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Come raffrescare la casa con un soffitto radiante

Come funziona il controsoffitto radiante estivo, quando conviene installarlo e quali requisiti servono per evitare condensa e ottenere comfort ed efficienza.
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Indice dei Contenuti

Che cosa si intende per controsoffitto radiante


Il controsoffitto radiante è un sistema di climatizzazione nel quale una parte della superficie del soffitto viene attraversata da acqua refrigerata e lavora come terminale per sottrarre calore agli ambienti.

La soluzione più comune nelle abitazioni è costituita da moduli a secco formati da tubazioni, diffusori metallici e lastre di finitura, generalmente installati su una sottostruttura simile a quella di un normale controsoffitto.

Controsoffitto radianteDettaglio controsoffitto radiante - Giacomini Water e-motion



Esistono anche pannelli metallici sospesi, elementi prefabbricati e sistemi annegati direttamente nell’intonaco o nella struttura.

Queste configurazioni non sono tecnicamente identiche.

Possiamo avere sistemi radianti ad acqua integrati nelle superfici dell’edificio e pannelli sospesi con un’intercapedine d’aria progettata tra emettitore e solaio.

Se nel linguaggio comune è concesso definire tutte queste soluzioni come controsoffitti radianti, in fase progettuale è importante precisare quale sistema si intende utilizzare.

Cambiano, infatti:

  • potenza resa
  • spessore
  • inerzia
  • modalità di fissaggio
  • possibilità di ispezione.


Il soffitto radiante sottrae calore alla stanza


L’acqua refrigerata abbassa la temperatura della superficie e il calore presente nell’ambiente viene trasferito verso di essa.

Una parte importante dello scambio avviene per irraggiamento.

Persone, pavimenti, pareti, mobili e altre superfici cedono calore al soffitto più freddo.

Una seconda parte viene trasferita per convezione attraverso l’aria a contatto con la superficie.

In sostanza, il soffitto non emette aria fredda ma riceve calore dalle superfici più calde.

L’effetto sul comfort è diverso da quello di un climatizzatore ad aria: l’ambiente può risultare gradevole con una temperatura dell’aria non particolarmente bassa, perché diminuisce anche la temperatura media delle superfici che circondano il corpo.


Soffitto radiante: raffrescamento sensibile e controllo dell’umidità


Il controsoffitto radiante rimuove soprattutto il calore che fa aumentare la temperatura dell’ambiente e delle superfici ma non elimina in modo significativo il vapore acqueo presente nell’aria.

Docce, cottura dei cibi, asciugatura dei panni, infiltrazioni d’aria esterna sono fattori che devono essere gestiti da un deumidificatore o da un impianto di ventilazione dotato di trattamento dell’umidità.

Un soffitto radiante privo di deumidificazione può funzionare in un clima secco e in un’abitazione poco occupata, ma diventa vulnerabile quando l’umidità aumenta.

Il soffitto può raffreddare bene solo se l’aria non gli chiede di togliere anche l’umidità.


Che cos’è il punto di rugiada


Il punto di rugiada è la temperatura alla quale l’aria, nelle condizioni di temperatura e umidità presenti, raggiunge la saturazione e inizia a produrre condensa sulle superfici più fredde.

Più l’aria è umida, più il punto di rugiada si avvicina alla temperatura ambiente.

Questo riduce la possibilità di abbassare la temperatura del soffitto.

condensaGocce di condensa - Getty Images



A titolo esemplificativo, in una stanza con aria a 26°C e umidità relativa intorno al 60%, il punto di rugiada è prossimo a 18°C.

Una superficie portata a una temperatura uguale o inferiore potrebbe quindi bagnarsi.

E le condizioni cambiano quando si cucina o aumenta il numero di persone in casa.

La UNI EN 1264-3:2021, relativa al dimensionamento dei sistemi radianti, indica espressamente per il raffrescamento la necessità di rispettare la limitazione legata al punto di rugiada.

