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Continuità di Servizio, V3 CEI 64-8

La variante V3 CEI 64-8 salvaguarda le apparecchiature elettroniche che potrebbero essere danneggiate in seguito ad un repentina disattivazione dell'alimentazione elettrica.
16 Dicembre 2011 ore 01:41 - NEWS Normative

elettrodomesticiLa variante V3 della norma CEI 64-8 riprende e rafforza alcuni concetti per la realizzazione degli impianti elettrici civili già descritti nelle precedenti versioni della norma, tra i quali la possibilità di individuare facilmente il malfunzionamento di alcune parti dell'impianto garantendo, nel contempo, la continuità di servizio per altre parti; in modo particolare tale principio salvaguarda le apparecchiature elettroniche che potrebbero essere danneggiate in seguito ad un repentina disattivazione dell'alimentazione elettrica.

Inoltre, molti apparecchi o elettrodomestici presenti in casa , sono caratterizzati da componenti elettronici responsabili dell'emissione di piccole correnti di dispersione anche in condizioni di corretto funzionamento; tra i più comuni ci sono i dispositivi di filtraggio presenti all'ingresso di apparecchi che lavorano in corrente continua, come i personal computer ed i decoder televisivi, con correnti di dispersioni che sono dell'ordine al più di qualche mA (millesima parte di un Ampere). Tali correnti possono provocare scatti intempestivi dei dispositivi di protezione differenziali.


Principi della Variante V3



Tra i principi della variante V3:

  • la suddivisione tra circuiti per l'illuminazione e quelli per la forza elettromotrice e la suddivisione di questi ultimi tra carichi ordinari (le comuni prese elettriche) e carichi particolari come condizionatori lavatrici ed elettrodomestici ed in genere, con elevato contenuto elettronico;
  • la suddivisione tra vari tipi di zone, generalmente zona giorno e zona notte (tipica per appartamenti distribuiti su più livelli).


Tali principi valgono anche per la più semplice configurazione dei centralini, secondo la variante V3 della norma CEI 64-8, essi devono avere almeno due dispositivi differenziali a valle di un dispositivo magnetotermico; in tal caso i principi di selettività sono garantiti dal fatto che un dispositivo ha una curva di intervento di tipo A e l'altro ha una curva di intervento di tipo AC, e si realizza in tal modo quella che è definita come selettività orizzontale.

Ai fini della continuità di servizio, del risparmio energetico e dell'integrità delle apparecchiature elettroniche la Norma CEI 64-8 V3 (articolo A.4.2) raccomanda l'utilizzo di interruttori differenziali ad elevata immunità contro gli scatti intempestivi, e/o di interruttori differenziali dotati di dispositivi di riarmo automatico (SRD).

Risparmio energeticoIn generale le apparecchiature elettrodomestiche con maggiore contenuto elettronico devono essere collocate sotto i differenziali con curva A, mentre le prese elettriche ordinarie devono essere collocate sotto i differenziali con curva AC.

La selettività tra le protezioni è stata resa obbligatoria dalla variante V3 della CEI 64-8, in particolare la selettività verticale è la condizione di coordinamento fra due interruttori differenziali collegati in serie; in caso di guasto, sul circuito a valle di entrambi di essi, solo l'interruttore differenziale più vicino dei due al guasto deve intervenire, in tal modo si garantisce la continuità di alimentazione ad altri eventuali sottocircuiti.

Una semplice soluzione per garantire la selettività verticale, ossia tra i vari dispositivi di protezione differenziale a monte di circuiti definiti su diversi livelli gerarchici, potrebbe essere quella con un dispositivo differenziale con una sensibilità di 0,3 o 0,1 Ampere nel centralino e dispositivi differenziale con una sensibilità di 0,03 o 0,01 A sui circuiti terminali, coordinati naturalmente con l'impianto di terra.

riproduzione riservata
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