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Come effettuare una corretta posa in opera del pavimento

Quale danno può causare un pavimento posato in modo non corretto, cioè sconnesso. Ecco le indicazioni per una corretta posa del pavimento eseguita a regola d'arte
19 Novembre 2020 ore 17:27 - NEWS Pavimenti e rivestimenti
posa pavimento , posa piastrelle , posa gres porcellanato , ceramica

La corretta posa in opera del pavimento


Quando parliamo del pavimento apriamo un capitolo sostanzioso dell’architettura.

Se pensiamo che è l’elemento sul quale trascorriamo tutta la giornata lavorativa o residenziale, allora capiamo quanto sia importante avere un buon pavimento e come tutti gli oggetti che usiamo costantemente, notiamo a lungo gli errori e ne apprezziamo i benefici di una buona realizzazione.

Possiamo dire, azzardando, che potremmo risparmiare su molto ma non sul pavimento per via del frequentissimo utilizzo che ne facciamo e per la durata che esso deve garantire.

Quando parliamo del pavimento, però, ne parliamo in maniera generale perché scendendo nel dettaglio ci sono diverse tipologie di pavimenti a seconda del materiale che scegliamo: il gres porcellanato, il marmo, la pietra, il cotto, il mosaico di pietre o di marmo, le superfici continue come il microcemento e la resina.


Pavimento sollevato

Pavimento sollevato

Pavimento sollevato
Pavimento sollevato

Pavimento sollevato

Pavimento sollevato
Pavimento distaccato

Pavimento distaccato

Pavimento distaccato
Pavimento distaccato

Pavimento distaccato

Pavimento distaccato

Cambiano i materiali e cambiano anche le dimensioni della trama del pavimento, questo ci fa capire che non tutti i pavimenti possono essere progettati e posati allo stesso modo.

Abbiamo detto che ci sono molte tipologie di pavimento, ma affrontiamo il tema principale, il pavimento più diffuso e comune, il pavimento in ceramica.

Molto spesso i pavimenti in città sono realizzati in ceramica bicottura, grès porcellanato o in cotto. Questi tre materiali hanno spesso le stesse dimensioni 33x33cm. La dimensione, la trama e il materiale che li accomuna ci permette di valutarli insieme, confrontandoli, e di capire quando un pavimento è posato a regola d’arte.


Quali sono gli aspetti da valutare per la posa del pavimento?


Sono diversi gli aspetti da considerare per effettuare una cossetta posa delle piastrelle. Analizziamone i principali.

Il Massetto


Il massetto, argomento già affrontato in altri articoli, crea il supporto rigido e liscio per la posa del pavimento, il quale pavimento si incolla con malte o colle specifiche per pavimenti.

Ci sono diversi prodotti di colle o malte a seconda delle esigenze e del materiale che stiamo posando. Un buon collante o malta è indispensabile per non aver problemi in futuro, quali distaccamenti o irrigidimenti del pavimento.

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La dimensione della superfice da pavimentare influisce molto nella scelta della giusta dimensione della piastrella e della fuga. La dimensione della piastrella e della relativa fuga non sono scelte estetiche che può prendere il committente, come spesso avviene, ma sono elementi funzionali che solo un architetto può decidere o un posatore professionista può consigliare.

La fuga tra le piastrelle


La fuga non è un fattore estetico ma bensì una soluzione tecnica utilizzata per dare elasticità al pavimento. Gli edifici e anche il pavimento sono soggetti a continui micro-movimenti dovuti dal movimento della terra e dal sisma.

Posa pavimento: scegliere la corretta fuga tra piastrelle
Una superfice ampia con piastrelle di grandi formati posati senza fuga, crea un irrigidimento del pavimento che in caso di micromovimento non collabora con l’elasticità di tutto l’edificio.

Il risultato è il distaccamento delle piastrelle dal massetto con rispettivo sollevamento delle piastrelle.

Tipologie di piastrelle. etrusche, bisellate, rettificate


Le piastrelle, che siano in gres porcellanato o ceramica bicottura, possono essere estruse, bisellate o rettificate. La differenza sostanziale consiste nel bordo della piastrella.

La piastrella estrusa è una ceramica non rifilata sui bordi, con dimensioni naturali così come è stata creata dalla produzione. Le estruse caratterizzano il cotto e la ceramica bicottura, richiedono un’alta professionalità del posatore che le monterà in quanto non sono mai di dimensioni regolari. Volendo fare un esempio, in un formato 25x25 cm, tutte le piastrelle hanno dimensioni approssimate alla misura scelta con tolleranze anche di 1 cm.



Questa caratteristica esalta la bellezza del cotto, come lo storico Cotto Brunelleschi che della sua irregolarità ne ha fatto una caratteristica di bellezza e non ci permette di avere delle fughe regolari.

Le ceramiche in grès porcellanato o bicottura possono essere bisellate o rettificate.
Entrambe sono caratterizzate da una rifilatura dei bordi per garantire le stesse dimensioni ma, mentre le rettificate sono a spigolo vivo, predisposte per superfici continue e visivamente omogenee, le bisellate hanno una smussatura del bordo, addolcendo e assecondando la fuga che in questo caso è d’obbligo.