La temperatura dell’acqua non viene quindi scelta applicando un valore fisso, ma deve essere controllata rispetto alle condizioni termoigrometriche dell’ambiente.


Perché la condensa può formarsi anche sulle tubazioni


Il punto a rischio non è solo la superficie del soffitto: collettori, valvole e tubazioni di distribuzione attraversano cavedi, controsoffitti e locali tecnici nei quali la temperatura e l’umidità possono essere differenti da quelle rilevate nella stanza.

Una tubazione non correttamente isolata può bagnarsi all’interno del plenum anche quando la lastra radiante rimane asciutta.

L’acqua può gocciolare sul controsoffitto, macchiare le finiture o raggiungere apparecchi elettrici.

macchie sul soffittoMacchie d'acqua sul soffitto - Reddit



L’isolamento delle linee refrigerate deve essere continuo e dotato di adeguata resistenza alla diffusione del vapore.

Giunti, raccordi, valvole e staffaggi sono punti delicati: una piccola interruzione consente all’aria umida di raggiungere la superficie fredda.

Richiedono gusci o soluzioni isolanti removibili per consentire l'ispezione e manutenzione.


Controllo anticondensa del soffitto radiante


Un sistema affidabile misura temperatura e umidità dell’aria e impedisce alla superficie radiante di scendere troppo vicino alla condizione di condensazione.

La regolazione può agire:

  • aumentando la temperatura di mandata
  • riducendo la portata nei circuiti
  • chiudendo la zona interessata.


Un semplice termostato ambiente non è sufficiente, perché misura soltanto la temperatura.

La stanza potrebbe trovarsi alla temperatura desiderata ma avere un’umidità tale da rendere rischioso il funzionamento del soffitto.

Il consiglio è suddividere l’impianto in zone, perché i diversi ambienti della casa vivono situazioni diverse.

Quindi, utilizzare un solo sensore per tutta la casa può lasciare alcune superfici non adeguatamente controllate oppure limitare inutilmente l’intero impianto.

I sensori devono essere collocati lontano dal getto diretto del deumidificatore, dalla luce solare, dalle pareti molto calde e dalle zone immediatamente vicine a finestre aperte.


Soffitto radiante e sistema di deumidificazione


Nella maggior parte delle abitazioni il raffrescamento radiante viene abbinato a uno o più deumidificatori.

L’apparecchio aspira l’aria interna, la raffredda fino a far condensare una parte del vapore, raccoglie l’acqua e restituisce aria con minore contenuto di umidità.

A seconda della configurazione, l’aria può essere reimmessa a una temperatura vicina a quella iniziale oppure contribuire anche al raffrescamento.

gck ultra-pGCK Ultra-P per controsoffitto radiante in cartongesso - Giacomini Water e-motion



Il deumidificatore deve essere dimensionato alla superficie dell’abitazione, al numero di occupanti, alla ventilazione, al clima e all'intensità delle attività domestiche.

La macchina richiede una linea di scarico della condensa, vano che deve essere libero e con adeguata pendenza, e sifone.

Attenzione: uno scarico ostruito può provocare arresti, perdite nel controsoffitto e formazione di odori.

La rumorosità del sistema deve essere valutata nelle condizioni di funzionamento effettive di ventilatore, compressore e movimento dell’aria nei canali.

Nella foto sopra di Giacomini Spa pannelli GKC Ultra-P per soffitto radiante.


VMC e deumidificazione, differenze


Una ventilazione meccanica controllata rinnova l’aria interna immettendo aria esterna ed espellendo quella viziata carica di anidride carbonica, odori e inquinanti.

Un recuperatore di calore sensibile trasferisce principalmente energia termica tra i due flussi, ma non costituisce di per sé un deumidificatore attivo.

Durante le giornate estive molto umide può introdurre una quantità di vapore che il controsoffitto non è in grado di rimuovere.

Alcune unità dispongono di recupero entalpico, batterie fredde o moduli specifici per il controllo dell’umidità.

