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Come definire le dimensioni di un divano su misura

Come progettare le dimensioni di un divano su misura scegliendo larghezza, profondità, braccioli, chaise longue e moduli in base allo spazio e al comfort.
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Idee per definire le dimensioni di un divano su misura


Scegliere un divano su misura non significa semplicemente stabilire quanti centimetri deve occupare lungo una parete.

Larghezza e profondità complessive sono solo una parte del progetto.

A determinare il comfort intervengono anche altezza e profondità della seduta, inclinazione dello schienale, dimensione dei braccioli, imbottitura e configurazione degli eventuali moduli.

Il divano Mood di DàmedaIl divano Mood - Dàmeda



Per questo due divani lunghi 250 cm possono offrire una superficie realmente utilizzabile e una postura molto differenti.

Il vantaggio della progettazione personalizzata consiste proprio nel decidere dove utilizzare ogni centimetro disponibile, evitando sia un mobile sovradimensionato sia una seduta che, pur entrando perfettamente nello spazio, risulta poco confortevole.


Da quali misure partire per progettare un divano su misura


Prima di scegliere le dimensioni del divano conviene distinguere ciò che può essere modificato da ciò che invece costituisce un vincolo.

Pareti, porte, finestre, pilastri, radiatori, battiscopa e percorsi sono elementi fissi. La forma del divano deve adattarsi a essi e non viceversa.

Il primo rilievo dovrebbe quindi comprendere:

  • lunghezza effettivamente disponibile;
  • distanza da porte e finestre;
  • posizione di radiatori e prese;
  • profondità libera verso il centro della stanza;
  • passaggi verso cucina, balcone e altre zone del living;
  • dimensioni di tavolino, mobile TV e altri arredi;
  • percorso necessario per portare i singoli elementi fino al soggiorno.


Solo dopo avere individuato questi limiti conviene passare alle esigenze delle persone che utilizzeranno il divano: quante devono sedersi normalmente, quanto sono alte, se preferiscono una posizione composta oppure rilassata, se vogliono sdraiarsi e se occorre integrare una chaise longue, un letto o un contenitore.

È una sequenza importante: prima si misura la stanza, poi si misura il modo di abitarla.


Larghezza del divano e spazio realmente disponibile per sedersi


La definizione commerciale di divano a due, tre o quattro posti non indica una dimensione precisa.

Un modello lungo 240 cm con braccioli molto larghi può avere meno spazio utile rispetto a uno lungo 220 cm con fianchi sottili.

Nel progetto è utile separare due valori: larghezza totale del divano e larghezza utile della seduta.

Il modello Wall di DàmedaIl modello Wall - Dàmeda



Supponiamo di avere a disposizione 300 cm. Utilizzando due braccioli da 30 cm ciascuno, 60 cm vengono assorbiti dai fianchi e rimangono 240 cm di seduta.

Con due braccioli da 15 cm, un divano largo complessivamente 290 cm mette invece a disposizione circa 260 cm.

Il secondo divano è più corto, lascia maggiore respiro alla stanza e offre contemporaneamente una superficie di seduta superiore.

È uno dei motivi per cui un mobile personalizzato non dovrebbe essere progettato cercando a tutti i costi di riempire l'intera parete.


Quanto spazio lasciare ai lati del divano


Il fatto che lungo una parete siano disponibili 280 cm non significa che il divano debba necessariamente essere largo 280 cm.

Un piccolo margine laterale può permettere di raggiungere una presa, spostare una tenda, pulire più facilmente oppure evitare che il fianco del mobile sembri incastrato tra due pareti.

Il margine diventa ancora più importante in presenza di una nicchia. Pareti esistenti e intonaci non sono sempre perfettamente paralleli e pochi millimetri rilevati in un solo punto possono diventare diversi centimetri lungo tutta l'altezza.

Per un divano inserito tra due pareti è quindi preferibile effettuare più misurazioni e considerare anche battiscopa e sporgenze.

La progettazione su misura non significa eliminare le tolleranze, ma decidere consapevolmente dove lasciarle.


