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Le crepe lungo le tracce degli impianti si formano soprattutto quando il materiale usato per richiuderle si ritira, aderisce male alla muratura o presenta caratteristiche troppo diverse rispetto all’intonaco esistente.
Crepa al centro del muro in corrispondenza delle tracce per impianti -
Daniele F. Toscana
Il difetto può dipendere anche da polvere rimasta nel canale, riempimenti incompleti, strati troppo spessi applicati in una sola volta, tempi di asciugatura insufficienti o assenza di una rete di rinforzo nel punto di raccordo.
Se la fessura è sottile, stabile e segue esattamente il percorso di un tubo o di un corrugato, generalmente interessa soltanto il ripristino superficiale e può essere eliminata rimuovendo le parti deboli, regolarizzando il fondo e realizzando una rasatura armata.
Quando invece la crepa si allarga, attraversa la muratura, compare su entrambi i lati della parete oppure è accompagnata da umidità, rigonfiamenti e deformazioni, bisogna verificare la presenza di perdite o problemi strutturali.
Nei casi più gravi può essere necessario riaprire la traccia e rifare completamente il riempimento.
La chiusura di una traccia crea una discontinuità all’interno della parete.
Da una parte rimangono la muratura e l’intonaco originari, già asciutti e stabilizzati; dall’altra viene inserito un materiale nuovo che deve ancora completare la presa e perdere parte dell’acqua contenuta nell’impasto.
Se i due sistemi reagiscono in modo differente alle variazioni di temperatura, umidità e sollecitazioni, le tensioni si concentrano lungo i margini del ripristino.
Per questo motivo le fessure tendono spesso a seguire perfettamente il percorso dei corrugati elettrici, delle tubazioni idrauliche o dei collegamenti dell’impianto di climatizzazione.
La crepa non nasce necessariamente dal movimento del tubo, ma dal punto di contatto tra materiali con rigidità, assorbimento e ritiro differenti.
Il problema è più frequente quando la traccia viene chiusa frettolosamente con prodotti non adatti, come semplici stucchi da finitura utilizzati per riempire profondità elevate.
Uno stucco può regolarizzare una superficie o colmare una piccola imperfezione, ma non sostituisce una malta destinata alla ricostruzione del volume della muratura.
Uno dei motivi più comuni è il ritiro del materiale impiegato per riempire la traccia.
Durante la presa e l’essiccazione, la malta perde acqua e subisce una lieve contrazione.
Sacco di malta per crepe muri - Getty Images
Il fenomeno è normale, ma può diventare evidente quando l’impasto è troppo liquido, il prodotto viene applicato in uno spessore eccessivo oppure la malta non è formulata per riempimenti profondi.
Aumentare la quantità d’acqua per rendere l’impasto più lavorabile non migliora il risultato.
L’acqua in eccesso evapora e lascia all’interno del materiale una maggiore quantità di vuoti, favorendo il ritiro, la perdita di resistenza e la formazione di cavillature.
Anche richiudere una traccia profonda con un’unica applicazione può provocare un’asciugatura irregolare.
La superficie esterna tende a indurire prima della parte interna, mentre il materiale sottostante continua a ritirarsi.
A seconda del prodotto utilizzato può essere necessario lavorare per strati successivi, rispettando gli spessori massimi e i tempi riportati nella scheda tecnica.
Per limitare il problema bisogna scegliere una malta specifica per chiusura di tracce, possibilmente caratterizzata da ritiro ridotto o controllato e compatibile con il tipo di muratura.
Dopo l’apertura di una traccia rimangono normalmente polvere, piccoli frammenti di laterizio, residui di intonaco e materiale poco aderente.
Se il canale viene riempito senza una pulizia accurata, la malta nuova non si lega direttamente alla muratura, ma aderisce a uno strato instabile.
Con il tempo il materiale può separarsi dai bordi della traccia e produrre una fessura rettilinea.
In taluni casi, battendo leggermente sulla parete, la zona ripristinata può anche restituire un suono più vuoto rispetto al resto dell’intonaco.
Prima della chiusura è necessario eliminare le parti incoerenti, aspirare la polvere e verificare che i bordi siano sufficientemente solidi.
