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Cucinare fuori d'inverno è diventato stranamente attraente perché il freddo rende tutto più “rituale”.
Si creano migliori rapporti sociali: si chiacchiera, si beve qualcosa di caldo (o vino), si sta insieme più a lungo.
Cucinare all'esterno, ci sono dei limiti - iStock
Preparando da mangiare fuori ci sono anche meno odori in casa: grigliate, stufati, affumicature all'esterno salvano la casa da olezzi.
Per cucinare all'esterno bisogna tener conto del fatto che balcone, terrazzo e giardino sono tre mondi diversi, con regole, limiti e possibilità proprie.
Il balcone è comodo, a due passi dalla cucina, ideale per cotture rapide o controllate, anche se ha uno spazio ridotto, e può essere costretto a vincoli condominiali e di sicurezza.
Il terrazzo è un compromesso migliore, ha più spazio e aria, c'è maggiore possibilità di organizzare una vera area cucina, e gode di meno problemi con fumo (se ben gestito).
Di contro ha una maggiore esposizione al vento.
Nel giardino c'è una libertà quasi totale: molto spazio, maggiori distanze e più sicurezza, dunque zero stress per fumo e rumore.
Balcone, terrazzo e giardino, non è la stessa cosa - iStock
L'unico punto a suo sfavore è che richiede manutenzione, e ha più distanza dalla cucina interna.
Ci sono degli elementi che non possono essere sottovalutati, specialmente quando si parla di cucina all'esterno.
In primis il vento che spegne o rende instabile la fiamma, raffredda le superfici di cottura e fa volare fumo e odori dove non vuoi.
Anche l'umidità va considerata, in quanto più fastidiosa del freddo secco.
Può compromettere l'accensione sia su brace che su legna.
Quali sono i limiti della cucina in muratura - Lgtek
Altri elementi che potrebbero rendere scomoda una cucina all'aperto sono:
Ha davvero senso cucinare fuori in terrazzo quando non si sopporta il calore in casa, durante l'estate piena (accendere un forno sarebbe sinonimo di sauna).
Anche quando si vogliono organizzare braciate e grigliate in compagnia cucinare in terrazzo è un'idea sfiziosa.
Sarà l'occasione giusta per passare del tempo con amici, famiglia, magari con un calice di vino in mano, mentre qc'è chi si dedica alla griglia tra una chiacchiera e l'altra.
Ha davvero senso cucinare in terrazzo - iStock
Il contesto è più importante dell'efficienza.
Tecnicamente cucinare dentro è quasi sempre più comodo.
Fuori ha senso quando cerchi atmosfera, lentezza, rituale.
Quando si cucina all’aperto, soprattutto con attrezzature compatte o autocostruite, il tema della sicurezza viene spesso sottovalutato.
Se si lavora su superfici piccole, mani e volto si trovano inevitabilmente a pochi centimetri dalla fonte di calore, aumentando il pericolo di ustioni o incidenti improvvisi.
A questo si aggiunge l’uso di materiali non pensati per resistere alle alte temperature.
Colle ciano-acriliche, plastiche stampate o vernici acriliche, se riscaldate anche leggermente, possono rilasciare fumi nocivi, soprattutto in spazi poco ventilati.
C’è poi un ulteriore aspetto da non trascurare: l’effetto “attrazione”.
Una postazione di cucina compatta, magari allestita all’aperto, invita ad avvicinarsi, osservare, toccare.
Bambini o semplici spettatori possono trovarsi troppo vicini senza rendersi conto del pericolo, se non esiste una separazione chiara tra chi cucina e chi guarda.
Proprio perché affascinante e apparentemente innocua, una cucina di piccole dimensioni va trattata con la stessa attenzione di una vera area di lavoro: non come un gioco, ma come un micro-laboratorio a tutti gli effetti, dove sicurezza e consapevolezza devono venire prima di tutto.
Non tutti gli spazi esterni sono adatti.
Balconi molto stretti, esposti a vento forte o completamente chiusi senza aerazione non offrono reali benefici.
In questi casi, l'idea di cucinare fuori rischia di essere più un problema che una soluzione.
Spazi piccoli all'esterno, quando si deve rinunciare - Of Outdoorkitchens
Un balcone di servizio di pochi metri quadrati, ad esempio, non consente di lavorare in sicurezza né di gestire vapori e fumi in modo efficace.
Qui è meglio rinunciare e puntare su una buona gestione degli odori in casa.
Tra le aziende che si occupano della realizzazione di cucine da esterno, troviamo: OF Outdoorkitchens e Lgtek.
Il motivo principale per cui sempre più persone scelgono di cucinare all'aperto in inverno è uno solo: mantenere l'aria interna più pulita.
Ridurre vapori, grassi e odori significa anche preservare tende, mobili e tessuti.
In abitazioni ben isolate, dove l'aria viene cambiata poco nei mesi freddi, questo aspetto diventa particolarmente rilevante.
Cucinare all'aperto d'inverno non è una moda né una soluzione universale.
Funziona solo quando lo spazio lo consente e quando risolve un problema concreto, come la gestione degli odori.
Non è una scelta di comfort, ma di funzionalità.
Chi parte da questa consapevolezza evita improvvisazioni, errori e aspettative sbagliate.
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