10 errori da evitare quando si annaffiano le piante in vaso

Quanto e come annaffiare, che tipo di acqua scegliere, come eliminare i ristagni idrici: ecco gli errori da non fare quando bagnate le vostre piante in casa
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Come annaffiare correttamente le piante


Annaffiare è un gesto semplice che però può nascondere alcune insidie per le piante in vaso.

Ogni specie esige acqua, ma in modi e quantità diversi.

Apici e fiori afflosciati, foglie raggrinzite, reclinate verso il basso o che cambiano colore, fioritura limitata: sono fattori che indicano che ha sete.
Inoltre, vi basterà toccarne le foglie: se non sono fresche e turgide, è tempo di intervenire.

Anche come si annaffia può fare la differenza. Ecco le principali modalità di annaffiatura:

  • dall'alto (dracene, edera) consiste nel versare l'acqua nel terreno con un annaffiatoio dal collo lungo e stretto, eliminando quella che si accumula nel sottovaso;

  • dal basso (Pilea, Maranta) prevede di riempire il sottovaso con l'acqua, cosicché venga assorbita dalla terra attraverso i fori di drenaggio;

  • per immersione (orchidee, esemplari coltivati in vasi piccoli o pensili) del vaso in un recipiente per qualche minuto, poi si fa sgocciolare.

Detto ciò, scopriamo quali sono i 10 errori da evitare quando si annaffiano le piante in vaso.


Errore 1: scegliere il tipo di acqua sbagliato per annaffiare le piante


Solitamente, per annaffiare le piante in vaso si utilizza l'acqua del rubinetto, non sempre però è indicata.

Per cominciare, viene addizionata con cloro per tutelare noi da eventuali proliferazioni batteriche, ma può danneggiare le piante, uccidendo l'ecosistema batterico e fungino presente nel loro substrato.

Acqua rubinetto non è indicata per annaffiare piante, foto di Alexas_Fotos, da Pixabay
Se è un'acqua dura, ovvero ricca di calcare, può causare la clorosi ferrica, malattia dovuta alla carenza di ferro. L'intero esemplare potrebbe avere un aspetto un po' avvizzito, foglie gialle o tendenti al bianco.

Un'acqua troppo fredda o calda, soprattutto in estate e nelle specie collocate all'esterno, potrebbe provocare shock termici dannosi per le stesse.

Lasciatela riposare in un annaffiatoio per almeno 24 ore; in questo modo:

  • la temperatura sarà simile a quella ambientale;

  • il cloro si scomporrà e in gran parte evaporerà;

  • il calcare si depositerà sul fondo, rendendo l'acqua meno alcalina (quella sul fondo non andrà impiegata).

In alternativa, usate l'acqua piovana, quella minerale che ha perso il gas o di cottura delle verdure, utili per la crescita della pianta.


Errore 2: annaffiare con frequenza regolare


Molti pensano che annaffiare le piante con cadenza regolare sia per loro garanzia di benessere.

In realtà, è un errore perché hanno bisogno di acqua in quantità e con frequenza differente variabile in base alla specie, alla luce e all'umidità ambientale, di stagione in stagione.

Non bisogna annaffiare le piante con regolarità, foto di congerdesign, da Pixabay
Infilate un dito o un bastoncino di legno nel terreno per percepirne il grado di umidità o di secchezza e comportarvi di conseguenza.

Se preferite, ricorrete all'igrometro, uno strumento ad hoc che misura l'umidità del terreno.

igrometro piante
Alle piante piacciono livelli di umidità tra il 45% e il 55%.

Considerate l'acquisto di un umidificatore o aggiungete un sottovaso con ciottoli di argilla espansa e acqua sotto il vaso per mantenere una buona umidità nell'aria.


Errore 3: annaffiare troppo o troppo poco


Un altro errore comune è quello di annaffiare le piante con poca acqua frequentemente.

Se toccando il terreno, avete constatato che necessitano di acqua, procedete in maniera uniforme, affinché raggiunga pure le radici.

Non è un bene neanche dar loro troppa acqua, ancor più se il terreno è umido.

Annaffiare troppo o troppo poco non fa bene alle piante, foto di annawaldl, da Pixabay
Potrebbero formarsi ristagni idrici causa di danni radicali o dello sviluppo di funghi e parassiti. Fate asciugare il substrato tra un'annaffiatura e l'altra.

Persino il tipo di terreno gioca un ruolo fondamentale nella capacità della pianta di assorbire la giusta quantità di acqua.

Quelli sabbiosi sono drenanti e la fanno scorrere rapidamente, quelli argillosi, vista la ridotta dimensione delle sue particelle, non ne consentono un ottimo scolo e ne favoriscono il ristagno.


Errore 4: annaffiare le piante troppo velocemente


Annaffiare una pianta troppo velocemente non è una buona idea.

La terra deve avere il tempo di assorbire l'acqua in maniera uniforme, soprattutto se molto asciutta, si presenta dura, compatta e idrorepellente (ne assorbe poca o per niente).