Alcuni supporti molto assorbenti richiedono inoltre una preventiva umidificazione, perché un laterizio completamente asciutto può sottrarre troppo rapidamente acqua alla malta e compromettere la corretta presa.
La preparazione deve comunque seguire le istruzioni del produttore.
Non tutti i prodotti richiedono lo stesso trattamento e in presenza di fondi particolarmente lisci o poco assorbenti, può essere necessario utilizzare un promotore di adesione specifico.
Una traccia non deve essere semplicemente coperta in superficie perché la malta deve riempire in maniera uniforme gli spazi intorno ai corrugati, alle tubazioni e alle scatole dell’impianto.
Se rimangono cavità interne, il ripristino presenta zone con spessori differenti e una resistenza poco omogenea.
Realizzazione di una traccia in cantiere - Einhell
Un sottile strato superficiale può apparire inizialmente regolare, ma risulta più vulnerabile alle vibrazioni, agli urti e ai piccoli movimenti del supporto.
Le cavità possono inoltre favorire la formazione di avvallamenti o rendere più evidente il percorso della traccia dopo la tinteggiatura.
Il riempimento deve essere eseguito senza spostare o schiacciare i corrugati e senza creare pressioni anomale sulle tubazioni.
Anche gli elementi dell’impianto devono essere fissati correttamente prima dell’applicazione della malta.
Un tubo lasciato libero all’interno della traccia può muoversi leggermente a causa delle variazioni termiche, delle vibrazioni o del passaggio dell’acqua.
La chiusura della traccia e la finitura dell’intonaco sono quindi due fasi differenti: la prima ricostituisce il volume mancante, mentre la seconda uniforma la superficie della parete.
Utilizzare una malta molto diversa da quella presente sulla parete può accentuare la discontinuità.
Fase di rasatura della parete - Getty Images
Una zona estremamente rigida inserita in un intonaco più elastico e poroso reagisce in modo differente alle variazioni ambientali, concentrando le tensioni lungo il punto di raccordo.
Nelle costruzioni moderne in laterizio vengono generalmente impiegate malte e intonaci premiscelati compatibili con il ciclo esistente.
Nelle abitazioni più vecchie, invece, si possono incontrare intonaci a base di calce, murature in mattoni pieni, pietra o materiali misti.
In questi casi l’impiego indiscriminato di malte cementizie molto rigide può produrre rappezzi poco compatibili con il supporto originario.
Anche sulle pareti in calcestruzzo aerato autoclavato è preferibile utilizzare prodotti indicati per quel sistema, caratterizzati da peso, assorbimento e resistenza coerenti con i blocchi.
Prima di intervenire è quindi utile capire di quale materiale è composta la parete.
La scelta non deve dipendere soltanto dalla velocità di presa, ma anche dalla compatibilità meccanica e igrometrica tra il nuovo riempimento, la muratura e l’intonaco esistente.
La rete in fibra di vetro distribuisce le tensioni su una superficie più ampia e riduce il rischio che la crepa si concentri esattamente lungo il bordo della traccia.
È particolarmente utile nei punti in cui si incontrano materiali differenti, in prossimità delle scatole elettriche e sulle tracce larghe o interessate da ripristini estesi.
La rete non deve essere appoggiata sulla parete asciutta e coperta con un sottile strato di pittura ma essere annegata all’interno del rasante, mantenuta distesa e ricoperta completamente.
La fascia armata deve oltrepassare i due margini della traccia e coinvolgere una porzione di intonaco sano.
Applicare una striscia troppo stretta significa lasciare il bordo della rete praticamente nello stesso punto in cui si concentra la tensione.
La larghezza necessaria dipende dal tipo di intervento, ma il rinforzo deve sempre creare un collegamento effettivo tra il vecchio supporto e la zona ricostruita.
La rete tuttavia, non può compensare una malta friabile, un riempimento cavo o un tubo non fissato.
Prima dell’armatura bisogna verificare che lo strato sottostante sia stabile e ben aderente.
Una fessura sottile, regolare e rettilinea che compare poco tempo dopo i lavori e riproduce il percorso dell’impianto è spesso legata al ritiro della malta o alla rasatura del ripristino.
Crepe superficiali sulla parete - Daniele F. Toscana
In questi casi il difetto interessa prevalentemente l’intonaco e non la struttura della parete.
