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Come regolare la temperatura di mandata della caldaia

Come impostare la temperatura di mandata della caldaia in base a radiatori, pavimento radiante, clima e isolamento per consumare meno mantenendo il comfort.
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Temperatura di mandata della caldaia: cos'è esattamente


La temperatura di mandata è la temperatura dell'acqua che lascia la caldaia e viene inviata verso radiatori, ventilconvettori o pannelli radianti.

Si tratta di un parametro che incide molto sul comportamento dell'impianto di riscaldamento, perché determina quanta potenza possono cedere i terminali alle stanze.

caldaiaCaldaia a condensazione - Ariel Energia



Una mandata alta permette ai radiatori di fornire molta energia in poco tempo; una temperatura più bassa riduce invece la potenza istantanea dei terminali, ma può consentire alla caldaia di lavorare per periodi più lunghi.

In quest'ultimo caso, con un generatore a condensazione, lavora in condizioni generalmente più favorevoli al recupero del calore contenuto nei fumi.

Non esiste però una temperatura universalmente corretta per tutte le abitazioni, perché il valore necessario dipende da:

  • dispersioni dell'edificio
  • temperatura esterna,
  • superficie dei terminali
  • portata d'acqua
  • caratteristiche del generatore
  • temperatura che si vuole mantenere nei locali.


Ecco perché non è la strategia migliore lasciare la caldaia impostata alla stessa temperatura per tutta la stagione.


Perché abbassare la mandata può ridurre i consumi


Una casa perde continuamente calore verso l'esterno; per mantenere stabile la temperatura interna, l'impianto deve reintegrare sostanzialmente la stessa quantità di energia che l'edificio disperde.

Ciò che conta è che i radiatori nell'arco del tempo cedano la potenza sufficiente a compensare le dispersioni.

Se una stanza richiede una quantità moderata di calore, un termosifone può fornirla restando molto caldo per brevi periodi oppure lavorando a temperatura inferiore per periodi più lunghi.

Con una caldaia a condensazione la seconda situazione è spesso più interessante: temperature dell'acqua inferiori favoriscono un ritorno più freddo verso lo scambiatore e consentono al generatore di sfruttare meglio il principio della condensazione.

Un funzionamento costante permette alla caldaia modulante di adattare la potenza alla richiesta, limitando in molti casi continue accensioni e spegnimenti.


La temperatura corretta è la più bassa compatibile con il fabbisogno


Il criterio più utile non consiste nel cercare un numero universale, ma nel trovare la temperatura minima di mandata che consente all'impianto di mantenere il comfort nelle condizioni climatiche del momento.

Quando all'esterno ci sono temperature relativamente miti, le dispersioni sono ridotte e i terminali possono lavorare con acqua meno calda; durante i mesi freddi, invece, la temperatura di mandata deve aumentare per consentire alla caldaia di compensare il calore perso dall'edificio.

Se un impianto riesce a mantenere gli ambienti alla temperatura desiderata con acqua a 50 °C, non esiste un vantaggio nel portarla automaticamente a 70 °C.
I radiatori diventeranno più caldi, ma le valvole e il termostato dovranno poi interrompere più rapidamente l'apporto di energia.

Allo stesso modo, insistere con una mandata molto bassa durante una giornata rigida, quando le stanze non riescono più a raggiungere il setpoint, significa chiedere ai terminali una potenza che non sono in grado di fornire.


Temperatura esterna e fabbisogno della casa


Una delle ragioni per cui la regolazione fissa è poco efficiente deriva dal rapporto tra dispersioni e clima.

Se in casa si vogliono mantenere circa 20 °C, l'edificio richiede una determinata potenza quando fuori ci sono 10 °C e una potenza sensibilmente maggiore quando la temperatura esterna scende molto più in basso.

Utilizzare la stessa mandata in entrambe le condizioni significa sovralimentare i terminali durante le giornate miti.

temperatura termosifoniCorretto dimensionamento dei termosifoni - Getty Images



Il fenomeno si nota spesso nelle mezze stagioni: radiatori molto caldi, termostato che raggiunge rapidamente il setpoint, caldaia che si spegne e locali che dopo qualche tempo richiedono nuovamente calore.

