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La condensa sulle cassette WC incassate è un problema più diffuso di quanto si pensi, anche in bagni moderni, addirittura post ristrutturazione.
La si scopre spesso per caso, quando si notano aloni di umidità sulla parete o piccoli rigonfiamenti della vernice, o anche in caso macchie scure sulla parete dietro il sanitario.
Le cassette wc incassate sono una scelta di grande pregio estetico - Adobe Stock
Si tratta della condensa, e comprendere perché si forma è essenziale per evitare di spendere soldi in interventi invasivi assolutamente inutili.
Le cassette WC incassate, integrate all'interno della parete, hanno un collegamento diretto con la rete idrica.
Al loro interno scorre acqua fredda: chiaro è che, nei mesi estivi e primaverili, la differenza termica rispetto all'ambiente circostante è importante.
La cassetta, quasi sempre realizzata in plastica, è inserita in un vano a muro che può avere diversi livelli di isolamento.
Se la protezione termica della parete non è adeguata, la cassetta diventa il punto più freddo di tutto il sistema.
La condensa si forma quando una superficie a temperatura fredda entra in contatto con un flusso d'aria umido.
In questi casi, la temperatura superficiale risulta più bassa del punto di rugiada, ossia il limite minimo perché avvenga la condensazione dell'acqua.
Il bagno si presta particolarmente a queste situazioni in quanto, a causa di docce e scarsa ventilazione, è una stanza in cui i livelli di umidità sono molto alti.
La condensa interstiziale è frequente sulla cassetta WC - Adobe Stock
Tornando alla cassetta del WC ricordiamo che, quando si riempie di acqua fredda, la temperatura della parete retrostante scende repentinamente.
Se l'aria che circola nel vano dove la cassetta è inserita è particolarmente umida, il vapore acqueo si deposita sotto forma di goccioline.
Quando non si interviene e si accumulano nel tempo, le superfici circostanti sono interessate da importanti ristagni idrici.
Quando si valuta se ristrutturare o meno il bagno, rivolgendosi ad aziende come Bagnitaliani, si pensa subito al vantaggio dell'eliminazione di numerose problematiche tecniche.
Questo non vale per la condensa sulla cassetta del WC, decisamente più frequente nei bagni moderni e nelle case di recente costruzione.
I fattori da citare sono diversi e tra i principali spicca il maggior isolamento degli edifici contemporanei che, di conseguenza, sono meno permeabili all'aria.
Parliamo quindi di un vero e proprio terreno fertile per gli accumuli di umidità.
La condensa sulla cassetta wc è frequente nei bagni moderni - Adobe Stock
Anche il posizionamento delle cassette, spesso incassate nelle pareti perimetrali o in contropareti di spessore ridotto, ha un impatto.
Parliamo infatti di zone dove è alto il rischio della presenza di ponti termici, ossia di discontinuità strutturali che compromettono l'isolamento termico, rendendo più marcata la differenza di temperatura tra la cassetta del WC e l'ambiente circostante.
Riconoscere la presenza della condensa sulla cassetta incassata del WC è fondamentale per evitare di buttare soldi in interventi che non portano a nulla.
Il primo segnale a cui fare attenzione è la discontinuità nel tempo: se le perdite d'acqua sono perenni, la condensa si presenta solo dopo che in bagn, per un tempo prolungato, è stata usata l'acqua calda.
Le macchie di umidità appaiono e scompaiono, ma è anche facile che i segni rimangano nel tempo.
Altri segnali da non trascurare sono l'odore di umido, la presenza di muffa in prossimità della placca di comando o lungo il perimetro del wc e la parete particolarmente fredda al tatto.
Uno degli errori che più aumenta il rischio di formazione della condensa sulla cassetta del WC consiste nel trascurare l'isolamento del vano nel muro.
Inserire la cassetta nel muro senza prevedere uno strato isolante ad hoc - vanno benissimo anche dei pannelli in polistorolo o poliuretano - è un grave errore.
Un altro passo falso è la sigillatura incompleta del vano.
In questi casi, l'aria umida del bagno entra, ma non ha modo di uscire, aumentando drasticamente il rischio di formazione della condensa soprattutto quando la ventilazione non è adeguata.
Per fortuna, quando si ha a che fare con la cassetta del WC incassata ricoperta di condensa è spesso possibile intervernire senza lavori di demolizione importanti.
Si può, come già accennato, migliorare il livello di isolamento della cassetta, applicando materiali specifici a livello del vano accessibile.
Scarico wc e risoluzione condensa senza demolire - Adobe Stock
Fondamentale è anche ventilare adeguatamente il bagno, in modo da ridurre il livello di umidità ambientale, obiettivo centrale al di là dalla temperatura della cassetta.
Oltre ad aprire frequentemente le finestre, può essere utile dotarsi di un deumidificatore.
L'azienda bolognese TecnoKlima è un nome da ricordare quando si decide di acquistarne uno.
Se la condensa ha già causato danni significativi a livello della parete o se è coinvolto anche il vano, l'intervento profondo è inevitabile.
In questi casi, si procede a eliminare parzialmente il rivestimento, così da poter lavorare sulle superfici danneggiate.
È importante affrontare il problema alla radice, evitando soluzioni momentanee che eliminano il "sintomo" senza agire sulla causa.
In fase di progettazione, è basilare prevedere un adeguato isolamento del vano e valutare attentamente la posizione della cassetta rispetto alle pareti perimetrali.
La prevenzione è fondamentale per preservare i muri del bagno - Adobe Stock
Anche la scelta di sistemi che integrano soluzioni isolanti contribuisce ad abbassare drasticamente il rischio.
La condensa interstiziale sulle cassette WC incassate è un segnale del fatto che c'è qualcosa che non va nell'equilibrio microclimatico del bagno.
Intervenire vuol dire quindi migliorare il comfort complessivo dell'ambiente.
Una corretta gestione dell'umidità consente di eliminare il problema alla radice e di preservare nel tempo le finiture della stanza da bagno.
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