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Quando si sostituiscono le finestre durante una ristrutturazione, l’attenzione si concentra quasi sempre sul nuovo infisso: materiale del telaio, vetro, colore, apertura, maniglia, prestazioni termiche e acustiche.
Il controtelaio, invece, viene spesso considerato un elemento tecnico nascosto, utile solo a fissare la finestra al muro oppura l'anta nel caso delle porte interne.
Questo è un grosso errore, perché proprio in quel punto si gioca una parte importante del risultato finale che incide su prestazioni e, quindi, comfort.
Nuovi infissi e il ruolo dei controtelai - Getty Images
Il controtelaio è l’elemento intermedio tra muratura e serramento che svolge funzioni fondamentali:
La qualità del serramento non basta, infatti, una finestra performante montata su un vecchio controtelaio metallico non isolato può continuare a generare dispersioni, condensa, muffa sui bordi o spifferi.
L’infisso non lavora da solo ma in sinergia con vetro, telaio, controtelaio, davanzale, cassonetto, sigillature, isolamento e muratura.
Il controtelaio crea la sede in cui verrà installato il serramento.
In una nuova costruzione viene posato prima dell’infisso, durante le opere murarie.
In ristrutturazione può essere mantenuto, modificato, rivestito o rimosso, a seconda dello stato esistente e del tipo di intervento.
Il controtelaio deve sostenere il fissaggio del serramento e svolge anche una funzione geometrica, perché definisce misure, squadro e planarità del vano.
Inoltre, influisce sull'aspetto termoacustico, perché il materiale e il modo in cui viene collegato alla parete hanno una correlazione diretta con dispersioni, ponti termici, infiltrazioni d’aria e passaggio del rumore.
Un controtelaio ben realizzato facilita la posa dell’infisso e consente sigillature più efficaci; un controtelaio irregolare, invece, rende necessarie compensazioni o riempimenti che possono tramutarsi in punti deboli.
Ecco perché è richiesta particolare attenzione nelle ristrutturazioni, dove i muri esistenti non sono sempre dritti, le spallette possono essere fuori squadro e i vecchi telai possono nascondere vuoti o materiali deteriorati.
In molte abitazioni ristrutturate si trovano vecchi controtelai in ferro o lamiera.
Erano soluzioni diffuse perché robuste, pratiche in cantiere e facili da murare.
Dal punto di vista dell’isolamento, però, possono creare problemi, infatti, il metallo conduce molto il calore e può diventare un ponte termico tra esterno e interno.
Muffa sulla spalletta della finestra - Getty Images
Il ponte termico si manifesta quando una zona del nodo finestra resta più fredda rispetto alle superfici circostanti.
In inverno, questa differenza può favorire condensa, aloni e muffa sulle spallette o vicino al telaio.
Il problema è ancora più evidente quando si sostituiscono infissi vecchi e poco ermetici con serramenti nuovi: dopo la sostituzione, si azzerano gli spifferi ma se il controtelaio metallico resta freddo, l’umidità può condensare proprio lì.
Il legno è stato usato a lungo per i controtelai perché offre una buona lavorabilità, una conducibilità termica più contenuta rispetto al metallo e una certa facilità di fissaggio.
In ristrutturazione, un controtelaio in legno esistente può essere ancora valido se è asciutto, integro e ben ancorato alla muratura.
Il problema è che il legno soffre l’umidità se non è protetto correttamente.
Controtelai in legno per finestre e portefinestre - Falegnameria Trapella Fabio
Un vecchio controtelaio può essere marcio nella parte bassa, deformato, attaccato da insetti, fessurato o non più solidale con la parete.
Prima di riutilizzarlo, quindi, è necessario verificarne consistenza, stabilità e geometria.
Se il legno si sbriciola, si muove, presenta macchie scure o assorbe umidità, non è un supporto affidabile per un infisso nuovo.
Quando il legno è nuovo e progettato per questo uso, può ancora essere una soluzione valida.
Il limite non è il legno in sé, ma la sua esposizione a umidità, errori di posa e mancanza di manutenzione del nodo.
