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La donazione rappresenta un comportamento spontaneo con cui un soggetto trasferisce a titolo gratuito denaro o beni a favore di un altro soggetto – generalmente un ente non profit, un’organizzazione di utilità sociale o un beneficiario privato – senza che vi sia una controprestazione.
Mentre la logica morale e sociale del gesto è evidente, la disciplina tributaria italiana attribuisce a determinate donazioni benefici fiscali.
Tali benefici sono concretizzabili attraverso detrazioni o deduzioni nel quadro della dichiarazione dei redditi.
Tale regime è stato definito in modo organico all’interno del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017).
Quest'ultimo ha sostituito le precedenti disposizioni agevolative e introdotto un quadro coerente di incentivi per le liberalità a favore di enti riconosciuti.
Prima di entrare nel vivo di quelle che sono le agevolazioni fiscali, è opportuno chiarire la differenza tra deduzione e detrazione:
Il contribuente può normalmente scegliere se prediligere detrazione e deduzione, a seconda di quale opzione risulti più vantaggiosa in base al proprio profilo fiscale.
La disciplina che regola le agevolazioni fiscali per le erogazioni liberali è contenuta nell’articolo 83 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117, noto come Codice del Terzo Settore (CTS).
Detrarre donazione in dichiarazione dei redditi - Getty Images
Si tratta di una norma che definisce in che misura e in quali limiti le donazioni a favore degli Enti del Terzo Settore (tra cui ONLUS, associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato), possono essere oggetto di detrazione o deduzione fiscale.
Per usufruire dei benefici, è fondamentale che:
Le liberalità in contanti non consentono di ottenere alcun beneficio fiscale.
Le agevolazioni fiscali sulle donazioni sono disponibili innanzitutto per le persone fisiche residenti fiscalmente in Italia che presentano dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi PF).
Sono altresì possibili per enti e società soggetti a imposta sul reddito delle società (IRES o IRPEF per società di persone), che effettuano donazioni a favore di enti non profit riconosciuti.
In entrambi i casi, la fruizione delle agevolazioni è condizionata alla tracciabilità del pagamento e alla qualità dell’ente destinatario.
Non tutte le erogazioni liberali danno diritto a benefici fiscali. In linea generale, le agevolazioni si applicano alle donazioni effettuate a favore di:
È essenziale verificare che l’ente destinatario sia legalmente riconosciuto e iscritto nei registri competenti (ad esempio RUNTS), poiché solo in tal modo la donazione può essere qualificata come deducibile o detraibile.
Le donazioni in denaro o in natura effettuate dagli individui a favore di enti ETS o similarmente riconosciuti possono essere detratte dall’imposta lorda IRPEF nella misura del 30% dell’importo donato.
Secondo l’articolo 83 del Codice del Terzo Settore, vi è tuttavia un limite massimo di 30.000 euro per periodo d’imposta.
Come funziona la detrazione della donazione - Getty Images
Oppure possono essere dedotte dal reddito complessivo nella misura del 10% del reddito dichiarato.
Il contribuente deve scegliere tra detrazione e deduzione per ciascuna donazione, ma non può cumulare entrambe per la stessa erogazione.
In alcuni casi specifici, come per le Organizzazioni di Volontariato (ODV), la detrazione può essere aumentata fino al 35% dell’importo donato, sempre entro il limite di 30.000 euro.
Per usufruire dei benefici fiscali, il contribuente deve seguire alcune regole di compliance.
In primis deve effettuare la donazione con mezzi tracciabili: bonifico bancario o postale, carta di credito/debito, assegno bancario o altro strumento che consenta l’identificazione del versante e dell’importo.
Donazione tracciabile ai fini detraibili - Getty Images
Le donazioni in contanti non sono ammissibili.
Occorre comunque conservare la documentazione: ricevute di versamento, estratti conto o certificazioni rilasciate dall’ente beneficiario che attestino la donazione.
Dopodiché si può segnalare la donazione nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), indicando gli importi nei righi specifici previsti per le erogazioni liberali.
L’ente beneficiario può anche comunicare direttamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle erogazioni liberali ricevute, facilitando l’inclusione automatica nel modello 730 precompilato.
Le società e gli enti commerciali che effettuano donazioni a favore di ETS possono dedurre dal proprio reddito imponibile le liberalità in denaro o in natura fino al limite del 10% del reddito dichiarato.
Se la deduzione eccede il reddito complessivo, l’eccedenza può essere riportata nei quattro periodi d’imposta successivi.
Si tratta di regole che consentono alle imprese di considerare la donazione come parte di una strategia di responsabilità sociale d’impresa (CSR) senza rinunciare a vantaggi fiscali, pur nel rispetto dei limiti normativi.
La disciplina fiscale delle donazioni include anche il tema della imposta sulle donazioni prevista dal D.Lgs. 346/1990.
Tale imposta è diversa dalle agevolazioni fiscali descritte per liberalità a enti non profit.
Donazioni previste dal D.Lgs. 346/1990 - Getty Images
Essa si applica principalmente ai trasferimenti tra persone fisiche in caso di donazioni di beni o somme di denaro di valore rilevante, in relazione alla parentela e alla franchigia prevista per ciascun grado di parentela.
Tuttavia, le donazioni a favore di enti del Terzo Settore non sono soggette a tale imposta, essendo esenti dalla tassazione sulle successioni e donazioni se rispettano i requisiti normativi.
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