|
Prima ancora di prendere in mano stucco e spatola, è importante capire con che tipo di crepa si ha a che fare.
Le fessurazioni nei muri si dividono principalmente in due categorie: superficiali e strutturali.
Le prime interessano solo l'intonaco o il rivestimento esterno, senza compromettere la parete portante sottostante.
Lesioni nei muri - iStock
Le seconde, invece, attraversano l'intera sezione del muro e possono essere il segnale di un problema più profondo, legato magari alle fondazioni o al cedimento del terreno.
Distinguere le due tipologie è il primo passo fondamentale: intervenire su una crepa strutturale con semplice stucco rischierà solo di peggiorare la situazione.
Non tutte le crepe presentano lo stesso livello di gravità.
Le crepe superficiali hanno alcune caratteristiche ben precise che le rendono riconoscibili.
Sono generalmente sottili, con una larghezza inferiore a 0,5 millimetri, e si sviluppano in modo irregolare sulla superficie dell'intonaco, spesso a causa di sbalzi termici, umidità o semplice invecchiamento del materiale.
Crepa su muro esterno - iStock
Si trovano frequentemente attorno agli angoli di finestre e porte, oppure lungo le giunzioni tra materiali diversi, come mattone e calcestruzzo.
Un altro indicatore importante è la stabilità: se la crepa non cambia forma o dimensione nel tempo, è molto probabile che sia di natura superficiale.
E quindi, gestibile in maniera autonoma e senza ricorrere all'intervento di un tecnico specializzato.
Per riparare una crepa superficiale nel modo corretto è necessario seguire una procedura precisa.
Prima di tutto, occorre pulire la fessura rimuovendo tutta la polvere e le parti di intonaco non aderenti, usando una spatola o una spazzola rigida.
Successivamente, si inumidisce la zona con acqua per favorire l'adesione del materiale di riempimento.
Si applica poi uno stucco acrilico o una malta a base cementizia, spingendo il materiale all'interno della crepa con una spatola flessibile.
Dopo l'asciugatura completa, si leviga con carta vetrata e si applica un primer prima della tinteggiatura finale.
Spatola flessibile - iStock
Usare prodotti elastici è consigliato nelle zone soggette a lievi variazioni termiche.
Questo, poichè la loro variabilità "contenuta" consentirà ai prodotti di agire con efficacia.
Un discorso a parte meritano le crepe causate dall'umidità.
In questo caso, la fessurazione è spesso accompagnata da macchie scure, muffe o efflorescenze saline sulla superficie del muro.
Riparare la crepa senza prima risolvere il problema dell'umidità è del tutto inutile: nel giro di pochi mesi la situazione si ripresenterà, spesso in forma peggiore.
Crepa muro interno - iStock
È necessario individuare la fonte dell'umidità, che può essere una perdita idraulica, una infiltrazione dalla copertura o una risalita capillare dal basso.
Poi, si potrà intervenire su quella prima di procedere con la riparazione estetica.
In presenza di umidità diffusa, è sempre preferibile sentire il parere di un tecnico.
Le crepe diagonali, specialmente se partono dagli angoli di porte e finestre e si estendono verso l'alto o il basso, sono spesso il segnale di un movimento strutturale in corso.
Lo stesso vale per le crepe passanti, quelle che attraversano il muro da parte a parte e sono visibili sia all'interno che all'esterno dell'edificio.
Crepa su muro - iStock
Queste tipologie non devono mai essere riparate autonomamente senza una valutazione tecnica preliminare.
Una valutazione effettuata in anticipo, permetterà di risalire alla causa del problema così da risolverlo al meglio.
Ciò sarà possibile grazie a metodi di consolidamento appositi, particolarmente indicati anche solo per un pericolo di cedimento remoto.
Ci sono situazioni in cui rivolgersi a un ingegnere strutturale o a un geometra esperto non è un'opzione, ma una vera e propria necessità.
In caso di crepe con larghezza superiore a 1 millimetro che si allargano nel tempo, è indispensabile interpellare un tecnico specializzato.
Ingegneri strutturali - iStock
Così come in caso di fessurazioni che compaiono su più pareti contemporaneamente, o lesioni accompagnate da dislivelli nel pavimento.
Senza tralasciare i segnali di cedimento imminente, quali difficoltà nell'apertura di porte e finestre, crepe visibili sulle travi o sui pilastri in cemento armato.
Bisognerà monitorare con attenzione qualsiasi lesione che interessi le fondazioni.
In tutti questi scenari, intervenire da soli è controindicato e potenzialmente pericoloso.
Per effettuare le riparazioni descritte nei paragrafi precedenti, bisognerà partire dal materiale da utilizzare.
Nel corso delle opere di manutenzione, la scelta dei materiali giusti fa la differenza tra un risultato duraturo e uno temporaneo.
Crepe su muro - iStock
Preferire prodotti elastici e traspiranti, compatibili con il supporto esistente, evita che la fessurazione si ripresenti nella stessa posizione.
Per le pareti esterne, è fondamentale utilizzare materiali resistenti agli agenti atmosferici e all'umidità.
Infine, la manutenzione periodica dell'immobile, con ispezioni visive almeno una volta l'anno, permette di intercettare eventuali nuove fessurazioni prima che diventino un problema serio.
Prevenire è sempre meno costoso che curare, poichè un controllo regolare è il miglior investimento che un proprietario di casa possa fare.
|
|
|
|
||||
Testata Giornalistica online registrata al Tribunale di Napoli n.19 del 30-03-2005 | ||||
|
Copyright 2026 © MADEX Editore S.r.l. |
||||