Nelle ristrutturazioni può essere utilizzata una macchina combinata che gestisce rinnovo, ricircolo e deumidificazione, purché le portate di ciascuna funzione siano calcolate separatamente.


Soffitto radiante, composizione dell’impianto


Il controsoffitto costituisce soltanto il terminale visibile.

L’impianto comprende:

  • un generatore di acqua refrigerata
  • una rete di distribuzione
  • collettori
  • pompe di circolazione
  • valvole
  • regolazione
  • deumidificazione
  • (se prevista) ventilazione meccanica.


La produzione può essere affidata a una pompa di calore reversibile o a un refrigeratore.

La macchina deve essere scelta considerando la temperatura dell’acqua richiesta dal sistema, la potenza nelle condizioni estive locali e l’eventuale produzione invernale.

La configurazione dipende dalla macchina e dallo schema complessivo.

I collettori distribuiscono l’acqua nelle diverse zone e devono rimanere accessibili per regolazione, sfiato, intercettazione e manutenzione.

Evitare quindi di nasconderli dietro una lastra non removibile rende complessa anche una piccola verifica.

La progettazione deve includere anche l’impianto elettrico, i collegamenti dei sensori, lo scarico della condensa e la gestione coordinata di tutti i componenti.


Come sono costruiti i pannelli radianti a secco


Nei sistemi residenziali a secco le tubazioni sono normalmente accoppiate a diffusori metallici che distribuiscono il calore sulla superficie del modulo.

La finitura può essere costituita da lastre specifiche, generalmente a base di gesso o di altri materiali compatibili con l’impianto.

Il semplice inserimento di un tubo sopra un controsoffitto ordinario non garantisce una distribuzione uniforme.

Se il contatto termico è discontinuo, si formano zone fredde lungo le tubazioni e aree poco attive tra un circuito e l’altro.

La potenza dipende da:

  • resistenza termica tra acqua e ambiente
  • superficie effettivamente attiva
  • differenza di temperatura.


Meglio evitare spessori aggiuntivi di rasatura, rivestimenti decorativi e materiali non previsti possono ridurre la resa e modificare il comportamento superficiale.


Controsoffitto chiuso e pannelli sospesi con intercapedine


Una superficie radiante chiusa presenta uno spazio continuo che nasconde completamente tubazioni e struttura.

Si integra facilmente con l’architettura domestica, ma richiede una pianificazione precisa di giunti, botole e punti non attivi.

I pannelli sospesi metallici lasciano invece un’intercapedine d’aria rispetto al solaio.

Parte dello scambio può avvenire anche dalla superficie superiore e attraverso la circolazione dell’aria nel plenum.

Leonardo Lux Click&safeStruttura di Leonardo Lux Click&safe per controsoffitto radiante - Eurotherm spa



Questi sistemi hanno il vantaggio di essere facilmente ispezionabili ma producono un aspetto più tecnico e richiedono un progetto acustico e illuminotecnico coerente.

La UNI EN 1264-1 distingue i sistemi integrati dalle soluzioni sospese con intercapedine aperta.

Per i pannelli montati sotto il soffitto con un vuoto d’aria si applicano riferimenti specifici, tra cui la serie ISO 18566 e le norme di prova per i soffitti freddi.

La differenza non è solo estetica, infatti, cambiano la potenza dichiarata, la manutenzione, l'altezza richiesta e l'interazione con gli altri impianti.

Nell'immagine sopra di Eurotherm Spa sistema Leonardo Lux Click&Safe.


Potenza di raffrescamento del soffitto radiante, da cosa dipende


La potenza dell'impianto dipende da:

  • superficie attiva
  • tipologia del pannello
  • temperatura media dell’acqua
  • temperatura operante dell’ambiente
  • portata nei circuiti
  • qualità del contatto tra tubo e finitura.


Una parte del soffitto deve essere dedicata a faretti, diffusori, bocchette, travi, botole, tende, elementi decorativi e vani tecnici.

La temperatura dell’acqua non può essere ridotta liberamente per aumentare la potenza, perché il limite del punto di rugiada diventa sempre più vicino.