Come scegliere la profondità del divano


La profondità totale del mobile non corrisponde alla profondità effettivamente disponibile per sedersi.

Una parte dell'ingombro può essere occupata da struttura dello schienale, inclinazione e cuscini posteriori.

Per valutare il comfort interessa soprattutto la distanza tra il bordo anteriore del cuscino e il punto nel quale viene sostenuta la schiena.

Una seduta contenuta favorisce una postura più eretta e permette più facilmente di appoggiare i piedi a terra. Una superficie profonda invita invece ad assumere una posizione rilassata, raccogliere le gambe o sdraiarsi.

Il divano Almada di DàmedaIl divano Almada - Dàmeda



Non esiste quindi una profondità ideale in assoluto.

Bisogna chiedersi prima come si vuole stare sul divano.

Per una zona conversazione può essere preferibile una seduta più controllata.

Per un living destinato principalmente a film e relax può essere utile aumentarla.

In una famiglia composta da persone di stature diverse, una soluzione interessante consiste nell'adottare una seduta generosa accompagnata da cuscini lombari mobili: chi ha bisogno di un appoggio più vicino può aggiungerli, mentre chi vuole distendersi può rimuoverli.


Attenzione alla profondità esterna: cambia tutto il soggiorno


Aumentare di 10 o 15 cm la profondità di un divano ha spesso conseguenze maggiori rispetto ad aumentare della stessa quantità la larghezza.

Il bordo della seduta avanza verso il centro della stanza, riducendo la distanza dal tavolino e modificando i percorsi.

Occorre quindi verificare insieme: parete, divano, spazio di movimento, tavolino, mobile TV.

Una composizione particolarmente profonda può essere comodissima in showroom ma diventare ingombrante in un living stretto.

Un metodo semplice consiste nel riportare la sagoma del divano sul pavimento con nastro adesivo rimovibile.

Dopo aver segnato anche tavolino e altri mobili, conviene utilizzare la stanza normalmente per qualche ora.

Passare, sedersi su una sedia collocata all'interno della sagoma, raggiungere una finestra o andare verso la cucina aiuta a percepire gli ingombri molto meglio della sola planimetria.


Altezza della seduta: non è soltanto una scelta estetica


I divani bassi hanno un aspetto molto contemporaneo e accentuano lo sviluppo orizzontale del mobile.

L'altezza influenza però anche la facilità con cui ci si siede e ci si rialza.

Una seduta molto bassa richiede una maggiore flessione di ginocchia e anche.

Una quota superiore può risultare più pratica per persone alte, anziane o con esigenze di mobilità specifiche.

Altezza seduta divano Mood di DàmedaAltezza seduta divano Mood - Dàmeda



C'è inoltre un particolare spesso ignorato: l'altezza del divano vuoto non coincide con quella percepita durante l'uso.

Un'imbottitura morbida si comprime molto più di una sostenuta.

Per questo, quando la quota ha un'importanza ergonomica particolare, è opportuno conoscere non soltanto l'altezza geometrica ma anche il comportamento del cuscino sotto carico.

Struttura e imbottitura devono essere progettate insieme.


Schienale basso o alto: come cambia il comfort


L'altezza dello schienale incide sia sul sostegno sia sull'impatto visivo.

Un divano con schienale basso è adatto a un open space perché separa le funzioni senza formare una barriera.

Se il mobile è collocato al centro della stanza, lascia inoltre più libero il campo visivo.

Chi trascorre molto tempo a guardare la TV può però preferire un sostegno più alto oppure poggiatesta regolabili.

Conta anche l'inclinazione.

Uno schienale relativamente verticale favorisce conversazione, lettura e una posizione composta.

Aumentando l'inclinazione si ottiene una postura più rilassata, soprattutto se abbinata a una seduta profonda.

Altezza, profondità e inclinazione non andrebbero quindi decise separatamente.


Braccioli: centimetri persi oppure spazio utile?


I braccioli incidono in modo considerevole sulle dimensioni di un divano su misura.