È possibile osservare se la crepa mantiene una larghezza costante e se non presenta differenze di quota tra i due lati.
Bisogna inoltre controllare che non si estenda oltre la zona interessata dai lavori e che non continui ad aumentare nel tempo.
Una crepa merita invece una valutazione più approfondita quando presenta un andamento diagonale, attraversa l’intera parete, compare anche sul lato opposto o coinvolge una muratura portante.
Altri segnali da non ignorare sono:
Per controllare l’evoluzione si può segnare la data vicino alle estremità della lesione oppure utilizzare un fessurimetro.
Coprire subito la crepa con lo stucco impedisce invece di capire se il fenomeno è ancora attivo.
Quando la traccia contiene tubazioni idrauliche, una fessura accompagnata da aloni, efflorescenze, rigonfiamenti o pittura che si stacca può indicare la presenza di umidità.
In questo caso il problema non deve essere trattato come un semplice difetto dell’intonaco.
Termografia che indica una perdita in atto - Daniele F. Toscana
Una perdita anche modesta può mantenere umido il materiale di riempimento, ridurne l’aderenza e provocare distacchi progressivi.
La zona può apparire più fredda, scurirsi dopo l’utilizzo dell’impianto oppure aumentare di dimensioni nel corso dei giorni.
Prima di richiudere la crepa bisogna verificare il contatore dell’acqua, osservare eventuali variazioni di pressione e controllare i punti di utilizzo collegati alla tubazione.
La termografia e gli strumenti per la ricerca non distruttiva delle perdite possono aiutare a localizzare il problema senza demolire l’intera parete.
La riparazione dell’intonaco deve essere eseguita soltanto dopo avere eliminato la causa dell’umidità e lasciato asciugare adeguatamente il supporto.
Rasare una parete ancora bagnata porta quasi sempre alla ricomparsa di macchie, bolle e fessurazioni.
Non tutte le crepe riconducibili agli impianti dipendono esclusivamente dal materiale di chiusura.
Una traccia troppo profonda, larga o sviluppata in orizzontale può ridurre localmente la sezione resistente della parete, soprattutto quando interessa una muratura portante.
Traccia accanto alla finestra - Daniele F. Toscana
Le scanalature verticali sono generalmente meno critiche rispetto a lunghi tagli orizzontali, perché questi ultimi interrompono una porzione più estesa della muratura.
La pericolosità dipende comunque dallo spessore della parete, dal tipo di blocco, dalla profondità dello scasso e dalla posizione della traccia.
Particolare attenzione richiedono le tracce realizzate vicino agli angoli, alle aperture, agli architravi o in corrispondenza di pilastri e setti.
Anche le nicchie ricavate per collettori, cassette o quadri di grandi dimensioni possono avere effetti più rilevanti rispetto ai piccoli canali destinati ai corrugati elettrici.
In questi casi limitarsi alla rasatura può nascondere temporaneamente un fenomeno che richiede una verifica diversa.
Quando la crepa è superficiale e il materiale sottostante risulta stabile, non è sempre necessario riaprire completamente la traccia.
Chiusura tracce in cantiere - Getty Images
La zona deve essere pulita fino a raggiungere un supporto solido.
Dopo la preparazione si applica un rasante compatibile con l’intonaco esistente e si inserisce una rete in fibra di vetro che superi entrambi i bordi del ripristino.
La rete come detto, va annegata nello strato fresco, evitando pieghe e sovrapposizioni irregolari.
Una seconda mano permette poi di coprirla e uniformare la superficie.
Quando il rasante è asciutto si procede con carteggiatura, fondo uniformante e pittura.
Per evitare differenze di colore o assorbimento può essere necessario tinteggiare l’intera parete anziché limitarsi alla sola fascia riparata.
Questo sistema è indicato soltanto se la malta all’interno della traccia non si muove, non suona a vuoto e non presenta distacchi.
In presenza di un riempimento debole, la rasatura armata rischia di separarsi insieme allo strato sottostante.
La rimozione completa diventa necessaria quando il materiale si sgretola, presenta vuoti, si è staccato dai bordi o continua a fessurarsi nonostante precedenti stuccature.
Rete di vetro per intonaco - Einside
In questi casi intervenire soltanto sulla superficie significa coprire un difetto che rimane attivo.