Il progettista deve quindi verificare che la superficie disponibile riesca a coprire il carico con temperature compatibili con la sicurezza anticondensa.


Perché l’abitazione deve avere un carico estivo controllato


Il controsoffitto radiante lavora meglio negli edifici nei quali il fabbisogno di raffrescamento è stato limitato attraverso isolamento, schermature e controllo delle infiltrazioni.

Una copertura poco isolata può riscaldare fortemente il piano superiore.

Il soffitto si trova proprio sotto la principale sorgente di calore e deve sottrarre una potenza elevata mentre la sua temperatura minima rimane limitata dalla condensa.

finestre molto grandiSuperfici vetrate molto ampie incidono sul comfort - Pinterest



Grandi vetrate orientate a ovest o a sud-ovest, prive di schermature esterne, introducono picchi solari concentrati nel pomeriggio.

Il sistema radiante può non reagire abbastanza rapidamente o non disporre della potenza necessaria.

Prima di dimensionare il controsoffitto è quindi necessario calcolare i carichi ambiente per ambiente.


Soffitto radiante: isolamento della copertura e protezione solare


Nelle abitazioni all’ultimo piano la verifica della copertura è prioritaria: un tetto isolato in modo insufficiente o molto esposto può rendere difficile mantenere il comfort senza temperature superficiali troppo basse.

Tende interne e vetri selettivi possono contribuire al controllo solare, ma una schermatura esterna intercetta la radiazione prima che attraversi il vetro.

Pertanto, frangisole, persiane, tapparelle devono essere progettati in base a orientamento della stanza.

Un impianto radiante non dovrebbe essere utilizzato per compensare una vetrata priva di protezione che riceve irraggiamento diretto per molte ore.

Ridurre il carico permette di utilizzare acqua meno fredda, migliorando sicurezza anticondensa e rendimento del generatore.


Tenuta all’aria e ricambio controllato


Un’abitazione molto permeabile all’aria può introdurre continuamente umidità esterna.

Durante le giornate afose il deumidificatore deve lavorare non soltanto sul vapore prodotto dagli occupanti, ma anche su quello portato dalle infiltrazioni.

I serramenti e i giunti di posa devono quindi offrire una tenuta adeguata, mentre il ricambio igienico viene affidato a aperture gestite o a ventilazione meccanica.

installazione infissi Corretta posa di serramenti e giunti - Getty Images



La tenuta non significa mantenere la casa chiusa senza ricambio.

Le finestre possono essere aperte durante le ore favorevoli, ma la regolazione dovrebbe riconoscere l’aumento di umidità e sospendere il raffrescamento radiante quando le condizioni diventano incompatibili.

Esistono sensori e soluzioni domotiche applicabili alle finestre per evitare che i circuiti continuino a funzionare a piena potenza con le ante aperte.


Controsoffitto radiante, quando conviene


La soluzione è particolarmente interessante durante una ristrutturazione nella quale sia già previsto un controsoffitto per distribuire impianti, correggere quote o integrare illuminazione.

Permette di conservare pavimenti esistenti di valore, evitando demolizioni necessarie per un impianto radiante a pavimento.

Le pareti rimangono inoltre disponibili per mobili, quadri e armadi.

È adatto alle abitazioni nelle quali si desidera un raffrescamento silenzioso e privo di forti correnti, con una distribuzione relativamente uniforme.

La grande superficie libera del soffitto può fornire una buona potenza anche quando il pavimento è occupato da arredi e rivestimenti con elevata resistenza termica.

La convenienza aumenta se la casa dispone già di una pompa di calore, di un impianto di ventilazione o di spazi tecnici nei quali inserire deumidificatore e distribuzione.

Inoltre, può essere utilizzato anche per il riscaldamento invernale.


Quando il controsoffitto radiante è meno adatto


Il controsoffitto radiante è meno conveniente quando si desidera raffrescare occasionalmente una sola stanza e non esiste già un impianto idronico.