Nei soggiorni piccoli può essere conveniente ridurne lo spessore per aumentare la larghezza della seduta.

In altri casi un fianco generoso diventa invece parte funzionale del progetto.

Può sostenere il corpo quando ci si sdraia oppure incorporare mensole, vani e piccoli piani di appoggio.

È proprio su questo principio che la personalizzazione può diventare qualcosa di diverso dalla semplice modifica della larghezza.

Il divano Mood di Dàmeda, ad esempio, grazie ai moduli componibili, permette di creare configurazioni su misura, adatte a spazi di ogni dimensione e stile, garantendo una personalizzazione perfetta per ogni esigenza.

Il divano Mood di Dàmeda con libreria lateraleIl divano Mood con libreria laterale - Dàmeda



A caratterizzarlo le sedute ampie e accoglienti, gli schienali avvolgenti di piuma d’oca e i braccioli reversibili.

Le librerie laterali integrative, inoltre, offrono uno spazio dedicato agli oggetti essenziali.


Divano modulare: scegliere la misura dei singoli elementi


Quando la composizione è formata da più moduli, non basta stabilire la larghezza finale.

Bisogna decidere anche dove cadono le divisioni.

Un grande modulo unico crea una superficie visivamente continua, mentre elementi più piccoli facilitano movimentazione e riconfigurazione.

La suddivisione deve però seguire le persone che utilizzeranno il divano. Una giunzione collocata esattamente al centro della seduta utilizzata più spesso può risultare meno piacevole di un cuscino continuo.

La modularità diventa particolarmente utile nelle planimetrie difficili, perché permette di comporre il mobile combinando elementi di dimensioni differenti.

Un esempio è Zip di Dàmeda.

Gli elementi che compongono questo divano, dagli schienali agli accessori di legno, sono concepiti per lasciare la massima liberta compositiva.

Piani di appoggio ed elementi a “C” diventano porta oggetti, libri e laptop; due differenti tipologie di schienale, consentono una seduta eretta o piu informale.

Zip di Dàmeda è completamente sfoderabileZip è completamente sfoderabile - Dàmeda



La cerniera omaggia il mondo fashion e diventa l’elemento caratterizzante di questo divano, semplificandone manutenzione e garantendone la completa sfoderabilità.

Inoltre, è disponibile in un’ampia gamma di tessuti, per offrire molteplici opzioni di stile e comfort.


Chaise longue: quanto deve essere grande davvero


La chaise longue è uno degli elementi che modifica maggiormente l'assetto del soggiorno.

Non occupa soltanto una porzione di parete, ma si sviluppa verso il centro della stanza.

La lunghezza deve quindi essere verificata rispetto alla posizione del tavolino e ai percorsi, mentre la larghezza dipende dall'uso.

Una penisola relativamente stretta funziona principalmente come posto per distendersi. Una più ampia può essere utilizzata in modo trasversale, condivisa oppure diventare quasi una dormeuse.

Non bisogna fermarsi al fatto che la chaise longue “entri” nella planimetria.

La domanda corretta è: una volta inserita, si continuerà a utilizzare la stanza nello stesso modo?


Come scegliere il lato della chaise longue


Destra e sinistra influenzano la circolazione.

Una penisola posizionata verso il passaggio principale può obbligare a compiere continuamente un giro attorno al divano.

Sul lato opposto può invece contribuire a delimitare la zona conversazione.

In un open space può persino funzionare come elemento di separazione tra soggiorno e pranzo.

Prima di scegliere conviene tracciare idealmente tre o quattro percorsi quotidiani: ingresso-cucina, divano-balcone, soggiorno-tavolo e accesso alle finestre.

La chaise longue dovrebbe interferire il meno possibile con quelli utilizzati più frequentemente.


Integrare tavolini e accessori senza aumentare inutilmente l'ingombro


Uno dei vantaggi del progetto personalizzato è poter far svolgere allo stesso elemento più funzioni.

Un piano integrato nel divano può rendere superfluo un tavolino laterale, recuperando spazio nella stanza.