Una temperatura dell'acqua più coerente con il clima permette invece di prolungare il funzionamento e ridurre le oscillazioni.


La regolazione climatica modifica automaticamente la mandata della caldaia


La soluzione più efficace per evitare continui interventi manuali è la regolazione climatica.

Una sonda misura la temperatura esterna e la centralina della caldaia calcola la temperatura di mandata necessaria secondo una curva impostata.

Il principio è differente dal semplice termostato ambiente. Quest'ultimo verifica prevalentemente se la stanza ha raggiunto il setpoint; la regolazione climatica cerca invece di anticipare il fabbisogno dell'edificio modificando la quantità di calore fornita all'acqua.

In un impianto ben tarato i radiatori possono quindi rimanere tiepidi per molte ore nelle giornate miti e diventare più caldi soltanto quando le dispersioni aumentano.


Taratura della curva climatica


La curva climatica stabilisce la relazione tra temperatura esterna e temperatura dell'acqua inviata all'impianto.

Una curva più alta produce acqua più calda a parità di condizioni esterne.

Una curva più bassa mantiene invece una mandata inferiore.

La regolazione iniziale, effettuata in funzione del tipo di edificio e dei terminali, spesso richiede una taratura sul comportamento reale della casa.

Ad esempio, se durante le giornate fredde tutti gli ambienti restano sistematicamente sotto la temperatura desiderata nonostante un funzionamento prolungato, significa che la curva è insufficiente.

La taratura dovrebbe essere effettuata con variazioni graduali, lasciando all'edificio il tempo di stabilizzarsi.


La temperatura di ritorno determina quanto condensa la caldaia


In una caldaia a condensazione non conta soltanto quanto è calda l'acqua che parte verso i radiatori, ma è particolarmente importante la temperatura con cui ritorna allo scambiatore dopo aver ceduto energia alle stanze.

I prodotti della combustione del gas contengono vapore acqueo; raffreddandoli sufficientemente, una parte del vapore condensa e libera calore che una caldaia tradizionale lascerebbe uscire attraverso il camino.

Con gas naturale, condizioni di ritorno inferiori indicativamente alla zona dei 55 °C favoriscono l'inizio della condensazione, anche se il fenomeno è progressivo e dipende dalle effettive condizioni di combustione.

Per questo non è corretto affermare che una caldaia non condensi appena la mandata supera una determinata temperatura.

Si può avere una mandata relativamente elevata accompagnata da un ritorno abbastanza freddo da consentire comunque una quota di condensazione.

In generale, tuttavia, ridurre le temperature complessive dell'impianto rende più facile mantenere basso anche il ritorno.


Temperatura di mandata e di ritorno devono essere lette insieme


La differenza tra temperatura di mandata e di ritorno mostra quanto l'acqua si è raffreddata cedendo energia ai terminali.

Questo gap, comunemente indicato come salto termico, dipende dalla potenza scambiata e dalla portata dell'acqua.

Se l'impianto viene attraversato da una portata molto elevata, l'acqua può tornare alla caldaia con una temperatura relativamente vicina a quella di mandata.

Eco Wind 24 - 28 - 35Caldaia Eco Wind 24 - 28 - 35 - Ariel Energia



Se la portata è inferiore, a parità di potenza trasferita, il salto può aumentare.

Ogni caldaia necessita di portate comprese nel campo previsto dal costruttore e ogni rete deve garantire una corretta distribuzione ai terminali.

La temperatura di ritorno va quindi migliorata attraverso un sistema correttamente dimensionato e regolato, non forzando la pompa al di fuori delle condizioni di progetto.


Impianto con radiatori, non esiste una mandata universale


I radiatori vengono spesso associati automaticamente a temperature elevate, ma la quantità d'acqua calda necessaria dipende dalla loro superficie e dalle dispersioni della stanza.

Nei vecchi impianti progettati per edifici non isolati possono essere presenti radiatori molto grandi.