In questo caso un impianto di climatizzazione diretto può richiedere opere e investimenti inferiori.

Non è la scelta migliore in edifici con carichi estivi molto elevati non corretti, grandi infiltrazioni d’aria umida o frequente apertura verso giardini, terrazzi e attività commerciali.

L’installazione può essere difficoltosa se il soffitto è già occupato da numerosi impianti, travi, lucernari o elementi decorativi che riducono fortemente la superficie attiva.

Va considerata poi la necessità di spazio per deumidificatore, canali e scarico della condensa.

Attenzione all’altezza interna: se è già prossima al minimo consentito, l’abbassamento richiesto dal sistema potrebbe non rispecchiare i limiti stabiliti dalle norme igienico-sanitarie nazionali e dai regolamenti locali.


Controsoffitto radiante: sistemi leggeri e massivi


Un controsoffitto a secco con tubazioni vicine alla superficie ha una massa relativamente contenuta e può reagire in tempi più brevi alle variazioni di regolazione.

Un sistema annegato in uno strato spesso o collegato a una struttura massiva accumula più energia e risponde più lentamente.

Può offrire stabilità, ma richiede una gestione anticipata dei carichi.

L’inerzia non è sempre un difetto. In una casa utilizzata in modo continuo consente di mantenere condizioni uniformi.

In un’abitazione occupata saltuariamente può rendere meno rapido il raggiungimento del comfort.

Non bisogna confondere la rapidità della pompa di calore con quella del terminale.

Il soffitto richiede tempo per abbassare la propria temperatura e modificare la temperatura media radiante della stanza.

La regolazione dovrebbe evitare continui avviamenti e arresti, preferendo un funzionamento modulato continuo.


Controsoffitto radiante, comfort senza getti d’aria


Il principale vantaggio percepibile è l’assenza di un getto concentrato.

Non servono alette da orientare e non si creano normalmente zone nelle quali una persona riceve direttamente aria molto fredda.

soffitto molto altoGestione del sistema radiante in ambienti con soffitti molto alti - Pinterest



La qualità dipende comunque dall’uniformità della superficie: zone molto fredde alternate a parti inattive possono creare una distribuzione meno omogenea.

Soffitti molto alti, ambienti a doppio volume e superfici attive concentrate soltanto in una parte del locale richiedono un calcolo specifico.


Il soffitto freddo trasmette nella stanza aria gelida?


L’aria a contatto con una superficie più fredda aumenta la propria densità e tende a scendere, ma il fenomeno è distribuito su un’area ampia e con differenze di temperatura contenute.

Non è normalmente paragonabile al getto di un climatizzatore, nel quale l’aria viene immessa con velocità e temperatura molto differenti da quelle ambiente.

Una progettazione errata può comunque generare disagi.

Temperature troppo basse, zone attive concentrate o superfici vicine a una postazione fissa possono produrre una sensazione locale di raffreddamento.


Coordinare illuminazione e pannelli radianti


Faretti incassati, profili LED, lampade, rilevatori, diffusori e botole sottraggono spazio ai moduli radianti.

La disposizione deve essere definita prima della posa della sottostruttura.

Forare successivamente una lastra senza conoscere il percorso dei tubi può provocare una perdita.

Il consiglio è prevedere sempre zone tecniche non attive nelle quali concentrare apparecchi, collegamenti e futuri interventi.

Le apparecchiature che producono calore non dovrebbero essere inserite in cavità prive di ventilazione a contatto con pannelli freddi.

Driver e alimentatori devono rimanere sostituibili.


Integrare bocchette e canali dell’aria


La deumidificazione e la VMC richiedono bocchette di mandata, ripresa e talvolta una rete di canali nel plenum.

I canali non devono comprimere i tubi radianti né impedire l’accesso a raccordi e collettori.