Il modello Wall di Dàmeda rappresenta l’equilibrio tra design sofisticato e funzionalità.

Gli schienali trapuntati donano un tocco di eleganza e assicurano un sostegno ergonomico, offrendo un’esperienza di seduta confortevole e rilassante.

Il tavolino integrato del modello Wall di DàmedaIl tavolino integrato del modello Wall - Dàmeda



Il tavolino integrato è una soluzione intelligente che aggiunge praticità allo spazio living, consentendo di avere a disposizione superfici d’appoggio per libri, bevande o dispositivi elettronici, rendendo questo divano un alleato nella quotidianità.

In generale, è importante ricordare che la funzione dovrebbe rispondere a un'esigenza reale.

Inserire accessori soltanto perché disponibili rischia di aumentare complessità e volume senza migliorare l'uso quotidiano.


Quando il divano deve trasformarsi anche in letto


Un divano sul quale è possibile sdraiarsi non è necessariamente un divano letto.

Nel primo caso può essere sufficiente progettare lunghezza e profondità della seduta in modo che, rimuovendo i cuscini posteriori, si ottenga una superficie confortevole.

Un vero divano letto su misura contiene invece un meccanismo che pone vincoli precisi a larghezza, profondità e altezza.

Di conseguenza non tutte le dimensioni possono essere modificate liberamente.

Andora di Dàmeda è un divano letto dal gusto essenziale e moderno.

Dotato di meccanismo a ribalta dello schienale, è perfetto per chi è alla ricerca di una soluzione flessibile ed intelligente e per chi ha problemi di spazio: si trasforma velocemente e con semplici mosse in un comodo letto, senza la fatica di rimuovere schienali e sedute.

Il divano letto a ribalta Andora di DàmedaIl divano letto a ribalta Andora - Dàmeda



Impreziosito dai dettagli decorativi della scocca che avvolge il cuscino bracciolo e dal piede in metallo, è disponibile in diverse configurazioni.

È fondamentale considerare che, nel caso di un divano trasformabile, va misurato lo spazio con il letto aperto, non soltanto l'ingombro del mobile chiuso.


Piedini, zoccolo e spazio sotto il divano


Anche ciò che si trova sotto la seduta contribuisce alle dimensioni finali.

Un modello quasi appoggiato a terra ha una presenza più compatta e monolitica; un divano sollevato su piedini lascia visibile il pavimento e può apparire più leggero.

L'altezza libera va però valutata in modo pratico.

Se si desidera far passare un robot aspirapolvere, lo spazio deve essere compatibile con il modello utilizzato.

Una fessura troppo bassa per essere raggiunta dagli strumenti di pulizia può invece diventare un ricettacolo di polvere.

Il tipo di piedino va poi rapportato al pavimento.

Appoggi molto piccoli concentrano il carico e possono richiedere particolari protezioni su parquet o superfici delicate.

Piedini sospesi per il divano Almada di DàmedaPiedini sospesi per il divano Almada - Dàmeda



Proporzioni armoniche e volumi morbidi sono le caratteristiche salienti del divano Almada di Dàmeda che appare leggero e quasi sospeso sui piedi di appoggio.

Segno distintivo la cucitura orizzontale marcata sul poggiabraccio, che ne sottolinea visivamente l’orizzontalità.


Divano al centro della stanza: il retro diventa parte del progetto


Quando il sofà non è appoggiato a una parete, bisogna progettare quattro lati e non soltanto il fronte.

Lo spessore dello schienale diventa più evidente e il retro deve avere una finitura adeguata a rimanere in vista.

In alcuni progetti può diventare anche una superficie funzionale, integrando mensole o piani.

Occorre però evitare di aumentare troppo la profondità generale: un divano centrale occupa spazio su entrambi i lati e deve lasciare passaggi sufficienti anche posteriormente.

In un open space uno schienale contenuto aiuta a definire la zona soggiorno senza interrompere la continuità visiva con cucina o sala da pranzo.