Nella foto sopra di Falegnameria Trapella Fabio controtelai in legno.
Con l'obiettivo dell'efficientamento energetico si usano sempre più spesso controtelai isolati o sistemi in materiali compositi.
Possono essere realizzati con profili termici, materiali a bassa conducibilità, pannelli isolanti integrati, elementi in PVC o soluzioni miste progettate per il nodo finestra.
Il loro vantaggio è ridurre il ponte termico e offrire una base più coerente con infissi moderni ad alte prestazioni.
Isolamento attraverso cappotto esterno - Getty Images
Non servono solo a fissare la finestra, ma a creare continuità tra serramento, muratura e isolamento, aspetto particolarmente importante quando la casa ha cappotto esterno, isolamento interno o quando si vuole correggere il comportamento delle spallette.
Se il sistema è progettato con battute, sedi per nastri, profili di raccordo e piani di fissaggio corretti, ne beneficia anche la posa.
Tuttavia, il materiale da solo non basta, infatti, anche un controtelaio isolato può funzionare male se viene tagliato in modo errato, fissato male, sigillato in modo insufficiente o collegato a una muratura irregolare senza preparazione.
In alcuni interventi si valuta il monoblocco finestra, cioè un sistema che integra controtelaio, isolamento delle spallette, eventuale cassonetto, predisposizione per oscuranti, zanzariere o altri accessori.
Si tratta di una soluzione più completa rispetto al semplice controtelaio, perché considera l’intero foro finestra, come mostra l'immagine sotto di Tecno Profili
Può essere utile nelle ristrutturazioni importanti, quando si rifanno intonaci, cappotto, cassonetti e serramenti.
Il vantaggio offerto dal monoblocco è che permette di gestire in modo coordinato i punti critici: laterali, architrave, soglia, davanzale, avvolgibile e raccordo con la muratura.
Struttura monoblocco finestra - Tecno Profili
Il limite di questa soluzione è che richiede misure precise, cantiere più organizzato e compatibilità con le opere previste.
È risolutivo quando il vecchio vano finestra presenta ponti termici evidenti, cassonetti disperdenti o geometrie da correggere.
La scelta tra controtelaio semplice e monoblocco dipende dall’obiettivo della ristrutturazione: se si sostituisce solo la finestra, l’intervento sarà più limitato.
Se si vuole migliorare l’intero foro, bisogna ragionare sul sistema completo.
Il materiale del controtelaio influisce sulla temperatura superficiale del nodo finestra.
Se il controtelaio conduce troppo il freddo o se lascia vuoti non isolati, la zona interna attorno al serramento può raffreddarsi e quando l’umidità dell’aria interna incontra queste superfici fredde, può formarsi condensa.
La condensa non compare sempre sul vetro e può spostarsi sulle spallette, negli angoli, vicino al davanzale, negli angoli, sul coprifilo.
Condensa sul vetro - Getty Images
La muffa a cornice intorno alla finestra è spesso un segnale di ponte termico o ventilazione insufficiente, ma il controtelaio può avere un ruolo importante.
In ristrutturazione bisogna quindi chiedersi dove sarà il punto più freddo dopo l’intervento.
Un buon controtelaio si può definire tale quando contribuisce alla continuità dell’isolamento.
La tenuta all’aria dipende molto dal giunto tra serramento, controtelaio e muratura.
Se il controtelaio è irregolare, fessurato, deformato o non raccordato bene al muro, possono restare passaggi d’aria nascosti.
I vecchi controtelai possono nascondere vuoti intorno al foro.
A volte, smontando il vecchio infisso, si trovano schiume degradate, malte friabili, fessure o intercapedini mai sigillate.
Se questi punti vengono coperti senza essere corretti, l’aria può continuare a passare.
Un buon controtelaio contrasta gli spifferi - Getty Images
La tenuta all’aria richiede una posa a più livelli: fissaggio meccanico, isolamento del giunto e sigillatura corretta verso interno ed esterno.
Il controtelaio deve permettere questo lavoro.