Annaffiare troppo velocemente non va bene per le piante, foto di fb207, da Pixabay
Come intervenire? Smuovete la superficie con un piccolo rastrello o con una forchetta da tavola, facendo attenzione a non danneggiare le radici, e innaffiate per immersione.

In questo modo, il terreno si reidraterà e assimilerà l'acqua lentamente, in più, rilascerà quella in eccesso dai fori di drenaggio del vaso, che poi andrà eliminata.


Errore 5: annaffiare le piante nel momento sbagliato


È importante annaffiare le piante in vaso nel momento giusto.

Da giugno a settembre, se sono all'esterno, evitate le ore più calde della giornata.
Il sole tende a fare evaporare l'acqua e a seccare il terreno velocemente.

Fatelo al mattino presto.

Attenzione a quando si annaffia, foto di carlssonedgard, da Pixabay
I vantaggi sono tanti: possono gestire il picco di umidità durante la fotosintesi, se le foglie si bagnano hanno il tempo necessario per asciugarsi.

In alternativa, bagnatele la sera, le radici avranno la notte per reidratarsi, lontano da sbalzi termici e dal calore estivo che provoca rapide evaporazioni.

Se le piante sono posizionate all'interno, annaffiatele nelle ore pomeridiane.


Errore 6: versare l'acqua in un unico punto


Un altro errore frequente è quello di annaffiare le piante in vaso in un punto, orientando l'annaffiatoio in un'unica direzione.

In realtà, questa procedura porterà a beneficiare dell'apporto idrico solo in alcune parti.

Non annaffiare in un unico punto, foto di JillWellington, da Pixabay
Ecco perché è importante annaffiare tutta la superficie, senza tralasciare gli angoli, anche quelli più nascosti, che dovranno essere opportunamente irrigati per idratare al meglio l'esemplare in questione.


Errore 7: annaffiare dove non ci sono le radici


Annaffiare una pianta significa reidratarla fino alle radici.

Cosa succede se queste non sono abbastanza sviluppate nel vaso o mancano in alcune sue parti, perché la pianta è troppo piccola rispetto alle dimensioni del contenitore?

La terra in più potrebbe ammuffire, provocando la formazione di funghi o il marciume radicale.

Non annaffiare dove non ci sono radici, da mygardenlife.com
La soluzione è quella di rinvasarla in un vaso 2 cm più grande rispetto alla stessa per sfruttarne lo spazio disponibile e gli effetti dell'annaffiatura.

Anche un vaso troppo piccolo può essere un problema.

Se la pianta ha occupato tutto il terriccio disponibile pure in superficie, potrebbe non avanzare spazio sufficiente per annaffiare dall'alto.

Procedete per immersione, fino a quando il terreno non avrà assorbito dai fori di fondo l'acqua necessaria a inumidirlo tutto, lasciate poi scolare.


Errore 8: annaffiare le foglie


Annaffiare le piante, foglie comprese, ogni tanto, è una cosa consigliata.

Assicuratevi di farlo all'esterno, in una giornata non troppo calda e con un po' di vento, cosicché possano asciugarsi bene all'aria, senza conseguenze.

Non bagnare foglie, foto di sergei_spas, da Pixabay
L'esposizione al sole diretto, potrebbe provocarne la bruciatura.

In alternativa, usate uno spruzzino per refrigerarle nel periodo estivo.

spruzzino piante
In generale, quando annaffiate le piante in vaso, direzionate il getto d'acqua solo nella parte inferiore, foglie escluse, per non rovinarle.


Errore 9: non svuotare i sottovasi


Ogni pianta ha bisogno di un vaso dotato di fori di drenaggio.

Nei modelli che ne sono privi, l'acqua in eccesso si accumula sul fondo, causando marciume radicale, proliferazione di funghi e parassiti che, attratti dal terreno umido, potrebbero deporvi le uova. Eliminatela, svuotando il sottovaso.

Non svuotare sottovasi crea problemi alle piante, da hyanniscountrygarden.com
Annaffiate le piante piccole sotto il rubinetto.

Attenzione alla scelta del materiale del vaso.

La terracotta è porosa e permette una maggiore circolazione idrica, quindi, anche se di poco, aumentate la dose di acqua.

La plastica, invece, isola, mantenendo un più alto grado di umidità.

vasi piante
I vasi grandi richiedono più acqua con meno frequenza, per quelli piccoli funziona al contrario.

Il sottovaso è utile, ma per le specie più delicate o che esigono un discreto livello di umidità, procedete con un'innaffiatura dal basso.


Errore 10: non annaffiare dopo la pioggia


Infine, è sbagliato pensare che la pioggia sia sufficiente e possa sostituire la consueta annaffiatura.

Lo strato fogliare superficiale può impedire alla pioggia di penetrare in profondità oppure questa potrebbe essere scarsa per idratare la pianta in maniera adeguata.

Constatate il grado di umidità attraverso il terreno o l'acqua presente nei sottovasi.

I 10 errori da evitare quando si annaffiano piante in vaso, da Lavorincasa.it

Evitando questi 10 errori, annaffiare diventerà ancora più semplice e regalerà piante al top, anche ai pollici verdi meno allenati.

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Errori da evitare quando annaffiamo le piante di casa
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