Se nel frattempo sono stati installati nuovi serramenti o migliorato l'involucro, quei terminali possono disporre oggi di una superficie abbondante rispetto al fabbisogno.

In queste condizioni possono lavorare efficacemente anche con temperature inferiori rispetto a quelle utilizzate dalla vecchia caldaia.

cappottoCappotto termico esterno - Getty Images



Il dato realmente utile è la temperatura necessaria ai radiatori, in quella casa, con quella temperatura esterna.


Radiatori in ghisa e acciaio possono lavorare anche a temperatura moderata


Il materiale del radiatore non stabilisce da solo la temperatura dell'acqua.

Un radiatore in ghisa viene spesso associato a impianti ad alta temperatura, in realtà, può cedere calore anche con acqua meno calda.

A questo proposito, conta la superficie complessiva del terminale.

Lo stesso principio vale per radiatori in acciaio o alluminio.

A parità di temperatura, forma, dimensioni e superficie di scambio determinano la potenza disponibile.

Sostituire tutti i vecchi radiatori esclusivamente per poter abbassare la mandata, quindi, non è necessario; è preferibile verificare prima se quelli esistenti riescano già a soddisfare il fabbisogno alle nuove temperature.


Con il pavimento radiante servono temperature molto inferiori


Un impianto radiante a pavimento utilizza una superficie di emissione enormemente maggiore rispetto a quella di un radiatore.

Per questo riesce a trasferire la potenza necessaria utilizzando acqua a temperatura sensibilmente più bassa.

Le temperature effettive dipendono da:

  • progetto
  • passo dei circuiti
  • tipo di pavimento
  • dispersioni
  • condizioni di esercizio.


Quando caldaia e impianto radiante sono correttamente coordinati, le basse temperature di ritorno creano condizioni particolarmente favorevoli alla condensazione.

Anche in questo caso, risulta utile la regolazione climatica in quanto evita di mantenere il pavimento più caldo del necessario durante le giornate miti.


Il pavimento radiante non va regolato come un radiatore


La grande massa del massetto introduce una notevole inerzia.

Dopo una variazione della temperatura dell'acqua, possono trascorrere molte ore prima che gli effetti sull'ambiente siano completamente percepibili.

Per questo continui cambiamenti manuali della mandata e forti abbassamenti notturni possono produrre un comportamento difficile da controllare.

riscaldamento a pavimentoPavimento radiante - Getty Images



Il sistema funziona meglio quando riceve energia in modo regolare, con una temperatura calcolata sulle dispersioni.

Una volta riscaldato, infatti, il massetto continuerà a cedere energia anche dopo la riduzione della richiesta, con il rischio di surriscaldare gli ambienti.


Ventilconvettori, resa e temperatura di mandata


I ventilconvettori trasferiscono energia facendo passare aria attraverso una batteria alimentata dall'acqua dell'impianto.

La loro resa dipende sia dalla temperatura del fluido sia dalla velocità del ventilatore.

Possono quindi funzionare con temperature inferiori rispetto a molti radiatori tradizionali, ma la potenza disponibile diminuisce al diminuire della mandata.

Se si abbassa eccessivamente la temperatura, il ventilatore può dover lavorare a una velocità maggiore per fornire la stessa potenza, aumentando la rumorosità.

Anche in questo caso la regolazione va eseguita sulla base delle caratteristiche del modello e del fabbisogno dei locali.


La potenza del radiatore diminuisce quando si abbassa la mandata


La potenza emessa dal radiatore dipende dalla differenza tra la temperatura media del terminale e quella dell'aria ambiente.

Riducendo la temperatura della caldaia, diminuisce anche l'energia ceduta nell'unità di tempo.

Un radiatore che a temperatura elevata può fornire una determinata potenza ne fornirà meno se alimentato con acqua più fredda.

Il punto è capire se la potenza ridotta rimane comunque sufficiente.

Ad esempio, se la stanza perde 700 W e il radiatore, alle nuove condizioni, riesce a cederne soltanto 500, la temperatura interna scenderà progressivamente durante le condizioni più gravose.

Il dimensionamento dei terminali deve quindi essere letto alle temperature reali alle quali si vuole far lavorare l'impianto.