Radiatori, prese e finestre: i vincoli che spesso si dimenticano


Prima di aumentare la larghezza del divano conviene controllare ciò che verrà coperto.

Un mobile davanti a un radiatore può interferire con la diffusione del calore e rendere difficile la manutenzione.

Allo stesso modo, allungare di pochi centimetri il fianco può nascondere una presa utilizzata per lampade e dispositivi.

Tende e portefinestre richiedono spazio per muoversi.

Sono elementi apparentemente secondari, ma diventano importanti proprio quando si lavora su misura e si tende a sfruttare ogni centimetro disponibile.

Quando è prevista una ristrutturazione, la posizione delle prese può essere coordinata con il nuovo divano.

In una stanza già finita può essere invece più intelligente ridurre leggermente il mobile.


Misure del divano e imbottitura devono essere definite insieme


Non basta progettare il telaio. La sensazione finale dipende anche da materiale, stratificazione e risposta dell'imbottitura.

Due sedute alte allo stesso modo possono comportarsi diversamente se una mantiene quasi invariata la propria quota e l'altra si comprime molto sotto il peso.

Il divano letto Andora di Dàmeda Il divano letto Andora - Dàmeda



Cambia anche la profondità percepita: sprofondando maggiormente, il corpo assume una posizione differente rispetto a una seduta sostenuta.

Per questo indicazioni come “morbido” o “rigido” non dovrebbero essere considerate separatamente dalle dimensioni.

Il modo migliore per definire un divano su misura rimane provare una seduta con caratteristiche simili e indicare al produttore che cosa si vuole eventualmente modificare.


Divano su misura per persone molto alte o di stature differenti


Le dimensioni standard derivano necessariamente da compromessi.

Il progetto personalizzato diventa particolarmente interessante quando chi utilizza il divano è molto alto oppure quando nella stessa famiglia convivono corporature molto diverse.

Una persona alta può desiderare maggiore profondità, uno schienale più sostenuto e una chaise longue più lunga.

Modificare solo una quota, tuttavia, può creare un risultato sbilanciato.

Aumentare molto la profondità mantenendo una seduta molto bassa accentua la posizione rilassata.

Aumentare soltanto l'altezza dello schienale non risolve necessariamente il problema se l'inclinazione rimane poco adatta.

Per una famiglia eterogenea può essere più efficace creare una configurazione trasformabile attraverso poggiatesta e cuscini lombari mobili.

Il vero su misura non deve imporre una sola postura: può offrire più modi di utilizzare lo stesso divano.


Misurare anche porte, scale e ascensore prima dell'ordine


Una delle verifiche più importanti avviene fuori dal soggiorno. Il divano deve arrivarci.

Bisogna quindi controllare:

  • larghezza e altezza delle porte;
  • eventuali angoli stretti dei corridoi;
  • pianerottoli;
  • larghezza e andamento delle scale;
  • porte e dimensioni interne dell'ascensore.


Non è sufficiente sapere che un modulo è più stretto della porta.

Un elemento lungo può non avere lo spazio necessario per ruotare dopo averla attraversata.

Per composizioni particolarmente grandi può essere opportuno dividere la struttura in più elementi assemblabili in loco.

I giunti dovrebbero però essere definiti durante il progetto e collocati nei punti corretti dal punto di vista strutturale ed estetico, anziché diventare una soluzione di emergenza al momento della consegna.


Un metodo fai da te per simulare il divano prima di acquistarlo


Per verificare una composizione senza software di progettazione si possono utilizzare nastro di carta, scatole e cuscini già presenti in casa.

Sul pavimento si traccia prima il rettangolo corrispondente all'ingombro totale.

Poi si segnano separatamente: profondità della seduta, posizione dei braccioli ed eventuale chaise longue.

Una scatola o lo schienale di una sedia può servire per simulare l'altezza.

A questo punto conviene muoversi normalmente nella stanza: raggiungere una finestra, aprire una porta, sedersi, passare tra tavolino e divano.

Si possono anche provare due configurazioni differenti, per esempio profondità 95 e 105 cm, osservando quale lascia il living più equilibrato.

