Conosciamo il nuovo digitale terrestre DVB-T2

NEWS DI TV ed elettronica30 Luglio 2016 ore 09:29
Dopo il passaggio dalla tv analogica al digitale terrestre, ci avviamo verso un nuovo switch: dallo standard DVB-T al DVB-T2. Ecco cosa cambia e come attrezzarsi

Tv, dal digitale terrestre al DVB-T1 al DVB-T2: si prepara il passaggio


Era il 4 luglio 2012 quando a un tratto il nostro modo di guardare la televisione cambiò definitivamente con lo spegnimento della trasmissione analogica, analog switch-off.
Risale infatti a quattro anni fa lo storico passaggio al digitale, processo iniziato nel 2008, che ha cambiato le nostre abitudini di telespettatori addestrati, prima di quel momento, a una precisa corrispondenza tra il canale tv e il tasto sul telecomando. I canali erano infatti pochi e corrispondevano quasi tutti alla numerazione presente sul telecomando di casa .

Ci è voluto qualche tempo per abituarci alla novità ed era stato necessario adeguare i televisori in nostro possesso, aggiungendo e collegando un decoder digitale che ci avrebbe permesso, come poi è realmente stato, di fruire di una maggiore gamma di canali oltre a quelli in chiaro.

Digitale terrestre
Un gran numero di canali televisivi, molti inediti fino ad allora o comunque prima esclusivamente a pagamento, insieme a canali tematici e nuova programmazione sono entrati nelle nostre case.
I primi anni tutti avevamo due telecomandi: quello del televisore e quello del digitale, poi nell’arco di pochissimo tempo in commercio si trovavano più solo televisori con il digitale integrato, che non rendevano più necessario il decoder aggiuntivo e la scocciatura del doppio telecomando.

Tante sono state le conseguenze: quelle positive riguardano come detto i molti nuovi canali gratuitamente a disposizione in chiaro per l'utente; lo svantaggio pratico accusato soprattutto dai telespettatori più anziani e abitudinari è stato lo slittamento per esempio di canali e televisioni locali molto in là, che subito ha registrato lamentele. Un ulteriore e conseguente rischio derivante dalla difficoltà riscontrata da molte persone nel seguire la programmazione alla quale erano abituati, è stata la dispersione nell'etere di molte reti che hanno registrato anche bruschi cali di ascolti.


La nuova era del digitale: più qualità e varietà con DVB-T2


Questa ormai è storia e si sa che la tecnologia, il mondo della comunicazione e i media vanno avanti a passi lunghi e ben distesi, infatt,i stiamo per assistere a un ulteriore passaggio, quello al digitale terrestre di seconda generazione, definito DVB-T2 che sta per Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial o anche semplicemente T2, per distinguerlo dall’attuale T o T1. Si chiama così lo standard di trasmissione dei canali che soppianterà il digitale che abbiamo imparato a usare, chiamato DVB-T.

Quindi, in pochi anni siamo passati non solo dalle trasmissioni analogiche al digitale, ma stiamo assistendo anche all’evoluzione del digitale stesso. Ce ne accorgiamo perché già a partire da questo mese di luglio vediamo nei negozi di elettronica e nei centri commerciali i primi decoder capaci di ricevere e trasmettere il nuovo standard DVB-T2. Come già accaduto qualche anno fa, solo pochi mesi più tardi, a inizio 2017, i televisori in commercio avranno decoder digitale integrato esclusivamente di seconda generazione.

Passaggio al nuovo digitale terrestre
Il cambiamento non sarà così repentino né si spera traumatico come quattro anni fa, ma è già previsto che nel 2020 avverrà lo switch off e tutti i canali e la loro programmazione verrà trasmessa seguendo lo standard DVB-T2. Ciò non significa che da quella data in poi per fruire della programmazione tv attuale dovremo rottamare i nostri televisori.

Infatti, gli apparecchi che usiamo adesso, tv e decoder, non basteranno più e andranno adeguati per vedere canali con il nuovo standard DVB-T2, ma ancora per un periodo funzioneranno con la qualità di oggi e la trasmissione T1 ed è prevista la doppia trasmissione di programmi sul digitale, sia con la vecchia tecnologia che con quella nuova. L’approccio viene definito simulcast, ossia trasmissione simultanea.

Ma a cosa dobbiamo questo spostamento del segnale? La domanda è legittima e ha già una risposta.