Una sola stanza fredda non giustifica l’aumento di tutta la mandata


Un caso frequente è quello di un'abitazione che mantiene correttamente il comfort quasi ovunque con una mandata moderata, mentre una camera resta più fredda.

La reazione immediata è spesso aumentare la temperatura della caldaia però in questo modo tutti gli altri radiatori ricevono acqua più calda del necessario.

casa freddaIl disagio di una stanza fredda - Unsplash



Le relative valvole tendono a chiudere e il generatore lavora a temperature superiori per risolvere il problema di un solo locale.

Bisogna capire perché quella stanza è penalizzata:

  • radiatore sottodimensionato
  • valvola che non apre correttamente
  • detentore troppo chiuso
  • circuito che può ricevere poca portata.


La stanza in questione potrebbe anche avere dispersioni molto maggiori a causa di pareti esterne, serramenti o copertura.

Il consiglio è quello di risolvere il punto debole, perché ciò consente di mantenere più bassa la temperatura dell'intero sistema.


Bilanciamento idraulico e riduzione della temperatura di mandata


Negli impianti non bilanciati i radiatori vicini al generatore, o collegati attraverso percorsi favorevoli, ricevono molta portata e si scaldano rapidamente, mentre quelli più lontani possono rimanere tiepidi.

Aumentando la temperatura di mandata si riesce spesso a far scaldare anche gli ultimi terminali, ma si maschera il problema anziché correggerlo.

Il bilanciamento distribuisce le portate in maniera coerente con le necessità dei diversi radiatori.

Dopo un corretto bilanciamento può diventare possibile abbassare la mandata perché anche il terminale più lontano riceve finalmente la quantità d'acqua necessaria.


Valvole termostatiche per uniformare la temperatura nelle stanze


Le valvole termostatiche regolano la portata attraverso il singolo radiatore in funzione della temperatura presente nelle diverse stanze.

Ad esempio, un soggiorno esposto al sole richiede meno calore rispetto a una camera sul lato nord, anche se i due terminali sono collegati alla stessa mandata.

La valvola limita quindi l'apporto dove non serve.

valvolaValvola termostatica per una temperatura omogenea tra gli ambienti - Pixabay



Non dovrebbe però lavorare continuamente quasi chiusa perché la caldaia invia acqua molto più calda del necessario.

Pertanto, se la maggior parte delle valvole chiude gran parte del tempo, vale la pena verificare se la temperatura generale possa essere abbassata.


Valvole termostatiche chiuse e cicli della caldaia


Quando le valvole termostatiche riducono la portata, diminuisce anche la quantità di impianto in grado di assorbire la potenza prodotta dal generatore.

Una caldaia modulante può ridurre la fiamma fino alla propria potenza minima.

eco wind aurumCaldaia a condensazione Eco Wind Aurum - Ariel Energia



Se anche quella potenza è superiore al carico rimasto, la temperatura dell'acqua raggiunge rapidamente il setpoint e il bruciatore deve spegnersi.

Poco dopo l'impianto si raffredda e viene avviato un nuovo ciclo.

Una mandata eccessivamente alta può accentuare il fenomeno perché porta le stanze al setpoint molto rapidamente e provoca la chiusura delle valvole.

Bisogna considerare il rapporto diretto fra temperatura dell'acqua, modulazione della caldaia e regolazione dei terminali.


La potenza minima della caldaia influenza la regolazione della mandata


Due caldaie con la stessa potenza nominale possono comportarsi in maniera molto diversa durante una giornata mite.

La differenza può dipendere dalla potenza minima a cui riescono a mantenere acceso il bruciatore.

Se l'edificio sta richiedendo poco calore e la caldaia riesce a modulare fino a quel valore, può continuare a funzionare stabilmente con una mandata contenuta.

Se la potenza minima è molto più alta, l'acqua tenderà ad aumentare rapidamente di temperatura e il generatore alternerà accensioni e spegnimenti.

Abbassare la mandata può contribuire a prolungare il funzionamento perché i terminali emettono calore più gradualmente, ma non può modificare il limite fisico di modulazione della macchina.