Quando si scelgono finestre nuove, spesso si valutano vetri acustici e profili più performanti.
Tuttavia, il rumore passa anche dai punti deboli del nodo finestra.
Un controtelaio non sigillato bene, vuoti laterali, fissaggi approssimativi o materiali troppo leggeri possono ridurre la prestazione acustica complessiva.
L’isolamento acustico funziona quando tutti gli elementi sono coerenti, perché dove passa aria, spesso passa anche rumore e questo assume particolare valore nei contesti rumorosi come ferrovie o zone urbane.
Per questo il controtelaio deve garantire stabilità, continuità e possibilità di sigillatura.
Il controtelaio non assorbe da solo il rumore, ma può impedire che la prestazione dell’infisso venga vanificata da fessure e discontinuità.
Il controtelaio deve essere stabile per sostenere in sicurezza il serramento.
Se il supporto si muove, si deforma o non è ben ancorato, nel tempo possono comparire problemi di chiusura, ante fuori registro, sfregamenti e infiltrazioni.
Le finestre moderne, soprattutto con vetri grandi, tripli vetri o portefinestre, possono essere pesanti.
Il controtelaio deve essere dimensionato e fissato per sopportare questi carichi.
Il problema è frequente nelle sostituzioni in cui si vuole evitare opere murarie.
Sopralluogo tecnico prima della posa della finestra - Getty Images
Mantenere il vecchio supporto riduce tempi e disagi, ma non sempre è tecnicamente corretto, perché se il controtelaio esistente non è solido, l’infisso nuovo parte già con un limite.
Prima della posa bisogna controllare ancoraggi, planarità, squadro e resistenza del supporto.
Il controtelaio deve dialogare anche con davanzale, soglia e parte inferiore del foro finestra.
Questo punto è spesso critico perché raccoglie acqua, condensa, sporco e sollecitazioni.
Attenzione ai davanzali passanti che possono creare ponti termici importanti raffreddando la parte inferiore del serramento.
Il materiale del controtelaio e il modo in cui viene posato devono consentire un raccordo corretto con la soglia.
Bisogna evitare fessure, pendenze sbagliate, ristagni.
Controtelaio proporzionato al peso della portafinestra - Pinterest
Nelle portefinestre, il tema è ancora più delicato: la soglia deve essere comoda, sicura, impermeabile e coerente con pavimento interno ed esterno.
Se il controtelaio non è pensato per questa connessione, si possono creare punti di ingresso d’acqua o discontinuità difficili da correggere dopo.
La durata dell’infisso dipende molto da questo raccordo.
Se l'intervento prevede cappotto esterno o ristrutturazione interna con isolamento realizzato sulle pareti interne, il controtelaio diventa ancora più importante, infatti, deve consentire la continuità dell’isolamento attorno alla finestra.
Se viene scelto un materiale non adatto o se la posizione dell’infisso non è coordinata con lo spessore isolante, si possono creare ponti termici sulle spallette.
Con il cappotto esterno, spesso si valuta la posizione del serramento rispetto al filo della muratura e dell’isolante.
Spostare l’infisso verso l’esterno, usare controtelai isolati o prevedere spallette coibentate può migliorare il comportamento del nodo.
Ogni soluzione deve però essere compatibile con struttura, estetica, davanzali e oscuranti.
Con isolamento interno, il rischio è creare discontinuità attorno alla finestra, dove lo spazio è ridotto e i dettagli diventano complessi.
Dobbiamo tenere presente che il controtelaio è il punto in cui il serramento incontra l’isolamento.
Nelle ristrutturazioni con tapparelle, il controtelaio va considerato insieme al cassonetto.
Un cassonetto vecchio, non isolato o pieno di spifferi può compromettere il comfort anche se il serramento è nuovo.
Il nodo finestra comprende telaio, controtelaio, avvolgibile, guide, cielino e ispezione del cassonetto.
Valutare il controtelaio unitamente al cassonetto della tapparella - Getty Images
Se si sostituisce la finestra ma si lascia il vecchio cassonetto permeabile all’aria, una parte delle dispersioni resta.
