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Una copertura in policarbonato del terrazzo può ingiallire con il tempo per effetto del sole, degli agenti atmosferici, dello smog e della perdita progressiva della protezione superficiale.
All'inizio il cambiamento si nota soprattutto nella luce: il terrazzo appare più cupo, la lastra diventa meno trasparente e l'ambiente sottostante assume una tonalità giallastra o opaca e si tende a considerarlo un problema solo estetico.
Pergola a copertura del terrazzo o balcone - Getty Images
Il punto critico arriva quando all'ingiallimento si associano fragilità, crepe, deformazioni, rumori anomali, infiltrazioni o fissaggi che non tengono più come un tempo.
Una lastra che ha perso elasticità, che si scheggia facilmente o che si imbarca sotto il sole può essere carente in fatto di sicurezza.
Il policarbonato è un materiale resistente e leggero la cui durata dipende da:
Ad esempio, anche se una lastra ingiallita può continuare a svolgere la sua funzione per un certo periodo, occorre osservare se durante la pulizia basta una pressione leggera per creare una crepa oppure la presenza di gocce lungo i profili dopo una pioggia abbondante.
In questi casi, la copertura sta dando segnali di indebolimento.
Con la corretta manutenzione, il policarbonato consente di realizzare soluzioni interessanti e durature per sfruttare al meglio lo spazio outdoor
L'ingiallimento della copertura del terrazzo può indicare che la superficie esterna è stata alterata dai raggi UV e dagli agenti atmosferici.
Quando la lastra è solo ingiallita ma resta integra, stabile e flessibile, il danno può essere prevalentemente estetico.
Il terrazzo riceve meno luce, la copertura appare vecchia e si pregiudica il comfort visivo, ma non è detto che ci sia un rischio immediato.
Attenzione a quando l'opacità è irregolare, con zone biancastre, chiazze, sfogliature superficiali o piccole screpolature diffuse.
Questi segni possono indicare che lo strato esterno non è più compatto.
La superficie può diventare più porosa, trattenere sporco, perdere resistenza.
Il consiglio è osservare le condizioni sia del lato esposto sia del lato protetto, perché se il degrado è molto concentrato sulla parte più battuta dal sole, è probabile che il materiale abbia subito un invecchiamento da esposizione.
Invece, se ci sono alterazioni lungo profili, fissaggi o punti di ristagno, potrebbe esserci anche un problema di posa o di evacuazione dell'acqua.
Le microfessure sono tra i segnali più importanti.
Possono apparire come linee sottili, ramificazioni, piccole screpolature o segni visibili in controluce.
Spesso si concentrano vicino ai bordi, attorno alle viti, nei punti di appoggio o nelle zone più esposte al sole.
Policarbonato per la protezione dello spazio outdoor - Festa Tende
Una microfessura non va sottovalutata perché quella che sembra una sottile linea innocua può espandersi dopo un temporale, una grandinata o un forte sbalzo termico.
Se la lastra è alveolare, le fessure possono anche permettere l'ingresso di acqua e sporco nelle camere interne.
Le crepe attorno ai fissaggi sono particolarmente significative: indicano che la lastra è stata bloccata troppo rigidamente, che non ha spazio per dilatarsi o che il materiale ha perso elasticità.
Il policarbonato, infatti, si dilata con il caldo e con il freddo.
Una copertura in policarbonato ancora sana mantiene una certa resistenza agli urti e una risposta elastica.
Se, invece, la lastra si scheggia, si spacca durante una pulizia delicata, si rompe attorno ai bordi o produce piccoli frammenti, il materiale ha perso parte delle sue caratteristiche.
Questo può accadere per i seguenti motivi:
Attenzione anche ai bordi: se il bordo della lastra si sbriciola, se gli angoli sono rotti o se vicino ai profili compaiono pezzi mancanti, la copertura potrebbe non essere più stabile nel suo sistema di fissaggio.
La lastra è sostenuta da profili, guarnizioni e viti, pertanto, se le parti di contatto si indeboliscono, il sistema perde affidabilità.
Una copertura fragile non va pulita con spazzole dure, idropulitrici aggressive e la prima cosa da fare è stabilire se può essere mantenuta o se deve essere sostituita.
Il policarbonato si dilata con il calore, ma non dovrebbe deformarsi in modo permanente.
Se la copertura presenta ondulazioni, avvallamenti, rigonfiamenti, bisogna capire se il problema dipende dalla posa, dalla struttura o dal degrado del materiale.
Le deformazioni possono comparire quando le lastre sono troppo lunghe, fissate senza corretti giochi di dilatazione, appoggiate male o esposte a temperature elevate senza ventilazione.
