La progettazione del massetto deve quindi precedere la definizione della maglia di posa e non essere adattata successivamente alle sole esigenze estetiche.


Disaccoppiamento e giunto strutturale non sono la stessa cosa


Le membrane di disaccoppiamento possono ridurre la trasmissione di alcune deformazioni del supporto alla piastrellatura e risultano utili su massetti soggetti a piccoli movimenti, superfici con forti escursioni termiche o supporti costituiti da materiali differenti.

Giunto di dilatazione con guaina impermeabilizzante Giunto di dilatazione con guaina impermeabilizzante - Daniele F. Toscana



Non devono però essere considerate un ponte universale capace di rendere continuo qualsiasi giunto.

Una discontinuità strutturale deve rimanere rispettata anche quando viene impiegata una membrana di questo tipo.

Nella zona del giunto la membrana può richiedere interruzioni o raccordi specifici capaci di mantenere sia il movimento sia la tenuta all’acqua.

Anche le giunzioni tra i teli devono essere trattate secondo il sistema previsto dal produttore.

Sovrapporre fasce o nastri senza controllare spessori e compatibilità può creare rialzi visibili nella pavimentazione oppure compromettere la continuità del ciclo.

È inoltre importante identificare la funzione richiesta alla membrana: alcuni prodotti sono progettati principalmente per impermeabilizzare, altri per disaccoppiare, altri ancora per drenare o combinare più prestazioni.

Materiali esteticamente simili possono quindi avere caratteristiche molto differenti.

Il progettista deve stabilire quale comportamento è necessario nel nodo e verificare che il sistema selezionato sia compatibile con adesivi, supporto, pavimentazione e ampiezza dei movimenti previsti.


Scegliere correttamente adesivo e tecnica di posa


L’adesivo deve essere adatto all’uso esterno, al tipo di supporto, al formato delle piastrelle e alle condizioni climatiche previste.
giunto di dilatazione
La UNI EN 12004-1:2017 definisce requisiti prestazionali e classificazione degli adesivi per piastrelle, ma la sigla riportata sulla confezione non descrive da sola la qualità finale della posa.

Preparazione del fondo, quantità applicata, tempo aperto, condizioni meteorologiche e copertura del retro delle piastrelle sono altrettanto importanti.

Su un terrazzo è opportuno limitare i vuoti sotto le piastrelle, perché le cavità possono trattenere acqua, ridurre la distribuzione dei carichi e favorire problemi in presenza di gelo.

Anche un adesivo deformabile ha limiti precisi: può assecondare piccoli movimenti distribuiti ma non sostituisce un giunto strutturale.

Incollare rigidamente una lastra sopra una discontinuità rimane quindi una soluzione inaffidabile anche utilizzando prodotti ad alte prestazioni.

La tecnica di posa deve essere adattata anche al formato delle piastrelle e alla loro geometria.

Lastre molto grandi richiedono supporti particolarmente regolari e un controllo accurato della copertura dell’adesivo.

Ogni materiale deve contribuire alla prestazione complessiva senza essere utilizzato per compensare errori di progettazione negli strati sottostanti.


Formato e colore delle piastrelle influenzano il comportamento


Le piastrelle di grande formato riducono il numero delle fughe, ma risultano più sensibili alle deformazioni del supporto e alle differenze di quota.

Terrazzo piastrellato Terrazzo piastrellato - Daniele F. Toscana



Se un giunto strutturale attraversa la superficie, la lastra dovrebbe essere tagliata lungo la linea prevista oppure coordinata con la geometria del giunto.

Cercare di mantenerla intera per ragioni estetiche espone a un elevato rischio di fessurazione o distacco.

Anche il colore incide sul comportamento termico della pavimentazione: una superficie molto scura può raggiungere temperature più elevate sotto il sole e subire escursioni maggiori rispetto a una finitura chiara con la stessa esposizione.

Questo non significa che le piastrelle chiare eliminino la necessità dei giunti, ma conferma quanto la progettazione debba considerare le reali condizioni ambientali.

Formati allungati e schemi sfalsati devono essere coordinati con la posizione delle discontinuità.

Una linea elastica che attraversa molti piccoli tagli produce bordi fragili e un disegno poco leggibile.

È quindi preferibile stabilire il layout della pavimentazione dopo aver rilevato giunto, soglia, scarichi e geometria del terrazzo.

L’estetica può essere adattata al dettaglio tecnico; spostare invece una discontinuità strutturale per conservare un particolare schema di posa aumenta la probabilità di problemi successivi.


Proteggere pareti, spallette e fissaggi presenti sul terrazzo


Il terrazzo si muove anche rispetto alle pareti perimetrali e la pavimentazione non dovrebbe essere bloccata rigidamente contro intonaci, zoccolini o rivestimenti verticali.

Il giunto perimetrale deve rimanere libero di funzionare ed essere protetto con una soluzione compatibile con l’esposizione esterna.

L’impermeabilizzazione deve risalire sulle superfici verticali secondo il dettaglio previsto, raccordandosi con spallette, soglie e altri elementi.

Negli angoli possono essere utili pezzi preformati o fasce specifiche, evitando pieghe tese e tagli casuali.

Le risalite impermeabili rappresentano inoltre zone da proteggere durante i lavori successivi.

Guide di tende, ringhiere, pergotende e altri accessori non dovrebbero essere fissati perforando la membrana senza un dettaglio specifico.

Riempire semplicemente il foro attorno a una vite con silicone non offre necessariamente una tenuta durevole, perché movimenti, corrosione e carichi possono aprire il contatto.

Quando possibile, i fissaggi vengono predisposti con flange, collari o sistemi capaci di raccordarsi all’impermeabilizzazione.