In edifici con fabbisogni molto ridotti, la potenza minima è quindi un dato importante quanto la temperatura impostata.


Il termostato ambiente non deve sostituire una corretta temperatura di mandata


Un termostato può mantenere la casa a 20 °C anche con una mandata molto elevata: accende la caldaia quando la temperatura scende e la spegne quando raggiunge il valore impostato.

Se i radiatori sono alimentati a temperatura molto alta, l'ambiente può raggiungere rapidamente il setpoint e continuare a scaldarsi per inerzia dopo l'arresto.

Si alternano così fasi di surriscaldamento e successivo raffreddamento.

termostatoTermostato ambiente - Getty Images



Questo non equivale necessariamente a una regolazione efficiente.

Una mandata più vicina al fabbisogno consente invece al generatore di modulare e al termostato di intervenire meno bruscamente.

Il termostato dovrebbe rappresentare un controllo del comfort, non l'unico dispositivo incaricato di correggere continuamente un'eccessiva produzione di calore.


Termostato con comando modulante anziché il semplice on/off


Quando caldaia e regolatore utilizzano un protocollo compatibile, il comando ambiente può comunicare informazioni più articolate rispetto alla semplice richiesta di accensione.

Avvicinandosi alla temperatura desiderata, può ridurre la richiesta termica e permettere alla caldaia di diminuire potenza o temperatura.

Un normale termostato on/off può comunque essere utilizzato in molti impianti, ma non sfrutta necessariamente tutte le possibilità di regolazione del generatore.

Prima di sostituire il comando è importante verificare quali dispositivi e protocolli siano supportati dal modello di caldaia.


Come abbassare gradualmente la temperatura di mandata


In una casa con regolazione manuale si può individuare il valore adeguato osservando il comportamento dell'impianto.

Il metodo più utile consiste nel partire dall'impostazione abituale e ridurre progressivamente la temperatura, senza cambiare contemporaneamente orari, termostati e regolazioni delle valvole.

Dopo ogni modifica bisogna lasciare all'abitazione il tempo di stabilizzarsi e osservare soprattutto il locale più sfavorito.

Se tutte le stanze continuano a raggiungere il setpoint senza difficoltà, esiste ancora margine per una regolazione inferiore.

Quando la stanza più fredda non riesce più a raggiungere la temperatura desiderata, nonostante il riscaldamento attivo a lungo, ci si sta avvicinando al limite del sistema per quelle condizioni esterne.


Abbassare troppo la mandata può aumentare i tempi di funzionamento della caldaia


Se la temperatura diventa insufficiente, la caldaia può rimanere accesa per molte ore senza riuscire a portare gli ambienti al setpoint.

In quel caso non si sta sfruttando meglio il generatore e i terminali non dispongono della potenza necessaria.

Il consumo dipenderà dall'energia che l'edificio continua a richiedere e dal modo in cui la caldaia lavora per soddisfarla.

Bisogna quindi distinguere un funzionamento lungo e modulato, nel quale la temperatura ambiente rimane stabile, da un funzionamento continuo dovuto all'incapacità dell'impianto di raggiungere il comfort.

La differenza è tangibile in termini di comfort domestico, perché nel secondo caso la casa rimane costantemente più fredda.


Abbassamenti notturni e una mandata più alta al mattino


Ridurre la temperatura interna durante la notte può diminuire le dispersioni, ma l'entità dell'abbassamento deve essere coerente con l'inerzia dell'edificio.

Infatti, va considerato che, se la casa viene lasciata raffreddare molto di notte, al mattino seguente il generatore deve recuperare contemporaneamente la temperatura dell'aria, delle pareti e degli arredi.

Per ottenere un recupero rapido può essere necessario aumentare temporaneamente la potenza dei terminali e quindi la temperatura dell'acqua.

In un'abitazione occupata stabilmente può essere più efficace adottare una riduzione moderata e mantenere una regolazione più continua.

Il programma orario per la gestione della temperatura di mandata deve essere coordinato con isolamento, inerzia, tipo di terminali e tempi di utilizzo.


