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Un cortile in pendenza può diventare un problema quando l'inclinazione della pavimentazione indirizza l'acqua piovana verso l'edificio invece che allontanarla.
Cortile con evidenti problemi di pendenza rampa - Sora
Non sempre si tratta di un errore costruttivo.
La situazione può nascere da piccoli assestamenti del terreno, da rifacimenti parziali della pavimentazione o da interventi realizzati per raccordare quote diverse tra strada, cortile e garage.
Il problema compare quando la pendenza convoglia l'acqua contro elementi sensibili come soglie, zoccolature, basculanti, bocche di lupo o locali seminterrati.
In queste condizioni la pioggia diventa un carico d'acqua che insiste sempre sugli stessi punti.
Se l'acqua non viene intercettata rapidamente e indirizzata verso uno scarico efficace, tende a infiltrarsi nelle fughe della pavimentazione, a passare sotto i massetti e a riemergere vicino ai muri o alle soglie, favorendo nel tempo umidità persistente e possibili infiltrazioni.
Prima di pensare a canalette e scavi, conviene osservare il comportamento dell'acqua durante una pioggia vera o simulandola con un getto.
Deviare acqua: per evidenziare i problemi si può "simulare" la pioggia - Getty Images
Non serve fare misure ingegneristiche, basta guardare dove si formano i rivoli principali, quali zone diventano corsie di scorrimento e quali punti si trasformano in ristagni.
Ci sono due situazioni molto diverse: l'acqua che scorre in superficie e l'acqua che scompare nelle fughe e ricompare vicino ai muri.
Nel primo caso la soluzione è quasi sempre una corretta intercettazione superficiale (canalette, linee di raccolta, pendenze).
Nel secondo caso può esserci un problema di sottofondo saturo, massetto che non drena, o stratigrafie che fanno da vasca sotto la pavimentazione. In questo caso la canaletta da sola può non bastare.
Un altro punto chiave è il recapito ovvero, deviare l'acqua è inutile se poi la mandi in un pozzetto che non smaltisce o in una zona che si allaga comunque.
Quando l'acqua piovana scorre in superficie verso l'edificio, la soluzione più efficace è inserire una linea di raccolta che intercetti il flusso prima che raggiunga soglie, garage o ingressi.
Le canalette lineari con griglia funzionano bene se vengono progettate correttamente.
Il primo aspetto è la posizione: devono essere collocate nel punto in cui l'acqua arriva realmente e non semplicemente dove è più facile tagliare la pavimentazione.
Negli ingressi carrabili, ad esempio, la canaletta viene spesso posizionata trasversalmente al flusso poco prima della soglia del garage per intercettare l'acqua in anticipo.
Pendenza minima di una canaletta di scolo - Sora
Anche la pendenza è fondamentale, perché la canaletta deve accompagnare il flusso verso un pozzetto senza creare tratti dove l'acqua ristagna.
La pendenza deve essere di circa 0,5% (5 mm per metro lineare) ovvero il valore sotto il quale il flusso tende a rallentare e aumentano i ristagni.
Infine lo scarico deve essere adeguato: tubo e recapito devono smaltire l'acqua anche durante piogge intense, altrimenti il sistema si riempie e perde efficacia.
Quando durante una pioggia l'acqua non scorre solo in superficie ma scompare tra le fughe della pavimentazione per poi riemergere vicino ai muri, spesso il problema è legato a un sottofondo che non drena correttamente o che si comporta come una sorta di vasca.
Trincea drenante in un cortile - Sora
Situazioni di questo tipo possono verificarsi con massetti molto compatti privi di strati drenanti, con impermeabilizzazioni discontinue oppure con pavimentazioni posate in modo da trattenere l'acqua negli strati inferiori.
In questi casi un drenaggio può contribuire a gestire l'acqua che circola sotto la pavimentazione.
Una trincea drenante o una linea drenante laterale può raccogliere l'umidità e convogliarla verso un punto di smaltimento adeguato.
In assenza di uno scarico efficace tuttavia, il drenaggio tende a saturarsi trasformandosi in una riserva d'acqua.
Un aspetto importante riguarda la distanza dal muro: un drenaggio collocato troppo vicino alle fondazioni può mantenere il terreno costantemente umido invece di allontanare l'acqua dall'edificio.
Quando il cortile è inclinato verso casa in modo netto, le canalette possono intercettare, ma non sempre risolvono il problema alla radice.
Canaletta di scolo sulla soglia del garage - Sora
Se la pendenza spinge grandi volumi contro l'edificio, conviene valutare una correzione di quota, anche localizzata.
Non è detto che si debba rifare l'intera pavimentazione.
A volte si interviene sul tratto critico vicino alle soglie, creando una micro-pendenza che spinga l'acqua verso un lato o verso una linea di raccolta.
In altri casi si può inserire una fascia con finitura e quota leggermente diversa che faccia da spartiacque.
Una contro-pendenza anche minima vicino al muro può trattenere l'acqua dove non dovrebbe.
Il contatto prolungato con la zoccolatura favorisce nel tempo la comparsa di efflorescenze saline, aloni di umidità e distacchi dell'intonaco nelle zone più esposte.
La gestione dell'acqua non riguarda solo la raccolta ma anche il punto in cui viene convogliata.
Canaletta di scolo in un cortile privato - Sora
Scaricare l'acqua nelle immediate vicinanze dell'edificio confidando nell'assorbimento naturale del terreno è una scelta che può rivelarsi inefficace.
Nei terreni argillosi o già saturi l'acqua tende a ristagnare e può lentamente tornare verso l'edificio infiltrandosi anche sotto la pavimentazione.
Quando è disponibile una rete di raccolta delle acque meteoriche il collegamento deve essere realizzato con criteri corretti e con l'uso di pozzetti ispezionabili che permettano controlli e manutenzione.
In alternativa può essere previsto un pozzo disperdente ma la sua efficacia dipende dalla reale capacità drenante del terreno.
In alcuni contesti funziona bene mentre in altri perde efficienza nel tempo.
Un sistema di raccolta privo di uno scarico adeguato resta comunque incompleto e non risolve il problema alla radice.
Alcuni interventi possono sembrare soluzioni rapide ma spesso finiscono per spostare l'acqua senza risolvere il rischio di infiltrazioni.
Un caso frequente è l'aumento della soglia o l'installazione di profili di protezione contro la pioggia senza intercettare il flusso prima che raggiunga l'edificio.
In questo modo l'ingresso diretto può ridursi, ma l'acqua continua a ristagnare davanti al muro.
Un altro errore comune consiste nell'affidarsi esclusivamente a sigillature o siliconi applicati sulle pavimentazioni esterne.
All'aperto questi materiali tendono a degradarsi nel tempo e l'acqua trova facilmente nuove vie di passaggio, spesso sotto la pavimentazione.
Anche la creazione di piccoli rialzi o dossi improvvisati può rivelarsi controproducente.
Se non sono progettati con pendenze coerenti, generano ristagni e favoriscono l'accumulo di sporco e umidità.
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