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Quando tornano giornate fredde dopo un periodo mite, il comportamento più comune è rimettere mano alla caldaia: si alza la temperatura, oppure si prova a gestirla in modo diverso.
Una tendenza piuttosto diffusa ultimamente consiste nel ridurre la temperatura di mandata e lasciare la caldaia accesa più a lungo: lo scopo è risparmiare in termini di consumi nonché l'importo della bolletta.
Come gestire la temperatura con caldaia a condensazione - Getty Images
Questa strategia funziona in alcune condizioni, ma non è sempre vantaggiosa.
Infatti, è necessario considerare la struttura dell'impianto prima di metterla in atto, perché il rischio è consumare più del necessario, pensando invece di ottimizzare.
La temperatura di mandata della caldaia è quella con cui l'acqua viene inviata ai termosifoni o al sistema radiante.
Abbassarla significa far lavorare la caldaia in modalità soft, ovvero con cicli meno intensi.
In teoria, questo migliora l'efficienza, soprattutto nelle caldaie a condensazione.
Attenzione, però, in quanto questa scelta implica un effetto diretto: i radiatori scaldano meno e impiegano più tempo a portare l'ambiente alla temperatura desiderata.
Per compensare, la caldaia resta accesa più a lungo ed è qui che si gioca la differenza tra risparmio e spreco.
Tenere la caldaia accesa più ore non è automaticamente un problema.
Se il sistema lavora in modo efficiente, con basse dispersioni e buona inerzia termica, il consumo può restare contenuto.
Diversamente, se la casa disperde calore o l'impianto non è ottimizzato, le ore in più di attività della caldaia si traducono in consumo reale con conseguenti maggiori costi.
Una casa ben isolata trattiene meglio il calore grazie all'assenza di dispersioni - Getty Images
In pratica, la caldaia lavorerà più a lungo senza restituirci un reale vantaggio.
Si tratta di una situazione frequente nelle abitazioni meno isolate oppure dove sono installati radiatori dimensionati per temperature più alte.
Ci sono situazioni in cui optare per la riduzione della temperatura di mandata consente di percepire un beneficio reale, sia in termini di comfort sia di risparmio.
È il caso delle abitazioni con impianti di riscaldamento a pavimento e, in generale, dei sistemi progettati per lavorare a bassa temperatura.
In queste condizioni, abbassare la mandata migliora l'efficienza e garantisce il giusto comfort termico.
Impianto di riscaldamento a pavimento - Getty Images
Anche in edifici ben isolati, dove il calore viene trattenuto a lungo, una mandata più bassa permette di evitare picchi mantenendo una temperatura più stabile.
Di conseguenza, la caldaia lavora meglio, con continuità, perché non è soggetta a scatti.
Se l'impianto è tradizionale, con termosifoni progettati per temperature elevate, abbassare troppo la mandata può essere controproducente.
Ciò è dovuto al fatto che i termosifoni non riescono a cedere abbastanza calore e l'ambiente fatica a raggiungere la temperatura desiderata.
Ambienti che non si scaldano nonostante la caldaia in funzione per ore - Getty Images
Il risultato è una caldaia che resta accesa durante un numero maggiore di ore senza lavorare in modo realmente efficiente.
In questo scenario, il consumo aumenta anziché diminuire.
Quando arriva un'ondata di freddo fuori stagione, l'equilibrio della casa cambia rapidamente.
Le stanze, che nei giorni precedenti avevano accumulato meno calore, ora richiedono più energia per essere riscaldate.
La strategia corretta è quella che si adatta alle condizioni della casa in termini di isolamento termico e alle caratteristiche dell'impianto di riscaldamento.
Occorre considerare che, se si mantiene una mandata troppo bassa, il sistema non riesce a recuperare rapidamente la temperatura necessaria per riacquistare il comfort desiderato.
Questo porta a tempi di accensione più lunghi e al disagio di non percepire la temperatura desiderata con l'aggravante, in alcuni casi, di ambienti della casa che rimangono più freddi di altri.
Gli errori che si riscontrano con maggiormente frequenza sono i seguenti:
Impostare una temperatura interna più alta - Getty Images
Quest'ultimo intervento, in particolare, porta al risultato opposto, cioè un innalzamento dei consumi e dei costi senza ottenere il beneficio sperato.
Il consiglio è quello di valutare sempre il sistema nel suo insieme.
Mantenere costante la temperatura interna, quindi con la caldaia che lavora in modo regolare, senza accensioni e spegnimenti continui, può consentire un risparmio energetico.
Diversa la situazione quando la casa fatica a scaldarsi e la caldaia resta accesa per parecchie ore al giorno senza raggiungere un risultato soddisfacente in termini di comfort termico: significa che il sistema non è ottimizzato.
Un consiglio per verificare l'efficacia della gestione della caldaia è confrontare i consumi su più giorni, a parità di condizioni.
Al manifestarsi di un freddo improvviso, è utile aumentare leggermente la temperatura di mandata per permettere all'impianto di rispondere più rapidamente.
Una volta raggiunto il comfort, si può ridurre gradualmente la mandata per trovare un equilibrio senza eccedere nei consumi.
Controllare che i termosifoni siano privi di aria o residui - Getty Images
Un altro intervento utile è provvedere al controllo dei termosifoni, perché è fondamentale accertarsi che siano liberi da aria o ostruzioni e quindi efficienti.
È importante sottolineare che non esiste una temperatura di mandata ideale valida per tutte le abitazioni, infatti, dipende dall'isolamento, dal tipo di impianto e dalle condizioni esterne.
Pertanto, è determinante trovare il punto di equilibrio tra temperatura, tempo di funzionamento e comfort per evitare sprechi.
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