Ore accensione riscaldamento e consumi


Il consumo energetico dipende principalmente dalle dispersioni dell'edificio, dalla temperatura interna mantenuta e dall'efficienza con cui il generatore fornisce l'energia necessaria.

Concentrare tutto il riscaldamento in brevi periodi può richiedere temperature di mandata più elevate.

Una caldaia a condensazione può così lavorare in condizioni meno favorevoli proprio per recuperare rapidamente il comfort.

Un funzionamento più lungo a temperatura moderata può essere vantaggioso soprattutto negli edifici occupati per gran parte della giornata.

Questo non significa che il riscaldamento debba rimanere sempre acceso, a prescindere dall'uso della casa, perché se l'abitazione rimane vuota per molte ore, ridurre il setpoint ambiente può essere sensato.


Edificio isolato e temperatura di mandata


Quando vengono migliorati serramenti, copertura o pareti, le dispersioni diminuiscono e questo crea una condizione favorevole per abbassare la mandata.

Una casa che prima richiedeva acqua molto calda per mantenere 20 °C potrebbe, dopo la riqualificazione per risparmio energetico, ottenere lo stesso comfort con temperature inferiori.

Dopo lavori importanti sull'involucro è opportuno rivedere la regolazione della caldaia: continuare a utilizzare le impostazioni precedenti significa non sfruttare completamente la riduzione del carico termico ottenuta con i lavori.


Apporti solari, quanto incidono sulla regolazione della caldaia


Due giornate con la stessa temperatura esterna possono produrre richieste diverse se una è molto soleggiata e l'altra completamente coperta.

Le superfici vetrate esposte al sole introducono energia negli ambienti e riducono quella che deve essere fornita dall'impianto.

grandi vetrateApporto di calore attraverso le grandi superfici vetrate - Getty Images



Le valvole termostatiche e i controlli ambiente aiutano a gestire questi apporti locali.

Una regolazione climatica basata soltanto sulla temperatura esterna non può conoscere perfettamente ogni contributo interno, ma può essere integrata dal controllo ambiente.

L'obiettivo è evitare che la caldaia continui a inviare calore elevato mentre le stanze stanno già ricevendo energia gratuita.


Posizione del termostato, come influisce sulla temperatura di mandata


Se il termostato si trova nella stanza che si riscalda più velocemente, può interrompere la caldaia prima che gli altri ambienti abbiano ricevuto sufficiente energia.

Generalmente si tende allora ad aumentare la mandata per far arrivare più rapidamente calore alle stanze fredde, ma così facendo il locale del termostato si scalda ancora più rapidamente e spegne nuovamente il generatore.

Prima di aumentare la temperatura dell'acqua, occorre verificare se il locale di riferimento rappresenti correttamente l'abitazione.

Posizione adeguata del termostato, bilanciamento dei radiatori e valvole termostatiche contribuiscono a evitare che una stanza domini il funzionamento di tutto l'impianto.


Bilanciamento riscaldamento nelle case su più piani


Negli edifici sviluppati verticalmente le differenze tra i locali possono derivare anche dalla distribuzione idraulica.

Alcuni radiatori possono ricevere più portata di altri e le temperature dei piani possono differire.

Alzare la mandata dell'intero impianto per correggere il piano più freddo aumenta il calore anche in quello già confortevole.

casa su più livelliAbitazione su due livelli - Getty Images



Il Consiglio è quello di verificare prima circolazione, detentori, valvole, pressione e bilanciamento.

Se dopo queste verifiche un'area richiede realmente più potenza, si può valutare il dimensionamento dei terminali.

Una mandata elevata dovrebbe essere la conseguenza di un fabbisogno reale, non la compensazione per una distribuzione sbilanciata.


Fanghi e filtri sporchi, effetto sulla temperatura di mandata della caldaia


Un radiatore che riceve poca portata non riesce a cedere la potenza prevista neppure aumentando moderatamente la mandata.

Negli impianti datati possono essere presenti ossidi, fanghi e residui che limitano la circolazione.

Filtri intasati, valvole parzialmente bloccate e circolatori regolati male producono effetti simili: il problema risiede dunque nella distribuzione, non nella temperatura impostata.