La mandata dell’aria va distribuita senza creare correnti sulle persone e senza alterare la lettura dei sensori di temperatura e umidità.

includere bocchette e canali nel controsoffittoIncludere bocchette e canali d'aria nel controsoffitto radiante - Getty Images



La portata necessaria alla deumidificazione può essere superiore a quella richiesta per il solo rinnovo igienico.

Possono essere utilizzati gli stessi canali, ma sezioni e terminali devono essere dimensionati sulla condizione più gravosa.

Non conviene ridurre eccessivamente i diametri per contenere lo spessore del controsoffitto, perché aumenta velocità, perdite di carico e rumore.


Controsoffitto radiante e correzione acustica


Il controsoffitto può essere utilizzato anche per ridurre il riverbero, ma le soluzioni acustiche devono essere compatibili con lo scambio termico.

Pannelli perforati, tessuti, materassini e isolanti modificano il passaggio del calore.

Non è corretto aggiungere uno strato fonoassorbente sopra o sotto il modulo senza una verifica del produttore.

Nei pannelli metallici sospesi l’intercapedine e il materiale posto sul retro possono influenzare sia assorbimento acustico sia potenza termica.

In un soggiorno ampio può essere utile alternare campi radianti e isole acustiche, verificando che la superficie attiva residua copra il carico.


Altezza del locale e spessore del plenum


Lo spessore del plenum dipende da:

  • sistema radiante
  • planarità del solaio
  • sottostruttura
  • canali
  • apparecchi inseriti.


Un pannello radiante sottile può richiedere comunque un ribassamento maggiore per attraversare una trave con i canali della deumidificazione o per ospitare una macchina ispezionabile.

Prima di definire la quota finita devono essere controllate le altezze minime applicabili al locale.

Queste possono dipendere dalla destinazione d’uso, dal Comune e dalla disciplina regionale.

Nei corridoi o nei disimpegni è possibile concentrare collettori e canali, lasciando più alto il soffitto dei locali principali: non sempre è necessario provvedere a un ribassamento uniforme.


Struttura e fissaggio del controsoffitto radiante


La sottostruttura deve sostenere pannelli, tubazioni, acqua, isolamento, corpi illuminanti e apparecchiature previste.

Non è prudente appendere deumidificatori, collettori e unità di ventilazione alla stessa orditura senza verificarne portata e vibrazioni.

Le macchine più pesanti possono richiedere sostegni indipendenti collegati alla struttura dell’edificio.

I fissaggi devono essere scelti in base a solaio, travi e materiali esistenti.

Vibrazioni prodotte da pompe e ventilatori possono trasmettersi alle lastre e generare rumori, quindi, occorre prevedere giunti antivibranti e supporti appropriati.


Distribuzione idraulica e bilanciamento


I circuiti devono avere lunghezze e perdite di carico compatibili con il collettore e la pompa di circolazione.

Una zona con portata insufficiente rimane più calda e fornisce meno potenza.

Aumentare la velocità della pompa può correggere parzialmente il problema ma incrementare consumi e rumori, lasciando sbilanciati gli altri circuiti.

collettori distribuzioneCollettori di distribuzione del sistema radiante a soffitto - Viessmann



I collettori dovrebbero disporre di strumenti per la regolazione e l’intercettazione delle singole zone.

L’acqua dell’impianto deve essere trattata secondo materiali e indicazioni del sistema.

La prova di tenuta deve essere eseguita prima della chiusura definitiva delle lastre, mantenendo documentati pressione, durata e risultato secondo le procedure previste dal sistema.

La UNI EN 1264-4:2021 stabilisce requisiti uniformi per progettazione e realizzazione dei sistemi radianti integrati a soffitto, parete e pavimento.


Come scegliere la pompa di calore per il controsoffitto radiante


Il generatore deve fornire la potenza richiesta alla temperatura dell’acqua stabilita dal progetto.

Il controsoffitto radiante lavora generalmente con acqua meno fredda rispetto a un terminale che deve contemporaneamente raffreddare e deumidificare l’aria.

