Come restaurare un mobile colpito dai tarli

NEWS DI Bricolage legno05 Ottobre 2012 ore 12:16
Quando i tarli attaccano il legno bisogna intervenire il più presto possibile per evitare che col tempo i mobili possano risultare danneggiati irreparabilmente.
tarlo , restaurare mobili , legno tarlato

particolare di mobile tarlatoI tarli sono insetti xilofagi, cioè che si nutrono delle sostanze contenute nella polpa del legno per cui quando un mobile viene attaccato dai tarli è bene contrastarne da subito la presenza tenendo bene a mente le strategie da adottare se si vuole evitare che i propri mobili possano risultare danneggiati irreparabilmente.

Tuttavia è giusto dire che le battaglie contro i tarli non sono quasi mai assolutamente definitive.

Anche se, in prima battuta, i tarli possono sembrare debellati, a distanza di tempo, anche mesi o anni, è possibile che si debba nuovamente sottoporre i mobili ad ulteriori trattamenti.


I tarli


Le larve dei tarli si nutrono cibandosi delle fibre di legno sia dei mobili che dei tronchi o anche del legname grezzo.
La preferenza va ai legni asciutti né troppo vecchi né troppo giovani, che consentono maggiore facilità di scavo.
Quasi tutti i tipi di legno possono essere infestati, solo il pino marittimo sembra essere immune all'attacco di tali insetti.

Le specie di tarli esistenti sono molte e si differenziano per dimensioni e tempi biologici.
Mediamente, nella fase di completo sviluppo, raggiungono dimensioni tra un paio di millimetri e un centimetro.

I tarli vivono all'interno del legno allo stato larvale per periodi che variano da qualche mese ad alcuni anni per poi sfarfallare, accoppiarsi e andare a deporre le uova dando inizio ad un nuovo ciclo vitale.

Dopo la schiusa delle uova le larve iniziano a scavare gallerie all'interno del legno arrivando, in alcuni casi, anche vicino alla superficie causando, talvolta, leggeri distacchi della vernice dei mobili colpiti.

tracce della presenza di tarliLa presenza di questi insetti è segnalata dai caratteristici cumuli di polvere che si rinvengono sui mobili o nelle loro vicinanze oltre che dal tipico rumore emesso durante le attività di scavo.

Quando i tarli raggiungono la maturità sessuale, scavano dei fori di uscita che costituiscono il segnale più evidente del fatto che il mobile è stato attaccato e che, ormai, l'opera di danneggiamento del legno è già in atto.

Fori dai bordi netti di colore chiaro indicano che i tarli sono appena usciti dal legno e che, probabilmente, altri insetti stanno ancora agendo all'interno. Fori più scuri dai bordi sfrangiati, invece, e parzialmente chiusi da cera e polvere indicano che, in quei punti, il mobile è già stato abbandonato da tempo dai tarli.


Trattamento antitarlo


Se sul mobile sono presenti fori scuri segno, quindi, di una passata attività dei tarli, è possibile richiuderli direttamente con dello stucco a cera solido del colore più simile possibile a quello del legno che si sta andando a riparare.

danni ad un elemento portanteQualora il danno dovesse essersi manifestato in parti strutturali del mobile, tipo piedi di tavoli o di sedie, al fine di irrobustire la struttura, è possibile praticare, nei fori, delle iniezioni di colla vinilica leggermente diluita con acqua per farla penetrare maggiormente in profondità.

Nei casi più gravi le applicazioni di collante possono essere ripetute anche più volte, prima di chiudere i fori con lo stucco, man mano che la colla iniettata in precedenza si va asciugando.

Se, viceversa, i tarli stanno ancora infestando il mobile su cui si vuole operare, è bene procedere prima a un trattamento con un liquido antitarlo di quelli reperibili in commercio.

spennellatura del legnoPrima di procedere all'intervento, il legno deve essere pulito accuratamente eliminando l'eventuale presenza di sporco che ostacolerebbe il contatto diretto col liquido.

La sostanza va dapprima applicata a pennello su tutta la superficie del legno, soprattutto sulle zone non verniciate, dove è più poroso.

trattamento antitarlo con iniezione nei foriSuccessivamente va iniettata, con una comune siringa, in ogni singolo foro. È bene che l'ago penetri quanto più è possibile all'interno del foro in modo da portare il liquido antitarlo più in profondità all'interno del legno avvelenando, così, le fibre più interne degli strati più profondi.