Il ripristino deve essere rimosso fino a raggiungere la muratura sana, facendo attenzione a non danneggiare tubi e corrugati.
Dopo la pulizia bisogna controllare che gli elementi dell’impianto siano ben fissati e che non vi siano perdite, deformazioni o collegamenti instabili.
La traccia viene quindi riempita con una malta adatta alla profondità e al tipo di supporto. Se richiesto dal prodotto, il materiale va applicato in più passaggi.
È importante non aggiungere più acqua di quella prevista e rispettare i tempi di presa prima di procedere con l’intonaco.
Una volta ricostituito il volume, si regolarizza la superficie e si realizza il raccordo con il vecchio intonaco.
Nelle zone maggiormente soggette a fessurazione si inserisce la rete, completando poi il ciclo con rasante, fondo e finitura.
Lo stucco applicato direttamente sopra una crepa può offrire un miglioramento soltanto temporaneo.
Se la causa è il ritiro del materiale sottostante, il distacco dai bordi o la presenza di un vuoto, la fessura tende a riapparire nello stesso punto.
Il problema deriva anche dalla ridotta larghezza dell’intervento.
Riempire esclusivamente la linea visibile crea una nuova fascia rigida e molto stretta, che non distribuisce le tensioni sulla superficie circostante e le sollecitazioni continuano quindi a concentrarsi nel medesimo punto.
Prima di riparare bisogna capire se la crepa è ferma oppure ancora in movimento.
È altresì necessario verificare la consistenza dell’intonaco ai lati e controllare se il materiale emette un suono vuoto quando viene battuto delicatamente.
Una riparazione durevole richiede quasi sempre la rimozione delle parti deboli e un intervento più largo rispetto alla fessura.
La rete diventa utile proprio perché collega il ripristino con una zona sana della parete.
Continuare ad aggiungere strati di stucco, al contrario, aumenta lo spessore senza risolvere la discontinuità sottostante.
Ogni materiale ha tempi di presa, essiccazione e maturazione differenti, infatti alcune malte rapide permettono di proseguire il lavoro in tempi relativamente brevi, mentre i prodotti tradizionali o applicati in spessori elevati possono richiedere attese più lunghe.
Scanalatrice per tracce - Teenddya
La superficie può apparire asciutta anche quando il materiale interno contiene ancora umidità.
Rasare o tinteggiare troppo presto rallenta l’evaporazione e può favorire ritiri, aloni, efflorescenze e differenze cromatiche.
Non è corretto stabilire un numero di ore valido per ogni intervento perché bisogna considerare il prodotto, lo spessore, la temperatura dell’ambiente, la ventilazione e il grado di assorbimento della muratura.
Le indicazioni riportate nella scheda tecnica rappresentano ovviamente, il riferimento principale.
Anche il fondo e la pittura devono essere compatibili con il supporto.
Una finitura poco traspirante applicata su una zona ancora umida può creare bolle o distacchi.
Prima di tinteggiare è opportuno verificare che la superficie sia uniforme, stabile e priva di polvere.
Una traccia può restare riconoscibile anche in assenza di vere crepe.
Il rappezzo può assorbire la pittura in modo diverso rispetto al vecchio intonaco oppure presentare una superficie più liscia, ruvida o leggermente incassata.
La luce radente, proveniente da una finestra laterale o da un’applique, rende particolarmente evidenti differenze di planarità anche minime.
Tinteggiatura della parete - Getty Images
Per ottenere un risultato uniforme non sempre è sufficiente rasare soltanto la fascia corrispondente al passaggio dell’impianto.
Quando la parete presenta diversi rappezzi può essere preferibile eseguire una rasatura più estesa o trattare l’intera superficie.
Dopo l’asciugatura si applica un fondo uniformante adatto alla pittura scelta, rispettando le corrette diluizioni.
La tinteggiatura dell’intera parete riduce inoltre il rischio che il ritocco rimanga visibile per differenze di colore, brillantezza o invecchiamento della pittura preesistente.
Le finiture molto opache tendono generalmente a mascherare meglio le piccole irregolarità rispetto a quelle satinate, che riflettono maggiormente la luce e mettono in evidenza i difetti del fondo.
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