Detrazioni fiscali per persone unite civilmente e per conviventi more uxorio

NEWS DI Detrazioni e agevolazioni fiscali14 Giugno 2017 ore 09:22
Dopo la legge sulle unioni civili e sulle convivenze, l'Agenzia delle Entrate allarga la possibilità di detrazione anche al familiare non rigorosamente sposato.

Soggetti che possono beneficiare delle detrazioni fiscali sulla casa


La normativa sulle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, il risparmio energetico e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici ammette come possibili beneficiari delle detrazioni le seguenti figure:

- i proprietari o i nudi proprietari
- i titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
- i locatari o comodatari
- i soci di cooperative divise o indivise
- gli imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
- i soggetti indicati nell'articolo 5 del Tuir che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali
- i familiari conviventi del possessore o del detentore

Sempre che ovviamente queste figure abbiano sostenuto le spese in questione, siano intestatarie di bonifici e fatture e che il titolo attestante la disponibilità dell’immobile sussista fin dal momento in cui iniziano i lavori.


Evoluzione della figura dei conviventi di fatto in relazione alle detrazioni fiscali


Per lungo tempo la figura dei conviventi di fatto è rimasta in una sorta di limbo.
Mi riferisco in particolare al caso in cui una persona sostenga le spese per lavori eseguiti presso l’immobile di proprietà del convivente more uxorio e intenda di conseguenza beneficiare delle detrazioni fiscali.

Detrazioni conviventi
In un primo momento,con la circolare N.121 dell’Agenzia delle Entrate del 1997) si è ritenuta valida la definizione di familiare convivente dell'articolo 5 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Reddit) secondo il quale venivano considerati tali il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. I conviventi more uxorio erano quindi esclusi.

Nel corso degli anni e con l’evoluzione dei comportamenti sociali, la normativa di riferimento per le detrazioni è rimasta tale, ma è comparsa qualche sentenza della Corte di Cassazione che ha introdotto punti di vista differenti.

Faccio riferimento ad esempio alla sentenza della Corte di Cassazione, sezione tributaria, del 5 novembre 2008 n.26543, che, riguardo alla possibilità di beneficiare della detrazione Irpef sulle ristrutturazioni edilizie, ha equiparato la posizione del convivente more uxorio a quella del coniuge convivente qualora il rapporto di convivenza sussista prima dell’inizio dei lavori, dimostrando il rapporto di convivenza attraverso il trasferimento della residenza.

Nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione in realtà la detrazione non fu concessa al convivente, ma la Corte specificò che la motivazione era data dalla mancanza del trasferimento della residenza prima dell'esecuzione dei lavori e non per il rapporto di convivenza more uxorio, che considerava invece al pari del matrimonio ai fini della detrazione.

Successivamente a questa sentenza della Corte di Cassazione l’Agenzia delle Entrate non si è mai pronunciata ufficialmente in merito, lasciando quindi sempre aperta ogni possibilità di contestazione in caso di detrazione richiesta da conviventi non sposati.

Fino a poco tempo fa l’unico modo affinché il convivente more uxorio potesse essere sicuro di beneficiare delle detrazioni per lavori eseguiti sull’immobile di proprietà del convivente era stipulare un contratto di comodato d’uso.

La Legge 20 maggio 2016 n.76 recante la Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze ha modificato completamente il quadro normativo di riferimento per quanto riguarda la definizione di familiare convivente.

Di conseguenza l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato due interessanti documenti in cui chiarisce la posizione delle persone dello stesso sesso unite civilmente e dei conviventi more uxorio in relazione alle detrazioni fiscali per la casa .

Si tratta della Risoluzione N.64/E del 28 luglio 2016 e della Circolare N.8/E del 7 aprile 2017.

Conviventi detrazione 50%

Ai fini della nostra analisi risulta utile fare distinzione tra unioni civili di persone dello stesso sesso e persone conviventi more uxorio.

In entrambi i casi viene confermata la possibilità di beneficiare delle detrazioni, ma le motivazioni per cui l’Agenzia delle Entrate è arrivata a tale conclusione sono differenti.


Le persone unite civilmente possono beneficiare delle detrazioni fiscali sulla casa


La Legge 20 maggio 2016 n.76 ha equiparato il vincolo giuridico derivante dal matrimonio a quello prodotto dalle unioni civili tra persone dello stesso sesso, fatte salve le questioni inerenti le adozioni.

In particolare, la Legge stabilisce al comma 20 che le disposizioni sul matrimonio o dove compaia la parola coniuge o un termine equivalente ( leggi , regolamenti, atti aventi forza di legge, contratti collettivi, ecc.) debbano essere applicate anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.

Pertanto l’Agenzia delle Entrate ha confermato che le persone unite civilmente sono da ritenersi familiari conviventi. Se uno dei due è proprietario dell’immobile e l’altro sostiene le spese per lavori di ristrutturazione, risparmio energetico o acquisto mobili, quest’ultimo ha diritto a beneficiare delle detrazioni fiscali in quanto familiare convivente del proprietario.


I conviventi di fatto possono beneficiare delle detrazioni fiscali


Al contrario delle persone dello stesso sesso unite civilmente, la Legge 20 maggio 2016 n.76 non stabilisce analoga equiparazione al matrimonio per le convivenze di fatto.

Per conviventi di fatto si intendono due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune.