Il controtelaio deve quindi essere compatibile con eventuali guide tapparella, zanzariere, frangisole, oscuranti o sistemi motorizzati.
Aggiungere accessori dopo la posa può essere complicato se non sono stati previsti gli spazi.
Guide, incassi e maniglie devono funzionare senza interferire con l’infisso.
La finestra moderna è spesso un sistema con più componenti.
Il controtelaio deve permettere l’integrazione, non ostacolarla.
In ristrutturazione la domanda più frequente è se mantenere il vecchio controtelaio o sostituirlo.
Non esiste una risposta unica.
Mantenere il vecchio elemento può ridurre tempi, costi e opere murarie, ma è sensato solo se il supporto è stabile, asciutto, non conduttivo in modo critico e compatibile con il nuovo serramento.
La sostituzione è consigliata quando il vecchio controtelaio è metallico non isolato, degradato, fuori squadro, umido, mal fissato o inadatto alle prestazioni richieste.
Questa seconda soluzione richiede un intervento di maggiore entità ma permette di riprogettare il nodo e correggere problemi che altrimenti resterebbero nascosti.
Una soluzione intermedia può essere il rivestimento o la correzione del vecchio vano con materiali isolanti e nuovi profili, ma se il vecchio supporto è debole, rivestirlo non lo rende automaticamente affidabile.
Il consiglio è scegliere solo dopo un sopralluogo accurato.
Prima di ordinare gli infissi e definire il controtelaio, bisogna controllare:
È utile verificare anche se ci sono muffe attorno alle finestre, spifferi, aloni dopo la pioggia, distacchi di intonaco o condensa ricorrente, in quanto sono segnali che il problema non riguarda solo il vecchio infisso, ma il nodo nel suo insieme.
Sostituire la finestra senza analizzare questi indizi può portare a risultati parziali.
Il rilievo deve essere preciso.
Un controtelaio fuori squadra o un vano misurato male può generare difficoltà in posa, fughe irregolari, coprifili troppo larghi e regolazioni forzate.
Prima della posa, è opportuno definire chiaramente chi si occuperà di opere murarie, sigillature, finiture interne, eventuale isolamento delle spallette e ripristino del davanzale.
Il primo errore è scegliere un infisso performante e lasciare un vecchio controtelaio metallico non isolato: il rischio è che il ponte termico rimanga.
Il secondo errore è sottovalutare il ruolo del controtelaio, non serve solo al fissaggio, ma incide anche su tenuta, isolamento e durata.
Il terzo errore è coprire un vecchio supporto degradato con coprifili o rivestimenti, senza verificarne stabilità e umidità.
Il quarto errore è trascurare l'equilibro del nodo finestra: occorre coordinare controtelaio, davanzale, cassonetto e isolamento.
Il quinto errore è sottovalutare il peso dei nuovi serramenti: vetri più performanti possono richiedere supporti più robusti.
Il sesto errore è lasciare vuoti intorno al controtelaio e affidarsi solo a sigillature superficiali.
Il settimo errore è decidere il materiale del controtelaio dopo aver già ordinato gli infissi.
La scelta del controtelaio in ristrutturazione deve partire dallo stato del vano finestra e dagli obiettivi dell’intervento.
Se si vuole solo sostituire un vecchio serramento con un modello simile, i controlli possono essere più semplici, ma non vanno saltati.
Se, invece, lo scopo è migliorare isolamento termico, comfort acustico, tenuta all’aria e durata, il controtelaio diventa una parte centrale del progetto.
I vecchi elementi metallici vanno valutati con particolare attenzione per il rischio di ponti termici.
Il legno può essere valido se integro e protetto, ma non se umido o degradato.
I materiali isolati e compositi offrono prestazioni più coerenti con gli infissi moderni, soprattutto quando si interviene anche su cappotto, cassonetto o spallette.
Un buon controtelaio deve essere stabile, isolante, compatibile con la posa, adatto ai carichi del serramento e integrato con davanzale, oscuranti e finiture.
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