Pavimento rettificato e bisellato a confronto

Il piano (superficie) della piastrella è fondamentale. Non possiamo dar per scontato che le piastrelle siano dritte, anzi, il più delle volte le ceramiche sono sempre curve.

Le linee economiche comunemente trovate negli ipermercati sono quasi tutte imbarcate, per via dell’economicità del prodotto, mentre alcuni marchi premium realizzano ceramiche studiate appositamente per creare effetti di luce differente sul pavimento.

Questa caratteristica, che la ceramica può avere, richiede una notevole esperienza del professionista posatore, in quanto deve utilizzare diverse tecniche a seconda della ceramica scelta.

Un trucco del professionista consiste nel prendere due ceramiche dello stesso pacco e posarle smalto contro smalto per capire se il pavimento è dritto o imbarcato.

Il rischio di una cattiva posa con piastrelle imbarcate è avere l’unione tra i quattro spigoli non perfettamente allineati, lasciandone qualcuno fuori allineamento, creando delle punte.

Queste ultime sono molto pericolose se camminiamo a piedi nudi in casa , perché possono ferire la pianta del piede e possono anche far inciampare. Purtroppo, molti pavimenti, più di quelli che possiamo immaginare, hanno questo problema legato ad una posa non a regola d’arte, il più delle volte per motivi di velocità nella posa.

Negli ultimi anni, il design grès porcellanato ha lanciato sul mercato delle linee che imitano le pietre naturali o i marmi. Queste trame possono essere casuali oppure imitare i disegni eleganti e affascinati che il marmo ci regala con la posa a macchia aperta.

Pavimento a trama “casuale” e a “macchia aperta” di DallaPozzaMarmi a confronto

Nel caso di trame casuali, un buon posatore presta attenzione nello scegliere la piastrella o lastra di marmo da posare in modo da creare collegamenti con le venature delle piastrelle adiacenti e ottenere un effetto sinuoso della trama. Nel caso di macchia aperta il pavimento viene progettato e disegnato su carta e sarà compito del marmista fornire le varie lastre numerate.

Nella foto in alto, un esempio con un pavimento a trama casuale e uno a macchia aperta.

Il battiscopa


Un dettaglio molto importante è il battiscopa, elemento non amato da molti, ma utile, oltre che per aspetti funzionali, anche a esaltare le dimensioni di una stanza giocando con l’illusione ottica.

Il battiscopa molto spesso può essere ritagliato dal pavimento stesso, comprando dei metri quadri in più di ceramica e nel caso di piastrelle rettificate bisogna raccomandarsi sempre di fare una bisellatura al battiscopa, perché potrebbe essere tagliente per i neonati.

Un battiscopa posato a regola d’arte deve essere allineato alla piastrella che lo supporta in modo da creare un unico collegamento visivo con il pavimento e avere allineate le sue fughe a quelle del pavimento.

Battiscopa allineato

Dopo aver valutato questi fattori, caratterizzanti di un pavimento, dobbiamo scegliere la centralità di esso.


Posa pavimento: altre considerazioni


Un pavimento deve avere delle bisettrici ed essere sempre allineato a un elemento importante del nostro ambiente. Possiamo scegliere se posarlo all’italiana o in diagonale, ma le linee di fuga devono sempre valorizzare qualcosa presente nell’ambiente.

Un pavimento posato a regola d’arte, attraverso le sue fughe, contribuisce con illusioni ottiche ad aumentare le dimensioni dell’ambiente o far concentrare lo sguardo in una direzione.

Pavimento allineato con ingresso

Nel caso del pavimento in foto, dopo un’attenta riflessione con la ditta Taurino Edil Service, la centralità scelta è ricaduta sulla fuga centrale che è allineata con l’ingresso (punto di vista della foto) e con il centro tra i due pilastri.

Questo tipo di allineamento ha fatto risparmiare un notevole spreco di piastrelle, perché sono stati evitati diversi tagli via delle pareti non a squadro. Inoltre questa disposizione crea una simmetria di quattro piastrelle a destra e quattro piastrelle a sinistra creando due incastri perfetti con i rispettivi pilastri. Altre soluzioni di centralità avrebbero creato degli incastri casuali e non simmetrici con i pilastri.

Pavimento centrato con pilastro

Ogni pavimento è un progetto nuovo e ogni ceramica richiede riflessioni e impegni diversi, dunque, la scelta di una buona ditta è fondamentale per la posa di un pavimento a regola d’arte.

Non tutte le ceramiche possono essere posate allo stesso modo; è fondamentale affidarsi a un architetto che sappia gestire questi fattori e insieme all’esperienza di una buona ditta, valorizzare il nostro ambiente rendendolo sicuro e duraturo.

riproduzione riservata
Articolo: La posa in opera del pavimento
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La posa in opera del pavimento: Commenti e opinioni


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