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Imu prima casa: quando spetta l’esenzione?

Quando si può beneficiare dell’esenzione Imu sulla prima casa? Quali sono i requisiti necessari? Vediamo in quali casi l'immobile si ritiene abitazione principale
12 Febbraio 2021 ore 09:59 - NEWS Fisco casa

Imu esenzione prima casa


La legge prevede che gli immobili che costituiscono abitazione principale siano esenti dal pagamento dell’Imu, l’imposta municipale unica accorpata alla Tasi dal 1° gennaio 2020.

È quindi importante, per non incorrere in sanzioni, a seguito di controlli da parte delle Amministrazioni comunali, avere chiara la definizione di questo concetto.

Nell'articolo ci soffermeremo pertanto sui requisiti richiesti dalla normativa per avere diritto all’esenzione dal pagamento dell’Imu facendo il punto della situazione.


Categoria catastale dell’immobile


Il contribuente non è tenuto a provvedere al versamento dell’Imu se l’immobile che costituisce abitazione principale. Tuttavia questo non è il solo requisito da considerare poiché l'attenzione deve essere posta anche alla categoria di appartenenza.

Esenzione Imu
Non potranno beneficiare dell’esenzione, gli immobili di lusso, pur trattandosi di abitazioni principali. Sono pertanto soggetti all’imposta sullla casa gli immobili rientranti nelle categorie catastali A/1(abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio storico o artistico). Negli altri casi si potrà fruire dell'esenzione.


Quest'ultima riguarda anche le pertinenze dell’immobile, ovvero, ai sensi dell’articolo 817 del codice civile, le cose immobili destinate, in modo durevole, a servizio dell’unità abitativa principale.

Sono tali le unità immobiliari facenti parte delle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito (cantine e soffitte disgiunte dall’abitazione e con rendita autonoma), C/3 (box o posti auto), C/7 (tettoie).

Non si può essere esonerati dal pagamento della tassa per più di 3 unità pertinenziali, appartenenti ciascuna ad una delle diverse categorie catastali.


Cosa si intende per abitazione principale


Si definisce abitazione principale l’immobile nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Si veda a tal fine quanto statuito dall'articolo 1,comma 741, lett b), primo e secondo periodo della legge n. 160 del 2019.

Imu abitazione principale
Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’ abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.

Sulla base di quanto sopra, dunque, per potersi parlare di esenzione dal pagamento dell'Imu sono necessarie 3 condizioni:

  • Il possesso e la titolarità di un diritto reale (la proprietà, l'usufrutto o il diritto di abitazione);

  • la residenza anagrafica;

  • la dimora abituale.

Requisito della residenza anagrafica


Per poter costituire abitazione principale presso l’immobile il contribuente deve aver fissato la residenza presso l’ufficio dell’anagrafe.

Il primo aspetto da evidenziare è che tutti i componenti il nucleo familiare dovranno stabilire la residenza nel medesimo immobile oggetto di esenzione.


Requisito della dimora abituale


Il requisito della residenza anagrafica presso l’immobile non basta per definire lo stesso come abitazione principale. È necessario infatti che nell’immobile il contribuente e la sua famiglia abbiano stabilito la dimora abituale.

Quest’ultima viene intesa come il luogo presso il quale l’individuo vive in maniera continuativa. È un concetto legato a una situazione di fatto che non ha carattere ufficiale come per la residenza anagrafica che può essere debitamente documentata.

La dimora abituale può essere accertata unicamente provando le circostanze di fatto.

Esenzione Imu
Secondo una recente sentenza della Ctp di Napoli tale prova può essere fornita dai consumi effettuati di acqua, luce e gas dal nucleo familiare e non anche da altri elementi come ad esempio il pagamento della tassa sui rifiuti, utenze telefoniche o testimonianze di vita sociale nei dintorni.


Coniugi con residenze diverse: che succede?


Che succede se due coniugi hanno fissato residenze diverse?

Possono beneficiare entrambi dell’esenzione Imu costituendo l’immobile, per ciascuno di essi, abitazione principale?

La risposta è negativa. Poiché, come abbiamo visto, per beneficiare dell’esenzione tutti i componenti del nucleo familiare devono aver stabilito nello stesso luogo la residenza anagrafica il coniuge che ha trasferito la residenza altrove non potrà per l'immobile fruire dell'esenzione.

Si vuole proprio evitare di avere indebite esenzioni Imu grazie a spostamenti fraudolenti di residenza. L'agevolazione viene infatti riconosciuta una volta sull'immobile dove vive stabilmente l'intero nucleo familiare.


Coniugi con dimore abituali diverse: che succede?


Cosa succede se uno dei coniugi fissa, oltre alla residenza anche la propria dimora abituale presso altro immobile, ad esempio per ragioni lavorative?

Nessuno ha diritto all’agevolazione poiché la stessa spetta una sola volta all’intero nucleo familiare e nella fattispecie non sussistono le condizioni.

È quanto affermato dalla Corte di Cassazione con sentenza del 15 dicembre 2020 n. 28534 che esclude l’agevolazione anche se i coniugi hanno stabilito la residenza in due Comuni differenti. Per costituire abitazione principale oggetto di esenzione oltre alla residenza è necessario che tutti i componenti il nucleo familiare facciamo uso della casa. È fatto salvo l'accertamento della separazione legale tra i coniugi.

Tuttavia, non esistono posizioni univoche in merito alla fattispecie descritta.
Del caso descritto, infatti, il Ministero dell’economia e delle finanze fornisce una interpretazione più favorevole ai contribuenti, riconoscendo l’esenzione ad entrambi i coniugi.

riproduzione riservata
Articolo: Esenzione Imu abitazione principale: che significa
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