Energy label per l'aspirapolvere

NEWS DI Aspirapolveri26 Maggio 2015 ore 16:33
L'etichettatura energetica del floor care porta una ventata di trasparenza in un mercato ricco ma polverizzato. Nel 2017 scatterà il prossimo step della normativa.

Energy Label: una preziosa fonte di informazioni


Se ne sentiva l’urgenza, in un settore polverizzato tra galassie di marchi e modelli troppo spesso spiegati male e capiti peggio.
L’etichettatura energetica per il settore aspirazione, entrata ufficialmente in vigore col suo primo step attuativo lo scorso settembre, è come una ventata d’aria fresca dopo una giornata torrida, meritevole di aver infuso una sana dose di trasparenza in un mercato ripiegato su concetti stanchi e poco significativi come la potenza di un apparecchio espressa in watt.
Oltre che potenziale leva di marketing per le aziende produttrici l’energy label è una preziosissima fonte di informazioni per il consumatore finale, messo ora in condizione di scegliere il traino, la scopa elettrica o il robot aspirapolvere migliore per le proprie esigenze.


Obiettivo Ecodesign: limitare l'impatto ambientale dei prodotti


La nuova energy label del settore aspirapolvere
Si tratta di uno strumento interpretativo di facile lettura, come del resto accade negli altri comparti dell’elettrodomestico, ricco di indicazioni sulle caratteristiche dell’apparecchio e sui punti di forza offerti, creata con simboli grafici intuitivi e alla portata di chiunque.
Al pari delle etichette in vigore nei settori del bianco e del bruno, l’etichetta energetica del comparto aspirazione - stampata come pezzo unico e identica in tutti i Paesi dell’UE - introduce sette classi energetiche, dalla A alla G, dove la classe A indica il prodotto a maggiore efficienza.
Ma è solo una delle norme stabilite da Ecodesign, il pacchetto normativo che racchiude l’elenco di requisiti obbligatori fissati dall’UE per tutti i prodotti in circolazione sul mercato europeo con l'obiettivo di limitare il più possibile l'impatto ambientale.


I criteri di valutazione oggettivi proposti dalla normativa sull'etichetta energetica


Accanto al parametro dell’efficienza energetica, esso impone una serie di criteri oggettivi utili a confrontare i diversi modelli in commercio tra loro: dalla performance su superfici differenti - sia pavimenti che tappeti - alla qualità dell’aria filtrata, fino alla silenziosità garantita dai prodotti.

Anche la potenza nominale degli apparecchi è presa di mira dalla nuova normativa: con la nuova etichettatura essa non può superare i 1600 watt, che scenderanno a 900 col nuovo step di Ecodesign in vigore dal 1° settembre 2017, quando le classi energetiche - sempre in numero di sette - saranno peraltro ridefinite dalla A+++ alla D: un vero e proprio stimolo per il mercato pulizia, che dovrà sempre più puntare su tecnologie avanzate, quella multiciclonica in primis, capaci di limitare la potenza nominale mantenendo prestazioni al top.

Risultati impeccabili e capacità di aspirazione inedite per scope, traini e robot su ogni superficie trattata senza fastidiose dispersioni di polvere inoltre, evitate grazie a spazzole di ultima generazione, frutto di tecnologie avanzate, e a un alto potere sigillante dei tubi (sia rigidi che flessibili). Tutti elementi essenziali a smontare un pregiudizio radicato quanto diffuso nella mente di molti: quello secondo cui la potenza elevata sia sinonimo, in un apparecchio per l’aspirazione, di migliori performance.


Verso il secondo step dell'Energy Label nel 2017


L'energy label prevederà ulteriori step restrittivi nel 2017
Si inaspriscono inoltre, tra il primo e il secondo step di applicazione della normativa i criteri ammessi nella capacità di aspirazione della polvere sui tappeti su pavimenti duri, mentre si prevedono nuove restrizioni per il 2017 relativamente al livello di riemissione della polvere nell’ambiente, in regola solo se inferiore all’1,00%, al grado di potenza sonora, accettato solo se pari o inferiore a 80 decibel, e alla durata di vita del motore, che dovrà attestarsi sulle 500 ore di funzionamento minime (limiti, questi, che non si applicano agli aspirapolvere con filtro ad acqua).
Il consumo annuo di energia, la potenza nominale di ingresso, la capacità di aspirazione della polvere su tappeti (dpu c), la capacità di aspirazione della polvere su pavimenti duri (dpu hf), il livello di potenza sonora, la durabilità del tubo e la durata di vita del motore sono misurati e calcolati conformemente all'allegato II del Regolamento 666/2013.

I produttori del comparto puntano su motori ad alta efficienza con concetti inediti in termini di flussi dinamici d’aria integrando non di rado speciali ventole interne, ridisegnate per garantire una movimentazione d’aria al secondo di maggiore portata rispetto al passato.


Trasparenza e rispetto delle esigenze nell'Energy Label


L'etichetta energetica per l'aspirazione impone il rispetto di severi livelli di rumorositàTrasparenza come obbligo di legge dunque, oggi ancor più al servizio delle specifiche esigenze di consumo:
chi vive in compagnia di un cucciolo a quattro zampe sarà interessato a performance elevate su moquette e tappeti, chi soffre invece di allergie respiratorie sarà più oculato nella scelta di un apparecchio con un raffinato sistema di filtraggio.
Uno strumento a bassa rumorosità farà infine la gioia di chi pensa infine di pulire i pavimenti mentre il bambino, di là, dorme beato.

Per rispondere infine a domande spontanee sui prodotti in commercio ancora sprovvisti di energy label, la normativa parla chiaro: ai sensi dell'art. 16, comma 1 del D. Lgs. 104/2012 di recepimento della Direttiva 2010/30/CE, e della Direttiva 2009/125/CE, i prodotti immessi sul mercato prima del 1° settembre 2014, nel rispetto delle prescrizioni precedentemente vigenti, possono continuare a essere legittimamente commercializzati.
La merce in negozio si considera immessa sul mercato, così come quella giacente nei magazzini dei rivenditori.

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