Questa condizione può favorire l’efficienza della pompa di calore, ma il vantaggio non è automatico.

pompe di calorePompe di calore con refrigerante R32 - Giacomini Water e-motion



La macchina deve alimentare anche eventuali batterie del deumidificatore, che possono richiedere condizioni differenti.

Il rendimento complessivo dipende da:

  • clima
  • temperatura esterna
  • regolazione
  • pompe
  • ventilatori
  • ore di funzionamento.


Una macchina sovradimensionata può effettuare cicli frequenti quando il carico è basso, riducendo regolarità e comfort.


Controsoffitto radiante e regolazione stanza per stanza


Ogni ambiente della casa presenta apporti e condizioni differenti.

La regolazione a zone permette di adattare portata e orari.

Deve però essere coordinata con la portata minima richiesta dal generatore e con l’inerzia del terminale.

pannelli radianti per soffittoPannelli radianti per sistema a soffitto - foto Viessmann



Chiudere quasi tutti i circuiti può lasciare la pompa di calore con un volume d’acqua insufficiente, quindi, lo schema idraulico deve prevedere la gestione di questa condizione.

Meglio evitare l'installazione di termostati indipendenti che comandano separatamente soffitto e deumidificatore, perché ciò può produrre situazioni incoerenti.

Nella foto sopra di Viessmann dettaglio di pannello radiante a soffitto.


Controsoffitto radiante, il ruolo dell’automazione


L’automazione non serve a rendere complicato l’impianto, ma a coordinare funzioni che non possono essere controllate con il solo termostato.

La regolazione può modulare la temperatura dell’acqua in base al punto di rugiada più sfavorevole, avviare la deumidificazione prima del raffrescamento e sospendere una zona quando viene aperta una finestra.

Può inoltre segnalare filtri sporchi, livello di condensa, assenza di portata o anomalia dei sensori.

In caso di guasto della comunicazione o di un sensore, l’impianto deve assumere una condizione prudenziale, evitando di continuare a raffreddare senza controllo dell’umidità.


Esempio pratico: controsoffitto radiante in un appartamento all’ultimo piano


In un appartamento totalmente ristrutturato si desidera conservare il pavimento in legno, pertanto, il progetto iniziale prevede un controsoffitto radiante in tutte le stanze, alimentato da una pompa di calore.

Il calcolo mostra però che il soggiorno ha un carico molto superiore alle camere e che la copertura presenta un isolamento limitato.

Abbassare la temperatura dell’acqua per compensare questi apporti porterebbe il soffitto troppo vicino al punto di rugiada durante le giornate afose.








Intervento corretto:
prima di realizzare l’impianto, vengono migliorati l’isolamento della copertura e la schermatura della vetrata; viene ridotto il numero dei faretti incassati a soffitto.

Una macchina canalizzata gestisce deumidificazione e ricambio, mentre il soffitto provvede al raffrescamento.

I circuiti delle camere e della zona giorno vengono regolati separatamente.

Quindi, il controsoffitto radiante diventa efficace perché il carico è stato ridotto prima di dimensionare il terminale.


Controsoffitto radiante in una ristrutturazione parziale


Il soffitto radiante evita la demolizione del pavimento, ma non esclude la realizzazione di altri interventi:

  • bisogna portare tubazioni di mandata e ritorno
  • realizzare i collettori
  • alimentare sensori e apparecchi
  • predisporre scarichi della condensa
  • creare spazio per la deumidificazione.


Se viene trattata soltanto una zona della casa, occorre verificare come si comportano gli ambienti comunicanti.

Ad esempio, l’umidità prodotta da bagno e cucina può raggiungere il soggiorno radiante anche se la macchina di deumidificazione è collocata altrove.

L’installazione stanza per stanza si rivela meno conveniente se occorre costruire da zero anche centrale termica e distribuzione.

Prima di decidere come procedere, è opportuno ponderare tutte le opere accessorie necessarie al sistema completo.