Gli interventi sull'interno della caldaia, sul circolatore e sulla rete devono essere eseguiti da personale altamente qualificato, ecco perché è importante rivolgersi a professionisti del settore come Ariel Energia.


Temperatura dell’acqua calda sanitaria


Nelle caldaie combinate sono generalmente presenti due regolazioni differenti: una per il circuito di riscaldamento e una per l'acqua calda sanitaria.

Durante la richiesta sanitaria, la caldaia modifica il proprio funzionamento secondo il setpoint dedicato: ridurre la temperatura di mandata dei radiatori non significa quindi dover utilizzare acqua tiepida per la doccia.

acqua calda Fabbisogno di acqua calda sanitaria - Getty Images



La temperatura necessaria ai terminali deve essere scelta in funzione del riscaldamento degli ambienti; la gestione dell'ACS segue invece caratteristiche della caldaia, esigenze degli utenti e configurazione dell'impianto sanitario.


Una caldaia tradizionale e una a condensazione reagiscono diversamente alle basse temperature


Abbassare la mandata è particolarmente interessante con un generatore a condensazione perché favorisce il recupero del calore latente dei prodotti della combustione.

Con vecchie caldaie tradizionali, invece, occorre rispettare le condizioni operative previste dal costruttore.

Non è corretto applicare automaticamente a qualsiasi generatore le strategie pensate per una moderna caldaia a condensazione.

In presenza di apparecchi datati, prima di modificare sensibilmente le temperature conviene verificare documentazione e caratteristiche dell'impianto.


Impianto monotubo e limiti nella riduzione della mandata


Nei circuiti monotubo più radiatori vengono serviti lungo uno stesso anello.

La temperatura dell'acqua disponibile cambia progressivamente durante il percorso e il funzionamento dei singoli terminali dipende anche dalle valvole e dai bypass specifici.

Abbassare molto la mandata può quindi penalizzare maggiormente i radiatori collocati nella parte finale del circuito.

temperatura dei termosifoniImpianto monotubo e temperatura dei termosifoni - Getty Images



Non significa che un monotubo debba necessariamente lavorare sempre ad alta temperatura, ma la riduzione deve essere verificata sull'intero anello.

Una casa con impianto monotubo non dovrebbe essere regolata applicando automaticamente i criteri utilizzati per una moderna distribuzione a collettori.


Temperatura sul display della caldaia e comportamento reale dell'impianto


Il display della caldaia mostra normalmente il valore impostato o la temperatura misurata in determinati punti del generatore; non indica necessariamente ciò che accade in ogni radiatore.

Lungo le tubazioni esistono perdite termiche, miscelazioni e variazioni di portata.

In impianti dotati di separatori, accumuli o circuiti miscelati, la temperatura distribuita a una zona può essere differente da quella prodotta direttamente dalla caldaia.

Questo è particolarmente evidente negli impianti misti, per esempio con radiatori e pavimento radiante: impostare la caldaia a un determinato valore non garantisce automaticamente che ogni terminale riceva esattamente quell'acqua.


Sostituzione della caldaia: rivedere la precedente regolazione


Installare una caldaia a condensazione al posto di un vecchio generatore e lasciare invariata una mandata molto alta può impedire di sfruttare una parte importante delle sue caratteristiche.

La nuova macchina dovrebbe essere regolata considerando terminali, isolamento e fabbisogno reale.

La prima stagione di funzionamento può essere utilizzata per affinare la curva climatica.

Una caldaia nuova non rende automaticamente efficiente il vecchio impianto, infatti, è determinante il coordinamento tra generazione, distribuzione ed emissione.


Non sempre serve molta acqua calda: esempio pratico


Prendiamo in esame un appartamento dotato di radiatori tradizionali e caldaia a condensazione.

Durante una giornata fredda l'impianto mantiene correttamente 20 °C con una determinata temperatura di mandata.

Dopo alcuni giorni il clima diventa sensibilmente più mite, ma la regolazione rimane invariata.