Inoltre, possono peggiorare se la struttura sottostante non è in piano o se i profili comprimono troppo il materiale.
Il consiglio è effettuare un controllo della lastra di policarbonato se:
Le ondulazioni possono creare un secondo problema: trattenere acqua, sporco e foglie.
Dove l'acqua ristagna, il materiale si sporca di più, le guarnizioni lavorano peggio e le infiltrazioni diventano più probabili.
Una pergola terrazzo deformata non è solo meno bella; può non scaricare correttamente la pioggia.
Le infiltrazioni d'acqua sono un segnale importante: se le perdite si ripetono e aumentano nel tempo, la copertura può avere problemi più profondi oltre all'inestetico ingiallimento.
La presenza di gocce vicino ai fissaggi può indicare crepe attorno alle viti, rondelle deteriorate o fori ovalizzati dalle dilatazioni.
Le infiltrazioni lungo i profili possono dipendere da guarnizioni indurite o profili deformati.
Lastre in policarbonato alveolare - Inpolicarbonato
Le perdite al bordo inferiore possono invece segnalare problemi di pendenza o scarico dell'acqua.
Nelle lastre alveolari, come nella foto sopra di Inpolicarbonato, va controllata anche la presenza di acqua all'interno delle camere, in quanto, se gli alveoli sono pieni di condensa o sporco, significa che le chiusure laterali non sono più ermetiche e che lasciano entrare l'acqua.
Sigillare dall'esterno con silicone può tamponare per poco, ma se la lastra è crepata o deformata il problema tornerà.
È indispensabile capire se la perdita nasce dal materiale, dal fissaggio o dalla posa.
Una copertura in policarbonato non dipende solo dalle lastre.
Fissaggi, profili, guarnizioni, rondelle e struttura di supporto sono fondamentali per la tenuta della copertura in policarbonato.
Quando questi elementi invecchiano o lavorano male, il degrado può diventare anche strutturale.
Le rondelle con guarnizione possono indurirsi, creparsi o perdere pressione.
Le viti possono allentarsi per vibrazioni e dilatazioni.
Attenzione: evitare di stringere le viti in modo eccessivo, perché possono creare tensioni e provocare crepe nel policarbonato.
I fori nella lastra possono allargarsi e i profili possono deformarsi.
Se la copertura produce rumori con il vento, vibra o sembra muoversi più del normale, il fissaggio va certamente verificato.
Se più fissaggi mostrano lo stesso difetto, significa che probabilmente il problema risiede in una posa non corretta.
Scricchiolii, colpi, vibrazioni e rumori durante il vento o nelle ore di forte escursione termica possono essere normali entro certi limiti, perché il policarbonato si dilata e si contrae.
Tuttavia, se i rumori aumentano, se le lastre battono contro la struttura o se sembrano sollevarsi, bisogna controllare la stabilità del sistema.
Il vento esercita pressione, pertanto, una lastra indebolita, fissata male o deformata può muoversi più del previsto.
Prestare attenzione a rumori e vibrazioni della pergola in policarbonato - Festa Tende
Nei terrazzi esposti, soprattutto ai piani alti o in zone aperte, questo aspetto è importante, in quanto il rischio non è solo l'infiltrazione, ma anche il distacco parziale di elementi.
I rumori da dilatazione possono indicare che la lastra non ha spazio sufficiente per muoversi: se il materiale è bloccato rigidamente, nel tempo può fessurarsi.
Nella circostanza opposta, invece, può vibrare e sollecitare fissaggi e bordi.
Nella foto sopra, pergola in policarbonato firmata Festa Tende.
Gli alveoli interni della lastra di policarbonato sono pensati per contribuire a leggerezza e isolamento.
Se si riempiono di acqua, polvere, alghe o condensa persistente, la copertura perde trasparenza e può mostrare un degrado del sistema di chiusura.
Gli alveoli sporchi indicano che le estremità della lastra, i nastri di chiusura o i profili non proteggono più correttamente e che l'acqua può entrare, portare sporco e favorire depositi interni difficili da rimuovere.
Il risultato è una copertura opaca, macchiata e meno efficiente.
Se la condensa compare solo in alcune condizioni e poi sparisce, può dipendere dalla ventilazione.
Se, invece, permane per giorni, se si formano aloni verdi o neri, o se l'acqua ristagna negli alveoli, il sistema va verificato.
La grandine è un banco di prova severo per una copertura in policarbonato.
Una lastra sana resiste meglio agli urti, mentre una già degradata e fragile può ammaccarsi, creparsi o forarsi.
