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La condensa sui vetri delle finestre nuove si crea quasi sempre a causa dell'aria di casa, non degli infissi esterni.
Le finestre nuove sono più ermetiche e trattengono meglio il calore.
Questo è un vantaggio per il risparmio energetico, ma riduce anche il ricambio naturale dell’aria.
L’umidità prodotta ogni giorno resta più a lungo negli ambienti e il vetro diventa il primo punto dove si vede il risultato.
Quali sono le cause della condensa sulle finestre - Getty Images
Il vetro è freddo rispetto all’aria interna calda e umida.
Quando il vapore lo tocca, si trasforma in piccole gocce: è condensa. Non è un difetto, è una legge fisica.
Eppure molti pensano subito che “le finestre non funzionano”, perché nessuno ha spiegato bene questo passaggio prima dell’acquisto.
Questo fraintendimento porta spesso a scelte sbagliate: cambiare di nuovo i vetri, aggiungere sigillanti ovunque o chiudere ancora di più gli ambienti.
Tutto questo, paradossalmente, può aumentare il problema invece di ridurlo.
Aprire le finestre non basta sempre. Se si spalanca per pochi minuti, soprattutto in inverno, entra aria fredda e umida.
Le superfici si raffreddano e, appena si richiude, l’umidità interna torna a depositarsi sui vetri e sulle pareti.
Quello che conta è il modo in cui si aerano gli ambienti.
Funziona meglio aprire completamente per pochi minuti creando corrente tra due stanze, piuttosto che tenere una finestra socchiusa per ore.
Molte persone fanno il contrario, pensando di “non disperdere calore”, ma ottengono solo più condensa.
Qui emergono i limiti reali di alcune soluzioni pubblicizzate.
Le microventilazioni integrate negli infissi aiutano solo se l’aria esterna è più secca di quella interna e se vengono usate con costanza.
In case molto umide o poco riscaldate, il beneficio è minimo e spesso impercettibile.
Non tutta la condensa è uguale, e questa distinzione è fondamentale per non sbagliare intervento.
La condensa normale compare in momenti precisi: al mattino, dopo la doccia, mentre si cucina o quando si stendono i panni.
Di solito è diffusa su gran parte del vetro e sparisce entro poco tempo con una buona aerazione.
Quali abitudini aiutano la formazione della condensa - De'Longhi
La condensa persistente, invece, resta per ore, ritorna più volte al giorno e si concentra sempre negli stessi punti, spesso vicino ai bordi o agli angoli del telaio.
Questo indica che l’umidità interna è costantemente alta oppure che ci sono superfici localmente più fredde.
Capire questa differenza evita due errori opposti: comprare subito un deumidificatore potente quando basterebbe cambiare abitudini, oppure ignorare il problema quando invece c’è un difetto di posa o un ponte termico.
Molte cose che facciamo ogni giorno incidono più degli infissi.
Vale la pena elencarle, spiegando quando aiutano e quando peggiorano la situazione.
Quando queste abitudini cambiano, la condensa spesso diminuisce senza bisogno di prodotti o macchine costose.
Pulire molto non significa pulire bene. Alcuni gesti, fatti con buone intenzioni, peggiorano la situazione.
Passare uno straccio bagnato sulla condensa e lasciare le superfici umide sposta l’acqua invece di eliminarla.
Meglio asciugare con panni assorbenti e arieggiare subito dopo.
Deumidificatore De'Longhi
Spruzzare candeggina a caso sulla muffa fa sembrare il problema risolto, perché sbianca le macchie.
Ma se l’umidità resta alta, la muffa torna. La candeggina serve a disinfettare superfici già asciutte, non a “curare” un ambiente umido.
I deodoranti per ambienti mascherano gli odori e danno una sensazione di pulito che non corrisponde alla realtà.
Non riducono l’umidità e non migliorano la qualità dell’aria. In pratica, prima si lavora sull’aria e sull’umidità, poi si pulisce. Fare il contrario è fatica sprecata.
Non sempre la condensa dipende solo dall’aria interna.
Una posa fatta male può creare punti più freddi lungo il telaio o negli angoli del vetro.