Tuttavia la Legge 20 maggio 2016 n.76 riconosce ai conviventi di fatto alcuni diritti spettanti ai coniugi, come il diritto di visita, assistenza e accesso ad informazioni personali in ambito sanitario, il diritto di abitazione al convivente superstite per un periodo di tempo determinato, la successione nel contratto di locazione della casa di comune residenza in caso di decesso del conduttore, ecc.

Conviventi detrazioni casa

L’Agenzia delle Entrate ritiene che la Legge in questione abbia voluto conferire rilevanza giuridica a questa formazione sociale, per la quale si evidenzia un legame concreto tra il convivente e l’immobile destinato a dimora comune.

La disponibilità dell’immobile da parte del convivente risulta insita nella convivenza che si esplica ai sensi della Legge 20 maggio 2016 n.76, anche senza la presenza di un contratto di comodato.

Pertanto l’Agenzia delle Entrate ammette il convivente more uxorio a fruire delle detrazioni alla stregua di quanto chiarito per i familiari conviventi.

È bene tuttavia precisare la data a partire dalla quale l’orientamento risulta applicabile.

La Circolare dell’Agenzia Entrate N.8/E del 7 aprile 2017 ha precisato che la Legge 20 maggio 2016 n.76 è entrata in vigore il 5 giugno 2016.
Considerato il principio dell’unitarietà del periodo di imposta, l’Agenzia delle Entrate ritiene che l’orientamento possa trovare applicazione per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Resta comunque valida la regola che la convivenza debba sussistere fin dal momento in cui iniziano i lavori.


La detrazione è ammessa anche per altri immobili in cui si esplica la convivenza


L'agenzia delle Entrate specifica che sia le persone unite civilmente sia i conviventi more uxorio, potendo usufruire delle detrazioni alla stregua dei familiari conviventi, possono farlo su tutto quanto attiene i familiari conviventi.

Pertanto sono ammesse alla detrazione anche le spese sostenute per interventi effettuati su abitazioni nelle quali si esplica il rapporto di convivenza, anche diverse dall'abitazione principale della coppia.

Rientrano quindi la casa al mare, in montagna, al lago, ecc. Non rientrano invece immobili che sono concessi in affitto, comodato o altro poichè in questi immobili non è chiaramente possibile esplicare la convivenza.

riproduzione riservata
Articolo: Detrazioni fiscali per conviventi non sposati
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Detrazioni fiscali per conviventi non sposati: Commenti e opinioni


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Alert Commenti
  • Serena88m
    Serena88m
    Martedì 6 Giugno 2017, alle ore 22:26
    Buona sera,Sono proprietaria di un immobile da ristrutturare. Io e il mio fidanzato non conviviamo, quindi ho capito che lui non potrà usufruire delle detrazioni, in quanto la convivenza comincerebbe dopo aver sostenuto le spese. Ma con il comodato c'è qualche possibilità? Nella situazione attuale dovrei darlo in comodato ma la convivenza comincerebbe comunque dopo perché al momento non è abitabile.Grazie in anticipo!Serena
    rispondi al commento
    • Sara.m.
      Sara.m. Serena88m
      Giovedì 15 Giugno 2017, alle ore 12:05
      Con il comodato risolverebbe il problema.
      rispondi al commento
  • Tiziano Da Lugo
    Tiziano Da Lugo
    Giovedì 30 Marzo 2017, alle ore 13:01
    Mio figlio e la sua ragazza, che attualmente convivono in locale in affitto, voglio comprare un appartamento che necessita anche di ristrutturazione.
    L'Acquisto immobile verrebbe fatto al 50% ciascuno.
    Il mutuo per l'acquisto  sarebbe cointestato. 
    Come possono beneficiare delle detrazioni per le spese di ristrutturazione ?
    Se la fattura è pagata da uno solo, l'altro può beneficiarne per metà ?
    rispondi al commento
  • Mara
    Mara
    Mercoledì 30 Novembre 2016, alle ore 14:09
    Ho un immobile al 50% con il mio ragazzo.
    Volevo sapere se posso usufruire solo io delle detrazioni fiscali nel caso le fatture siano intestate a me e il bonifico dal mio conto.
    Nel caso nel bonifico sono obbligata a mettere il codice fiscale del mio compagno?
    rispondi al commento
  • Greta
    Greta
    Giovedì 14 Luglio 2016, alle ore 19:26
    Nel caso io proceda nel fare intestare fatture al mio ragazzo, e l'Agenzia delle Entrate non ritenga opportuna la nostra "scelta",  incorro in sanzioni, oppure nel semplice mancato riconoscimento del bonus fiscale ?
    rispondi al commento
  • Robida mat
    Robida mat
    Sabato 21 Novembre 2015, alle ore 11:26
    Complimenti per l'articolo molto chiaro.Ho però un grosso dubbio: se la ragazza proprietaria della casa stipula col ragazzo un comodato gratuito la ragazza perde l'esenzione imu prima casa ed é costretta a pagare l'imu come seconda casa anche se la sua residenza rimane li?Proprietà e residenza sono sufficienti per evitare di pagare l'imu o il contratto di comodato fa saltare tutto?
    rispondi al commento
    • Sara.m.
      Sara.m. Robida mat
      Martedì 24 Novembre 2015, alle ore 14:36
      E' una domanda che non riguarda le detrazioni fiscali trattate nell'articolo. Per questi temi le suggerisco di rivolgersi ad un commercialista.
      rispondi al commento
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