Anche gli elementi metallici continui non dovrebbero attraversare un giunto strutturale fissandosi rigidamente su entrambi i lati, perché potrebbero trasferire forze tra le strutture o deformarsi nel tempo.


Il nodo deve considerare anche il ponte termico


Il raccordo tra casa e terrazzo può coincidere con una zona di ponte termico in corrispondenza della soletta, della soglia o del bordo del solaio.

Giunti su un terrazzo Giunti su un terrazzo - Getty Images



Una temperatura superficiale interna più bassa può aumentare il rischio di condensa vicino alla portafinestra, soprattutto negli angoli e dietro finiture poco ventilate.

La continuità dell’isolamento deve quindi essere coordinata con struttura, impermeabilizzazione e serramento.

Gli elementi isolanti collocati sotto la soglia devono sopportare i carichi previsti, mantenere la quota e possedere caratteristiche compatibili con l’eventuale presenza di umidità.

Anche staffe e profili metallici possono creare percorsi termicamente più conduttivi.

Per valutare correttamente il nodo è utile rappresentare in sezione pavimento interno, telaio, soglia, terrazzo, impermeabilizzazione e bordo del solaio.

La correzione termica non deve però interferire con il funzionamento del giunto.

Riempire una discontinuità strutturale con materiale rigido soltanto per ottenere continuità dell’isolamento può impedire i movimenti previsti.

Le diverse esigenze devono quindi essere risolte contemporaneamente, scegliendo materiali e dettagli capaci di mantenere isolamento, tenuta all’acqua e libertà di deformazione senza affidare a un singolo componente funzioni incompatibili.


Come intervenire su un giunto già fessurato


Quando compare una fessura è necessario stabilire se il danno interessa soltanto la stuccatura oppure attraversa piastrella, adesivo, massetto, impermeabilizzazione e struttura.

Giunto perimetrale Giunto perimetrale - Daniele F. Toscana



Una rimozione localizzata della pavimentazione permette spesso di osservare lo stato degli strati sottostanti e individuare acqua, vuoti o distacchi.

Se la lesione è di origine strutturale, chiuderla rigidamente con resina o malta senza avere compreso il movimento può spostare la rottura lateralmente oppure provocare un nuovo distacco.

L’umidità eventualmente presente deve essere valutata e il supporto riportato nelle condizioni compatibili con il ciclo di ripristino previsto.

La nuova impermeabilizzazione deve raccordarsi a quella esistente su superfici sane e con sufficiente sovrapposizione.

Applicare una semplice striscia sopra il punto lesionato può risultare insufficiente quando la membrana circostante è già degradata o distaccata.

Se l’intero terrazzo presenta pendenze errate, numerosi distacchi e ristagni diffusi, una riparazione locale rischia di rinviare il problema senza risolverlo.

In questi casi è più coerente riprogettare l’intero pacchetto, ripristinando contemporaneamente giunti, pendenze, impermeabilizzazione e pavimentazione.

Il grado di demolizione deve quindi essere deciso dopo aver individuato l’estensione reale del danno.


Un esempio pratico davanti a una portafinestra


Si può considerare il caso di una terrazza su pilastri accostata al soggiorno di una villetta.

Dopo alcuni anni compare una fessura rettilinea lungo la soglia e iniziano a distaccarsi le prime file di piastrelle.

Durante la demolizione localizzata si scopre che il giunto tra le strutture era stato coperto con un massetto continuo.

Sopra di esso era stata applicata una guaina liquida senza prevedere una fascia deformabile in corrispondenza della discontinuità.

Il movimento ha quindi fessurato prima il massetto e successivamente l’impermeabilizzazione, consentendo all’acqua di raggiungere il letto di posa e provocare efflorescenze e perdita di adesione.

In una situazione simile non sarebbe sufficiente stuccare nuovamente la fessura.

Occorre rimuovere una fascia abbastanza ampia da ricostruire correttamente il dettaglio, ripristinare la separazione nel massetto e realizzare un raccordo impermeabile deformabile.

Nella pavimentazione la discontinuità può essere fatta coincidere con una fuga protetta da un profilo di movimento.

Anche la soglia in pietra, se attraversa il giunto, deve essere trattata in modo da non collegare rigidamente i due corpi.

Il dettaglio rimane visibile, ma proprio questa continuità controllata ne garantisce il corretto funzionamento nel tempo.


Controllare periodicamente il giunto e il drenaggio


Un giunto ben progettato deve rimanere ispezionabile e non dovrebbe essere nascosto sotto pavimentazioni aggiunte, fioriere fisse o elementi che impediscono di osservare i primi segni di degrado.

Il sigillante va controllato verificando adesione, elasticità e fessure, mentre i profili devono essere osservati per individuare eventuali allentamenti, deformazioni o fenomeni di corrosione.

Anche scarichi e canalette vicini alla soglia devono rimanere puliti, perché un ristagno prolungato sottopone il nodo a condizioni più gravose di quelle previste.

Se l’acqua rimane per ore davanti alla portafinestra, anche una buona sigillatura viene sollecitata maggiormente.

La UNI 11540:2014 fornisce indicazioni per l’organizzazione della manutenzione ordinaria delle coperture continue con membrane flessibili e conferma l’importanza di controlli programmati.

Particolare attenzione va prestata dopo lavori sugli infissi, sulla facciata o sugli accessori esterni, perché nuove perforazioni, rivestimenti o soglie possono modificare dettagli precedentemente funzionanti.

La manutenzione non deve essere considerata un rimedio a un difetto di progetto, ma serve a conservare nel tempo le prestazioni di giunti, impermeabilizzazione e drenaggi, intervenendo quando i primi segni di degrado sono ancora limitati.



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Giunto tra abitazione e terrazzo: progetto contro infiltrazioni e distacchi
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