I danni possono essere piccoli: microfori, crepe radiali, segni a stella, fratture vicino ai bordi o punti in cui la lastra ha perso continuità.
La copertura in policarbonato ha una buona resistenza a urti e grandine - Wikipedia
Con la pioggia successiva, questi difetti possono trasformarsi in infiltrazioni e sotto l'azione del sole le crepe possono allargarsi.
Anche urti durante la manutenzione, appoggio di scale, caduta di rami o oggetti dal piano superiore possono danneggiare la copertura.
Il policarbonato non va trattato come una superficie calpestabile, salvo sistemi progettati specificamente per carichi e manutenzione, e comunque con procedure adeguate.
Quando una copertura appare ingiallita e fragile, è naturale concentrarsi sul policarbonato ma, in realtà, è necessario controllare anche la struttura che la sostiene: profili in alluminio o ferro, travetti, staffe, ancoraggi, pendenze, punti di fissaggio al muro e sistemi di scarico dell'acqua.
Se la struttura è ossidata, deformata o fuori squadra, può mettere in tensione le lastre.
Un fissaggio al muro degradato può far muovere la copertura.
Una pendenza insufficiente può trattenere acqua e sporco.
Una gronda o un bordo di raccolta ostruito può far risalire acqua verso i giunti.
A volte la lastra si degrada prima perché la struttura la fa lavorare male.
Se i profili comprimono troppo, se i supporti sono distanziati in modo errato o se manca spazio per le dilatazioni, il materiale si stressa.
Di conseguenza, provvedere alla sostituzione delle lastre senza correggere questi difetti può portare allo stesso problema dopo pochi anni.
Vedendo una lastra in policarbonato ingiallita, si tende spesso a intervenire con metodi troppo energici: spazzole dure, solventi, detergenti aggressivi o raschietti.
In realtà, non solo non si esegue la pulizia adeguata, ma è molto probabile che peggiori la situazione, soprattutto se il materiale è già fragile.
Il policarbonato va pulito con panni morbidi e acqua non troppo calda.
Pulizia adeguata della copertura in policarbonato - Getty Images
Se la superficie è ormai ossidata o microfessurata, una pulizia intensa non restituisce la trasparenza originale e può accentuare le crepe.
In questi casi il problema non è lo sporco, ma l'invecchiamento del materiale.
Anche camminare sulla copertura per pulirla è pericoloso se non è progettata per sostenere carichi.
Le lastre possono rompersi o uscire dai profili, e il rischio per la persona è molto alto.
Queste operazioni devono essere affidate a personale qualificato.
Se la copertura è solo sporca, leggermente opaca e con fissaggi integri, può bastare una pulizia corretta, il ripristino di alcune guarnizioni o la sistemazione di un profilo.
Se, invece, sono presenti crepe diffuse, fragilità, rotture ai bordi, deformazioni permanenti, infiltrazioni ricorrenti o fissaggi compromessi, il consiglio è quello di considerare la sostituzione delle lastre.
La scelta dipende anche dall'età della copertura e dalla qualità originaria del materiale.
Una lastra vecchia, senza protezione UV efficace e già fragile non migliora con piccoli interventi.
In fase di sostituzione della copertura in policarbonato, è importante considerare i seguenti aspetti:
La manutenzione è sensata quando la copertura è ancora stabile, mentre occorre optare per la sostituzione se il materiale non dà più garanzie di tenuta e resistenza.
Il primo errore è considerare l'ingiallimento solo un problema estetico: in presenza di crepe o fragilità, il degrado può essere serio.
Il secondo errore è sigillare ogni infiltrazione con silicone senza capire da dove entra l'acqua.
Pergola Allupergola di Vitrum, alluminio e policarbonato - SpaziPiu
Il terzo errore è pensare di risolvere tutto stringendo di più le viti: se il policarbonato non può dilatarsi, si fessura.
Il quarto errore è pulire con prodotti aggressivi che possono peggiorare il degrado della lastra.
Il quinto errore è sostituire solo le lastre senza controllare struttura e pendenze.
Il sesto errore, nonché il più pericoloso, è camminare sulla copertura per ispezionarla.
Non dimentichiamoci che una lastra fragile può cedere all'improvviso.
Una copertura in policarbonato del terrazzo può ingiallire con il tempo senza, per questo, essere pericolosa.
Tuttavia, è importante controllare con attenzione se l'ingiallimento è accompaganto da:
Il controllo deve riguardare tutta la copertura: lastre, profili, viti, guarnizioni, struttura, pendenza e punti di scarico ed è opportuno che tale check sia eseguito da un tecnico esperto.
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