Il 2020 segnerà il passaggio del digitale che utilizziamo oggi a un’altra destinazione, la telefonia mobile e banda larga che collegherà smartphone e tablet usufruendo di un internet mai così veloce.

Fino a poco tempo fa erano stati previsti due anni di tolleranza perché il nostro Paese si adeguasse, facendo slittare al 2022 il passaggio definitivo, visto che attualmente sul digitale tradizionale, che poi servirà per la banda larga super veloce 4G e poi 5G, confluiscono ancora diverse emittenti tv.

Di recente, però, il passaggio delle trasmissioni televisive al nuovo digitale è stato anticipato e fissato al 30 giugno 2020 dalla Commissione UE. Ciò porta a un’inevitabile accelerazione dei tempi per liberare la banda 700 Mhz, occupata ancora in Italia come già accennato da sei importanti emittenti tv.


Quali sono i vantaggi della nuova assegnazione delle frequenze decisa dall'Europa per gli spettatori?


Scopriamo cosa cambierà per noi tutti, in quanto telespettatori, con il passaggio dal DVB-T al DVB-T2. Innanzitutto a giovarne sarà la qualità delle immagini video.
Gli operatori tv con lo switch off potranno incrementare ulteriormente l’offerta e la quantità di canali da trasmettere, contando sulle stesse risorse. Qualità e varietà dell’offerta sono quindi gli aspetti positivi di questa evoluzione del digitale. Inoltre, il nuovo standard permetterà agli utenti che avranno decoder o nuovi apparecchi DVB-T2 di usufruire di una programmazione anche con contenuti premium in HD, ultra HD e forse anche 3D.

Digitale DVB-T2
Però è importante ribadire che con lo switch off nel 2020 oltre al nuovo DVB-T2, continuerà a esistere anche la tecnologia DVB-T: si potranno vedere quindi i canali che recepiamo oggi, ma non quelli nuovi, senza essersi prima dotati di appositi decoder (come fu già nel 2012 con il passaggio dall’analogico al digitale) o nuovi televisori.

Proviamo a capire quali sono i problemi che si stanno presentando e che vanno risolti prima del passaggio. Un primo elemento da considerare è prettamente tecnico e riguarda quale codec abbinare alla nuova era del digitale terrestre.

Per codec intendiamo uno specifico programma o apparecchio utile alla codifica e decodifica digitale del segnale video e audio in ingresso. Questi devono essere memorizzati perché i canali possano essere compressi, scelti e visti. Al momento, due sembrano essere gli standard da utilizzare con il passaggio al digitale DVB-T2: H.265/HEVC, capace di supportare anche l’ultra HD, o il H.264/MPEG4, meno recente ma compatibile con la maggioranza dei tv in commercio.


Tv e decoder in commercio: presto solo modelli con lo standard DVB-T2


Il consiglio per tutti coloro che in questi mesi si trovassero a dover comprare un nuovo televisore è dirottare l’acquisto in previsione del passaggio al DVB-T2, scegliendo tra i modelli già in grado di ricevere questo standard o dotati di sintonizzatore specifico.
Differentemente, l’acquisto potrebbe essere obsoleto già in partenza o nel giro di un paio di anni, anche se verosimilmente nei prossimi mesi i televisori già prodotti, che riescono a ricevere solo il segnale digitale terreste DVB-T ancora in essere (e di prima generazione), ma presto superato, verranno venduti a un prezzo finale conveniente e la ragione sta proprio qui.

Dall’inizio di questo mese le aziende potranno fabbricare solo nuovi apparecchi e da gennaio 2017, invece, i produttori di televisori potranno mettere in commercio soltanto dispositivi, sia tv che decoder esterni, capaci di ricevere il digitale di nuova generazione che porterà con sé più qualità e maggiore offerta per tutti. Il digitale DVB-T2 trasmetterà canali in alta definizione, un salto in avanti per il livello raggiunto e percepito di fruizione.

La nuova necessità da soddisfare è quella di creare più spazio per i tanti canali disponibili, anche se la banda si stringe sempre di più: la risposta è dunque la nuova era del digitale, con l’avvento dello standard DVB-T2 che a breve sarà realtà anche per il nostro Paese.

riproduzione riservata
Articolo: DVB-T2: il digitale terrestre di nuova generazione
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