Se il liquido dovesse fuoriuscire, basta asciugare con un panno e attendere qualche istante che il veleno scorra nel foro prima di ricominciare.

Il mobile per intero, o le parti di cui è costituito, qualora sia possibile smontarlo, vanno chiuse in contenitori sigillati, anche delle buste di plastica spessa possono andare bene, all'interno dei quali è possibile inserire anche delle bacinelle contenenti lo stesso liquido antitarlo o della canfora per saturare l'ambiente di sostanze velenose.

Il mobile va mantenuto in questa condizione per almeno un paio di settimane, ovviamente in ambienti opportunamente arieggiati e non esposti ad intemperie, dopodiché può essere liberato e lasciato ad arieggiare fin quando l'odore del veleno sarà del tutto scomparso.

Durante l'estate bisogna verificare se avviene la fuoriuscita di nuovi tarli, dato che l'avvelenamento del legno è inefficace sulle uova eventualmente presenti nel legno al momento del trattamento. Se tale eventualità si verifica il trattamento va ripetuto fino a due o tre volte nell'arco dell'anno, preferibilmente a partire dall'autunno.
Se invece i tarli non si ripresentano, si può passare alla seconda fase dell'intervento con l'applicazione dello stucco e, ove necessario, della colla vinilica per eliminare i fori residui.

protezione delle maniÈ bene ricordare che, pur non essendo sostanze particolarmente tossiche quelle utilizzate per contrastare la presenza dei tarli, bisogna sempre maneggiarle con una certa attenzione e non lasciarle in zone facilmente accessibili, soprattutto ai bambini.


Trattamenti avanzati


mobile gravemente colpito dalla presenza di tarliIn alcuni casi può essere necessario ricorrere all'intervento di un esperto.
Ad esempio se si tratta di oggetti di particolare valore economico e artistico o quando la struttura del mobile risulta notevolmente compromessa dall'attacco degli insetti.

Esistono svariati sistemi sul mercato per combattere i tarli, in ogni caso la lotta è sempre lunga e l'eliminazione definitiva di tali insetti è spesso difficile da ottenere.

Uno dei modi più sicuri e definitivi prevede l'esposizione del mobile a fumi tossici che impregnano il legno ed avvelenano sia gli insetti che le larve, e fanno sì che altri insetti non possano allignare. Altre ditte, invece, propongono l'esposizione del mobile a sostanze nocive in apposite camere a gas o a depressione.
Tali trattamenti antitarle, tuttavia, sono costosi e si giustificano solo per mobili di pregio o di interesse storico.

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  • Patricia
    Patricia
    Domenica 25 Settembre 2016, alle ore 18:57
    Complimenti! Articolo interessantissimo e chiarissimo.

    Vorrei condividere la mia esperienza dei trattamenti e prodotti antitarlo che ho usato. I migliori prodotti sono a base di permetrina, sostanza molto efficace per uccidere i tarli ma innocua per l'uomo.

    Sono molti i prodotti che contengono il principio attivo Permetrina. Purtroppo ho sempre avuto il gran problema del odore penetrante che lasciano a lungo sui mobili.

    Quasi impossibile rimetterli in casa! Il problema piu grande si presenta con i mobili tappezzati. Cosa fare quando i tarli sono sotto la tappezzeria?

    Voglio condividere con voi questo prodotto per il trattamento antitarlo a base di permetrina, il quale è completamente inodore e non macchia la stoffa http://artedelrestauro.it/prodotti-restauro/antitarlo-permetrina.html

    Lo uso da più di tre anni e vi garantisco che i tarli non sono mai tornati.

    Spero che il mio consiglio sia stato utile. A presto!
    rispondi al commento
    • Fiol73
      Fiol73 Patricia
      Mercoledì 27 Settembre 2017, alle ore 15:45
      Mi scusi ma il link al prodotto non e' piu' attivo.
      Puo' fare una foto e pubblicarla o dirmi la marca che lei usa?
      rispondi al commento
  • Blauturkis
    Blauturkis
    Venerdì 19 Ottobre 2012, alle ore 19:34
    ... e il forno a microonde, cose ne pensa?
    rispondi al commento
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