I radiatori diventano rapidamente molto caldi, il soggiorno raggiunge il setpoint, il termostato spegne la caldaia e numerose valvole termostatiche iniziano a chiudersi, finché l'impianto riparte e il ciclo si ripete.

Riducendo la mandata, i radiatori emettono meno potenza istantanea ma continuano a compensare le minori dispersioni dell'edificio, il generatore può rimanere acceso più a lungo a potenza ridotta e ricevere acqua di ritorno più fredda.

Si mantiene il comfort termico, perché il fabbisogno della casa è diminuito insieme alla temperatura esterna.


Quando serve davvero una temperatura di mandata elevata


Una mandata elevata può essere necessaria durante le giornate più fredde in un edificio con forti dispersioni e radiatori dimensionati per lavorare ad alta temperatura.

Può servire anche temporaneamente durante il recupero di un'abitazione rimasta a lungo inutilizzata e fredda.

Il problema nasce quando il valore più alto richiesto nelle condizioni eccezionali viene mantenuto per tutta la stagione.

L'efficienza non si ottiene imponendo permanentemente temperature basse o alte, ma adattando la produzione alle condizioni reali.

Un impianto che necessita di una temperatura elevata per pochi giorni all'anno può comunque lavorare a valori molto più favorevoli alla condensazione per tutto il restante periodo di riscaldamento.


Cosa può controllare direttamente l’utente


Dal pannello della caldaia è generalmente possibile modificare la temperatura del circuito di riscaldamento nei limiti previsti dall'apparecchio.

L'utente può osservare:

  • se gli ambienti raggiungono il setpoint
  • quanto frequentemente interviene il bruciatore
  • se alcuni radiatori rimangono sistematicamente più freddi degli altri
  • la programmazione del termostato
  • le normali regolazioni delle valvole termostatiche.


Non devono invece essere modificati autonomamente parametri di combustione, potenza massima o minima del bruciatore, tarature gas, velocità tecniche del circolatore o impostazioni protette della centralina.


Come regolare la temperatura di mandata senza perdere comfort


Innanzitutto, la regolazione dovrebbe prevedere un impianto in buone condizioni: radiatori sfiatati e bilanciati, filtri puliti, valvole funzionanti e circolatore correttamente configurato.

Dopodiché, si può procedere con l'individuazione della temperatura più bassa compatibile con il fabbisogno dell'abitazione.

eco wind easy 24Caldaia a condensazione modello Eco Wind Easy 24 - Ariel Energia



Con una caldaia a condensazione è preferibile utilizzare, quando il sistema lo consente, la compensazione climatica, impostando una curva che aumenti la mandata soltanto al diminuire della temperatura esterna.

Negli impianti con regolazione manuale si può procedere gradualmente fino a raggiungere il setpoint ottimale anche durante le condizioni più fredde.

Le valvole termostatiche devono riuscire a compensare le differenze tra gli ambienti, mentre il termostato o il comando modulante gestisce il comfort generale.

La temperatura di mandata rappresenta una variabile del sistema di riscaldamento che deve seguire il carico dell'edificio: abbastanza alta da compensare le dispersioni, ma non più alta di quanto serve in quel momento.


Fine Articolo
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Caldaia condensazione, basse temperature e comfort


Ariel EnergiaIl binomio condensazione e impianti a basse temperature consente di ottenere anche altri vantaggi, oltre a quelli sopra descritti di profilo economico.

Un'azienda che promuove prodotti di questo tipo che mirano a ridurre i fenomeni di inquinamento e di stratificazione dell'aria con l'abbattimento di salti o gradienti termici negli ambienti che risultano riscaldati in maniera uniforme è Ariel Energia

Con i modelli di caldaia murale a condensazione Eco Wind, proposti da questa azienda, si annullano i fenomeni di combustione del pulviscolo dell'aria frequenti in presenza di corpi radianti ad elevata temperatura come i vecchi termosifoni in ghisa, in più si annulla il fenomeno della secchezza dell'aria nel caso di impianti a pannelli radianti, essendo il calore trasmesso per radiazione.



Emperatura di mandata della caldaia: come regolarla per ridurre i consumi
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