È un test elementare, ma permette di individuare errori che sul disegno sembrano trascurabili.


Divano angolare: non dare per scontato che le pareti formino 90 gradi


Nelle abitazioni esistenti gli angoli non sono sempre perfettamente ortogonali.

Se una composizione a L deve avvicinarsi molto alle pareti, occorre rilevare non solo le due lunghezze ma anche eventuali fuori squadra, pilastri e battiscopa.

Una soluzione standard lascia normalmente abbastanza margine perché piccole differenze passino inosservate.

Consulenza dedicata di DàmedaConsulenza dedicata - Dàmeda



Un mobile costruito quasi a filo della parete rende invece evidente ogni irregolarità.

In mansarde, edifici storici o soggiorni con rientranze si può persino sagomare il retro del divano per recuperare spazio, mantenendo regolare il fronte.

Bisogna però valutare il rovescio della medaglia: quanto più la struttura segue una geometria specifica dell'edificio, tanto meno sarà semplice utilizzare quel divano in un'altra stanza.


Lo scenario pratico: più grande non significa più comodo


Immaginiamo un soggiorno nel quale tra parete e passaggio verso la cucina siano disponibili 310 cm.

La prima soluzione potrebbe essere un divano largo 300 cm con braccioli da 30 cm.

La seduta realmente disponibile sarebbe: 300 - 30 - 30 = 240 cm.

Riducendo il mobile a 290 cm e i braccioli a 15 cm, si avrebbe invece: 290 - 15 - 15 = 260 cm.

Si guadagnano quindi 20 cm di seduta pur riducendo di 10 cm l'ingombro complessivo.

I 20 cm lasciati vicino al passaggio migliorano inoltre la relazione del mobile con la stanza.

È un esempio semplice, ma sintetizza il principio fondamentale della progettazione: non bisogna massimizzare le dimensioni esterne, ma quelle realmente utili.


Come definire le dimensioni finali del divano su misura


Prima dell'ordine dovrebbe essere predisposta una vera scheda dimensionale. Non basta scrivere “divano da 260 cm”.

Accessori e complementi dei divani DàmedaAccessori e complementi dei divani - Dàmeda



È opportuno specificare almeno:

  • larghezza complessiva;
  • larghezza della seduta;
  • profondità esterna;
  • profondità utile della seduta;
  • altezza del bordo di seduta;
  • caratteristiche dell'imbottitura;
  • altezza e inclinazione dello schienale;
  • larghezza dei braccioli;
  • dimensione dei singoli moduli;
  • misura e lato della chaise longue;
  • altezza libera da terra;
  • dimensione degli elementi da trasportare;
  • eventuali meccanismi, contenitori e tavolini integrati.


L'ultima verifica dovrebbe avvenire nuovamente nella stanza.

Segnare l'ingombro sul pavimento, controllare i percorsi e provare una seduta simile permette di trasformare una serie di quote in qualcosa che si può percepire fisicamente.

Il vantaggio di un divano su misura non è riuscire a riempire fino all'ultimo centimetro la parete disponibile.

È poter decidere quali centimetri destinare alla seduta, quali al sostegno del corpo, quali alle funzioni accessorie e, soprattutto, quali lasciare liberi affinché il soggiorno continui a essere comodo da vivere.


Fine Articolo
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Logo DàmedaDAMEDA Salotti è un'azienda specializzata nella fabbricazione artigianale di divani su misura e nel restauro di imbottiti.

Ogni prodotto è Made in Italy, poiché viene realizzato all'interno del laboratorio di tappezzeria sartoriale situato in Brianza.

Gli arredi, costruiti soltanto con materie prime di qualità elevata, sono venduti direttamente dal produttore al consumatore, senza alcun intermediario: ciò consente ai clienti di acquistarli a prezzi accessibili.

I professionisti che operano in Dàmeda si occupano anche del sopralluogo, della progettazione e della consegna dei divani.



Divano su misura: come personalizzare dimensioni, seduta e ingombri
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