In questi casi la condensa compare sempre nello stesso punto, spesso accompagnata da aloni scuri.
Se, a poche settimane dall’installazione, compaiono macchie o muffa vicino al controtelaio, non è colpa della doccia o della cucina.
È un segnale che va verificato da un tecnico.
Sigillare ulteriormente senza correggere il problema termico è un errore frequente e costoso: intrappola più umidità e peggiora la situazione.
Prima si controlla la posa, poi si decide cosa fare.
I vetri basso emissivi isolano meglio e riducono le dispersioni. Questo è vero.
Ma proprio perché trattengono il calore, trattengono anche il vapore acqueo all’interno.
Molti restano sorpresi nel vedere condensa su vetri “modernissimi”.
Ventilazione meccanica in zona giorno - Vortice Spa
In realtà è spesso il segno che il vetro isola bene: il calore resta dentro, l’aria è più umida e il vetro diventa il punto di equilibrio più evidente.
Chi compra vetri super performanti pensando di non dover più aerare si illude. Funzionano solo se cambia anche la gestione dell’aria in casa.
Sistemi di ventilazione meccanica controllata possono aiutare in alcune situazioni, ma non sono magici.
Senza manutenzione dei filtri e corretta taratura, rendono poco rispetto al costo e possono addirittura creare correnti fastidiose.
Non tutti gli interventi domestici danno gli stessi risultati.
Ad esempio, è utile pulire e asciugare regolarmente le guarnizioni delle finestre per evitare ristagni e muffe locali.
O ancora controllare che ventole e cappe aspirino davvero.
Infine è bene lasciare qualche centimetro tra mobili e pareti fredde, per ridurre la formazione di muffa.
D'altro canto è meno utile comprare deumidificatori molto potenti senza capire le cause dell’umidità.
Se il problema nasce da abitudini o ponti termici, la macchina compensa ma non risolve.
Anche applicare pitture “antimuffa” su pareti umide non è molto indicato, queste funzionano solo su superfici asciutte e ben ventilate.
Dispositivi di marchi come Vortice Spa, che produce sistemi di ventilazione, o De'Longhi, nota per deumidificatori e climatizzatori, possono essere d’aiuto in contesti specifici: case molto umide, locali poco ventilabili o ambienti tecnici.
In appartamenti normali, se prima non cambiano le abitudini, spesso lavorano senza reali benefici.
Si può ridurre molto l’umidità del bagno anche senza macchine, seguendo poche regole pratiche.
Dopo la doccia, aprire la finestra completamente per 5–10 minuti creando corrente con un’altra stanza.
Asciugare rapidamente vetri e piastrelle con un panno assorbente. Tenere la porta leggermente aperta se il bagno non ha finestra.
Ventilazione meccanica in bagno - Vortice Spa
Inoltre è utile scaldare il bagno in modo costante, evitando sbalzi continui.
Un ambiente tiepido e asciutto favorisce l’evaporazione naturale e riduce la formazione di muffa negli angoli.
Queste abitudini funzionano quasi sempre. Non funzionano, invece, se il bagno ha pareti molto fredde o problemi strutturali: in quel caso serve un intervento più serio.
Nell’esperienza pratica, troppe case si affidano a macchine e prodotti sperando in una soluzione rapida.
La verità è più semplice e meno comoda: la maggior parte dei problemi di condensa nasce da aria troppo umida e poco ricambio, non dalle finestre.
Con la giusta routine e i giusti strumenti si può eliminare la condensa - Vortice Spa
I deumidificatori fanno il loro lavoro, ma diventano stampelle permanenti se non si cambia modo di cucinare, stendere, aerare e riscaldare.
Le vernici antimuffa possono aiutare, ma non risolvono pareti fredde e bagnate.
Le finestre ermetiche isolano bene, ma chiedono più attenzione all’aria.
Quello che funziona davvero è una routine minima ma costante.
Aerare bene due o tre volte al giorno, asciugare i punti critici, mantenere il riscaldamento stabile e non trasformare la casa in una lavanderia invernale.
È meno tecnologico, ma molto più efficace.
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