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Se hai un coprimuro sul muretto del tuo giardino, del balcone o del cancello e noti che ogni anno sembra essersi spostato di qualche millimetro, non si tratta di una tua impressione.
Il coprimuro è uno degli elementi architettonici più esposti alle variazioni termiche, all'acqua piovana e al gelo, e il suo movimento stagionale è un segnale che merita attenzione.
Coprimuro su parete esterna - Gemini
Ignorarlo può portare a infiltrazioni d'acqua nel muretto sottostante, con danni progressivi difficili da contenere.
Controllare lo stato dei giunti e l'impermeabilizzazione almeno una volta l'anno è l'unica contromisura davvero efficace.
Il coprimuro, che sia in pietra naturale, cemento, clinker o gres porcellanato, è costantemente esposto alle escursioni termiche.
In estate si dilata, in inverno si contrae.
Questo ciclo continuo, anno dopo anno, può allentare la malta di posa e aprire piccole fessure nei giunti tra un elemento e l'altro.
Il problema si aggrava nelle zone con inverni rigidi, dove l'acqua che si infiltra in una fessura ghiaccia e, espandendosi, allarga ulteriormente il giunto.
In pochi anni, un piccolo spazio diventa una vera via d'accesso per l'umidità all'interno del muretto.
I giunti tra un elemento di coprimuro e l'altro, così come quello tra il coprimuro e il muro verticale, sono le zone più vulnerabili dell'intera posa.
Se in fase di posa coprimuro non è stato utilizzato un sigillante elastico o è stato impiegato del semplice cemento, il risultato nel tempo è quasi sempre lo stesso: micro-fessurazioni che si aprono progressivamente.
Giunti del coprimuro su spazio esterno - Gemini
Un giunto rigido non segue il movimento naturale del materiale.
Un sigillante elastico, invece, lavora in armonia con le dilatazioni e le contrazioni, mantenendo la tenuta nel tempo.
La scelta del materiale di sigillatura durante la posa del coprimuro è quindi tutt'altro che secondaria.
Non sempre le infiltrazioni sono visibili subito.
Spesso il primo segnale è una macchia scura o umida che compare sulla faccia verticale del muretto, soprattutto dopo piogge prolungate.
Altri segnali da non sottovalutare: piccole crepe nei giunti tra gli elementi del coprimuro, efflorescenze biancastre (i cosiddetti "sali") sulla superficie del muretto, distacco coprimuro localizzato in uno o più punti.
Macchia di umidità su coprimuro - Gemini
Oppure un suono "vuoto" quando si batte con una mano sulla lastra.
Il distacco coprimuro, in particolare, è spesso sottovalutato.
Si tende a pensare a un difetto estetico, mentre in realtà segnala che l'adesione si è compromessa e che l'acqua ha già cominciato a lavorare sotto la lastra.
Il controllo ideale va fatto a fine inverno o a inizio primavera, quando le condizioni atmosferiche hanno già esercitato il loro effetto.
Se si riscontrano fessure nei giunti, l'intervento corretto prevede una serie di passaggi indispensabili.
La rimozione del vecchio sigillante o della malta ammalorata, la pulizia accurata del giunto, e la successiva applicazione di un mastice poliuretanico o siliconico ad alta elasticità.
Operaio che controlla i giunti - Gemini
Quest'ultimo va scelto in base all'esposizione: per esterni molto soleggiati, i siliconi neutri hanno una maggiore resistenza UV rispetto ai sigillanti a base acetica.
Evitare di stuccare semplicemente sopra le crepe già esistenti: la riparazione superficiale dura pochi mesi e poi si rompe di nuovo, perché il problema di fondo rimane irrisolto.
Uno degli errori più comuni nella posa coprimuro è dimenticare lo strato di impermeabilizzazione sul piano orizzontale del muretto prima di posare gli elementi.
Senza questa protezione, anche i giunti più perfetti non bastano: l'acqua che penetra da qualsiasi punto troverà libero accesso alla struttura.
Operaia a lavoro sulla posa del coprimuro - Gemini
L'impermeabilizzazione può essere realizzata con membrane bituminose, guaine liquide o prodotti a base cementizia idrofuga, a seconda delle specifiche condizioni del muretto.
In caso di rifacimento completo con distacco coprimuro e nuova posa, questo passaggio non è opzionale: è il fondamento su cui poggia tutta la tenuta nel tempo dell'opera finita.
Se il distacco del coprimuro riguarda più del 30 o 40% della superficie, o se l'ispezione rivela che la malta di allettamento si è polverizzata in più punti, la riparazione localizzata rischia di essere solo un rimedio temporaneo.
In questi casi, il rifacimento completo con rimozione di tutti gli elementi, pulizia del piano, nuova impermeabilizzazione e nuova posa del coprimuro è la strada più efficace.
Il costo iniziale è superiore, ma evita di dover ripetere l'intervento ogni due o tre anni con esiti sempre più incerti.
C'è un punto su cui vale la pena essere diretti: molti interventi di manutenzione sui coprimuri vengono rinviati perché il problema non è immediatamente visibile dall'esterno.
L'acqua che infiltra lavora in silenzio, e quando i danni emergono in modo evidente, macchie, rigonfiamenti, cedimenti, il muretto ha già subito un deterioramento significativo.
D'altra parte, non tutti i movimenti sono preoccupanti: un leggero spostamento stagionale su un coprimuro ben posato con giunti elastici è del tutto fisiologico e non richiede interventi.
Il punto non è eliminare il movimento, ma garantire che i giunti lo assorbano senza compromettere la tenuta all'acqua.
Chi installa coprimuri senza prevedere giunti di dilatazione adeguati o senza sigillante elastico, in sostanza, non sta eseguendo una posa a regola d'arte, indipendentemente dalla qualità del materiale scelto.
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