Avviamento e collaudo estivo del controsoffitto radiante


Il collaudo deve essere eseguito scrupolosamente e deve verificare:

  • la tenuta idraulica
  • la portata dei circuiti
  • la risposta delle valvole
  • il funzionamento dei sensori
  • il buon funzionamento dello scarico della condensa.


La macchina di deumidificazione deve essere provata nelle diverse velocità.

Il controllo anticondensa va testato modificando in modo controllato le condizioni lette dai sensori o utilizzando le procedure del sistema.

Devono essere testate le temperature di mandata e ritorno.

Importante: progettisti e installatori devono fornire schemi e fotografie dei tubi prima della chiusura, nonché posizione delle zone non forabili, per consentire la manutenzione.


Manutenzione dell’impianto radiante a soffitto


Per mantenere efficiente il controsoffitto radiante, occorre provvedere a:

  • pulire o sostituire i filtri di VMC e deumidificatori;
  • controllare le vasche e gli scarichi di condensa;
  • verificare lo stato di pompe, valvole e collettori.


Tutto questo serve per evitare che l’impianto perda potenza e venga meno il raffrescamento.

Gli interventi sugli impianti di riscaldamento, climatizzazione, ventilazione e scarico delle condense rientrano nell’ambito disciplinato dal DM 37/2008 che ne stabilisce l'esecuzione da parte di soggetti abilitati.


Controsoffitto radiante: attenzione alle forature accidentali


Dopo la consegna, lampade, tende, pareti leggere e mobili alti possono richiedere fissaggi al soffitto.

Must have: evitare di forare senza conoscere il percorso delle tubazioni, in quanto potrebbe provocare una perdita difficile da individuare e riparare.

Anche un piccolo tassello può attraversare la lastra, il diffusore e il tubo.

forare soffitto che contiene impianto radianteTavole e foto dell'impianto radiante per poter stabilire dove è possibile forare - Unsplash



A questo servono le tavole dell’impianto, devono indicare le aree attive e le fasce predisposte per i fissaggi.


Errori che riducono efficacia e sicurezza del controsoffitto radiante


Il primo errore è considerare il soffitto radiante al pari di un climatizzatore trascurando il controllo dell’umidità.

Il secondo errore è impostare una temperatura fissa dell’acqua senza riferirla al punto di rugiada.

Lo stesso vale nel caso si tende ad utilizzare un solo sensore per controllare tutta l’abitazione e a pensare che una VMC con recuperatore elimini automaticamente l’umidità estiva.

Ulteriore errore è pensare di compensare una copertura poco isolata abbassando eccessivamente la temperatura del soffitto, nonché lasciare tubazioni, valvole e collettori privi di isolamento continuo contro la condensa.

Medesimo discorso vale se si va a nascondere deumidificatore e collettori dietro lastre non removibili e non si tende a coordinare pannelli radianti, illuminazione, acustica e canali dell’aria.

Mai scegliere la pompa di calore senza calcolare carichi o chiudere il soffitto senza prova di tenuta e documentazione del percorso delle tubazioni.

Infine, mai escludere la protezione anticondensa per ottenere più freddo.


L'abitazione è adatta al controsoffitto radiante? Come stabilirlo


La prima verifica riguarda l’involucro dell'edificio.

Occorre poi calcolare il carico sensibile di ogni ambiente e confrontarlo con la potenza disponibile sulla superficie di soffitto realmente utilizzabile.

La produzione di umidità e le condizioni climatiche esterne determinano la capacità necessaria di deumidificazione.

Devono essere disponibili e compatibili:

  • altezza
  • spazio tecnico
  • scarico della condensa
  • percorsi per tubazioni e canali
  • collettori, filtri e macchine devono rimanere raggiungibili.


Quando questi requisiti sono presenti, il controsoffitto radiante può offrire un raffrescamento uniforme, silenzioso e integrato nell’architettura.

Se mancano, invece, la superficie fredda rischia di essere limitata dalla condensa proprio nelle giornate in cui sarebbe richiesta la massima potenza.



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Controsoffitto radiante per raffrescamento: funzionamento, condensa e requisiti
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